Jun 29, 2017 Last Updated 9:47 AM, Jun 22, 2017

"Sorridere per vivere meglio": se ne parla a Roma

L’associazione culturale “L’Alba del Terzo Millennio” presieduta da Sara Iannone, ha organizzato per venerdì 23 giugno 2017, a Roma, presso il Senato della Repubblica italiana, il convegno “Sorridere per vivere meglio. Il sorriso della mente e del cuore: davvero sorridere cura!”, fortemente voluto e sostenuto dalla senatrice Maria Rizzotti, vicepresidente della Commissione Sanità, e dal professor Vincenzo Mallamaci, medico chirurgo, specialista in cardiologia, docente di Diritto sanitario internazionale e presidente dell’associazione Onlus di volontariato missionario “E ti porto in Africa”, esperto dell’argomento sul quale, già più volte nel corso degli anni, ha promosso numerose e autorevoli iniziative scientifiche.

L’incontro si terrà nella Sala Capitolare presso il chiostro del convento di Santa Maria sopra Minerva (piazza della Minerva, 38), e sarà incentrato sugli importanti effetti che il sorriso ha sulla salute; infatti, attraverso i loro interventi, autorevoli esponenti del mondo scientifico, tra i quali cardiologi, neuropsichiatri e pediatri, affronteranno la relazione tra giovialità e benessere in tutte le fasi della vita, a partire dalla gestazione...

Importantissima sarà anche l’analisi sull’influenza che il tono dell’umore dell’ambiente circostante ha sull’individuo, soprattutto nel caso della famiglia sui bambini.

I lavori, introdotti da Sara Iannone, inizieranno alle ore 16, dopo il saluto della Senatrice Maria Rizzotti.

Questi gli interventi in programma:

Vincenzo Mallamaci, “Sorriso del cuore e prevenzione cardiovascolare”; Rita Cerminara, pediatra, “Il sorriso nel bambino, dalla gestazione alle implicazioni psicologiche del condizionamento ambientale e familiare”; Adolfo Panfili, chirurgo ortopedico, professore di medicina Ortomolecolare presso la Facoltà di Bio Scienze Naturali di Arezzo, “Laugh, love and live.... from laugh therapy to mirror motoneurons activation”; Roberto Fornara, medico chirurgo, neuropsichiatra, psicoterapeuta individuale, della coppia e della famiglia, “Il sorriso: un punto d’incontro fra l’anima e la mente”; Mariastella Giorlandino, amministratore di Rete Artemisia Lab, “Salute e benessere nella medicina, nella diagnosi precoce e nella prevenzione”; Fabio Massimo Abenavoli, specialista in chirurgia plastica e maxillofacciale, presidente di Emergenza sorrisi onlus, “Dieci anni di sorrisi per i bambini di Emergenza sorrisi”.

Il convegno affronterà anche gli aspetti culturali e sociali del sorriso. La stretta connessione tra salute, psicologia, sociologia e cultura, infatti, spinge a osservare come il sorridere abbia avuto valenze radicalmente differenti nelle varie epoche e sarà particolarmente interessante ascoltare un esame delle evoluzioni culturali nell’arte e nella comunicazione politica. basti pensare come, un tempo, l’autorevolezza andasse a braccetto con la seriosità e “il sorriso abbondasse sulla bocca degli stolti” mentre, oggi, non c’è presidente di nazione, scienziato o magnate che non ammicchi sorridente al suo pubblico per conquistarne quella simpatia che si traduce in fiducia. Su questi temi interverranno:

Claudio Strinati, storico dell’arte, “Le evoluzioni culturali del sorriso viste attraverso l’arte”; Arnaldo Colasanti, scrittore e critico letterario, “Il dolce sorriso della politica”; Pippo Franco, attore e conduttore, “Sorridere per far sorridere”.

“Sono particolarmente contenta che realtà benefiche e di volontariato come e ti porto in Africa, Emergenza Sorrisi, e Accademia Hippocratica abbiano partecipato al convegno – ha dichiarato Sara Iannone, presidente de “L’Alba del Terzo Millennio” – perché sono organizzazioni meritevoli che hanno bisogno di tutto l’appoggio possibile ed è giusto farne conoscere il prezioso operato a tutti”.

La realizzazione del convegno è stata possibile anche grazie al sostegno di: Artemisia lab, P&P Dental; Lucana Ambiente; Sophis.

Bologna: gli ospiti di Villa Ranuzzi protagonisti di uno studio sul deterioramento cognitivo. La relazione degli autori

Pubblichiamo un interessante ricerca che ci ha inviato il Consorzio Ospedaliero Colibrì, dal titolo "La gestione innovativa delle turbe psico-comportamentali correlate al deterioramento cognitivo degli ospiti di una Casa Residenza Anziani:Villa Ranuzzi di Bologna", ad opera di:

Vincenzo Pedone - Direttore Sanitario Consorzio Colibrì Bologna

Eugenio De Martino - Responsabile Medico Villa Ranuzzi

Federica Taddia - Responsabile Servizio di Animazione Villa Ranuzzi

 

Il deterioramento cognitivo è caratterizzato dalla compromissione più o meno avanzata delle funzioni cerebrali superiori (che sono costituite da memoria, orientamento in tempo, spazio e persone, abilità visuospaziali, capacità simboliche, gnosiche e prassiche e funzioni esecutive come programmazione, giudizio critico e problem solving).

Esso, nei suoi diversi gradi, è riscontrabile in una percentuale generalmente molto elevata degli ospiti delle Case Residenza Anziani, come sono denominate oggi in Emilia-Romagna le Case di Riposo: a Villa Ranuzzi una accurata valutazione effettuata nel 2016, su 240 ospiti, ha verificato l’esistenza di un tasso di prevalenza di oltre l’85%.

La forma più frequente di demenza negli ospiti delle CRA è risultata, in tale studio ricognitivo, quella mista degenerativo-vascolare, mentre le forme pure degenerative (il cui prototipo è la Malattia di Alzheimer), la malattia a corpi di Lewis, la demenza vascolare (post-ictale e sottocorticale) e le demenze se-condarie hanno una prevalenza decisamente inferiore nelle età avanzate del-la vita, come appunto negli ospiti abituali delle nostre CRA.

Il deterioramento cognitivo è solo parte del quadro sintomatologico complessivo delle demenze, che comprende anche alterazioni della sfera affettiva (come variabili gradi di depressione del tono dell’umore) e diverse forme delle cosiddette turbe psico-comportamentali.

Le compromissioni cognitiva, affettiva e comportamentale complessivamente, insieme con la varie inevitabili comorbilità somatiche, finiscono col condizionare quadri disfunzionali con livelli di perdita di autonomia, di dipendenza e di fabbisogno assistenziale più o meno importanti e progressivi.

Tra gli aspetti che maggiormente contribuiscono al carico assistenziale sono certamente i disturbi del comportamento, che sono solo in parte l’espressione costitutiva della malattia dementigena, ma nella cui genesi sono significativi altri 2 elementi: la personalità premorbosa e l’ ambiente attuale nella sua accezione più ampia, inteso cioè come spazi, persone ed attività.

I disturbi psico-comportamentali (con acronimo inglese BPSD Behavioral and Psychological Symptoms of Dementia) comprendono disordini della percezio-ne e del pensiero come allucinazioni e deliri, alterazioni della sfera affettivo-impulsiva come agitazione, irritabilità, euforia,apatia, ansia, disinibizione, aggressività e infine turbe delle condotte (alimentare, sessuale, motricità, ritmo sonno-veglia).

A Villa Ranuzzi, negli ospiti che li manifestano (si verificano infatti abbastanza frequentemente, ma solo in alcune fasi del decorso della demenza), i disturbi vengono correntemente monitorizzati con una scala valutativa quali-quantitativa (NPI) che ne misura tipo, frequenza ed intensità.

Gli interventi che oggi vengono considerati prioritari ed efficaci, in termini di prevenzione e controllo dei disturbi non cognitivi delle demenze, sono quelli non farmacologici.

Infatti, seppure talora irrinunciabile, la terapia farmacologica con neurolettici risulta gravata da un eccesso di effetti indesiderati che sono particolarmente temibili nell’anziano istituzionalizzato, quali ipersedazione, compromissione dell’andatura e della motricità, con cadute o sindrome ipocinetica, oltre ad eventi cardiovascolari, come da recente (dic. 2016) warning della Cochrane Review.

Orbene, alla luce del quadro epidemiologico che caratterizza gli attuali conte-sti residenziali per anziani e delle più moderne acquisizioni scientifiche in tema di appropriatezza gestionale dei disturbi psico-comportamentali nelle CRA, si comprende bene come Villa Ranuzzi, che punta ad essere un’eccellenza nel settore, si sia orientata a sviluppare un ambiente effettivamente “protesico” rispetto ai problemi emergenti degli attuali ospiti delle strutture residenziali, che sono i problemi sanitari (in generale) e i disturbi psico-comportamentali demenzarelati (in particolare).

La CRA Villa Ranuzzi è una delle strutture residenziali per la terza età più grandi di Bologna, localizzata all’interno del territorio comunale, in via Casteldebole, 12.

E’ strutturata su tre edifici: Villa Ranuzzi storica con 100 pl, Nuova Villa Ranuzzi con 120 pl e la cd Ranuzzina con 21 pl.

Presenta caratteristiche strutturali e organizzative d’avanguardia, adatte ad una gestione veramente innovativa dell’ospite anziano.

E’ infatti in grado di intercettare e rispondere ai frequentissimi bisogni medici e riabilitativi con risorse tecniche e strumentali proprie e con un team multiprofessionale e multidisciplinare.

La presenza medica è continua, nelle 24 ore e nella settimana, con geriatri, internisti e psicoterapeuti coordinati da un responsabile clinico che assicura anche la diagnostica ultrasonografica diretta. L’attività riabilitativa è rivolta non solo alle patologie motorie per le quali è disponibile una palestra particolarmente ampia ed attrezzata, gestita dal team dei fisioterapisti coordinati dal fisiatra del gruppo, ma anche appunto ai frequenti problemi psichici e comportamentali (legati al deterioramento cognitivo) che sono gestiti con programmi di attività psico-sociale da parte di professionisti dell’animazione: essi sono diventati un riconosciuto punto di riferimento nel campo, a livello dell’ area metropolitana bolognese.

Vengono applicate da moltissimi anni tecniche di intervento tradizionale che hanno una finalità socio-educativa specifica ed esplicitamente diretta al controllo dei BPSD, che prevede una valutazione oggettiva dei guadagni conse-guiti con il trattamento.

Più recentemente all’attività animativa tradizionale è stato affiancato l’utilizzo delle più moderne tecnologie informatiche.

E da ultimo si stanno sperimentando, con promettenti prospettive, i principi pedagogici, anch’essi molto innovativi, del metodo montessoriano applicati alle demenze dell’anziano con le relative complicanze della sfera psico-com-portamentale.

L’applicazione inoltre di un counseling familiare-relazionale sistematico per accompagnare il familiare nel suo percorso di adattamento alla realtà della struttura persegue, tra i suoi obiettivi, anche il miglioramento delle abilità di coping del familiare il quale sviluppa così un preciso ruolo di risorsa attiva nel complesso degli interventi terapeutici verso il congiunto istituzionalizzato.

L’animazione professionale nelle CRA in generale punta a potenziare/valoriz-zare le abilità individuali, a contrastare l’isolamento socio-affettivo e a stimo-lare le abilità adattive con nuovi modi di percepirsi (empowerment) e di rapportarsi (coping).

Comunemente applicati a Villa Ranuzzi dal team degli animatori professionali sono il laboratorio ludico-ricreativo, il laboratorio artistico-creativo, il laboratorio teatrale e di lettura, la stimolazione multi-sensoriale, con esperienze significative anche nella pet-terapia, doll-terapia, clown-terapia, praticate nelle differenti forme e fasi del processo di deterioramento cognitivo.

Le nuove tecnologie assistive largamente sperimentate a Villa Ranuzzi sono in particolare mediate dall’impiego di Touch screen e della Wii.

Due anni fa è stato condotto a Villa Ranuzzi uno studio comparativo sull’intervento animativo specificamente disegnato per migliorare le aree relazionale-comunicativa, comportamentale ed emotivo-affettiva di pazienti affetti da gradi moderati di deterioramento cognitivo, in un campione significativo di ospiti, con risultati decisamente lusinghieri così sintetizzabili: miglioramento dell’NPI totale nel 67%, dell’agitazione nel 62%, della depressione nell’81% e dell’irritabilità nel 59% dei casi trattati

Nella nostra esperienza, nei casi lievi di agitazione verbale o motoria, depressione e irritabilità, l’animazione migliora o addirittura elimina i sintomi, prevenendo l’impiego degli psicofarmaci, mentre nei casi più gravi di agitazione o di apatia, per i quali è indispensabile la terapia farmacologica, l’animazione può aiutare nel compenso psico-comportamentale, potenziando l’efficacia del farmaco, consentendone una riduzione del dosaggio giornaliero.

Estremamente interessante è anche l’attuale esperienza col metodo montes-soriano, già collaudato negli Stati Uniti nel deterioramento cognitivo dell’anziano da C. Camp: esso utilizza i principi della riabilitazione (ripetizione gui-data, scomposizione dei compiti, progressione da semplice a complesso…) e la metodologia di intervento sui pazienti con demenza (ricorso a segnali di rinforzo esterni, affidamento alla memoria implicita…).

La metodologia montessoriana in versione geriatrica conserva i fondamenti pedagogici originali che sono costituiti dalla concentrazione sulle abilità dell’individuo e non sui suoi deficit, dall’impegnare la persona in attività significative, dal consentire la massima performance, dal fornire ruoli sociali definiti, dal sostenere l’autostima, tutti elementi opportunamente concatenati in un circolo virtuoso.

Si può quindi, al termine questo breve report sulla quotidiana esperienza nel campo dei disordini cognitivi con l’approccio socio-educativo (che collettivamente possiamo catalogare come terapia non farmacologica del deterioramento cognitivo), concludere con le seguenti note riassuntive.

Il deterioramento cognitivo è molto frequente nelle CRA e deve essere affrontato secondo le più recenti acquisizioni scientifiche.

La terapia non farmacologica del deterioramento cognitivo è una forma di intervento diversificata (animazione tradizionale e animazione innovativa in senso tecnologico o metodologico).

Le prove di efficacia sono difficili da ottenere con gli strumenti classici della medicina basata sull’evidenza EBM (RCT, Metanalisi…), ma la letteratura scientifica è ricca di esperienze positive nel campo specifico (medicina narrativa).

Dal lato della sicurezza: essa è certamente priva di effetti indesiderati che gravano invece sulle terapie farmacologiche con neurolettici.

Il bilancio costo/beneficio è positivo, anche per tutta una serie di effetti favorevoli indotti sul contesto ambientale (clima lavorativo e coinvolgimento automatico di tutto il complesso degli operatori dell’assistenza)

L’intervento non farmacologico non va inteso in senso sostitutivo rispetto alla terapia farmacologica, ma come risorsa selettiva e complementare (potenziamento dei risultati e/o minimizzazione dei dosaggi dei farmaci e dei rischi correlati).

 

 

SIPPS: a Firenze i lavori del Consiglio Direttivo

Si è da poco concluso il Consiglio Direttivo della SIPPS Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, tenutosi a Firenze dal 10 al 12 giugno per organizzare le attività e le iniziative in programma per la seconda metà del 2017.

Ha aperto la tre giorni di lavori il Presidente Dott. Giuseppe Di Mauro che, dopo il saluto ai membri del Direttivo e ad alcuni collaboratori esterni che partecipano attivamente ai progetti SIPPS, ha illustrato la mission della Società: essere di supporto ai pediatri italiani nella pratica clinica quotidiana con la realizzazione di progetti e documenti di alto livello scientifico, rigorosamente evidence-based, perseguire l’implementazione dell’appropriatezza nella prevenzione e nell’attività assistenziale e, contemporaneamente, essere vicina alle famiglie, interloquire con le Istituzioni, essere quindi una Società Scientifica calata nella realtà. Il Presidente Di Mauro ha inoltre ringraziato le numerose società, associazioni, professionisti ed esperti esterni che negli ultimi anni hanno chiesto di collaborare con la SIPPS, segno che la SIPPS è diventata un punto di riferimento nell’ambito della Pediatria italiana.

Il Prof. Giuseppe Saggese, direttore di RIPPS, la Rivista organo ufficiale della Società, e il dott. Michele Fiore, hanno presentato lo stato dei lavori della Guida Pratica sulla transizione per il Pediatra e per il Medico dell’adulto, un documento congiunto inter-societario di SIPPS, FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), SIP (Società Italiana di Pediatria), FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), Gruppo di studio Adolescenza, SICuPP (Società Italiana Cure Primarie Pediatriche), SIMA (Società Di Medicina dell’Adolescenza), ISS (Istituto Superiore di Sanità), SIMRI (Società Italiana di Malattie Respiratorie Infantili). La Guida è proposta come strumento di agile consultazione, ma allo stesso tempo rigoroso, sulla gestione del passaggio dell’adolescente dal sistema di cure pediatriche a quello dell’adulto. Nella Guida sono affrontate le criticità relative alla conoscenza, alla trasmissione ed alla presa in carico dei principali problemi che i ragazzi hanno in questa delicata fase della vita. E’ infatti dimostrato che una buona transizione aumenta la compliance alla prevenzione e alle terapie, con significative ricadute in termini di salute, qualità della vita e riduzione della spesa sanitaria. Nella Guida, inoltre, vengono affrontate le possibili soluzioni riguardanti la “transizione” dell’adolescente sano e la formazione specifica degli operatori coinvolti.

La riunione è continuata con la discussione del progetto presentato dal Prof. Vito Leonardo Miniello: “Taglio cesareo come fattore di rischio per patologie non trasmissibili”, uno studio longitudinale di coorte storica per valutare se il taglio cesareo d’urgenza e se quello di elezione aumenta il rischio di sviluppare malattie come asma, diabete, obesità.

E’ stato quindi presentato il Position Paper sulle diete vegetariane/vegane in età evolutiva, un progetto proposto alla SIPPS della dott.ssa Margherita Caroli, pediatra nutrizionista di fama internazionale. Il documento darà risposta ad alcuni frequenti quesiti sulle diete vegane e vegetariane sulla base delle evidenze scientifiche, con un lavoro di ricerca e di valutazione condotto secondo la metodologia validata per la stesura dei Critically Appraised Topics (CATs)

Consensus VIS – Vitamine, Integratori, Supplementi, proposta dal prof. Vito Leonardo Miniello e, come suggerito dal dott. Daniele Giovanni Ghiglioni, impostata sui principali quesiti che i pediatri si pongono quotidianamente. Le domande a cui rispondere sono state selezionate da centinaia di questionari somministrati ai pediatri e scelte secondo la frequenza e l’impatto che i quesiti hanno sulla attività quotidiana dei pediatri. La stesura di tutti gli argomenti si baserà sul rigoroso lavoro di ricerca ed analisi della letteratura scientifica degli autori, in particolare dei referenti esperti di Evidence Based Medicine, dott.ri  Marcello Bergamini, Giovanni Simeone e Maria Carmen Verga.
Il Bambino nella sua famiglia – Guida Pratica per i genitori. Questa pubblicazione è la riedizione aggiornata della famosa Guida “da 0 a 6 anni – una guida per la famiglia”, pubblicata nel 2006. Questa Guida è in avanzatissima fase di lavorazione ed è stata realizzata  con il patrocinio del Ministero della Salute e in collaborazione con FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), SIP (Società Italiana di Pediatria) e AGe (Associazione Italiana Genitori). La Presidenza SIPPS, a distanza di 10 anni dalla pubblicazione, riceve ancora richieste di questa Guida in versione cartacea, a riprova dell’ottimo lavoro svolto.  Scopo della SIPPS è la sua distribuzione alle famiglie dei nuovi nati, come strumento di aiuto pratico, agile e facilmente consultabile.
E’ stata poi presenta dal prof. Diego Peroni e dalla dr.ssa Iride Dello Iacono la Guida Pratica sull’uso dei Cortisonici nelle patologie dermatologiche dell’età pediatrica, che si propone di chiarire indicazioni, efficacia ed effetti collaterali di questi farmaci, orientando il pediatra per una maggiore appropriatezza d’uso.
 
Infine è stato approvato il programma definitivo del XXIX Congresso Nazionale SIPPS 2017 che si terrà a Venezia, al NH Laguna Palace, dal 14 al 17 settembre.
 
Claudio Zitoli
 

 

A Monteprandone corso di formazione per caregivers di anziani non autosufficienti

Nelle Marche un quarto della popolazione residente (23,7%) è composta da anziani con età superiore ai 65 anni (368 mila nel 2015). Questa percentuale, secondo dati ufficiali recenti, è destinata a crescere ancora fino ad arrivare al 34% entro i prossimi 30 anni. Degli anziani residenti nella regione, al momento il 19,2%  - circa 70 mila individui è in condizioni di totale o parziale non autosufficienza. E ciò in un contesto territoriale e sociale che vede la vita media delle donne arrivata ormai a sfiorare gli 86 anni, e quella degli uomini a superare gli 81. Proprio per rispondere alle necessità di questa ampia fascia di popolazione e affrontare nel migliore dei modi le problematiche della vita quotidiana e le esigenze delle persone più fragili e dei loro familiari, la Società italiana di gerontologia e geriatria (SIGG) ha implementato un corso di formazione per "caregivers" rivolto ai familiari e agli assistenti familiari degli anziani non autosufficienti. La seconda edizione dell’importante iniziativa, con iscrizioni aperte a tutti, e un programma di 3 giorni di lezioni totalmente gratuite, si terrà a Monteprandone (Ascoli Piceno ) a partire dal venerdi 23 giugno. Il corso, organizzato in collaborazione con l’Amministrazione comunale, si svolgerà presso la sala convegni di Piazza dell’Unità, a Centobuchi. Esso prevede lezioni frontali con sessioni teoriche e pratiche per complessive 12 ore da tenersi in tre pomeriggi, a cominciare da venerdi 23 giugno ( dalle 14,30 alle 18,30), per proseguire poi martedi 27 giugno e mercoledi 28 giugno, negli stessi orari. A queste si aggiungeranno altre 30 ore di ore di formazione a distanza per via telematica. Il programma punta ad aumentare le conoscenze e le abilità utili per svolgere attività di cura in 5 ambiti: la rete dei servizi socio-sanitari e l'accesso alle risorse territoriali, l'identificazione dei bisogni e delle problematiche psicologiche, fisiche e assistenziali dei pazienti anziani, l'igiene e la cura della persona, l'educazione alimentare e infine il miglioramento del contesto abitativo, della sicurezza domestica e della qualità della vita. I docenti del corso saranno sei : Lucia Mielli, responsabile Marche della sezione Nursing della SIGG e Responsabile Area Infermieristico/Ostetrica del Distretto sanitario di San Benedetto, Mario Sfrappini direttore del reparto di Geriatria dell'ospedale "Madonna del Soccorso" di San Benedetto, Cinzia Giuli, psicologa INRCA, Cristina Ilari, assistente sociale INRCA, Mirko Porfiri e Laura Narcisi, infermieri. Per informazioni e iscrizioni: tel. 3394037385.

 

SIGG Marche

Leadership al Femminile: se ne parla a Catania

Venerdì 9 giugno 2017, presso l’Aula Consiliare del Palazzo degli Elefanti di Catania, si svolgerà un evento speciale dedicato a tutte le donne che vogliano sviluppare la propria “Leadership al Femminile”.

L’evento, moderato dal Consigliere Comunale Ersilia Saverino, prevede l’intervento di una serie di relatrici appartenenti a diversi campi (mondo universitario, scolastico, imprenditoriale e sanitario) che tratteranno il tema della Leadership al femminile sotto diversi punti di vista.

Di seguito il programma

Ipofisi, c'è la squadra degli Ospedali Riuniti di Ancona

La settimana dell’Ipofisi trova negli Ospedali Riuniti una équipe di esperti medici pronta nell’analisi gratuita per esame a mettere in pratica una importante campagna di prevenzione. L'iniziativa si chiama "Ipofisando" e avrà luogo dal 5 al 10 giugno, ma si può già prenotare allo 0715965380. "E' importante perché molti sottovalutano la funzione di questa piccola ghiandola da cui dipendono, nella nostra testa, tutte le altre – ha detto il direttore generale Michele Caporossi – Inoltre, i sintomi che genera sono molto complessi e quindi difficili da riconoscere”. Lo hanno spiegato i dottori Giorgio Arnaldi, endocrinologo, Riccardo Ricciuti, neurochirurgo e Gabriele Polonara, neuroradiologo dell’Azienda Ospedali Riuniti. “Grande appena come un pisello e sorretta da un peduncolo minuscolo, l’Ipofisi controlla molte funzioni del nostro corpo. Se si ammala di un tumore può causare i più svariati disturbi. Obesità, osteoporosi, diabete, ipertensione, cefalia e miopia, minando tiroide, reni e indebolendo la persona. Tanto da causare se donna, problemi nell’allattamento, nell’uomo, impotenza. Non solo – continua Arnaldi – ma facendo due soli esempi, possiamo trovare come concausa la sindrome di Cushing (ipercortisolismo) quando il paziente si gonfia e diventa obeso come fosse in abuso di cortisone ; oppure nell’Acromegalia, quando nell’età dello sviluppo si hanno fenomeni di nanismo e gigantismo”.

Ecco dunque che la settimana di screening dedicata all’Ipofisi diventa necessaria. Agli Ospedali Riuniti, lo staff medico condivide in rete analisi, dati e diagnosi in modo da riuscire a decifrare ogni sintomo anche i più nascosti e difficili, a partire dalle malattie e adenoma ipofisari al craniofaringioma, alle patologie della regione sellare e cisti. Il 7 giugno a Torrette (sala Sandro Totti) ci sarà il primo incontro dedicato ai pazienti e familiari. Poi il 9 e 10 giugno un corso multidisciplinare con medici anche da fuori regione per ribadire l’importanza di fare squadra di fronte a tali difficili sintomatologie.

 

Emofilia A: nuovo farmaco Bayer disponibile anche nel Lazio

Importanti novità per gli emofilici di Roma e delle altre province della Regione Lazio. Infatti è ora disponibile il nuovo farmaco di Bayer (octocog alfa protein free) per il trattamento dell’Emofilia A nei pazienti di tutte le fasce d’età che soffrono di questa rara malattia genetica del sangue.
 
“Il nuovo Fattore Ottavo ricombinante di Bayer, prodotto dalle cellulle BHK – dichiara la Dottoressa Cristina Santoro, Diagnostica Speciale e Terapia delle Malattie dell’Emostasi e della Trombosi (Responsabile: Prof.ssa Maria Gabriella Mazzucconi) -  Ematologia - Dipartimento di Biotecnologie Cellulari ed Ematologia - Sapienza Università di Roma Policlinico Umberto I - è ora disponibile anche nella nostra Regione. Nel Centro nel quale lavoro abbiamo iniziato ad utilizzarlo in alcuni pazienti. Si tratta di fattore VIII ricombinante, non modificato, simile a quello circolante in natura, a catena intera, che negli studi clinici registrativi ha dimostrato di mantenere l’emostasi e di proteggere dai sanguinamenti i pazienti, quando viene utilizzato in profilassi. Questi studi fanno parte del programma LEOPOLD (Long-Term Efficacy Open-Label Program in Severe Hemophilia A Disease) e sono stati condotti a livello mondiale su un numeroso gruppo di pazienti che erano già trattati in precedenza e che hanno dimostrato che il nuovo farmaco Bayer (octocog alfa da BHK) può essere utilizzato non solo con una profilassi tre volte alla settimana, ma anche in alcuni pazienti, due volte alla settimana garantendo la medesima protezione dai sanguinamenti. Partiamo dunque da una molecola a noi ben nota, ma che ora è in grado di offrire maggiore flessibilità di utilizzo garantendo protezione, efficacia e sicurezza avendo elevato e migliorato il processo produttivo”.
 
“Sono state apportate innovazioni nella produzione di questo prodotto – aggiunge il Dott. Raimondo De Cristofaro, Dirigente Medico Malattie emorragiche e trombotiche (UOS) Policlinico A. Gemelli di Roma - come la nanofiltrazione per massimizzare la sicurezza nella rimozione di potenziali agenti patogeni, virus e aggregati proteici e la coespressione della HSP70 nella linea cellulare BHK per garantire una produzione di Fattore Ottavo più simile a quello circolante in natura. La flessibilità della terapia è ormai una possibilità concreta. E’ un grande passo avanti che noi medici vogliamo fare insieme ai pazienti che curiamo e insieme alle loro famiglie. Il nuovo farmaco di Bayer non richiede cambiamenti nella nostra routine nemmeno a livello di monitoraggio di laboratorio, ma offre delle opportunità concrete. Non richiede quindi lavoro in più, se non l’attenzione di approfondire la conoscenza del paziente e delle sue necessità. Il nostro obiettivo rimane quello di mettere in sicurezza ogni paziente e prevenire possibili sanguinamenti o gestire al meglio le eventuali complicanze”.
 
“Come pediatra – dichiara il Dott. Matteo Luciani, Dipartimento di Onco-Ematologia Pediatrica e Medicina Trasfusionale IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - tendo ad essere conservativo perché i piccoli pazienti vanno trattati con la massima cura e attenzione. Nel caso di octocog alfa protein free il passaggio dal suo predecessore è semplice, in quanto si tratta di una molecola ben nota e studiata che presenta innovazioni tecnologiche, portando risultati di grande interesse per il miglioramento della protezione e dell’aderenza alla terapia. Lo studio LEOPOLD Kids è stato condotto sui bambini precedentemente trattati e ha mostrato che, in 6 mesi di osservazione del trattamento con il nuovo farmaco di Bayer, il 45% dei pazienti non ha avuto episodi di sanguinamento e il 55% non ha mostrato sanguinamenti entro 48 ore dall’ultima infusione di profilassi. Per un pediatra come me è essenziale evitare che i miei piccoli pazienti sperimentino sanguinamenti: octocog alfa protein free rappresenta una soluzione valida anche in questa fascia d’età notoriamente complessa da gestire per l’accesso venoso non sempre ottimale, per la paura dell’ago e per la dipendenza da qualcuno che nei primi anni di vita effettui l’infusione endovenosa con modalità adeguate. Un bambino emofilico in profilassi ben controllato e protetto – informa il Dott. Luciani - può vivere il suo essere “bambino” come tutti gli altri e anche per noi pediatri questo aspetto è importante non solo dal punto di vista clinico ma anche psicologico. Ridurre le infusioni garantendo protezione, efficacia e sicurezza è sinonimo di migliore aderenza alla terapia che nel caso del nuovo farmaco di Bayer è facilitata anche dalla siringa preriempita e in pratica pronta all’uso”.
 
“L’impegno di Bayer nell’ambito dell’emofilia è dimostrato dallo sviluppo di questo nuovo farmaco, conclude la Dottoressa Simona Gatti, Head of Medical Affairs Specialty Bayer. L’emofilia vive un momento di grande fermento in termini di nuove molecole e anche noi siamo consapevoli di poter mettere a disposizione dei medici opzioni terapeutiche in grado di andare incontro sempre più alla necessità di semplificare la vita e la terapia di quanti convivono con questa patologia rara e genetica”.
 
 
A proposito di Emofilia A
L’emofilia colpisce circa 400.000 persone nel mondo ed è una patologia principalmente ereditaria in cui una delle proteine necessarie per la formazione dei coaguli di sangue è mancante o carente. L’emofilia A è il più comune tipo di emofilia; in questo caso è assente o presente in quantità ridotta il fattore VIII. L’emofilia A colpisce 1 persona su 10.000, per un totale di più di 30.000 persone in Europa. Nel tempo, l’emofilia A - a causa di sanguinamenti continui o spontanei, specialmente nei muscoli, nelle articolazioni o negli organi interni -  può portare a quadri di artropatia invalidanti.
 
 
Bayer: Science For A Better Life
Bayer è un’azienda globale con competenze chiave nei settori delle Life Sciences, Salute e Agricoltura. I prodotti e i servizi sono pensati per il benessere delle persone e per migliorare la qualità della loro vita. Allo stesso tempo, il Gruppo Bayer aspira a creare valore attraverso l’innovazione, la crescita e un’elevata redditività. Bayer fonda la propria attività sui principi di sviluppo sostenibile e sulla responsabilità etica e sociale. Nel 2016, il Gruppo ha impiegato oltre 115.000 persone e registrato un fatturato di 46,8 miliardi di euro. Gli investimenti in Ricerca & Sviluppo sono stati pari a 4,7 miliardi di euro. Queste cifre comprendono l’area di Business dei Materiali Polimerici Innovativi, portata sul mercato azionario come Covestro, società indipendente, il 6 ottobre 2015.

Con Diapason la risonanza magnetica diventa terapeutica

La risonanza magnetica è diventata terapeutica, grazie alla tecnologia sviluppata e brevettata in Italia da Thereson che, con Diapason -­ il dispositivo che la integra -­ permette di curare ulcere cutanee e lesioni anche croniche e gravi secondo un approccio fisico-­biologico.

“L’invecchiamento della popolazione, la maggiore incidenza delle patologie vascolari e la progressiva crescita e
diffusione del diabete, a livello mondiale, sono accompagnati dall’aumento di una problematica invalidante o comunque in grado di peggiorare la qualità della vita: le ulcere cutanee, in particolare agli arti inferiori” nota Federico Bovi, AD di Thereson.Si stima che circa il 3% della popolazione over 60 sia affetta da ulcere croniche agli arti inferiori, arrivando al 5% nella popolazione con più di 80 anni. Per questo siamo impegnati da anni nello sviluppo di una nuova terapia che può cambiare il trattamento delle ulcere a livello globale”.

La Risonanza Magnetica Terapeutica, basata su un principio biofisico, contribuisce ad accelerare la guarigione agendo attivamente nelle fasi centrali del processo di riparazione dei tessuti biologici lesionati. Promuove la proliferazione di cheratinociti, fibroblasti e cellule endoteliali, le cellule maggiormente coinvolte nei processi di guarigione, riducendo radicali liberi, stress ossidativo e favorendo la riduzione dell’infiammazione.

La TMR® rappresenta l’evoluzione del trattamento con campi elettromagnetici pulsati, a bassa frequenza e bassa intensità e offre una risposta concreta nel trattamento di lesioni e ulcere di varia origine, anche quelle “non-­healing”. Gli studi mostrano un tasso di guarigione del 90%, riduzione del dolore oltre il 50% (scala VAS) e riduzione dei tempi di guarigione del 43%.

Studiata per la risoluzione delle ulceree cutanee, ha mostrato efficacia nello stimolare anche la produzione di osteociti, le cellule responsabili della riparazione ossea, rivelandosi una terapia efficace anche per numerose patologie ortopediche e per la gestione del dolore. Osteopenie ed osteoporosi, , ritardi di consolidamento delle fratture, ferite conseguenti ad intervento chirurgico o trauma sono ambiti terapeutici in cui l’efficacia della TMR® è dimostrata, con più di 1000 casi trattati con successo.

Diapason è il nome dell’innovativo dispositivo che integra la tecnologia TMR®: comprende un’unità di controllo (console), un diffusore per il trattamento locale e un diffusore più grande per la terapia sistemica – nessuno di questi entra in contatto diretto con le lesioni cutanee e il trattamento è eseguibile anche in presenza di gesso, tutori o docce gessate. E’ di semplice utilizzo, non richiede alcuna preparazione particolare ed è possibile l’associazione con i principali trattamenti convenzionali. Con una seduta giornaliera di circa 45 minuti si ottengono miglioramenti già dopo pochi giorni di utilizzo e risultati definitivi dopo circa 40 giorni di trattamento.

Grazie alla semplicità di utilizzo si presta all’uso domiciliare, oltre che presso le strutture sanitarie, assicurando così la possibilità di garantire piena continuità terapeutica e qualità di vita del paziente.

www.thereson.com

"Anna Maria Mazzini in arte Mina" incanta il pubblico di Maiolati Spontini

Si è svolto venerdì sera al Teatro comunale Gaspare Spontini di Maiolati Spontini, lo spettacolo di “Teatro Cantando” “Anna Maria Mazzini in arte Mina”. A 60 anni di distanza dall’inizio del suo mito, la Tigre di Cremona continua a graffiare - anche senza la sua presenza effettiva sul palco - per un intento benefico.

Sabino Morra ha ideato e diretto una intensa due ore di ricordi, emozioni e indimenticabili canzoni che hanno fatto la storia dell’Italia del boom. A riproporle sono state la voce di Susanna Amicucci, cantante anconetana, e le interpretazioni di Paolo Notari, giornalista e conduttore marchigiano.

Lo spettacolo ha soddisfatto le attese: il pubblico ha seguito entusiasta le performance sul palco contribuendo alla causa per cui lo spettacolo è stato proposto. Le donazioni spontanee raccolte nel corso dell’iniziativa, realizzata grazie a Logical System che, da subito, ha sostenuto il progetto, saranno devolute all’Orchestra Giovanile dell’associazione “Premio Vallesina”.

“Ringrazio tutti i presenti per essere qui” ha detto Filippo Moscatelli, presidente Logical System che ha poi aggiunto: “Volevamo dedicare la nostra attenzione a un evento locale, capace di sostenere una realtà dalla forte valenza sociale ed aggregativa, radicata e legata al suo territorio ma capace di guardare al di là dei confini. Una realtà con dei progetti, in crescita… un po’ come noi. L’orchestra dell’associazione ‘Premio Vallesina’ è questo e anche di più”.

L’Orchestra è nata su iniziativa di padre Armando Pierucci, francescano nato a Moie di Maiolati, presente ieri sera allo spettacolo e da 25 anni attivo a Gerusalemme in cui ha sede la scuola di musica Magnificat da lui voluta.

La vicinanza al territorio è ciò che accomuna padre Armando Pierucci, il “Premio Vallesina”, i protagonisti dello spettacolo e Filippo Moscatelli, patron di Logical System (software house specializzata nel supporto alle aziende manifatturiere della Vallesina, sorta a Jesi nel 1983) che l’associazione “Premio Vallesina” ha voluto omaggiare, durante la serata, con un’opera dello scultore marchigiano Nazareno Rocchetti.

 

LOGICAL SYSTEM

L’azienda nasce nel dicembre dell’83, quando tre giovani tecnici informatici diedero vita a Logical System, una software house specializzata nel supporto alle aziende manifatturiere della Vallesina e aree limitrofe. A distanza di 34 anni l’azienda è cresciuta, si è rinnovata, ha affrontato di petto la crisi economica con una politica di investimenti. Oggi conta 40 risorse, prevede 6 nuove assunzioni nel 2017. Il fatturato 2016 ha superato i 4.000.000€. La crescita percentuale è stata del 33% (2015 su 2014) e del 14% (2016 su 2015). Il parco clienti di Logical System è composto da oltre 200 aziende dei settori più variegati (stampi e stampaggio, manifatturiero, meccanico, alimentare, etc).

Logical System si è inserita nell’era dell’“Industria 4.0” – paradigma che poggia sull’uso pervasivo di sistemi digitalizzati costituiti da computer, attuatori, sensori, fortemente connessi attraverso internet - con il progetto Unic@Suite4.0: un’unica ed innovativa piattaforma dove convergeranno i prodotti dell’azienda reingegnerizzati e riscritti con le più importanti e performanti tecnologie oggi disponibili. “Unic@Suite4.0” rappresenterà quindi l’ambiente comune per tutte le soluzioni di Logical System. 

 

Sta bene il primo bimbo nato al Bambino Gesù

 

 Si chiama Kevin, ha un mese e mezzo di vita e sta bene il primo nato al Bambino Gesù. Il parto eseguito presso l’Ospedale Pediatrico della Santa Sede è stato possibile grazie al via libera della Regione Lazio e alla convenzione siglata con l’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma, un’eccellenza nel campo dell’ostetricia dove si effettuano circa 5 mila parti l’anno. Il piccolo, venuto alla luce l’8 aprile scorso, era affetto da ernia diaframmatica congenita ad alto rischio, una patologia rara e complessa che richiede un’assistenza altamente specialistica al momento della nascita per scongiurare il pericolo di morte. In sala operatoria era presente un’équipe mista composta da anestesisti, chirurghi neonatologi, ginecologi e infermieri del Bambino Gesù e da anestesisti, ginecologi e ostetriche del San Pietro.

   

 UN PUNTO NASCITA PER BAMBINI AD ALTO RISCHIO

Il Bambino Gesù copre tutte le specialità mediche e chirurgiche pediatriche, compresa la diagnostica prenatale e la ginecologia, ma non ha un reparto di degenza ostetrica. Con l’autorizzazione della Regione Lazio e l’accordo con il San Pietro, diventa a tutti gli effetti un punto nascita per i casi ad alta complessità che possono richiedere interventi in emergenza. Con l’intesa - siglata a marzo 2017 - si ottimizzano i tempi del parto, evitando a nascituri particolarmente vulnerabili i rischi del trasporto da una struttura all’altra e si rendono immediatamente disponibili, in un’unica sede, tutte le possibili competenze ostetriche e medico-chirurgiche neonatali.

 Sono circa 30 le nascite programmate nel 2017, 4 delle quali nel mese di giugno. Le future mamme vengono selezionate per il parto al Bambino Gesù da un apposito comitato (composto da anestesisti, ostetrici e chirurghi di entrambi gli ospedali) che valuta le caratteristiche della gravidanza e la gravità delle condizioni del bambino. Ogni nascita verrà seguita da un’équipe mista Bambino Gesù – San Pietro.

 

 LE PATOLOGIE CHE METTONO A REPENTAGLIO LA VITA DEI NEONATI

Le patologie che possono comportare un intervento in emergenza alla nascita e che richiedono un’assistenza altamente specialistica sia chirurgica che tecnologica, sono quelle che impediscono al bambino di respirare o che non consentono al sangue di circolare come dovrebbe. Si tratta di bambini talmente delicati che il solo disturbo provocato dall’applicazione del gel per eseguire un’ecografia può alterare i loro parametri vitali. In questi casi il trasporto incide sensibilmente sulla prognosi: ne mette a rischio la sopravvivenza e può comportare danni cerebrali anche molto gravi.

 Rientrano in questa categoria le tumefazioni del collo tanto voluminose da ostacolare la respirazione; le patologie toraciche che influiscono sullo sviluppo dei polmoni (come l’ernia diaframmatica congenita, malattia di cui era affetto il primo nato al Bambino Gesù) e alcune cardiopatie congenite potenzialmente letali alla nascita. La vita del secondo bambino nato presso l’Ospedale Pediatrico lo scorso 28 aprile, per esempio, è stata messa a rischio dalla trasposizione dei grossi vasi a setto integro (anomala connessione dei vasi sanguigni che partono dal cuore), patologia che in circa il 20-25% dei casi richiede interventi immediati al momento del parto per permettere la sopravvivenza del neonato e per scongiurare conseguenze neurologiche.

 La prognosi dei due piccoli pazienti è positiva: per il primo nato l’intervento alla nascita è stato risolutivo e il piccolo è stato già dimesso. Il secondo bambino è stato sottoposto nei giorni scorsi a un’operazione chirurgica che gli ha consentito correggere in modo definitivo il suo problema cardiaco.

    «Con l’accordo e l’ok della Regione Lazio abbiamo potuto unire le forze di un’eccellenza ostetrica come il San Pietro Fatebenefratelli con l’expertise nel campo della diagnostica prenatale e della chirurgia neonatale e cardiologica complessa che è propria del Bambino Gesù» sottolinea il prof. Pietro Bagolan, direttore del Dipartimento di Neonatologia dell’Ospedale Pediatrico della Santa Sede. «Il risultato è un esempio di buona sanità al servizio del bambino gravemente malato e della sua famiglia. Gli specialisti di entrambi gli ospedali, compresi i nostri ginecologi/ostetrici come il dott. Leonardo Caforio, formano un’unica équipe che opera in un ambiente protetto e attrezzato, in grado di garantire al nascituro e alla sua mamma il maggior grado di sicurezza e di chance di salute possibile».

 Aggiunge il dott. Marco Bonito: «E’ motivo di grande orgoglio e soddisfazione personale nonché per tutta l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma, che ho l’onore di dirigere, poter condividere con una eccellenza come il Bambino Gesù un percorso così importante e stimolante avente un solo obiettivo: tutelare la salute della donna e del bambino, offrendo loro la migliore assistenza possibile».