Aug 24, 2019 Last Updated 12:47 PM, Aug 23, 2019

74 Unioni civili, adesso siamo tutti più tranquilli

Demolitore della cultura conformista, speleologo del Il dibattito sulle unioni civili e sulle scelte di Vendola da oltre quattro mesi ci tartassa attraverso tutte le forme mediatiche esistenti secondo un petulante e ripetitivo “cosa ne pensate”. Copertine dei rotocalchi, gossip e televisioni a go go, persino il beep sul telefonino mi avverte che adesso c’è la tavola rotonda di quel partito, mentre quell’altro movimento non è d’accordo. Poi c’è la telecronaca in diretta dell’approvazione di legge. Interessantissimo è sapere che cosa ne pensa la destra, cosa vuole la sinistra e come si raccorda il centro.
Ma interessantissimo per chi??
E’ questo il tema più urgente, irrinunciabile e assolutamente importante per l’emergenza Paese, un argomento su cui legiferare con confronti istituzionali serrati, mettendoci l’impegno massimo di tutte le commissioni parlamentari ed i gruppi politici al lavoro da mesi?
Il dibattito pubblico, i processi serrati e sommari, le sentenze morali e i sermoni ecclesiastici si sprecano mentre si chiede all’opinione pubblica se è “matura” oppure “retrograda”.
Fermo restando che nel merito bisognerebbe avere più riservatezza per tematiche delicate appartenenti alla sfera individuale, senza dubbio privata, mi viene da pensare che tutto è riconducibile alla libertà personale. Ma questa non è, in Italia, comunque e sempre sancita, anche in tema di scelte sessuali, di religione, etc etc, dalla nostra Costituzione?  
Tutti stanno cercando un titolo ad effetto. Che cos’è una gara, un divertimento? Oppure una scusa per non affrontare argomenti più importanti?
Non sarebbe meglio parlare di Economia, Sviluppo, Sanità, Lavoro, Giustizia?
Sembra banale ma di fatto non si fa. Si blatera di unioni civili, di moschee, di primarie e di materia elettorale, di mandare i soldati in Libia come forza di pace.  
Cari Parlamentari, ve lo chiedo per favore.
Parliamo di riforme.
Servono di più. O no?

Luca guazzati
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75 Lettera al ministro Lorenzin: Sanità… e Senato

Gentile Ministro,
ringrazio per l’attenzione sempre dimostrata verso la stampa e specialmente verso la nostra testata giornalistica Senzaetà che si occupa di Salute ormai da sedici anni.
Dire che siamo in trincea non sarebbe vero, visto che è di solito il giornale quotidiano che si occupa di inchieste, mentre un periodico dovrebbe approfondire argomenti e proporre idee più… a lunga scadenza. Ma il nostro strumento di comunicazione è diventato con il tempo un network e quindi i social ci aiutano a “stare sulla notizia”, a ribattere in tempi utili, a stigmatizzare situazioni di cattiva gestione, programmazione, politica. Con i costi per i cittadini. Proprio a Lei che ascolta e segue con attenzione i messaggi che vengono “dal basso”, come questo, dimostrandolo anche in eventi come gli “Stati Generali” da poco conclusi, voglio allora sottoporLe qualcosa di cui ci siamo accorti, lavorando nella e sulla Sanità.
Qualsiasi politica che si basi sui tagli, è – lo dicono tutti – una cattiva politica, anche quando necessaria. Ora, la riforma del Senato ci pare un taglio che va in tale direzione. Essa  propone di mandare a casa duecento e rotti senatori elevando poi a grado parificato alcuni consiglieri regionali e sindaci che dal territorio si troveranno a decidere di cose importanti come la Sanità. Questo ci preoccupa. Già la situazione delle Sanità nelle Regioni, ci preoccupa.
Figuriamoci poi la “chiamata” di sindaci (che di Sanità non si occupano...)
Siamo comunque d’accordo che, se si deve riformare, si deve cambiare, qualcuno a casa bisogna mandarlo…. Allora “avanti si vada”. Viva la riforma. Ma perché invece non pensiamo a far funzionare il Senato, a fare un Senato di esperti, tecnici, competenti… in qualche cosa. Senatori che possano intervenire, legiferare, analizzare, valorizzare, addirittura programmare (parola sparita dal dizionario dei partiti) proprio la Sanità, settore che rappresenta la stragrande maggioranza del Pubblico, degli impiegati pubblici per numero, degli “affari” pubblici. Ma anche delle responsabilità sociali e civili della nostra (piccola, grande, povera) Italia?

Luca guazzati
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76 Diecimila riviste scientifiche, articoli tutti “buoni”?

Promosse da uno studio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” di Roma, le riviste scientifiche cosiddette “open access”: la qualità dei loro articoli è uguale alle altre…
In altre parole le riviste di nuova generazione accessibili a tutti gratuitamente (in rete) e per le quali a pagare sono gli scienziati che pubblicano le loro ricerca, hanno dunque contenuti - almeno in campo oncologico – validi, del tutto comparabili per  qualità a quanto troviamo sulle riviste tradizionali.
Negli ultimi 25 anni il metodo di pubblicazione delle riviste scientifiche ha subito una sostanziale trasformazione legata al potenziale tecnico offerto dal Web. Il numero di riviste open access è aumentato fortemente e a oggi se ne contano più di diecimila.
Lo studio, quindi, rivela che, nonostante le riviste in rete ricevano un pagamento da parte degli autori del lavoro al fine di pubblicarlo, il processo di revisione non risulta compromesso in termini di qualità. Ricercatori e lettori possono pubblicare e leggere articoli su entrambe le riviste senza il timore di avere articoli di qualità differente.
Noi di Senzaetà non siamo contrari all’informazione, anche a pagamento: più ce n’è, meglio è. Per distinguerla però dalle “invenzioni” c’è una figura che occorre ci sia sempre e controlli: il direttore responsabile, che è e deve essere un giornalista professionista.

Luca guazzati

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Futuro e diritti di chi convive con il terremoto

Pensare al futuro. Ricostruire pensando alle nuove generazioni, alla loro sicurezza, alla possibilità di vivere tranquilli, in case il più possibile sicure.

Ecco, questo è quanto chiedono i residenti di Amatrice, Accumoli, Arquata e delle 96 frazioni del centro Italia distrutte dal terremoto. Scosse lunghe, forti ma tremendamente insistenti e numerose. Lo si sapeva, in quella zona. In grado di sbriciolare costruzioni improvvisate un secolo fa e mai revisionate, oppure, ed è più grave, abbattere quelle ristrutturate alla buona, dai soliti furbetti degli appalti. La nomenclatura politica italiana si è recata solerte sul posto ed ha chiesto, bisogna dire con buon senso pratico, agli stessi abitanti: “E adesso, cosa vorreste?” La risposta è di quelle che non si dimenticano, nelle facce della gente, nelle parole commosse di chi ha perso un figlio, nei disegni innocenti di bambini rimasti orfani. spesso soli del tutto.

Non fuggire via, ma tornare a costruire. Stavolta costruire il futuro con basi solide. Perché se l’uomo non avrà mai la certezza di prevedere un terremoto o di riuscire a sopravvivere alla furia di una Natura in taluni casi contraria e superiore, può almeno creare le condizioni per resistere con forza, per avere un tetto sopra la testa appoggiato sulle regole dell’edilizia e dell’intelligenza e non su foratoni di mezzo secolo tenuti insieme da paglia e malta. Di sapere che i suoi figli stanno dentro scuole salde e solide. Questo vogliono gli abitanti terremotati. Si può fare. Meglio, prima dell’irreparabile.

Non è poco, ma ci sembra proprio un diritto inviolabile.

Luca guazzati

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Davanti alla Tv si mangia di più (e male)


Dopo aver ricevuto il veto redazionale a palesare la mia idea sul referendum con la motivazione che potrebbe istigare alla violenza, ritengo di dovermi soffermare sulle ultime news che arrivano dagli Usa. Ma no, non mi riferisco all’ennesima “trumpata” bensì ad una ricerca curiosa che fa molto riflettere.
Un gruppo di ricercatori universitari ha stabilito una forte connessione fra l’obesità e l’abitudine di mangiare la sera guardando la tv. Ciò riguarda inoltre qualsiasi fascia d’età poichè la distrazione crea un duplice effetto dannoso: scarsa attenzione al cibo e maggiore quantità. Questa cosa merita più attenzione in assoluto. Se si pensa infatti alla distrazione, immediatamente si capisce che è la qualità del cibo che si mangia a rimetterci... Inoltre davanti ad uno spettacolo, ad un tg o ai soliti “pacchi” serali, si ingurgita distrattamente qualunque cosa, salvo poi smettere quando ci si sente sazi, addirittura gonfi. Per non parlare di qualche programma, a dire il vero la maggior parte, di informazioni negative e inchieste per stabilire chi dei cittadini è più fesso, che ci bombardano tutte le sere dai canali ormai non solo pubblici ma purtroppo anche privati. Smuovendo fortemente il sistema nervoso fra rabbia, impotenza, presa in giro e continue forzature al limite della satira di totò e peppino, che oggi è diventata realtà quotidiana, come può la mamma o il papà sorvegliare cosa mangia il piccolo, quando dando pessimo esempio butta giù patate, fagioli e birra con velocità rabbiosa? La tv dunque è responsabile anche di come mangiamo. Infatti è stato detto scientificamente che persino i tempi del masticare e le condizioni dell’alimentazioni sono importanti e incidono sul nostro metabolismo. A questo punto allora, sarebbe da consigliare semplicemente: torniamo ad ascoltare quei rilassanti programmi musicali alla radio. Guardandoci, perchè no, finalmente negli occhi.

Luca guazzati

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