Oct 17, 2018 Last Updated 9:21 AM, Oct 17, 2018

Violenza su minori, donne e anziani: se ne parla domani ad Ancona

Gli abusi sui minori rappresentano una delle più gravi emergenze umanitarie del nostro tempo. Secondo i dati riferiti dal Dott. Michele Caporossi, dal 1° gennaio 2010 a fine 2017, i casi osservati nell’ospedale materno-infantile Salesi sono stati 69, di cui 37 per sospetto maltrattamento e 32 per sospetto abuso sessuale. La fascia di età maggiormente interessata è quella da 6 ai 10 anni, seguita da quella da 0 a 5 anni. I casi sono stati tutti segnalati all’Autorità Giudiziaria.

Per quanto attiene la donna adulta, considerato lo stesso periodo, i casi giunti all’osservazione della nostra Azienda sono stati 223, di cui 194 casi di maltrattamento e 29 di violenza sessuale. La fascia di età maggiormente colpita è quella al di sopra dei 40 anni. La norma penale, considerata la delicatezza della problematica prevede l’obbligo da parte del professionista della salute di denuncia all’Autorità Giudiziaria solo in situazioni particolari, previste dal codice penale, lasciando alla donna la libertà di decidere se sporgere o meno querela.

Di tutto questo si parlerà domani, 18 ottobre 2018, nel corso del convegno regionale “La violenza sui minori, sulle donne e sugli anziani: riconoscere, proteggere, intervenire”. Organizzato dall’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona e giunto alla sua VI edizione, l'evento si terrà presso l’Aula Montessori della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Ancona. Un appuntamento che affronta un tema di grande attualità, la violenza sulle persone fragili, ormai fisso ed imperdibile per tutti i professionisti di varie discipline che orbitano attorno ad una problematica estremamente complessa.

Si tratta di un evento che conta già 300 iscritti e che, grazie al contributi di esperti di acclarata fama, consentirà di confrontarsi sugli strumenti necessari per il contrasto alla violenza.

Interverranno il Presidente del Convegno, Michele Caporossi, Direttore Generale dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona, il Magnifico Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Prof. Sauro Longhi, ed il nuovo Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, Dott.ssa Monica Garulli.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità circa 1 su 6 persone anziane ha subito alcune forme di abuso durante lo scorso anno. Se la proporzione delle vittime di abusi sugli anziani rimane costante, il numero di persone colpite aumenterà rapidamente a causa dell'invecchiamento della popolazione, aumentando a 320 milioni di vittime entro il 2050. Per quanto riguarda le donne si stima che il 31.5% della popolazione femminile compresa tra 16-70 anni ha subito nel corso della vita violenza fisica o sessuale, il 26.4% ha subito violenza psicologica o economica e il 21.5% ha subito comportamenti persecutori (stalking) da parte di un ex-partner. I dati relativi alla violenza sui minori evidenziano che complessivamente ogni anno, nel mondo, i bambini sottoposti a qualche forma di violenza siano fra 500 milioni e 1.5 miliardi. In Italia si stima che siano 100 mila i bambini maltrattati, il 19% di questi è vittima di violenza assistita, che rappresenta la seconda forma di maltrattamento sui minori.

Argomento di estremo interesse ed attualità verrà trattato da Loredana Buscemi, a cui è stata affidata la Direzione Scientifica dell’evento, in tema di “Linee guida nazionali per le aziende sanitarie e ospedaliere in tema di soccorso e assistenza socio-sanitaria alle donne che subiscono violenza”, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale il 30 gennaio 2018, documento che scrive una pagina storica per il nostro Paese. Obiettivo delle linee guida è quello di fornire un percorso dedicato negli ospedali italiani alle donne vittime di violenza; l’incontro con il personale sanitario del Pronto Soccorso è infatti uno dei primi contatti che la donna ha con le realtà istituzionali. Il provvedimento prevede, infatti, dopo il triage infermieristico, salvo che non sia necessario attribuire un codice di emergenza (rosso), che alla donna sia riconosciuta una codifica di urgenza relativa (codice giallo o equivalente) per garantire una visita medica tempestiva (tempo di attesa massimo 20 minuti) e ridurre al minimo il rischio di ripensamenti o allontanamenti volontari. Le linee guida prevedono, inoltre, la formazione continua degli operatori della salute, indispensabili per una buona attività di accoglienza, di presa in carico, di rilevazione del rischio, di prevenzione e di raccolta e custodia di prove, quale tracce biologiche, per i necessari accertamenti di natura medico legale.

Gli Ospedali Riuniti di Ancona dal 2006 hanno stabilito protocolli assistenziali per le vittime di violenza, differenziando la donna adulta dalla bambina violentata e/o maltrattata, in quanto trattasi di problematiche che richiedono un approccio multidisciplinare diversificato: la minore non è una donna piccola, è una bambina!! Dall’entrata in vigore delle nuove linee guida, un gruppo di lavoro Aziendale ha provveduto alla revisione dei protocolli per garantire quanto previsto dalla nuova normativa.

Nel corso dei lavori verrà proiettato un video di un caso concreto salito agli onori della cronaca, triste rappresentazione delle criticità ancora oggi presenti nel sistema di gestione delle vittime di violenza.

 

 

Anziani: come difendersi dalle bufale in rete. Se ne parla a Torino il 18 e 19 ottobre


Nell'ambito della IX edizione della Città che apprende si terrà il Convegno Nazionale “Chi dà retta alle sirene? Informazione e Disinformazione nell’era del Web e dei Social”
 
La tecnologia non ha età. Sono sempre di più gli anziani che smartphone alla mano si connettono a Internet e navigano su Facebook, Twitter e Instagram. Secondo una recente indagine Ipsos  il 76% degli over 60  italiani  ha almeno un account e il 25% degli intervistati  usa i social per discutere di temi di attualità.  Nell’Isola Felice di Internet i cittadini si esprimono, partecipano, si confrontano e s’informano. Ma non è tutto oro quello che luccica. Questo sovraccarico ininterrotto di flussi informativi può creare confusione, fraintendimenti e veri inganni.
La fabbrica delle “bufale” non va mai in vacanza e in Internet lavora a pieno ritmo diffondendo ogni giorno false notizie su politica, salute, fenomeni sociali e tanto altro ancora. Quanto siamo sicuri di non restare intrappolati  in qualche inganno? Come possiamo difenderci dalle bufale  che girano in internet e sui social e che ci raccontano in malafede qualcosa che non  è?
Questo è il tema, di grandissima attualità, scelto per l’edizione 2018 della Città che apprende, l’evento che l’Auser a cadenza biennale dedica alla cultura ed alla educazione degli adulti come strumento di cittadinanza e di integrazione sociale, coinvolgendo la rete delle Università Popolari e dei Circoli Culturali.
Titolo dell’evento   è  “Chi dà retta alle sirene? Informazione e disinformazione nell’era del Web e dei Social” e si terrà a Torino  il 18 e 19 ottobre 2018 presso l’Auditorium della Città Metropolitana.  
Due giorni molto intensi di dibattito durante i quali l’Auser ha chiamato a confrontarsi esperti del settore e rappresentanti del mondo dei media e dell’informazione.
L’evento è patrocinato dal Comune di Torino, Città Metropolitana di Torino, Regione Piemonte e Forum Nazionale del Terzo Settore.

Giovedì 18 alle 12.40  Lectio Magistralis del prof. Lorenzo Magnea dell’Università di Torino, docente di fisica teorica e allievo di Tullio Regge. E’ stato il primo in Italia a lanciare un corso universitario per sfatare le bufale della quotidianità, si chiama “la fisica dei  cittadini”. Un contributo civico   per fornire a tutti gli strumenti per capire se una notizia è una bufala o no.
 
“Gli anziani sono una delle categorie più esposte al rischio di incappare nelle bufale – sottolinea il presidente nazionale Enzo Costa – ecco perché abbiamo deciso di approfondire questo tema, conoscere ci aiuta a comprendere meglio. L’Auser considera l’apprendimento permanente una parte importante del proprio progetto sociale anche nella convinzione che investire in cultura rafforza la democrazia e migliora la società”. Le attività praticate nelle  nostre università e circoli culturali – prosegue Costa - , realizzano più obiettivi, oltre a quello formativo creano momenti e luoghi di socializzazione, fanno nascere nuovi interessi e nuove amicizie e si combatte la solitudine”.
Oltre 215.000 persone di tutte le età partecipano all’anno ai corsi organizzati da Università e Circoli Culturali Auser, una rete di oltre 500 strutture in tutta Italia.
Quasi 2600 corsi, più di 4mila conferenze organizzate in un anno e 1860 visite culturali.
 

Infermieri: stop all'uso improprio dei social

Federazione e Ordini pronti ad azioni disciplinari per chi mortifica la professione e mette in cattiva luce i colleghi

Condotte inopportune degli Infermieri sui social? Altolà della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) che rappresenta gli oltre 440mila professionisti presenti in Italia (il più grande Ordine professionale italiano.
I 102 presidenti degli Ordini provinciali riuniti nel Consiglio nazionale hanno sottoscritto un documento sulla condotta dei loro iscritti sui social.
Guai all’infermiere che qualificandosi tale agisce sui social e sul web, magari creando anche un profilo fake,  mancando di decoro, di rispetto, usando turpiloquio, rinunciando a ogni possibilità di confronto costruttivo e sereno, parlando senza cognizione di causa sia in merito a evidenze scientifiche sia in merito a una consapevolezza ragionata dei fenomeni di cui discute: Federazione e Ordini provinciali interverranno sul piano disciplinare.
La scelta di un posizionamento ufficiale che preveda maggior rigore nei confronti di chi utilizza i social qualificandosi come infermiere minando l’immagine di tutta la comunità professionale che ne esce mortificata sul piano etico, deontologico, culturale e frenando la credibilità politica istituzionale delle rappresentanze nei confronti della società civile, politica, professionale, nasce dai troppi casi in cui ultimamente una compattezza professionale avrebbe potuto ottenere vantaggio dalla comunicazione social mentre l’atteggiamento e l’uso improprio di alcuni sono diventati vetrina di una minoranza professionale livorosa, aggressiva e violenta che danneggia tutti.
La FNOPI e tutti gli Ordini provinciali ritengono quindi indispensabile dotarsi di una policy (o anche di condividere una netiquette – la buona educazione in rete - con i propri utenti) per poter moderare in modo corretto e trasparente le discussioni generate dai post pubblicati e comprendere che non tutti i contenuti sono adatti a Facebook: le immagini possono trovare spazio su Instagram, i video su Youtube, i posizionamenti istituzionali su Twitter, gli approfondimenti e i documenti ufficiali sul sito istituzionale e così via.
Cinque i passaggi mutuati dal Codice Deontologico vigente da rispettare se ci si qualifica come infermiere su ogni piattaforma comunicativa:

1)    tenere conto dei valori etici, religiosi e culturali, del genere e delle condizioni sociali della persona;

2)    impegnarsi a cercare il dialogo, nel caso di conflitti determinati da diverse visioni etiche;

3)    perseguire uno spirito di collaborazione e confronto con i colleghi o con altri professionisti sanitari e non;

4)    riconoscere e valorizzare lo specifico apporto degli altri attori che operano nell’equipe;

5)    tutelare il decoro personale e il proprio nome e salvaguardare il prestigio della professione.

“Se i mezzi di comunicazione oggi ci hanno dato libertà di parola su ogni argomento e in ogni contesto – sottolinea nel documento la FNOPI - questo non significa che tale libertà sia esente da conseguenze anche disciplinari”.
Per questo Federazione e Ordini hanno deciso di agire. Ogni comportamento che leda la professione e l’immagine dei professionisti attraverso i social sarà punito: la rappresentanza professionale si impegna a essere guida ed esempio per un buon uso dei social.
 

TuttiXTe! all'AISIS & LifeTech Forum: Digital Health Summit di Milano

TuttiXTe!, il software nato dall’esperienza sul campo che permette la gestione di tutte le attività di una RSA, ha presenziato all’AISIS & LifeTech Forum: Digital Health Summit, a Milano dal 10 al 12 ottobre
 
Sviluppato da Netpolaris, la software house italiana attenta alle esigenze delle strutture sanitarie e all’utilizzo delle nuove tecnologia in ambito ospedaliero, TuttiXTe! ha presentato le potenzialità del programma gestionale di fronte a un folto pubblico di decisori di diversa estrazione, fornitori di tecnologie, C.I.O., associazioni, key user, esponenti del modo accademico, e tutti gli stakeholder della sanità digitale italiana e internazionale. 
 
Il confronto tra istituzioni, fornitori e operatori, così come l’incontro con il mondo accademico, è uno stimolo importante per la nostra azienda, che pone il paziente sempre al centro della sua attenzione e dei servizi dedicati. - dichiara Andrea Rapisarda, Responsabile commerciale di Netpolaris - La trasformazione digitale in atto ci pone di fronte a un’evoluzione anche culturale, dove il paradigma di assistenza in RSA  deve oggi rapportarsi sulla gestione delle cronicità, del progressivo invecchiamento della popolazione, il conseguente maggior carico sanitario per le strutture e dell’assistenza domiciliare.”

La SIPPS in prima linea a difesa dei più piccoli: a Roma il seminario "Abuso e Maltrattamento dell'Infanzia"

Un orsetto di pelouche spaventato che si copre gli occhi. Il giocattolo per eccellenza dei bambini, il loro migliore amico, quello da stringere a sé quando si va a dormire o quando si ha bisogno di un po’ di affetto, ritratto in modo innaturale.
E’ l’immagine della locandina scelta per il Seminario Nazionale dal titolo “Abuso & Maltrattamento all’Infanzia”, che si tiene a Roma, presso The Church Palace, il 19 e 20 ottobre prossimi.
L’evento è patrocinato dalla SIP (Società Italiana di Pediatria) e dalla SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) e vi prenderanno parte neuropsichiatri infantili, docenti di Pediatria, psicoterapeuti familiari, pediatri e sessuologi, oltre a psicologi e Direttori di Consultori.
Il trauma e le sue conseguenze, il maltrattamento nell’ambulatorio del Pediatra di libera scelta, il ruolo del Pronto Soccorso generale e pediatrico: luci ed ombre; il maltrattamento fisico, l’abuso sessuale e la complessità della diagnosi, le fratture e il ruolo della radiologia: sono questi gli argomenti principali al centro della due giorni. Spazio anche a temi come la “violenza assistita”, la “rete”: i rischi, le trappole, le raccomandazioni; il bambino ricoverato: l’assistenza e la terapia; la “rete”: le Istituzioni e le norme, fino all’epidemiologia, con relativi costi economici e sociali, ed alla prevenzione del maltrattamento e il pediatra.
Il maltrattamento e l’abuso sessuale all’infanzia e all’adolescenza costituiscono un rilevante problema di salute pubblica, come riferisce la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità sia per l’incidenza delle espressioni cliniche, sia per le conseguenze e gli esiti anche gravi che coinvolgono le vittime che, se non affrontate correttamente, alimentano una reiterazione delle stesse violenze nelle generazioni successive.
“Il Seminario – spiega il Dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS – ha l’obiettivo di far maturare una cultura dell’infanzia e dell’adolescenza che deve superare i confini delle competenze specialistiche e deve puntare ad integrare conoscenze, competenze e procedure diagnostiche e terapeutiche per rilevare tempestivamente i sintomi del disagio e definire diagnosi, assistenza e cura nell’interesse di ragazzi e adolescenti. Noi pediatri dobbiamo essere in prima linea per intercettare i ‘segnali’, per una diagnosi precoce e per la prevenzione dello stesso maltrattamento”.
“Inoltre – conclude il Dott. Di Mauro - non possiamo ignorare che ‘il catalogo delle espressioni del maltrattamento deve essere continuamente aggiornato inserendo nello stesso la ‘violenza assistita’ subita da bambini e adolescenti all’interno delle famiglie conflittuali e delle violenze di genere e tutti i casi di bullismo, di cyberbullismo, di pedopornografia che contribuiscono in modo significativo ad alimentare il disagio di quei ragazzi”.

Ingegneri biomedici e clinici al Parlamento Europeo per il futuro delle tecnologie biomediche

BRUXELLES, 12 OTTOBRE 2018. Si è tenuto a Bruxelles presso il Parlamento Europeo l’incontro del European Parliament Interest Group (EPIG) sull’ingegneria biomedica, un intergruppo di parlamentari europei che hanno ascoltato i principali esperti del settore delle tecnologie medicali per raccoglierne istanze, suggerimenti, proposte. Erano presenti i parlamentari Nicola Caputo, Neena Gill, Cecile Kyenge, Davor Skrlec e Marjiana Petir, mentre l'italiana Lara Comi ha inviato un videomessaggio di sostegno all’iniziativa. Non è potuto essere presente Lojze Peterle, convinto sostenitore delle attività.

Durante il meeting, dopo l’introduzione di Nicola Caputo che ha espresso l’estremo interesse ed il sostegno di EPIG ai temi proposti, il gruppo di esperti intervenuti all’incontro, coordinati da Leandro Pecchia (professore dell’Università di Warwick), ha espresso le posizioni dei più autorevoli enti e associazioni del settore: dall’International Federation for Medical and Biological Engineering IFMBE con il suo presidente Shankar Krishnan ed il vicepresidente Ratko Magjarevic, all’European Alliance for Medical and Biological Engineering & Science (EAMBES) con il presidente Panayiotis Kyriacou, da MedTech Europe (l’associazione che raggruppa le industrie del settore medicale in Europa) rappresentata dalla responsabile delle relazioni esterne Tanja Valentin, all’Organizzazione Mondiale della Sanità che era presente con la direttrice dell’ufficio Dispositivi Medici, Adriana Velazquez intervenuta in videoconferenza da Ginevra.

Tra gli esperti presenti anche gli italiani Stefano Bergamasco (Vicepresidente dell’Associazione italiani ingegneri clinici-AIIC e secretary della Clinical Engineering Division di IFMBE) ed Ernesto Iadanza, chairman della HTA Division di IFMBE.

La discussione tra esperti, istituzioni e politici europei ha fatto emergere alcuni temi chiave per una più efficace azione continentale nel settore strategico delle tecnologie biomediche, spaziando dagli aspetti regolatori all’assegnazione dei contributi per le attività di ricerca e sviluppo.

Tra questi temi è stata sottolineata la necessità di riconoscere in modo esplicito le figure dell’ingegnere biomedico e clinico nell’insieme delle professioni codificate a livello europeo, passaggio ancora non pienamente compiuto e che si affianca all’analoga iniziativa attualmente in corso presso l’International Labour Organization. Fondamentale anche la creazione di un panel specifico sull’ingegneria biomedica per i programmi europei di ricerca, ed il coinvolgimento dei bioingegneri nella preparazione del programma Horizon Europe. Dal punto di vista regolatorio si è discusso dei prossimi passaggi necessari per la piena implementazione del nuovo Regolamento sui Dispositivi Medici e l’armonizzazione delle regolamentazioni tra Europa ed Africa, necessaria per favorire scambi commerciali e iniziative congiunte tra i paesi dei due continenti.

Una dettagliata relazione dei temi discussi verrà ora sottoposta al Parlamento Europeo, attraverso il sostegno dei parlamentari di EPIG, ed alla Commissione Europea, presente all’incontro con Bernd Rainer, componente della Direzione generale per la Ricerca.

Dopo il meeting di Bruxelles, la dimensione europea si conferma, quindi, fondamentale per la promozione ed il sostegno ad un settore strategico per la salute e la sicurezza dei cittadini, per la crescita economica dei paesi del Vecchio Continente, e per il riconoscimento delle figure professionali che nei vari ambiti, dall’università agli ospedali, dalle aziende ai centri di ricerca, si occupano delle tecnologie biomediche in Europa.

Giornata mondiale della vista: nel mondo ci sono 253 milioni di disabili visivi. Le iniziative della IAPB Onlus Italia

Si celebra il secondo giovedì di ottobre, quest’anno l'11 ottobre, la Giornata mondiale della vista, promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e, in Italia, dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

 
"Guarda che è importante" è lo slogan della Giornata mondiale della vista 2018, che vedrà impegnata la IAPB Italia onlus nella distribuzione di materiale informativo sulla prevenzione delle patologie oculari, nelle piazze italiane, in 11.000 negozi di ottica e in 7.000 studi oculistici. L’obiettivo è avvicinare coloro che non sono mai andati dall’oculista offrendo, insieme alla Società Oftalmologia Italiana, 15.000 visite gratuite per la popolazione per tutto il mese di ottobre (consulta il sito www.giornatamondialedellavista.it).

Inoltre, l’11 ottobre alle ore 9.30, nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, si terrà il convegno dal titolo "Innovazioni tecnologiche e salute visiva", al quale interverranno specialisti oftalmologi, ricercatori, rappresentanti dell’OMS e delle istituzioni nazionali. L'evento consentirà di aprire una riflessione sui temi delle nuove tecnologie in oftalmologia, dalla prevenzione diagnostica alla chirurgia, delle possibili correlazioni tra salute visiva e utilizzo di smartphone e tablet, dell’utilizzo dell’informatica nell’informazione sanitaria e nella riabilitazione visiva. La Giornata mondiale della vista è, quindi, l’occasione per approfondire sia le possibili criticità che le straordinarie opportunità dell’innovazione tecnologica sulla vista.

 
Dati epidemiologici e prevenzione
Le malattie oculari interessano tutte le età, ma la loro incidenza aumenta considerevolmente dopo i 50 anni a causa dell’allungamento progressivo della vita media, con la conseguente aumentata frequenza di diverse patologie oculari degenerative (come la degenerazione maculare legata all’età e il glaucoma) e la diffusione sempre maggiore del diabete con gravi complicanze oculari.
 
Secondo l’OMS nel mondo ci sono 217 milioni di ipovedenti e 36 milioni di ciechi (per un totale di 253 milioni di disabili visivi). Ben 1,2 miliardi di persone hanno bisogno d’occhiali e, tra l’altro, la miopia è in forte aumento nel mondo. Per questo è importante che tutti possano accedere a un’assistenza oftalmica e a cure adeguate, migliorando tra l’altro i propri comportamenti.
 
La prevenzione dei disturbi oculari passa attraverso abitudini corrette, come quella di andare periodicamente dall’oculista. Soprattutto da bambini la visione prolungata da vicino potrebbe favorire la progressione della miopia. Studi scientifici recenti hanno rivalutato lo stile di vita sano sin da piccoli, compresa l’importanza dell’esposizione quotidiana alla luce naturale per la prevenzione delle malattie oculari causa di cecità e ipovisione.

E’ sempre più importante investire nella prevenzione primaria e secondaria per evitare l’insorgenza delle patologie oculari o per diagnosticarle e trattarle precocemente, non solo per assicurare una buona qualità di vita ma anche per il crescente peso economico delle terapie farmacologiche e chirurgiche sul bilancio sanitario.

 

Obesity Day: stop allo stigma sociale del peso e dell'obesità


L’edizione 2018 della campagna nazionale di sensibilizzazione promossa da ADI chiede interventi urgenti contro lo stigma dell’obesità ovvero la disapprovazione sociale e le discriminazioni  a danno di persone con obesità.
 
 “Le convenzioni sociali e le rappresentazioni mediatiche dell'obesità rafforzano stereotipi della patologia che alimentano lo stigma del peso e della persona. È fondamentale che i media, le istituzioni, l’opinione pubblica e gli stessi operatori sanitari adeguino il linguaggio e le immagini utilizzati sull’obesità e che ritraggano essa in modo corretto e accurato, trattandola per quello che è una malattia e non un problema estetico”.
Questo il messaggio dell’Obesity Day 2018, la campagna nazionale per la sensibilizzazione e la prevenzione dell’obesità e del sovrappeso promossa tutti gli anni il 10 ottobre dall’ADI, Associazione italiana di Dietetica e nutrizione clinica per tramite della sua Fondazione e presentata lo scorso 8 ottobre a Roma in contemporanea con la firma del Manifesto dell’Italian Obesity Network, documento voluto e sostenuto da dieci società scientifiche del settore per porre all’attenzione delle istituzioni le azioni da intraprendere per affrontare la patologia e combattere lo stigma sociale dell’obesità.
In Italia è sovrappeso oltre 1 persona su 3 (36%, con preponderanza maschile: 45,5% rispetto al 26,8% nelle donne), obesa 1 su 10 (10%), diabetica più di 1 su 20 (5,5%) e oltre il 66,4% delle persone con diabete di tipo 2 è anche sovrappeso o obeso.
“L’obesità è una patologia epidemica da affrontare in maniera integrata – dichiara Giuseppe Fatati, presidente Fondazione ADI e IONet - Gli interventi di prevenzione, fin’ora adottati, si sono dimostrati inefficaci perché basati sul paradigma della responsabilità personale, ovvero il soggetto ingrassa perché non rispetta le regole. Al contrario l’obesità è una condizione complessa che deriva dall’interazione di fattori genetici, psicologici e ambientali. Da qui la volontà di unirsi in maniera sinergica al monito lanciato dalla campagna mondiale del World Obesity Day che dice stop allo stigma del peso, alla colpevolizzazione, al bullismo e alle discriminazioni sociali.”
Voluto dall’Italian Obesity Network e sottoscritto dalle società Amici Obesi Onlus, ADI, Milano Obesity Declaration, SIEDP,  SIMG, IBDO Foundation, FO.RI.SIE, SIO, IWA il Manifesto individua quattro azioni urgenti per contrastare lo stigma e tracciare una road map di dieci punti su cosa e come intervenire per affrontare la patologia in maniera integrata.Il documento verrà consegnato nelle prossime settimane all’attenzione delle commissioni ministeriali, regionali e alle aziende ospedaliere di tutto il territorio nazionale.
Le quattro azioni per ridurre lo stigma nei confronti delle persone con obesità:
1. Abbandonare l’uso di immagini negative e linguaggi inappropriati. Utilizzare il termine persone con obesità e non persone obese – evitare gli stereotipi e tenere il focus sulla gravità della malattia soprattutto nelle immagini a scopo informativo e divulgativo.

2. Combattere le discriminazioni sui luoghi di lavoro e il bullismo nelle scuole. Implementare politiche e campagne di informazione che proteggano i dipendenti e gli studenti, con rispetto per la persona indipendentemente dal peso.

3. Attuare politiche governative a favore di una migliore disponibilità e accesso a cibo nutriente riducendo la commercializzazione di opzioni meno sane. Introdurre protocolli di pianificazione che migliorino gli ambienti urbani, assicurino la pedonabilità e l’uso di spazi verdi e favoriscano più attività motoria . Garantire il pieno accesso alle cure e ai trattamenti medici.

4. Instaurare una relazione positiva, realistica e solidale tra medico e paziente. Migliorare l’efficacia delle cure anche attraverso l’uso di un linguaggio appropriato come “alto BMI” e “peso” preferibili a parole come “obeso” e “sovrappeso”. Anteporre la malattia al paziente, usando espressioni come “hai l’obesità” al posto di “sei obeso”.

Il 10 ottobre, in occasione della consueta “giornata per il paziente” i 120 centri di dietetica ADI in tutta Italia e oltre 500 specialisti saranno a disposizione per colloqui gratuiti di informazione, consulenze nutrizionali e valutazioni del grado di sovrappeso; 20 gli eventi pubblici di sensibilizzazione in programma nelle piazze, nelle scuole e nei centri di aggregazione delle principali città italiane.
 
 

L’Aeronautica Militare di Loreto ha ospitato il convegno “Prevenire i tumori attraverso gli screening oncologici gratuiti”

Sabato 6 ottobre il Centro di Formazione Aviation English (Cen.For.Av.En.) di Loreto (AN) ha ospitato, presso l’Aula Magna, il convegno “Prevenire i tumori attraverso gli screening oncologici gratuiti”.
Un incontro rivolto a tutti i professionisti sanitari, ma aperto a tutta la cittadinanza per sensibilizzare sul tema della prevenzione dei tumori, in particolar modo sull’importanza di aderire con regolarità ai test previsti dagli screening oncologici.
A dare il benvenuto a tutti i partecipanti il colonnello Davide Salerno, Comandante del Cen.For.Av.En., che nel suo discorso introduttivo ha sottolineato come “l’evento si inserisce nel programma di apertura verso realtà esterne alla Forza Armata che il Cen.For.Av.En. sta perseguendo da alcuni anni con diverse iniziative. In particolare, ospitando il convegno, il Centro conferma la propria vicinanza alla popolazione locale, in linea con la missione della FA di un’Aeronautica Militare sempre più utile al Paese”. Il colonnello Salerno ha ricordato come tra i compiti dell’Aeronautica rientra il soccorso e l’assistenza alla popolazione, anche attraverso il trasporto sanitario d'urgenza di ammalati, di traumatizzati gravi e di organi per trapianti. Un’altra peculiarità che contraddistingue la FA dal 2005 è la possibilità di effettuare evacuazioni aeromediche in bio-contenimento, vale a dire il trasporto di malati altamente infettivi attraverso l'utilizzo di speciali barelle isolate.
L’evento organizzato dall’ASUR Marche - Area Vasta 2, è stato introdotto dalla Dott.ssa Nadia Storti, direttore Sanitario ASUR Marche e ha visto la partecipazione di Mons. Fabio Dal Cin, Arcivescovo di Loreto, dell’Assessore alla Cultura Regione Marche, Moreno Pierono e del Dott. Fabrizio Volpini, Pres. Comm. Sanità e Politiche Sociali della Regione Marche, oltre alla partecipazione di diversi specialisti del settore. Nel suo discorso introduttivo la Dott.ssa Storti ha ribadito l’importanza dell’informazione al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul servizio gratuito messo a disposizione di tutti i cittadini.
Nell’ambito del convegno, che ha visto la partecipazione di oltre 200 persone, è stato presentato anche il “Progetto salute donna”, varato dall’Aeronautica Militare nel 2008 e, grazie al quale, il personale femminile della FA può accedere ad una serie di esami utili alla prevenzione oncologica.
Il Cen.For.Av.En dipende dal Comando Scuole /3^ Regione Aerea di Bari e provvede alla formazione nel settore dell’Aviation English del personale aeronavigante dell’Aeronautica Militare, di altre Forze Armate e Dicasteri e del personale non navigante (Controllori di Volo) per la successiva certificazione ENAC ai fini del rilascio della “licenza di pilota commerciale standard EASA" e della “licenza comunitaria dei controllori del traffico aereo”.
Inoltre provvede alla formazione del personale appartenente a precise specialità che, in accordo a normative europee di settore, impongono un adeguato livello di conoscenza tecnico-linguistica per il conseguimento della “licenza di manutentore aeronautico”.

Passaggio generazionale, nessun problema. Se ne parla ad Ancona

Incontro con Fiduciaria Marche, Unicredit e Ordine dei Commercialisti di Ancona alla Loggia dei Mercanti

venerdi 28 alle ore 15.30    

Il passaggio generazionale, specialmente quando un’azienda è di natura familiare, può costituire un problema. Affinchè diventi invece un valore aggiunto aziendale e un vantaggio per le future generazioni, occorre affrontare un percorso con l’ausilio di esperti e l’aiuto di consulenti che seguano passo passo ogni aspetto – e sono tanti – della successione.

  La Fiduciaria Marche e l’Unicredit in collaborazione con l’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Ancona, organizzano il pomeriggio di venerdi 28 settembre alla Loggia dei Mercanti di Ancona, ore 15.30, l’incontro “Aziende di famiglia e passaggio generazionale”. Oltre agli interventi del Presidente della Fiduciaria Marche Valerio Vico  e del Presidente dell’Ordine dei commercialisti Stefano Coppola saranno relatori Andrea Focacci e Silvia Bernardi (Unicredit), Luca Bochicchio (Wealth Advisory Unicredit)  Carlo Salvato dell’Università Bocconi di Milano, Andrea Vicari dello Studio Vicari e Associati di Milano.

 

L’ingresso è libero e l’invito è esteso alla cittadinanza.