Oct 15, 2018 Last Updated 9:23 AM, Oct 15, 2018

Gianni Morandi: cantare, elisir di lunga vita

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Gianni Morandi è il nostro ideale testimonial per l’inizio di un 2018 che promette molta più attenzione alla persona. La carica che ci ha trasmesso, in quella mezz’ora di intervista per la prima pagina di Senzaetà,  passata a chiacchierare, fra passato e futuro, riguarda il presente. Già: il presente. Gianni è un grande, poliedrico personaggio, che ha fatto la storia della canzone italiana, ma è capace di guardare al domani con occhi sempre nuovi, propositivi, geniali, innovativi. E’ capace di dare molto agli altri e si dichiara innamorato, quando gli chiediamo, come tutti, il segreto del suo essere “eterno ragazzo”. Semplicemente: innamorato. C’è cosa più grande? A pensarci bene la lezione che ci dà è molto “al presente”. Semplice? Leggera? Chiamatela come volete… E’ l’invito a vivere l’attimo, a carpire il positivo della vita, a capire quanto è importante la cosa più spontanea, più immediata. Il nostro presente, la persona che abbiamo davanti. Avete mai provato a considerare alcuni testi delle canzoni come parole che fanno bene?  Gianni Morandi parla di ogni cosa, non si tira indietro. Risponde a tutto e a a tutti e lo fa subito; ama stare in mezzo alla gente, ringrazia ancora per un selfie, un autografo e una stretta di mano. Sì: ringrazia!

 Ma c’è un’altra “lezione” che viene da Gianni. Senza scomodare troppo uno come Kundera che alla leggerezza dell’essere aveva dato un significato nuovo e introspettivo della ricerca della verità e del senso della nostra vita – e chi non ricorda quella bellissima piuma che vola in Forrest Gump? - bisogna un attimo riflettere sulla musica cosiddetta leggera. Cosa vuol dire? Qualcuno può pensare che è banale, scontata, commerciale. Però quelle parole che ci rimangono in testa, quel motivetto che ci piace tanto, ciò che cantiamo sotto la doccia, quella musica che ci ha fatto innamorare… 

Insomma chi non ha la “sua” canzone, quella che ricorda un momento della vita, un luogo, un viso, un incontro importante? Allora, che cosa significa leggera?

Patch Adams era un medico. Sosteneva che ridere fa bene e l’allegria è una terapia. Di più: essere positivi, sorridere, scherzare, prendere la vita – a volte cattiva – come viene, anche nella malattia e nella malasorte, è la più grande manifestazione di forza dell’Uomo. 

Quando poi finiscono i nasi rossi, terminano i gesti buffi, non si ricordano altre barzellette e si sgonfiano i palloncini… diresti: ecco, non ne ha più.  Invece no! Ha un’ultima, grande risorsa. Dentro. Nel suo carnet speciale di Bene. Lui iniziava a cantare.  Cantare.  

E’ la leggerezza che vogliamo condividere, qui.

Luca Guazzati 

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