Dec 16, 2017 Last Updated 2:01 PM, Dec 15, 2017

Sanità, ma Dubai se i soldi non ce l’hai?

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Abbiamo già visto come le prime società finanziarie del mondo stiano investendo sul Biotech. Scopriamo poi che gli Emirati puntano tutto sul business della Salute, mettendo in campo 20 miliardi di dollari in due anni. Dunque la Sanità tira. Il welfare è il futuro e la terza età è mercato a forte espansione. Mercato, avete sentito bene.

Nasce a tempi record la Dubai Healthcare city che ad oggi ospita già 130 ospedali con 5 mila medici altamente specializzati, candidandosi a diventare nel 2020 (con quei soldi che abbiamo detto) l’hub medicale e della ricerca più importante del mondo. Addio vecchia Europa, fra i tanti declini quello relativo alla sanità e alla medicina non ce lo aspettavamo proprio. I migliori cervelli vanno là, ma se possono fin da subito, non come i calciatori a fine carriera.

Già perché ad oggi, il “paradiso” europeo resta solo quello calcistico.

Ma gli italiani non stanno a guardare: c’è chi sa. E guarda avanti.

Quello della salute infatti è il settore emergente per eccellenza nell’ambito dei vari business internazionali. Un po’ come in Cina, che cercano disperatamente di capire come si fa una “casa di riposo”: per ora hanno capito a cosa serve.

L’Italia con enti, associazioni e imprese, può giocare un ruolo da protagonista sia come partner nella ricerca scientifica, sia come allocazione di giovani medici e chirurghi o personale specializzato, sia come scambio e destinazione di cura dei pazienti.

Assolombarda e AIOP negli Emirati ci sono stati. A Dubai è sbarcata una delegazione per Italycares, una nuova “rete” di strutture e cliniche della sanità che ha trattato direttamente con Health Autorithy Abu Dhabi (il ministero della Sanità di Dubai) la firma di protocolli d’intesa  tra dicasteri e ospedali per formare qua i medici degli Emirati, per ospitare alcune cronicità in attesa dello sviluppo locale, sia infine per la collaborazione in loco, a Dubai, dove nostri medici possono andare a fare pratica in gruppi ospedalieri sempre più attrezzati e sempre più grandi. C’è molto da imparare, da entrambe le parti. I campi più richiesti (e quelli per cui quasi il 90% di 30mila malati emiratini si spostano ogni anno verso l’Italia) sono: Oncologia; Neurologia e Neurochirurgia; Ortopedia; Cardiochirurgia e Oftalmologia.

Luca Guazzati 

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