Jun 24, 2018 Last Updated 9:10 AM, Jun 19, 2018

Al via Innov-Aging

Da giovedi ad Ancona scienziati e start up da tutto il mondo con iniziative per incentivare la popolazione ad abbracciare uno stile di vita sano: degustazioni, fitness, passeggiate culturali

                 

Il 21-22 e 23 giugno Ancona sarà al centro di un meeting internazionale di portata storica: si incontreranno medici, scienziati e opinion leader sul tema della longevità con gli imprenditori che hanno inventato e prodotto sistemi di ausilio e cura per vivere in salute più a lungo. Si chiama INNOV-AGING e come incontro fra scienza e impresa, è un esperimento unico nel suo genere: tre giorni di intenso lavoro alla Mole Vanvitelliana di Ancona.

L’invecchiamento della popolazione, a livello planetario, appartiene al progresso dell’umanità. A condizione che si viva meglio. Ma i dati incontrovertibili che vengono da coloro che, ultracentenari, vivono con semplicità una vita naturale e sana, come nelle Blu Zone, si mescolano oggi alle nuove tecnologie che agevolano la qualità del vivere, permettendo anche in zone di stress come le metropoli, quella che oggi definiamo una longevità attiva. Di tutto questo si parlerà a INNOV-AGING con il valore aggiunto della presenza di oltre 40 start up da tutto il mondo che con prodotti e servizi innovativi hanno da tempo creato un nuovo mercato inedito e proficuo, in grande espansione: la terza età. Fra i relatori spiccano Carlo Cottarelli, Maria Chiara Carrozza, dell’Istituto di Bioingegneria industriale dell’Università di Pisa, Valter Longo, gerontologo e nutrizionista di fama mondiale del Longevity Institute della California e il prof Makoto Suzuky direttore dell’Okinawa Research. Center for Longevity.

Molta attesa anche per “Salute e Benessere”, iniziativa patrocinata dal Comune di Ancona e promossa da Fondazione Marche, ente privato senza fini di lucro composto da imprenditori marchigiani impegnati a favorire lo sviluppo del sistema economico-produttivo. Dal 21 al 23 giugno, infatti, in alcune tra le location più rinomate della città verranno promosse attività incentrate sul fitness e sul food con l’obiettivo di promuovere uno stile di vita sano, che possa contribuire all’aumento dell’aspettativa di vita. Il programma delle attività si inserisce all’interno del progetto Expo Meeting Innov-Aging,

 

 

Per maggiori informazioni sul programma “Salute e Benessere Innov-Aging”:

Segreteria Organizzativa: Congredior Srl

Tel. +39 071 2071411

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.innovaging.it

 

Segui Expo Meeting Innov-Aging su Facebook, Twitter e Linkedin.

E' finita la scuola: e adesso? Le 10 regole per trascorrere al meglio le vacanze con i propri figli

E come ogni giugno, dopo estenuanti recite scolastiche e pizzate con i genitori, riecheggia la solita domanda: la scuola è finita ma ce la farò a gestire i figli?
“La domanda dei genitori è lecita e la sento spesso tra i miei pazienti – precisa Adriano Formoso, psicoterapeuta, psicoanalista, medico naturopata di Milano e autore del libro “Nascere a tempo di Rock” - E' come se il tempo in più a disposizione con i figli spaventasse alcuni genitori, che si sentono intrappolati in una realtà che li vede più a contatto diretto con loro. Aumentano le ore insieme e le occasioni per trattare argomenti diversi dalla vita in classe. Ma la pausa estiva può rivelarsi l'occasione per scoprirsi e conoscersi meglio, rafforzando in alcuni casi i rapporti. Esistono delle regole che possono sollevare questa preoccupazione e rivelarsi molto efficaci”.
Ecco le 10 regole suggerite del dottor Adriano Formoso per una migliore gestione dei figli in vacanza.

1 Limitate le raccomandazioni
Serve a dare spazio e respiro alla relazione con i figli. Questo aumenterà il rapporto di fiducia e incrementerà la loro autostima (agevolando il loro spirito critico). Servirà poi a voi a porvi di più in ascolto e fare in modo che il loro parlarci non sia solo rispondere alle vostre domande o raccomandazioni ma esprimere dei propri pensieri e il proprio modo di essere liberamente e spontaneamente

2 Scegliete un momento della settimana per valutare l'andamento dei compiti
Scegliete con vostro figlio un quarto d’ora al giorno da dedicare al suo andamento scolastico incoraggiandolo e motivandolo. Non risolvetegli però i problemi e non fate gli esercizi al suo posto. Non illudetevi di far bella figura voi se i compiti di vostro figlio sono perfetti, quindi evitate di vantarsi con gli altri genitori per le prestazioni di vostro figlio (potrebbero raccontarlo ai figli e mettere in imbarazzo il vostro). Lasciate che acquisisca la capacità di organizzarsi e lo sviluppo della sua autonomia.

3 Mantenete gli stessi ritmi
Serve alla salute fisica e mentale di entrambi, molto più dell’abbandonarsi totalmente al meritato riposo. Abbiamo dei ritmi cronobiologici (detti anche ritmi circadiani) che tutelano e sostengono le funzioni svolte dagli organi e dagli apparati biologici. Dormire un po’ di più fa bene, e lo stesso vale per il cibo, ma senza esagerare. Queste accortezze vi eviteranno un vero e proprio disagio con spossatezza a difficoltà di riorganizzazione psicofisiologica alla ripresa della scuola

4 Offrite alternative gratificanti e attività ludiche
Incitateli a variare le opportunità con cui provano piacere. Trasformare un’ora di gioco on line in un’ora di gioco all’aperto, un tempo di isolamento mentale e motorio col telefonino in un lavoro di casa utile alla riorganizzazione dei suoi spazi. Questo permetterà loro di imparare a conoscere meglio se stessi

5 Preservate le loro abitudini (lo sport preferito, gli amici, etc)
Tre mesi di pausa dalla routine invernale, dal tempo con l’insegnante e i compagni di classe possono indebolire per una buona ripresa scolastica. La pausa estiva può spesso sfociare in una regressione rispetto agli obiettivi raggiunti durante l’anno. Non abbassate la guardia come spesso succede nell’ambiente scolastico. E' molto utile mantenere le abitudini che li aiutano e ritrovare il trend di tutto l'anno

6 Distribuite bene il tempo se siete genitori separati
Se siete separati è fondamentale agevolare la relazione a distanza tra i figli e il genitore che non è presente. Basta poco: chiamare più volte al giorno la mamma o il papà rche non è presente, raccontare aneddoti sulla vacanza e descrivere i dettagli di dove ci si trova (questo oggi è reso facile dall’era digitale con utilizzo di foto e video). Suggerisco soprattutto ricordare al proprio figlio: la mamma è il papà sono separati come fidanzati ma non come coppia di genitori

7 Evitate ricatti morali e scambi economici
In vacanza aumentano anche i premi ma anche le punizioni: è inevitabile.! Eventuali sanzioni dovranno sempre essere argomentate ed essere di carattere educativo. Evitate di ricattarli emotivamente (es. “Se non fai questo, non ti voglio bene, ti tolgo l'affetto...”) per non correte il rischio di danneggiare la loro vita e il loro benessere, ma anche il vostro, compromettendo la relazione nell’immediato.
Evitate anche di attribuire un prezzo ai comportamenti (es. “Se non mi fai arrabbiare ti aumento la paghetta oppure ti compro ...”) spiegando invece bene il ruolo del denaro e il cosa significa diventare strumento ammaliatore

8 Non fate domande sulle relazioni sentimentali
E' giusto non intromettersi per poter creare con il figlio un clima di dialogo basato sulla fiducia reciproca.  Venire a conoscenza di alcuni pensieri e vissuti dei figli preadolescenti e adolescenti può portare un genitore a inopportuni allarmismi. Talvolta i loro vissuti raccontano quel che vorrebbero che accadesse un giorno nella loro vita e non quel che accade nella realtà. Lasciamoli crescere apprendendo dall’esperienza, diamo loro fiducia e amore, lasciamoli passare dalla sfera del sogno, non dell'etica e dei valori da raggiungere nell’età adulta.

9 Chiedete se vuole che gli proponiate qualcosa
Attendere le loro richieste è come restare in attesa di scoprire il loro modo di desiderare, quel che sentono come bisogni. Non proponete loro qualcosa se non siate certi di quanto la nostra proposta sia condivisibile. Andrete solo a nevrotizzarli e indurre loro un senso di colpa qualora non riuscissero a esaudire le nostre proposte

10 Pianificate un periodo della vacanza senza nonni
Se le circostanze lo consentono è bene lasciare che i figli di età compresa tra i 5 e i 14 anni passino con i nonni un tempo non superiore a quello che possono passare in famiglia e con i genitori. Spesso restare con nonni che non rispettano lo stile educativo dei genitori porta i ragazzi a crescere con adulti che offrono “doppi messaggi”, modalità diverse di comportamento in situazioni analoghe. In rischio è che i vostri figli sviluppino aggressività ed egoismo oltre a un’idea strumentale dei rapporti e delle relazioni. Questo succede se andare con i nonni è solo fonte di assecondamento di capricci o libertà che i genitori discuterebbero con i loro figli. I bambini e i preadolescenti hanno bisogno di essere accuditi, responsabilizzati, protetti e amati. Anche dai nonni ma con la stessa responsabilità e progettualità dei diretti genitori (quando questi sanno onorare il loro ruolo). Quindi è bene andare in vacanza con i nonni solo dopo aver dato priorità alle vacanze della propria famiglia, nella propria famiglia.

E' partito "Altri Mondiali 2018", il torneo di calcio internazionale per promuovere la parità di genere


In concomitanza con i Campionati Mondiali di Russia, si è aperto la scorsa settimana Altri Mondiali 2018, progetto di Altropallone Onlus sostenuto da The Small Now Onlus e GUNA, che coinvolgerà 10.000 persone e più di 500 giocatori di 8 Paesi del Mondo, con l'obiettivo di promuovere il dibattito sulla parità di genere e sulle discriminazioni nei confronti delle atlete di sesso femminile.
 
L’evento si svolge ogni 4 anni in concomitanza con i “Mondiali di Calcio” e vuole rappresentare quest’anno una campagna di comunicazione e sensibilizzazione contro le violenze, gli abusi e le discriminazioni nei confronti delle donne.
 
Nel corso della campagna che durerà fino a settembre verranno quindi organizzati eventi calcistici con l’obiettivo di abbattere barriere linguistiche e sociali, educare a principi e valori positivi, dentro e fuori dal campo, quali uguaglianza, rispetto reciproco e integrazione.
 
Sebbene le atlete italiane spendano lo stesso tempo in palestra, nei campi da gioco e sulle piste dei loro colleghi maschi, a parità di dedizione e impegno non solo non vengono riconosciute come professioniste, ma sono anche decisamente penalizzate: i loro contratti, come dilettanti, prevedono un tetto salariale che si aggira intorno ai 1800 euro mensili, spesso non è prevista un'assicurazione sanitaria (o se prevista non ha nulla a che vedere con le assicurazioni degli atleti professionisti), in caso di infortunio le spese di cura e riabilitazione sono a carico dell'atleta, non sempre è previsto il pagamento dei contributi pensionistici e spesso non vi è tutela nel caso di maternità o di invalidità. A rendere tutto ancora più drammatico l'esistenza delle "clausole anti-gravidanza" che vengono inserite nei contratti fatti firmare alle atlete. Queste clausole prevedono la rescissione del contratto in caso di maternità.
 
“L'Unione Europea è intervenuta ormai 14 anni fa chiedendo agli Stati membri di eliminare la distinzione tra pratiche sportive maschili e femminili” - commenta Irene Pizzoccaro, Vice Presidente GUNA. “Purtroppo ancora oggi in Italia non solo non c'è questa parità, ma tutte le sportive, comprese quelle che hanno vinto medaglie d'oro alle Olimpiadi e nelle gare nazionali e internazionali di massimo livello, fanno sport, formalmente, per puro diletto”.
 
In questa edizione di Altri Mondiali è stata formata la squadra AM18 composta da ragazze provenienti da Paesi e contesti differenti ma con una passione in comune, il calcio, che giocano per diffondere il messaggio “la parità di genere inizia in campo”. Dopo essersi trovate in campo insieme per la prima volta a Milano il 6 febbraio, le ragazze provenienti da tutti i quattro continenti, sono adesso pronte a giocarsi la competizione contro le altre squadre, avendo chiaro che l’unico obiettivo è la vittoria delle #pariopportunità, in campo e nella vita.
 
Prossime tappe:
 
Roma - 23 giugno 2018
Budapest – 6/8 luglio 2018
Roma – 11/15 luglio 2018
 

Bambini: la guida SITIP-SIP per viaggiare sicuri

 

“Sì, viaggiare”, recita una famosa canzone di Lucio Battisti. Ma farlo con consapevolezza è d’obbligo, soprattutto quando si tratta di bambini.   Un viaggio, infatti, soprattutto in Paesi lontani, può presentare dei rischi per la salute dei più piccoli, se non si osservano alcune importanti norme di prevenzione. I bambini contraggono le stesse malattie degli adulti, ma in forma più grave, ciononostante circa la metà non viene sottoposto a una visita medica pre-partenza.
 
Le malattie che vengono più comunemente contratte dai bambini durante un viaggio internazionale*, sono: diarrea (28% dei casi), malattie dermatologiche (25%), malattie febbrili sistemiche, specialmente malaria, (23%), malattie respiratorie (11%) e malattie prevenibili da vaccino (2%), soprattutto infezione da Salmonella typhi e epatite A.
 
In generale, i viaggiatori internazionali hanno registrato un aumento costante negli ultimi anni e secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo nel 2016 sono stati oltre 1 miliardo, di cui 18 milioni di italiani, con un 4% in più rispetto al 2015 e si stima che nel 2025 le cifre arriveranno a raddoppiare.
Quanti sono i bambini viaggiatori internazionali? Soltanto negli Stati Uniti, la cifra si aggira intorno a 1,9 milioni, secondo una stima diffusa dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC).
 
Ma chi è il bambino viaggiatore? Spesso sono bambini che arrivano in Italia con le loro famiglie da altri Paesi (migranti o rifugiati) o bambini e adolescenti che viaggiano da soli (adottati internazionalmente o in fuga dai loro Paesi di origine. Una categoria particolare sono i bambini nati in Italia che vanno in vacanza nei loro Paesi di origine, i cosiddetti VFR (visiting friends and relatives). Infine i bambini “turisti”, che viaggiano con le loro famiglie per diletto.
 
 
E il bambino viaggiatore sarà uno dei temi al centro della prima giornata di lavori al 74° Congresso della Società Italiana di Pediatria, SIP che si apre il 12 giugno a Roma, con un focus della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP) dedicato a tutti i bambini che viaggiano, in particolare i bambini turisti e i bambini figli di immigrati che tornano in visita nel loro Paese di origine (VFR).  “Questi infatti, sono i bambini maggiormente a rischio di contrarre infezioni durante un viaggio: il rischio infettivo è sottovalutato da parte dei genitori e la cultura della profilassi limitata”, spiega la Presidente SITIP Luisa Galli. “I bambini VFR viaggiano anche molto piccoli, sotto l’anno di età, con permanenze per periodi prolungati e verso destinazioni a maggior rischio di patologie importanti quali malaria, febbre gialla, tifo, soprattutto in Asia e Africa Sub Sahariana o diarrea del viaggiatore, soprattutto in Medio Oriente e Nord Africa. Solo il 30% di questi bambini viene sottoposto a una consulenza medica prima del viaggio, consulenza spesso ostacolata dalla barriera linguistica”, aggiunge.
 
“E’ importante essere bene informati sui possibili rischi a cui si può andare incontro prima, durante e dopo ogni viaggio, pianificando ogni dettaglio nel rispetto della salute e del benessere dei bambini e di tutta la famiglia”, afferma il Presidente della Società Italiana di Pediatria Alberto Villani. “E ricordare – aggiunge - che alcune malattie come la malaria possono manifestarsi anche a distanza di tempo, pertanto è opportuno indagare episodi febbrili che possono verificarsi al rientro se si è stati in Paesi ad alta endemia”.
 
Per trascorrere vacanze in serenità, ecco la guida in 10 punti SITIP-SIP per viaggiare sicuri.
 
La guida in 10 mosse per viaggiare sicuri
 
 
1.    Cosa fare prima di un viaggio
Un viaggio deve essere organizzato con largo anticipo: raccomandiamo un incontro con il proprio pediatra di famiglia almeno 4-6 settimane prima della partenza, per valutare la storia clinica del bambino, il suo stato di immunizzazione, la necessità di somministrare vaccini o intraprendere profilassi antibiotica specifica, per raccogliere informazioni dettagliate sul viaggio e identificare eventuali controindicazioni.
Raccomandiamo di rivolgersi ai Centri specializzati in Medicina dei Viaggi della propria regione in caso di viaggi molto avventurosi o di lunga durata, di viaggiatori con patologie croniche, immunocompromessi, neonati e donne in stato di gravidanza.
 
Le vaccinazioni prima di partire
E’ fondamentale che i genitori siano informati sui rischi e patologie più comuni che possono essere contratte in quel determinato Paese. Il bambino che viaggia dovrebbe aver eseguito le vaccinazioni di routine secondo il piano vaccinale del proprio Paese.
Talvolta può essere necessario introdurre variazioni al calendario vaccinale, in modo da anticipare la protezione prima della partenza.
 
In generale, le vaccinazioni di routine per i viaggiatori internazionali (a seconda del paese da visitare) sono per febbre gialla, tifo, colera, epatite A, polio, meningococco A, C, W135, Y, encefalite giapponese, meningoencefalite da zecca, rabbia, Tubercolosi in base alla seguente tabella:
 

 
 
2.    Cosa mettere in valigia: 12 cose da non dimenticare
E’ indispensabile mettere in valigia farmaci e presidi di uso comune che potrebbero non essere disponibili nel Paese di destinazione:
 
§  soluzioni disinfettanti
§  gel disinfettante per le mani
§  analgesici e antipiretici
§  pomate cortisoniche contro punture di insetti
§  anticinetosici contro mal d’auto, d’aereo, di mare
§  1 antibiotico ad ampio spettro
§  soluzioni reidratanti orali
§  prodotti antizanzare
§  antimalarici (se indicata la profilassi)
§  creme solari ad alta protezione
§  farmaci utilizzati abitualmente, in quantità sufficiente per tutta la durata del viaggio ed eventualmente un 10% di prodotti in più per far fronte ad eventuali imprevisti
§  certificato di assicurazione sanitaria
 
 
3.   Viaggio in aereo (…occhio al jet lag)
I bambini possono viaggiare tranquillamente in aereo, sconsigliato solo in caso di malattie infettive acute (sinusiti o infezioni dell’orecchio), interventi chirurgici recenti, malattie respiratorie croniche severe, neonati di età < 48 ore e donne in gravidanza dopo la 36a settimana di gestazione (dopo la 32a settimana, in caso di gravidanze multiple).
 
Durante un viaggio in aereo, soprattutto se a lunga percorrenza, occorre fare attenzione ad una serie di fattori che possono influenzare lo stato di salute e benessere del viaggiatore.  La variazione del fuso orario, per esempio, può provocare un complesso di sintomi da jet lag, come alterazioni del ritmo sonno-veglia, disturbi dell’attenzione, malessere generale.
 
Generalmente i bambini sopportano meglio degli adulti i cambiamenti di fuso, presentando sintomi più sfumati, ma è importante regolare le ore del sonno e dei pasti subito dopo l’arrivo e, se possibile, già nei due giorni che precedono la partenza.
 
In caso di viaggi a Est: nei giorni precedenti anticipare di 1-2 ore l’addormentamento e favorire l’esposizione alla luce la mattina;
In caso di viaggi a Ovest: nei giorni precedenti posticipare di 1-2 ore l’addormentamento e favorire l’esposizione alla luce la sera.
Prestare attenzione nel caso di assunzione di farmaci a orari prestabiliti, per esempio l’insulina nel bambino diabetico.
 
Le variazioni di pressione all’interno della cabina degli aerei, poi, possono comportare barotraumi, con comparsa di otalgia e acufeni, che possono essere ridotti con la deglutizione; per i lattanti e i bambini più piccoli è possibile minimizzare questi effetti dando loro del cibo o un succhiotto.
Il viaggio in aereo è raramente associato a sintomi di cinetosi (nausea, vomito), che comunque possono essere alleviati scegliendo posti a metà cabina, dove i movimenti sono meno pronunciati, e somministrando antiemetici prima della partenza.
Durante lunghi viaggi in ambienti ristretti è bene distrarre i bambini portando i loro libri e giocattoli preferiti, insieme al materiale da toilette - per farli stare sempre puliti - e a scorte di cibo e bevande.
 
 
4.    Viaggio in macchina: sempre sul seggiolino
Il bambino deve essere sempre assicurato nell’apposito seggiolino o adattatore; se l’auto viene noleggiata è necessario controllare l’efficienza di tali dispositivi.
Per prevenire i casi di nausea e vomito è fondamentale somministrare ai bambini una dieta leggera prima del viaggio e mantenere una buona areazione del veicolo. Tenere presente che in molti Paesi in Via di Sviluppo l’uso delle cinture di sicurezza e dei seggiolini per bambini è sconosciuto.
 
 
5.    In montagna
Le temperature della montagna, che in estate sono generalmente più miti che in città, sono adatte alle vacanze con i bambini. Con qualche precauzione da osservare.  Il mal di montagna acuto è la patologia più frequente in età pediatrica, caratterizzata da sintomi aspecifici (condizioni generali abbattute, irritabilità, anoressia, nausea, vomito, disturbi del sonno) e associata al raggiungimento in breve tempo di quote superiori ai 2.500 metri. Si può prevenire raggiungendo gradualmente quote particolarmente elevate, non è invece consigliata una profilassi farmacologica. Se compaiono sintomi lievi, si consiglia l’uso dei comuni analgesici. Se la sintomatologia peggiora è necessario scendere gradualmente verso quote inferiori ed eventualmente associare una terapia farmacologica dopo consulto medico.
 
Il soggiorno in alta quota può essere associato a problematiche clinicamente rilevanti per il bambino con patologie predisponenti, pertanto in caso di patologie cardiache o polmonari croniche deve essere previamente consultato il medico curante.
 
In generale, raccomandiamo durante i viaggi in montagna di considerare il fattore freddo perché i bambini sono più soggetti a rischio di ipotermia e il fattore sole proteggendo il bambino con occhiali, cappellini e creme solari ad alta barriera.
 
 
6.    Cosa mangio? Attenzione alla “diarrea del viaggiatore”
E’ tra le patologie infettive più diffuse durante un viaggio internazionale soprattutto in Paesi come Asia, Medio Oriente, Africa, Messico e America Centro-Meridionale. Si manifesta nel 90% dei casi entro le prime due settimane del viaggio.
I sintomi tipici sono: diarrea acquosa, in circa il 25% dei casi associata a febbre e vomito, dolori addominali crampiformi, tenesmo, emissione di feci mucose e/o ematiche, con risoluzione spontanea, nella maggioranza dei casi, in pochi giorni.
Il decorso clinico nei bambini è spesso più severo e prolungato, con il rischio di complicanze, tra cui la più temibile è la disidratazione.
 
La prevenzione della diarrea del viaggiatore e di altre malattie a carico dell’apparato gastrointestinale è fondamentale rispettando alcune semplici regole:
 
•         bere solo acqua e bevande contenute in bottiglie sigillate; in alternativa l’acqua deve essere sterilizzata con l’ebollizione o con trattamenti chimici
•         evitare l’uso di ghiaccio nelle bevande
•         consumare solo latte bollito o pastorizzato
•         evitare di assumere verdura cruda, frutta non sbucciata
•         evitare panini preparati con carne fredda/verdura cruda
•         evitare piatti con uova non cotte, gelati, dolci cremosi, budini e i succhi di frutta preparati artigianalmente
•         evitare di lavare i denti con acqua potenzialmente infetta
•         prima di preparare gli alimenti, lavarsi bene le mani con acqua e sapone o, se non disponibili, con salviettine sterilizzanti
 
Profilassi e terapia
In età pediatrica è sconsigliato l’uso routinario di farmaci nella profilassi della diarrea del viaggiatore. Talora può essere utile la somministrazione profilattica di probiotici, che potenzialmente interferiscono con la colonizzazione intestinale da parte di agenti patogeni. Soluzioni reidratanti orali sono indicate per prevenire la disidratazione. Non sono disponibili in tutti i Paesi, quindi è importante portarne con sé alla partenza (da sciogliere in acqua sicura). Una terapia antibiotica è indicata solo nei casi di diarrea più grave.
 
 
7.    Chiare, fresche e dolci acque
L’annegamento è la seconda causa di morte più diffusa nei bambini che viaggiano. È quindi fondamentale che indossino sempre dispositivi di sicurezza e soprattutto che siano strettamente supervisionati dai genitori.
 
In generale, i bagni di mare non comportano rischi di malattie infettive. Si raccomanda tuttavia di:
•         effettuare bagni solamente in zone turistiche attrezzate
•         indossare scarpette da bagno per proteggersi dalle punture di pesci, ricci di mare, crostacei e coralli
•         evitare di allontanarsi con il bambino: in mare aperto c’è il pericolo delle correnti e delle maree
•         non fare il bagno di prima mattina e dopo il tramonto, perché con il sopraggiungere del buio i grossi predatori si avvicinano alle spiagge
 
Animali acquatici
Soprattutto in Paesi tropicali fare attenzione a: gronghi, murene, piranha, squali, meduse, coralli, ricci di mare, pesci ragno, scorfani.
In caso di contatto con medusa:
•         sciacquare la zona lesa con acqua salata
•         applicare gel astringente al cloruro di alluminio o eventualmente pomate corticosteroidee  (azione più ritardata 20-30 min)
 
In caso di contatto con animali con spine velenose:
•         lavare la zona
•         impacchi con acqua e aceto
•         estrarre eventuali spine
•         disinfettare l’area e iniziare eventualmente terapia antibiotica
 
Le acque dolci, invece, possono veicolare numerose infezioni e infestazioni parassitarie (leptospirosi, legionellosi, shigellosi, criptosporidiosi, ciclosporiasi, amebiasi) e andrebbero quindi evitate, soprattutto in aree a basso tenore igienico-sanitario e in zone endemiche per patologie veicolate dalle acque (es. schistosomiasi).
Sintomi quali diarrea, dolori addominali, disturbi urinari, possono presentarsi anche diversi mesi dopo il viaggio.
 
8.    Punture di insetti
Gli insetti possono avere un ruolo essenziale nella trasmissione di alcune malattie. Sebbene la maggior parte di queste patologie sia prevenibile con vaccinazioni o chemioprofilassi, è importante adottare norme comportamentali per evitare il contatto con questi vettori, soprattutto con le zanzare, più diffuse negli ambienti rurali, nelle ore notturne e durante la stagione delle piogge.
 
Si consiglia di:
•         evitare l’esposizione alle zanzare, soprattutto nelle ore notturne, rimanendo in ambienti chiusi, preferibilmente con aria condizionata
•         posizionare zanzariere alle finestre e intorno al letto, preferibilmente trattate con insetticidi (permetrina)
•         indossare abiti di colore chiaro, che coprano braccia e gambe, preferire scarpe chiuse ai sandali
•         utilizzare spray insetticidi, fornelletti elettrici con pastiglie a base di insetticidi e spirali antizanzare, solo in ambienti all’aperto o molto ventilati, per evitarne l’inalazione
•         applicare repellenti sulla cute esposta e sui vestiti indossati. I repellenti andrebbero applicati ogni 3-4 ore, soprattutto in aree climatiche caldo-umide. Nei bambini va evitata l’applicazione dei repellenti sulle mani, per evitare l’ingestione involontaria del prodotto. La maggior parte dei repellenti può essere utilizzata per bambini di età superiore ai 2 mesi, ad eccezione dei prodotti a base di olio di limone e eucalipto. In ogni caso, nei bambini con età inferiore a 2 anni devono essere utilizzati i repellenti a concentrazione più bassa (a seconda del principio attivo).
 
 
9.  Morsi di animali
Morsi o ferite da animali possono essere molto dannosi e determinare la trasmissione di alcune malattie, principalmente la rabbia. Per evitare questi pericoli possono essere presi alcuni accorgimenti:
•         prima della partenza è necessario accertarsi di essere in regola con la vaccinazione antitetanica e, ove sia presente il rischio di rabbia, eseguire la vaccinazione
•         durante il viaggio evitare di avvicinare o nutrire animali non familiari, domestici e non
•         in caso di morso di animale, la ferita va pulita e disinfettata
•         ove presente il rischio di esposizione a rabbia, è necessario consultare una struttura sanitaria localmente per prendere in considerazione una profilassi post-esposizione antirabbia (vaccino/immunoglobuline) e dosi booster di antitetanica.
 
10.     Cosa fare al rientro
Al rientro da un viaggio, in particolare da Paesi ad alta endemia è consigliata una visita medica di controllo: diverse malattie possono manifestarsi anche a distanza di tempo come malaria e parassitosi intestinali.
Questa regola vale soprattutto per bambini affetti da patologie croniche (malattie cardiorespiratorie, diabete mellito, immunodeficienza), per coloro che sono stati esposti ad una malattia infettiva durante il viaggio o che hanno trascorso più di 3 mesi in un Paese in via di sviluppo.
È essenziale consultare il pediatra curante in presenza di febbre, diarrea persistente, vomito, ittero, sintomi urinari, manifestazioni cutanee.
In particolare, è bene sapere che la febbre al ritorno da un’area ad endemia malarica rappresenta una possibile emergenza medica ed è necessario consultare immediatamente il proprio medico curante.
 
____________________
 
E se il bimbo è molto piccolo …in viaggio con il neonato
Il neonato può affrontare vari tipo di viaggio, purché si presentino le condizioni necessarie al suo comfort.
 
In aereo
I bambini sani e nati a termine possono viaggiare in aereo a partire da 48 ore dopo la nascita, ma è preferibile aspettare almeno fino al settimo giorno di vita. Per quanto riguarda i neonati prematuri e i bambini con patologie polmonari e cardiache, andrebbe richiesto un parere medico prima di intraprendere il volo.
 
In automobile
I neonati possono viaggiare in auto, se le condizioni climatiche favorevoli sono garantite all'interno dell’abitacolo. Il neonato deve essere alloggiato nel suo “ovetto”, conforme alla normativa europea. Fino ai 9 chili di peso del bambino, il seggiolino deve essere installato obbligatoriamente in senso contrario a quello di marcia.
E’ preferibile porre il seggiolino sul sedile posteriore: il posto più sicuro per il bambino è il sedile centrale posteriore, più riparato in caso di urto sia frontale che laterale.
La posizione del seggiolino sul sedile posteriore è obbligatoria qualora la macchina possegga l'air bag in corrispondenza del sedile anteriore del passeggero. Non è raccomandabile tenere i bambini in braccio.
Non abusare con l’aria condizionata, ma posizionarla sempre a temperature non inferiori a 22-23 gradi.
Prevedere una sosta ogni due ore circa e ogni volta che il neonato debba essere alimentato.
 
In treno
Il treno è una soluzione comoda perché offre più spazio per muoversi, per passeggiare e per collocare il passeggino o l’ovetto in caso di necessità.
 
In montagna
Temperature adatte anche ai neonati in montagna.  Tuttavia, è preferibile che non si tratti di periodi troppo brevi per consentire quei fisiologici adattamenti richiesti dal cambio di altitudine e di pressione atmosferica.  Altezze elevate (superiori a 2000/2500 mt) sono generalmente da evitare.
E’ sconsigliabile anche effettuare gite troppo lunghe o passeggiate impegnative con bambini di poche settimane. Ricordiamo, infatti, che il neonato non ha una struttura ossea e muscolare adatta ad essere trasportato “a spalla” da riservare invece per i bambini più grandicelli.
 
Cosa mangiare
In caso di allattamento materno: nessun problema. Nei casi di allattamento con formula considerare che, soprattutto nei Paesi tropicali l'acqua è una delle più frequenti fonti di malattie gastroenteriche, e molto spesso quella proveniente dagli acquedotti non è potabile. Va, quindi, utilizzata per la preparazione del latte acqua minerale contenuta in bottiglie sigillate.
Se l'acqua disponibile non è potabile, il metodo più sicuro per la potabilizzazione è quello dell'ebollizione che deve essere protratta per almeno 10 minuti; è necessario inoltre conservare l’acqua nello stesso recipiente fino al momento del consumo.
 
Raggi ultravioletti
Benché siano noti gli effetti benefici della luce solare in età pediatrica, i raggi ultravioletti possono essere anche pericolosi. Alcuni consigli:
•         i bambini di età < 6 mesi devono essere tenuti all’ombra e devono indossare vestiti che proteggano la maggior parte della superficie corporea; applicare una protezione solare totale nelle zone foto esposte come viso e mani
•         i bambini di età > 6 mesi devono comunque applicare creme solari protettive verso UVA e UVB, da riapplicare sistematicamente dopo il bagno in mare o in piscina; tener presente che l’applicazione di repellenti per insetti riduce l’effetto protettivo delle creme solari.
•         far indossare sempre ai bambini occhiali da sole e cappelli.
 

Successo per l’ingegneria clinica italiana: Bergamasco eletto segretario della Clinical Engineering Division


 
 A due mesi dalla chiusura del Convegno nazionale dell’AIIC - già ricco di partecipazioni di esperti da molti Paesi, dagli Usa all’Iran - gli ingegneri clinici italiani raccolgono un prestigioso riconoscimento al termine del congresso dell’International Union for Physical and Engineering Sciences in Medicine (IUPESM, www.iupesm2018.org) appena concluso a Praga.
 
Il vicepresidente AIIC (nonchè direttore del Centro Studi dell’Associazione), Stefano Bergamasco, è infatti stato eletto “secretary” della CED (Clinical Engineering Division), organismo che all'interno dell'International Federation for Medical and Biological Engineering riunisce le attività internazionali in tema di ingegneria clinica, raccogliendo da tutto il mondo le migliori esperienze ed i più autorevoli professionisti del settore delle tecnologie biomediche.
 
Per assumere questa prestigiosa carica, Bergamasco ha raccolto il consenso dagli oltre 100 delegati con disponibilità di voto in rappresentanza dei più di 50 Paesi presenti all'evento: la sua nomina assume particolare rilievo in quanto è proprio la CED il soggetto promotore del Congresso internazionale di ingegneria clinica ICEHTMC, la cui terza edizione si terrà nell'ottobre 2019 in Italia a Roma (dopo le precedenti edizioni biennali che si sono svolte in Cina e Brasile), in concomitanza del Global Clinical Engineering day che viene celebrato il 21 ottobre di ogni anno.
 
“Questa elezione è un momento molto importante in vista dell'appuntamento di Roma 2019”, ha commentato a caldo Stefano Bergamasco,”evento che vede ora la macchina organizzativa mettersi in piena attività. Noi sappiamo che l’appuntamento romano sarà il momento per eccellenza in cui si incontreranno e si confronteranno tutti gli esperti di tecnologie biomediche, di innovazione avanzata nell’healthcare, di gestione sicura di processi sanitari ad alta digitalizzazione ed automazione. In pratica Roma sarà il palcoscenico verso cui guarderanno tutte gli organismi ed agenzie internazionali per comprendere, insieme ai professionisti di settore, quale sarà il futuro dei sistemi per la salute: sarà nostra cura sviluppare i lavori e i contenuti con la massima attenzione, volendo dar vita così all’appuntamento per eccellenza, nevralgico e distintivo, per tutti coloro che seguono la rivoluzione tecnologico-digitale dei sistemi sanitari”
 
Tra i nuovi membri eletti nella CED - organismo di cui è già membro Paolo Lago, ingegnere clinico di Pavia, past-president AIIC - va registrato anche l'italiano Leandro Pecchia, cui è stato affidato il delicato ruolo di tesoriere. Nell’altro organismo dell’ingegneria internazionale, la divisione HTA, è stato inoltre eletto un altro ingegnere del nostro Paese, Ernesto Iadanza, a completare il posizionamento importante dell’AIIC sullo scenario internazionale.
 
Il presidente dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici, Lorenzo Leogrande, presente ai lavori ed alle votazioni di Praga, ha sottolineato che con Bergamasco eletto segretario alla CED “si conferma il ruolo di primo piano dell'ingegneria clinica italiana nel panorama della professione, con AIIC che assume sempre di più un ruolo protagonista sia nella riflessione internazionale sulle tecnologie per la salute, che anche nel percorso ideativo e organizzativo verso l'evento di Roma. Un appuntamento a cui l’Associazione darà il massimo impegno, anche attraverso il coinvolgimento istituzionale dei massimi esponenti della sanità italiana”.

Agricoltura sociale e disabilità: ieri la conclusione del progetto promosso dall'Università Politecnica delle Marche

È iniziato a maggio un percorso che ha visto insieme ragazzi disabili, operatori e docenti dell’Università Politecnica delle Marche affrontare con entusiasmo attività che potrebbero sembrare semplici solo al primo sguardo, come il trapianto del tagetes e le semina del prezzemolo, ma che richiedono la comprensione del funzionamento delle radici e la conoscenza di come vivono e crescono le piante.
 
Il Comune di Ancona e l'Associazione Mani Unite hanno concordato con l'Azienda Agraria Didattico Sperimentale dell'Università Politecnica delle Marche alcune attività specifiche per la disabilità. Le attività formative sono riferite a un quadro di disabilità complessa con una specifica sperimentazione relativa alla messa a punto di attività pratiche di ortofrutticoltura per ragazzi dei centri diurni e servizi territoriali del Comune di Ancona. L'attività di ricerca sull’agricoltura sociale sono parte del percorso di studio promosso dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali (D3A) e dall’Azienda Agraria che fornisce un "campo prove" e un protocollo sperimentale per l'agricoltura sociale.
 
Al termine di questa prima esperienza si possono già toccare con mano i risultati del trapianto di lavanda e basilico, della semina dell'erba cipollina, del taleaggio della menta. Sono state preparate piante in vaso belle e utili per la casa. Le operazioni di propagazione sono state precedute dal riempimento dei vasi con il terriccio e seguite dall'irrigazione. La manipolazione del substrato, gli odori delle piante aromatiche e la bellezza del paesaggio, vicino alla Selva di Gallignano, hanno permesso di affrontare un lavoro non facile con la giusta motivazione e con piacere. Le operazioni in serra sono state alternate con la raccolta delle ciliegie nel campo "biologico" della Casa della Biodiversità dell'azienda agraria. Il programma delle attività settimanali si è concluso martedì 12 giugno 2018 con la giornata aperta alle associazioni che hanno collaborato al progetto.

MioDottore Awards 2018: svelati i 19 medici vincitori, i più apprezzati da colleghi e pazienti

MioDottore– la piattaforma leader al mondo specializzata nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo Docplanner – annuncia i vincitori della prima edizione italiana dei MioDottore Awards, i premi già celebri in Spagna, Messico, Argentina e Cile con il nome di Doctoralia Awards, che valorizzano e riconoscono la qualità dell’operato dei professionisti affiliati.  
L'iniziativa è l’unica nel suo genere che celebra la professionalità, la passione e la dedizione degli esperti della salute combinando i giudizi sia di pazienti sia di medici colleghi con la stessa specializzazione. L’edizione italiana vede 19 specialisti vincitori riconosciuti come meritevoli nelle rispettive categorie di specializzazione prese in esame: andrologia e urologia, cardiologia, chirurgia generale e proctologia, chirurgia plastica, odontoiatria e ortodonzia, dermatologia, endocrinologia, epatologia e gastroenterologia, fisioterapia, ginecologia, medicina estetica, neurochirurgia, neurologia, oftalmologia, ortopedia, otorinolaringoiatria, pediatria, psichiatria e infine psicologia.
Quasi un terzo dei medici vincitori è composto da specialiste donne (32%) che provengono da Roma (50%), dalla Lombardia, in particolare con due specialiste rispettivamente di Milano e Varese e dall'Emilia Romagna con una dottoressa da Santarcangelo di Romagna. Le sei esperte premiate operano nei settori di chirurgia generale e proctologia, dermatologia, endocrinologia, otorinolaringoiatria, psicologia e medicina estetica.
La regione che conta il maggior numero di eccellenze in ambito sanitario è il Lazio, con quasi la metà (42%) dei professionisti premiati in questa edizione dei MioDottore Awards: operano prevalentemente nella capitale, sono infatti sette esperti su Roma e uno a Viterbo. Seguono Lombardia e Piemonte, regioni che annoverano rispettivamente quattro e tre dottori tra i più apprezzati da colleghi e pazienti e che esercitano per lo più nei rispettivi capoluoghi: due specialisti su Milano e due su Torino e i restanti premiati di Varese, Vermezzo e Alessandria.
"Siamo molto soddisfatti del successo di questa prima edizione dei MioDottore Awards e dell'entusiasmo con cui pazienti e specialisti hanno contribuito a valorizzare e dare voce alle molteplici eccellenze italiane nell’ambito della salute. I professionisti premiati incarnano i valori riconosciuti come fondamentali nell'esercizio della professione medica nei giorni nostri, che hanno compreso l’importanza di Internet per l’evoluzione della propria professione e che hanno trovato in MioDottore la piattaforma ideale per realizzare questo cambio di passo verso il futuro e per essere ancora più vicini ai pazienti,” commenta Luca Puccioni, CEO di MioDottore.
I criteri di selezione dei vincitori hanno tenuto conto, nella prima fase dell’iniziativa, del parere dei pazienti: infatti, i candidati ai MioDottore Awards sono stati designati in base al numero e alla qualità dei giudizi ottenuti. Diversamente, la successiva fase di voto ha visto i professionisti appartenenti alle stesse categorie di specializzazione chiamati a giudicare i colleghi nominati secondo elementi quali professionalità, esperienza e curriculum professionale - forti delle competenze proprie di un medico professionista. Infine, la selezione decisiva, ha tenuto conto del numero totale di opinioni positive raccolte tra gli utenti, dei giudizi dei colleghi di specializzazione e del contributo dello specialista alla risoluzione di dubbi o domande all’interno della sezione "Chiedi al Dottore".
I vincitori dei MioDottore Awards 2018:
1.       Andrologia e Urologia: Dottor Andrea Militello (Viterbo)
2.       Cardiologia: Dottor Angelo Caselli (Roma)  
3.       Chirurgia generale e Proctologia: Dottoressa Maria Lemma (Milano)
4.       Chirurgia plastica: Dottor Giovanni Pellegrinelli (Milano)
5.       Dermatologia: Dottoressa Ines Boccia (Roma)
6.       Endocrinologia: Dottoressa Francesca Spasaro (Roma)
7.       Epatologia e Gastroenterologia: Dottor Floriano Rosina (Torino)              
8.       Fisioterapia: Dottor Piercarlo Peretti (Vermezzo)
9.       Ginecologia: Dottor Luca Zurzolo (Napoli)  
10.   Medicina estetica: Sonia Ciampa (Santarcangelo di Romagna)
11.   Neurochirurgia: Dottor Alessandro Landi (Roma)  
12.   Neurologia: Dottor Sandro Buzzelli (Pescara)
13.   Odontoiatria e Ortodonzia: Dottor Stefano De Simone (Roma)
14.   Oftalmologia: Dottor Miguel Rechichi (Catanzaro)
15.   Ortopedia: Dottor Simone Spolaore (Alessandria)
16.   Otorinolaringoiatria: Dottoressa Patrizia Latorre (Varese)  
17.   Pediatria: Dottor Stefano Tasca (Roma)
18.   Psichiatria: Dottor Giovanni Placidi (Torino)
19.   Psicologia: Dottoressa Rosamaria Spina (Roma)

Come migliorare l’assistenza infermieristica: ecco le proposte di Cittadinanzattiva e FNOPI


 
Sono undici le azioni di miglioramento che il Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva ha presentato recentemente alla FNOPI, con l’intento di rafforzare l’alleanza tra cittadini e infermieri e stimolare una migliore qualità dell’assistenza infermieristica. Proposte “strategiche” elaborate e discusse, a seguito dei risultati emersi dall’Osservatorio civico sulla Professione Infermieristica, tra tutti gli stakeholder: AISLEC - Associazione Infermieristica per lo Studio delle Lesioni Cutanee, ALICE ITALIA ONLUS - Associazione Italiana Lotta all’Ictus Cerebrale, AMRI - Associazione per le Malattie Reumatiche Infantili, ANIMO - Associazione Nazionale Infermieri Medicina Ospedaliera, ASBI - Associazione Spina Bifida Italia, ASSOCIAZIONE PAZIENTI BPCO, FNOPI - Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche, OPI Roma - Ordine Professioni Infermieristiche Roma, GFT - Gruppo Formazione Triage e UILDM - Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare.
“L’Osservatorio rappresenta un’inedita opportunità di coinvolgimento e partecipazione delle Organizzazioni dei cittadini nelle politiche della professione infermieristica. Una possibilità unica all’interno del mondo delle professioni sanitarie, resa possibile  grazie alla lungimiranza della FNOPI e alla sua volontà di mettere al centro delle proprie politiche professionali la tutela del diritto alla salute degli individui” ha dichiarato Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva. “Oggi – ha continuato Aceti - consegniamo alla Federazione nazionale le 11 proposte, condivise con tutti gli attori, per il miglioramento dell’assistenza e il rafforzamento dell’alleanza tra cittadini e infermieri. Avanti tutta sull’umanizzazione delle cure, a partire da una maggiore attenzione al dolore e alle sofferenze inutili, il contrasto al minutaggio e alla burocratizzazione dell’assistenza. Priorità alla prossimità delle cure attraverso un rilancio dell’azione politica sulle figure dell’infermiere di famiglia e in generale degli infermieri impegnati nell’assistenza territoriale. E ancora: fondamentale qualificare l’assistenza, garantendo continuità e innovazione dei percorsi attraverso una maggiore valorizzazione delle competenze della professione e maggiore investimenti nel capitale umano”.
“Quella dell’infermiere - commenta Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale delle professioni infermieristiche (FNOPI) - è tra le professioni sanitarie più vicine ai cittadini e nel processo di offerta e di garanzia di salute la professione infermieristica ha un ruolo essenziale. Nel futuro della sanità, a fronte dei bisogni di salute della popolazione e in particolare della domanda di cura delle fasce più fragili, gli infermieri avranno un ruolo sempre più incisivo, basato sulla collaborazione sinergica con tutte le altre professioni sanitarie.
La nostra professione ha come scopo il rapporto coi pazienti. È per noi un elemento valoriale importante sia professionalmente che per il ‘patto con i cittadini’ che da anni ci caratterizza: è essenziale avere una relazione privilegiata con loro, per comprendere come ci vedono e come soddisfare i loro bisogni di salute.
Il risultato dell’Osservatorio civico premia la professione per la stima dimostrata verso gli infermieri e per la consapevolezza che i cittadini hanno del nostro ruolo, ma fa anche da stimolo alla Federazione perché faccia di tutto perché sia potenziata l’offerta di prestazioni infermieristiche sul territorio attraverso i canali del Servizio sanitario con l’obiettivo di supportare i più fragili e le loro le famiglie.
Le proposte di Cittadinanzattiva - conclude Mangiacavalli - ricalcano il nostro programma per il prossimo triennio e molte necessità che l’Osservatorio ha sottolineato fanno parte delle richieste che pochi giorni fa abbiamo avanzato al nuovo Governo. Il nostro obiettivo è lavorare con e per i cittadini, Ordine per Ordine e come Federazione.  E a mettere in campo con associazioni di cittadini e pazienti tutti gli interventi per soddisfare i loro reali bisogni di salute”.
 
Cosa dice l’indagine

Un cittadino su due reputa che il numero di infermieri sia insufficiente per garantire l’assistenza non solo in ospedale ma anche sul territorio: qui i cittadini chiedono soluzioni che promuovano la figura del professionista nella realtà quotidiana della persona, vorrebbero essere assistiti da un infermiere nella farmacia dei servizi (65,5%), poter disporre di un infermiere di famiglia/comunità (78,6%), avere la possibilità di consultare un infermiere esperto in trattamento di ferite/lesioni cutanee (86,1%) ma anche uno a disposizione nei plessi scolastici per i bambini e ragazzi che ne potrebbero avere bisogno (84,1%).
I cittadini reputano il lavoro degli infermieri positivo ma temono anche che il tempo dedicato all’assistenza venga meno a causa delle attività burocratiche (51,3%). Un paziente su quattro, infatti, segnala poca empatia e disponibilità all’ascolto e più di uno su tre vorrebbe maggiore integrazione con le altre figure sanitarie.
A partire da questi dati emersi dall’Osservatorio civico, le proposte puntano a rafforzare il ruolo degli infermieri sia all’interno delle equipe e nei confronti degli altri professionisti sanitari, incrementando la consapevolezza del ruolo e degli spazi di intervento autonomo dell’infermiere, sia nei confronti del cittadino, individuando modalità che permettano di farsi conoscere e riconoscere, contribuendo a delineare una figura professionale capace di dare al paziente le risposte necessarie a prendersi cura di sé.
 
Le proposte di Cittadinanzattiva

- Promuovere la cultura dell’integrazione tra più professioni sanitarie, investendo su modelli organizzativi idonei a rispondere al meglio ai bisogni di cura e di assistenza del paziente.

- Sfruttare appieno le opportunità della formazione professionale, spendendo in percorsi mirati (ma anche trasversali) che rendano l’infermiere "esperto“ e “specializzato”, in particolar modo dove l’ambito in cui opera lo richiede (es. cure primarie e servizi territoriali, area intensiva e dell’emergenza-urgenza, area medica, chirurgica, pediatrica e della salute mentale).

- Praticare soluzioni che promuovano la figura del professionista nella realtà quotidiana della persona: l’infermiere a domicilio, l’infermiere di famiglia/comunità, l’infermiere all’interno di plessi scolastici e nelle farmacie dei servizi.

- Riconoscere e valorizzare il ruolo dell’infermiere nell’ambito dell’uso delle tecnologie sanitarie sul territorio, riconoscendo allo stesso un ruolo attivo nell’erogazione di specifiche prestazioni (es. telemedicina, tele monitoraggio, teleconsulto) inserite nei percorsi assistenziali.

-Lavorare sul ruolo proattivo degli infermieri riguardo alle cronicità ed altre situazioni di fragilità, rendendoli anche un anello di integrazione dei percorsi tra ospedale e territorio.

-Laddove presente, superare la logica dei minutaggi assistenziali con un criterio già in uso in altri paesi europei e che definisce un rapporto numerico specifico tra paziente-infermiere (1:6, ovvero un infermiere ogni 6 pazienti)

-Realizzare corsi di formazione che qualifichino e incrementino il rapporto con la persona e che dedichino specifici moduli all’empowerment, all’umanizzazione delle cure, alla relazione e alla comunicazione e in particolar al tema del dolore (L.38/10) in collaborazione con le associazioni di cittadini e pazienti.

-Valorizzare la professione infermieristica riconoscendo le competenze professionali all’interno dell’organizzazione dei servizi sanitari, adeguandone il governo.

-Promuovere il co-design dei servizi sanitari insieme ai cittadini, aprendo una riflessione su come evitare gli “effetti collaterali” della tecnologia applicata al mondo della sanità.

-Pianificare un’operazione di comunicazione pubblica congiunta (es. campagne di informazione nelle piazze) tra Cittadinanzattiva, associazioni di pazienti e FNOPI, organizzando eventi di prossimità allo scopo di far conoscere al cittadino chi è l’infermiere e quando è possibile rivolgersi a lui, per comunicare il valore e le nuove opportunità che la professione offre.

-Prevedere giornate di studio o di approfondimento presso le sedi degli Ordini locali, alla presenza di associazioni di cittadini e pazienti, in modo da facilitare lo scambio di idee e proporre interventi per soddisfare i bisogni specifici delle persone.   
 
 
 

Foibe, “Quell’enorme lapide bianca” va in scena a Pola

Luca Violini, una delle voci più note e importanti a livello nazionale nel panorama professionale del doppiaggio televisivo, radiofonico, cinematografico, documentaristico e pubblicitario, proporrà a Pola lo spettacolo di RadioTeatro “Quell’enorme lapide bianca”, in occasione del 62° raduno degli esuli di Pola, per trasportare là, proprio là dove l’ex terra italiana, abbattuto il fascismo e rovesciate le condizioni politiche, ha visto improvvisamente scacciare gli italiani che lì vivevano, lavoravano, erano nati. L’esodo delle genti Fiumane, Giuliane e Dalmate lungo le coste dell’Adriatico, di cui un gran numero nella Regione Marche, con mezzi di sopravvivenza e alloggi di fortuna, sono una parte della diaspora, degli eccidi e delle violenze che le foibe hanno rappresentato.

Luca Violini, attore istrionico e camaleontico, racconta con maestrìa sopraffina e intensa carica emozionale una delle pagine più buie della storia della seconda guerra mondiale, tanto più grave perché accadde dopo la fine degli scontri militari considerati “di guerra”. Un testo attento ed equilibrato scritto da Paolo Logli che ospita le musiche originali e la post-produzione audio di Gabriele Esposto.

Un diario ritrovato. Una storia che riemerge dal passato. Due amici, lo sloveno Ive e l'italiano Enrico, a distanza di tempo si parlano e ricordano: storie di persone, affetti, sogni… storie spazzate e famiglie distrutte.

La tragica sorte di uno all’insaputa dell’altro che non poteva immaginare, vedere, comprendere. E che con l’amaro destino fa i conti troppo tardi, quando ricordi, famiglie e affetti sono stati spezzati, calpestati, umiliati.

Le foibe. Lo scontro nazionalista nelle terre, Fiumane, Giuliane e Dalmate dopo la caduta del fascismo, ha riguardato non dieci, cento, mille vittime, tra morti ed esuli ma centinaia di migliaia. Il problema non fu neanche la “divisa di un altro colore” per dirla con De Andrè, ma la bestiale violenza di una dittatura che finalmente riusciva a prevaricare l’altra, nelle mire espansionistiche territoriali.

Alla fine, un piccolo fiore rosso da appoggiare sopra quella nuda pietra. Sterile omaggio, tardivo, forse ma vivo e palpitante. Come un cuore che sanguina ancora.

“Quell’enorme lapide bianca” è stato il primo spettacolo realizzato nel 2005 in Italia dopo la legge del 2004 che ha istituito sulla “Giorno del Ricordo” dopo la “Giornata della Memoria”.

Nel 2009 è stato rappresentato alla Camera dei Deputati nella Sala della Lupa e poi anche nella sala di una villa privata ad Osimo, dove il 10 Novembre del 1975 fu firmato il “Trattato di Osimo” riguardante il nuovo confine italiano.

Lo scorso 8 febbraio è stato altresì ospitato dal Consiglio regionale Marche, davanti alla platea di studenti e insegnanti.

Chirurgia epato-bilio-pancreatica: venerdì 8 giugno congresso ad Ancona

La Clinica di Chirurgia Epato-biliare, pancreatica e dei Trapianti, diretta dal Prof. Marco Vivarelli, presenta l’annuale appuntamento con l’Update sulla chirurgia del fegato, delle vie biliari e del pancreas, arrivato alla terza edizione.

L’evento congressuale si svolgerà l’8 Giugno prossimo presso l’Aula Magna della Facoltà di Medicina dell’Università Politecnica delle Marche.

Facendo seguito agli importanti risultati raggiunti dall’equipe del Prof. Vivarelli in campo oncologico, a livello nazionale ed internazionale, l’evento formativo ha come principale obiettivo quello di avviare una discussione multidisciplinare sui percorsi diagnostico-terapeutici delle patologie epato-bilio-pancreatiche.

Dopo il saluto delle autorità (Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Preside della Facoltà di Medicina, Direttore di Dipartimento Medicina Sperimentale e Clinica, Direttore Generale Azienda Ospedali Riuniti e Presidente dell’ordine dei Medici), il congresso prevede le letture magistrali di due delle figure più prestigiose in campo trapiantologico mondiale, quali il Prof. Nigel Heaton, direttore della HPB and Liver Transplant Unit del King’s College Hospital di Londra (il più grande centro trapianti di fegato d’Europa), ed il Prof. Jan Lerut, direttore della Starzl Abdominal Transplant Unit dell’UCL Transplant Centre di Bruxelles, già presidente della Società Europea dei Trapianti d’organo (ESOT) e della Società Mondiale dei Trapianti di Fegato (ILTS).

Il programma dell’evento prevede altre importanti relazioni tenute da specialisti di spicco in campo internazionale, che riguarderanno gli aspetti chirurgici ma anche medici, oncologici, e radiologici del percorso diagnostico-terapeutico nel paziente affetto da epatocarcinoma (HCC), da metastasi epatiche, da colangiocarcinoma e carcinoma del pancreas.

Tra gli argomenti chirurgici che verranno dibattuti, le nuove indicazioni al trapianto di fegato rivolte in particolare ai pazienti neoplastici e la possibilità di operare i tumori del fegato con approccio miniinvasivo laparoscopico (attualmente ad Ancona oltre il 50% degli interventi al fegato viene eseguito in laparoscopia).