Dec 09, 2018 Last Updated 11:44 AM, Dec 7, 2018

Che scherzi fa la testa Quando solitudine vuol dire malattia

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…e dopo la pensione mi riposo. Ecco l’errore più grande che si possa fare, in contrasto con tutti i dettami della longevità attiva, del vivere in buona salute, del buon senso. Il “riposo” infatti non può essere staccare la spina: ne risentirebbe in primo luogo il cervello che quando si rilassa fa danni grossissimi!
Si comincia con un paio di pantofole e diventiamo subito un peso e un costo per l’intera società. Non solo, ma sedersi in poltrona costituisce, di suo, il porsi automaticamente fuori da tutto. Dalla società civile, da quella che conta, dalle amicizie, purtroppo a volte anche dal resto della famiglia. In tal senso sono vietatissime le trasmissioni contenitore della televisione, i talk, i talent, i gossip, i kitchen show. Se sei arrivato al GF vip, all’Isola dei famosi, al “Viva Maria” di uomini e donne, sei davvero… “arrivato” in tutti i sensi.
Ma come si fa invece quando si è soli? Quando alla voce “componenti della famiglia” si scrive tristemente il numero 1 …e basta?
Oggi la maggioranza dei nuclei familiari è rappresentata da una persona soltanto. Una volta le famiglie vivevano assieme non solo per necessità economica, ma perché nel ciclo naturale della vita, prima i genitori si prendevano cura dei figli piccoli, e poi i figli adulti si prendevano cura dei genitori anziani.
 Uno scenario profondamente mutato, che incide sulla qualità della vita degli anziani e sull’insorgere di patologie. E’ provato che avere pochi amici, una pessima vita sociale, non essere iscritti a circoli o associazioni, rappresenta un pericolo per la nostra salute, rende fragili.
 Un recente studio pubblicato sulla rivista Health ha dimostrato che la solitudine aumenta l’incidenza di ictus (32% in più) e problemi di cuore (29%), le due principali cause di morte nei paesi sviluppati. Noi aggiungiamo che la depressione va a braccetto con la solitudine, con la pensione, con la… poltrona. In agguato ci sono tutte le forme neurodegenerative che sono invece sempre più flessibili, sempre più presenti, vitali, diramate e numerose e… incurabili. Incurabili? Forse. Ma quanto non ci piace questa parola! Anzitutto, qui sopra, abbiamo indicato la principale formula di longevità attiva e prevenzione. Alzarsi dalla poltrona. Inoltre, aggiungiamo per deformazione professionale, qui e subito, in queste pagine, andiamo alla ricerca di notizie, novità, cure, impegno e professionisti che lavorano per migliorare la qualità della vita.
Oggi Senzaetà è andata a Villa Margherita.

luca guazzati
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