Oct 20, 2019 Last Updated 9:46 AM, Oct 18, 2019

La Sanità e le Regioni: reattiva l’Emilia Romagna

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Non appena la redazione di Senza età ha chiesto (vedi a pag. 4) a tutti gli assessorati alla Sanità delle Regioni italiane di pubblicare i propri comunicati stampa, siamo stati bombardati in particolare da Campania, Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Marche. Una prima considerazione, la dedichiamo questa volta all’Emilia Romagna. Per due temi.
Vaccini. In Emilia-Romagna confermato il superamento del 95% di copertura per le vaccinazioni obbligatorie nei bambini di due anni. A fine 2018, percentuali in crescita in tutti i territori. Bonaccini e Venturi: “Orgogliosi di un risultato straordinario. In due anni di applicazione della nostra legge regionale, la prima in Italia, recuperato un calo preoccupante…”.
Legge “Dopo di Noi”. Risultati ottimi per il primo bilancio diffuso dalla Regione Emilia Romagna sulla legge 112/16 (ne parliamo anche a pag. 50): ben 1.064 interventi, di cui hanno beneficiato 860 persone con gravi disabilità (468 uomini e 392 donne, tra 36 e 45 anni di età), per ognuna delle quali le équipe multi-professionali dei servizi sociosanitari del territorio hanno predisposto progetti personalizzati, di autonomia e inclusione sociale.
Una Regione dunque molto reattiva e dinamica, impegnata proficuamente nella Sanità.
La nostra “inchiesta” comparata fra le Regioni italiane non vuole criticare chi fa meno, ma sicuramente evidenziare chi fa di più.
La Sanità è oltre l’80% di tutti i bilanci degli enti pubblici locali… e quindi dello Stato. E’ la cartina tornasole del funzionamento del welfare, del vivere meglio e più a lungo in una Italia che in quanto a longevità è fra i primi Paesi al mondo, da sempre.
Qui, dove i nostri soldi confluiscono maggiormente, si gioca il futuro e la civiltà di una nazione.
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