Jan 22, 2020 Last Updated 2:23 PM, Jan 16, 2020

Sanità, Sileri: “Al lavoro per garantire trattamento omogeno dei celiaci in tutte le regioni”

“Con il decreto ministeriale del 10 agosto 2018 si è intervenuti anche nella revisione degli alimenti senza glutine inseriti nel registro nazionale”. Lo ha sottolineato il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri rispondendo oggi in commissione Sanità al Senato all’interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole Paola Boldrini. “L’esigenza di tale revisione, pertanto, era conosciuta e condivisa nei termini in cui è stata effettuata sia dall’Associazione italiana celiachia (Aic), che dagli operatori del settore – ha specificato Sileri -. L’obiettivo perseguito è stato quello di mantenere l’erogabilità dei soli ex prodotti dietetici, cioè i sostituti degli alimenti tradizionali caratterizzati dalla presenza di cereali gluteinati, quali in particolare pane, pasta e pizza che hanno sempre rappresentato il riferimento esclusivo dei prodotti erogabili ai celiaci”. Il viceministro ha proseguito spiegando che “alcune Regioni consentono l’acquisto dei prodotti nella Gdo e nei negozi specializzati, mentre altre hanno ‘dematerializzato’ il sistema”. Ma “la difformità organizzativa a livello regionale, oltre a creare disparità di trattamento – ha evidenziato Sileri -, rappresenta un ostacolo alla libera concorrenza, che invece permette una riduzione fisiologica dei prezzi. Allo scopo di pervenire a una situazione uniforme a livello nazionale riguardo alle modalità di erogazione, nonché per assicurare la possibilità di acquistare i prodotti anche al di fuori delle farmacie e della Regione di residenza, è stato istituito un ulteriore Gruppo di lavoro, con la partecipazione di rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome, per concordare soluzioni condivise e omogenee”.

Speranza: «Sblocco fondi per carriera camici bianchi e stabilizzazione ricercatori per fermare ‘esodo’ all’estero»

«I nostri medici e professionisti sanitari devono essere valorizzati al meglio. In tanti scelgono purtroppo di andare all’estero. Per contrastare questo esodo, e per motivare i nostri camici bianchi, nel decreto “Milleproroghe”, pubblicato il 31 dicembre, abbiamo ottenuto il via libera ai fondi accessori (RIA) e nuovi percorsi di stabilizzazione per i ricercatori degli Irccs e degli Izs. Ora questi fondi potranno essere utilizzati per i nostri medici, veterinari, dirigenti sanitari e dirigenti delle professioni sanitarie, per migliorare la carriera dei più giovani e per retribuire meglio le condizioni di disagio lavorativo. Anche così rendiamo più forte il Servizio Sanitario Nazionale e tuteliamo la salute di tutti». Queste le parole del ministro della Salute, Roberto Speranza, sui provvedimenti varati negli ultimi giorni del 2019.

 

Fonte: Ufficio Stampa del Ministero della Salute

 

 

Speranza, "Buon compleanno Ssn, oggi diventa Legge abolizione superticket"

"Buon compleanno al Servizio sanitario nazionale, nato con la Legge 833 del 23 dicembre 1978. Oggi diventano Legge l’abolizione del superticket, il più grande aumento del Fondo sanitario nazionale degli ultimi anni e tutte le misure destinate ad assumere medici, infermieri e personale. Così sosteniamo e rafforziamo il nostro Ssn e tuteliamo il Diritto alla Salute sancito dalla nostra Costituzione". Lo afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza in occasione del 41^ anniversario dell'istituzione dell'Ssn.

Fonte: Ufficio Stampa del Ministero della Salute

 

Sanità: tra 2020 e 2022 ci saranno 23.000 potenziali candidati a rafforzare il Servizio sanitario nazionale

Stimare quanti saranno i medici, gli infermieri e il personale sanitario e amministrativo che entreranno in servizio nei prossimi mesi è un esercizio che può essere influenzato da molte variabili. Innanzitutto, le assunzioni dovranno basarsi sul fabbisogno e, va sottolineato, resta ad ogni singola Regione individuare le relative coperture economiche e i relativi capitoli di spesa. Le Regioni non avranno a disposizione, come erroneamente ipotizzato da qualche testata giornalistica, solo ed esclusivamente i fondi corrispondenti alla quota incrementale sul Fondo sanitario nazionale, che passa dal 5 al 10%, (con la possibilità nei casi specificati di arrivare fino al 15%). Potranno, quindi, assumere personale (con concorsi, scorrimenti di graduatorie e stabilizzazione di precari) in base alle risorse disponibili fino ad arrivare a quei limiti di spesa indicati dalle nuove norme. 

Riguardo al numero degli specialisti con un’anzianità di servizio effettiva superiore a 40 anni ed un’età anagrafica minore di 70 anni, è possibile esclusivamente procedere ad una stima effettuata sulla base dei dati disponibili sul Conto Annuale IGOP, dati di fonte ENPAM e sulla base di una serie di assunti sull’età di ingresso nel SSN e sul riscatto degli anni di laurea e di specializzazione. Ciò premesso si stima che la platea dei possibili interessati, cioè degli specialisti con un’età inferiore a 70 anni, che potrebbero essere interessati a restare volontariamente in servizio oltre i 40 anni di servizio effettivo nel triennio 2020-2022, sia mediamente pari a circa 10.000 unità.

Per quel che riguarda gli specializzandi iscritti al terzo, quarto e quinto anno di corso delle scuole di specializzazione di 4 e 5 anni, tenendo conto dei contratti di formazione specialistica finanziati, si stima che nel 2020 siano circa 11.600 e nel 2021 circa 13.000.

 

Fonte: Ufficio Stampa del Ministero della Salute

Patto per la salute, Speranza: Paese più unito e SSN più forte

 

“Il Paese è più unito e vuole investire nuovamente, con tutta l'energia possibile, nel comparto salute”. È quanto ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo l’approvazione definitiva da parte della Conferenza Stato-Regioni del nuovo Patto per la Salute.

“Penso che questa sia la scelta giusta – ha proseguito Speranza – grande unità e grande coesione tra lo Stato, il Governo e le Regioni. Proviamo ad investire con vigore: lo facciamo con 2 miliardi di euro in più quest'anno e 1,5 miliardi il prossimo. Ma abbiamo un obiettivo molto più ambizioso da qui alla fine della legislatura, annunciato insieme al presidente del Consiglio Conte: 10 miliardi per la sanità. Con questo Patto affrontiamo alcuni nodi fondamentali, a partire da quelli del personale, per provare a dare più forza al nostro Servizio sanitario nazionale. Oggi, si è scritta una bella pagina di dialogo tra le istituzioni e di collaborazione istituzionale e il Servizio sanitario è più forte”.

“Proveremo ogni giorno a migliorare il nostro Ssn – ha aggiunto il Ministro – Dobbiamo investire e mettere ancora più risorse, favorire l'accesso di nuove energie e di capitale umano, dobbiamo investire sulla sanità digitale e sulla ricerca, che va valorizzata. Quando si parla di salute delle persone, non c'è mai un punto di arrivo, ma sempre un nuovo punto di partenza. Questa approvazione del Patto per la Salute è un fatto positivo e rilevante, ma è anch'esso un punto di partenza per costruire una sanità più in grado di rispondere alle domande dei cittadini”.

“Abbiamo iniziato a dare risposta anche all'eccessiva mobilità sanitaria – ha concluso Speranza – che costringe spesso i cittadini del Sud a recarsi nelle regioni del Nord. Investiremo il più possibile per rafforzare i presidi sanitari e i nostri ospedali nel Mezzogiorno".

 

 SINTESI - “PATTO PER LA SALUTE 2019-2021”

 Finanziamento Fondo sanitario nazionale

Confermate le risorse per il prossimo biennio con un aumento previsto di 2 miliardi per il 2020 e 1,5 miliardi per il 2021. Il livello del finanziamento in questo modo passa dai 114.474.000.000 del 2019 ai 116.474.000.000 del 2020 ai 117.974.000.000 del 2021. Governo e Regioni concordano, inoltre, di ricondurre le quote vincolate del riparto del fabbisogno sanitario standard all’interno del riparto relativo alla quota indistinta, confermando i criteri di assegnazione definiti nelle ultime proposte di riparto.

Lea

Governo e Regioni si impegnano a completare il percorso di attuazione del DPCM 12 gennaio 2017 “Nuovi Lea”, con l’approvazione del decreto che fissa le tariffe per consentire l’entrata in vigore dei relativi nomenclatori.

Previsto un nuovo strumento di misurazione della qualità delle cure

Dal 2020, grazie al Nuovo sistema di garanzia (NSG), il Comitato Lea effettuerà una nuova valutazione annuale sulla qualità, appropriatezza ed efficienza dei servizi sanitari regionali. In caso di gravi criticità rilevate in almeno due dei tre macro-livelli di assistenza, la Regione dovrà presentare un piano di risoluzione delle criticità che viene valutato ed eventualmente integrato dal Comitato Lea con il supporto degli Enti vigilati. Nel caso di valutazione insufficiente in tutti i tre macro-livelli la Regione è valutata inadempiente e deve elaborare un piano operativo di riorganizzazione.

Nuovi criteri per fine commissariamenti

Governo e Regioni si impegnano entro 180 giorni a riesaminare la procedura di nomina dei Commissari ad acta, anche alla luce delle ultime sentenze della Corte Costituzionale. Allo stesso tempo, si è concordato di elaborare nuove Linee guida adottate da Ministeri della Salute e dell’Economia e delle Finanze da sottoporre all’intesa della Conferenza Stato-Regioni che contengano indicazioni operative per la valutazione dei parametri per l’uscita dal commissariamento. I nuovi parametri dovranno essere basati sull’equilibrio di bilancio, sull’adempimento del mandato commissariale e sulla garanzia che i Lea siano al di sopra della soglia di sufficienza. Come parametri per il commissariamento, oltre al livello di disavanzo fissato al 5% per l’avvio della procedura, sarà anche previsto un meccanismo di allerta preventiva al superamento della soglia del 3%.

Risorse umane

In presenza di oggettive esigenze di personale e nel rispetto degli equilibri di bilancio, nel triennio 2020-2022 sale fino al 15% rispetto all’incremento annuale del Fondo sanitario nazionale il budget disponibile per nuove assunzioni. Via libera all’ammissione degli specializzandi iscritti al terzo anno del corso di specializzazione quadriennale o quinquennale alla partecipazione alle procedure concorsuali per la dirigenza sanitaria e proroga al 31 dicembre 2022 della possibilità di stipulare contratti a tempo determinato per gli specializzandi collocati nelle graduatorie concorsuali. Sarà consentita la proroga a rimanere a lavoro oltre i 40 anni di servizio e fino a 70 anni di età ai medici specialisti, su base volontaria e secondo le esigenze aziendali. È stato inserito nell’accordo anche l’impegno ad uniformare le modalità di svolgimento della formazione specialistica a tempo parziale e delle attività formative teoriche e pratiche previste dagli ordinamenti e regolamenti didattici della scuola di specializzazione universitaria. Si va, poi, verso il superamento anche temporaneo della normativa relativa alla validità delle graduatorie di personale sanitario del SSN con l’obiettivo di garantire il tempestivo reclutamento del personale del SSN. Prevista anche la revisione, in accordo con il MIUR, del sistema di formazione dei medici specialisti. Revisione, infine, dei contenuti del corso regionale di formazione specifica in medicina generale, in ragione dei mutati scenari sanitari e sociali, ribadendo il ruolo dei MMG nell’azione di prevenzione e contrasto delle malattie croniche.

Mobilità Sanitaria

Nuovo programma nazionale Governo-Regioni per recuperare a tutela di un più equo e trasparente accesso alle cure fenomeni di mobilità dovuti a carenze locali/regionali organizzative e/o di qualità e quantità delle prestazioni.

Enti vigilati

Previsto il riordino di AIFA, ISS e Agenas per superare la frammentazione e duplicazione di competenze. L’obiettivo è di rivedere la governance e i meccanismi operativi di funzionamento. In questo ambito verranno accorpate le funzioni frammentate in materia di HTA in un unico soggetto, a garanzia dell’autorevolezza e dell’indipendenza del processo di valutazione.

Governance farmaceutica e dei dispositivi medici

Nuova revisione e ammodernamento della governance farmaceutica e dei dispositivi medici per migliorare l’efficienza allocativa delle risorse. 

Investimenti

Individuati interventi infrastrutturali necessari per 32 miliardi di euro, a cui si aggiungono 1,5 miliardi per l’ammodernamento tecnologico delle attrezzature. Il Patto impegna il Governo ad incrementare le risorse a disposizione per l’edilizia sanitaria ex art. 20 della legge 67/88 e a velocizzare le procedure per la sottoscrizione degli accordi di programma e l’ammissione a finanziamento.

Assistenza territoriale e medicina generale

È stata concordata la riorganizzazione dell’assistenza territoriale con l’obiettivo di favorire, attraverso modelli organizzativi integrati, attività di prevenzione e promozione della salute, percorsi di presa in carico della cronicità basati sulla medicina di iniziativa, in stretta collaborazione con il Piano nazionale della cronicità, il Piano di governo delle liste di attesa e il Piano nazionale della prevenzione. Questo puntando al potenziamento dell’assistenza domiciliare, semiresidenziale e residenziale per prevenire l’aggravamento delle patologie legate ai processi di invecchiamento della popolazione. In questo ambito, è previsto l’ampliamento della sperimentazione della Farmacia dei servizi come presidio rilevante per la presa in carico dei pazienti ed il controllo dell’aderenza terapeutica degli stessi. Allo stesso tempo, verrà valorizzata l'assistenza infermieristica di famiglia/comunità, per garantire la completa presa in carico integrata delle persone, nell’ambito della continuità dell’assistenza, e dell’aderenza terapeutica in particolare per i soggetti più fragili.

Fondi sanitari integrativi

Previsto un gruppo di lavoro per l’ammodernamento e la revisione della normativa sui fondi sanitari e sugli altri enti e fondi aventi finalità assistenziali. Obiettivo è quello di favorire la trasparenza del settore, tutelare l’appropriatezza dell’offerta assistenziale e di potenziare il sistema di vigilanza, per migliorare l’efficienza complessiva del sistema.

Modelli previsionali

A supporto delle scelte di programmazione si prevede una sempre maggiore integrazione dei dati e dei diversi flussi informativi che consenta di realizzare strumenti e modelli previsionali per l’analisi del fabbisogno di salute della popolazione.

Ricerca

Verrà promossa una governance condivisa della ricerca per definirne priorità ed ambiti condivisi e per snellire le procedure di attribuzione delle risorse. La ricerca è individuata come volano di sviluppo del Paese.

Prevenzione

Promozione e prevenzione sono chiavi per garantire equità e contrasto alle disuguaglianze di salute.

In particolare è previsto:

-          contrasto al fenomeno dell’antimicrobico-resistenza;

-          consolidare il contrasto alle malattie croniche attraverso promozione della salute, diagnosi precoce e presa in carico precoce;

-          piena realizzazione del Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo e della rosolia;

-          standard adeguati di personale per sicurezza sui luoghi di lavoro;

-          approccio “One Health” che considera la salute umana e la salute degli animali come interdipendenti e legati alla salute degli ecosistemi;

-          più controlli in materia di sicurezza alimentare e sanità veterinaria.

Le Regioni e il Governo hanno anche concordato di valutare l’estensione delle fasce d’età a cui è rivolto lo screening mammografico.

Revisione del ticket

Sarà istituito un gruppo di lavoro che avrà come obiettivo quello della revisione della partecipazione alla spesa da parte dei cittadini per ridurre le disuguaglianze attraverso la graduazione dell’importo dovuto in funzione del costo delle prestazioni e del “reddito familiare equivalente”.

Partecipazione dei cittadini

Per migliorare la relazione con i cittadini si punterà sempre più sulla trasparenza e la comunicazione, attraverso il loro coinvolgimento in pratiche di partecipazione inclusive.

Prevista anche una forte promozione degli strumenti di accesso informatico ai servizi erogati telematicamente dal SSN, adottando regole standard, codifiche condivise e interoperabilità degli ecosistemi informatici.

Revisione del DM70/2015

È stato preso l’impegno alla revisione del Regolamento sugli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera, visti le mutate evidenze e le criticità rilevate nell’implementazione regionale.

 

Fonte: Ufficio Stampa del Ministero della Salute