Dec 09, 2018 Last Updated 11:44 AM, Dec 7, 2018

Capitali, fisco e legalità per chi lavora all’estero: Fiduciaria Marche alla Farnesina

Si è svolto al Ministero degli Affari esteri l’incontro tra i funzionari e dipendenti del Mae, l’Acdmae (Associazione consorti dipendenti Mae) e la Fiduciaria Marche che ha illustrato i vantaggi dell’utilizzo di una Fiduciaria per detenere legalmente capitali all’estero senza adempimenti fiscali e per investire nelle principali piazze d’affari internazionali.

Il presidente Valerio Vico, alla presenza del dott. Papadia responsabile del VI Ufficio – DGAI del Ministero e della Presidente dell’Acdmae dott.ssa Nancy Romano, ha parlato delle modalità legali per detenere i capitali all'estero od organizzarne il loro rientro senza incappare in sanzioni ed irregolarità. Sono in molti infatti coloro che, percependo uno stipendio all’estero, risiedendovi con la famiglia per lavoro, hanno risparmi, casa, capitali, denaro e non sanno poi come fare quando devono dichiararli, oppure quando devono rientrare in Italia. Gli ex iscritti Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) e incaricati del Ministero per missioni estere maturano guadagni e conseguono stipendi come dipendenti e di conseguenza hanno conti correnti all’estero, e naturalmente possono avere là proprietà, capitali investiti o depositati, in virtù della loro attività e della professione, anche in seguito alla loro cancellazione dall’Aire e al loro rientro in Italia, possono aver omesso negli anni il monitoraggio e quindi la compilazione del quadro RW della propria dichiarazione dei redditi che è obbligatoria dal 6° mese dalla data di cancellazione dall’Aire.

Poi è stata la volta degli esperti consulenti di Fiduciaria Marche Francesco De Benedetto, Salvatore Rossi e Federico Barbieri che hanno spiegato le opportunità estere di affari e finanza, di investimento e delle polizze vita, con la necessità di pianificare al meglio, insieme agli esperti, la propria situazione patrimoniale in Italia e all’estero in modo da non avere sorprese o incappare in problemi fiscali, di riservatezza o trasparenza.

Chirurghi a confronto su responsabilità e tutela

ROMA – L’ASSECE, European Association of Aesthetic Surgery ha organizzato alla Casa dell’Aviatore di Roma l’incontro dal titolo: “La nuova responsabilità sanitaria e la tutela del professionista” che ha visto la partecipazione degli esperti consulenti della Fiduciaria Marche. Oltre 80 i medici iscritti al corso ECM reso possibile dal provider Advanced di Ancona. Tanti i relatori illustri dai prof. Gian Aristide Norelli e Stefania Spina che hanno parlato della legge Gelli, alla psicologa Susanna Baldi, a Serafino Ricci che è intervenuto sulla privacy mentre Walter Rossi ha parlato delle coperture assicurative.

Per la Fiduciaria Marche, sulla tutela del professionista e il funzionamento degli strumenti fiduciari, sono intervenuti il presidente Valerio Vico, Francesco De Benedetto e Federico Barbieri mentre Andrea Vicari e Valentina Ottani Sconza hanno spiegato nuovi strumenti di ingegneria del patrimonio, come il trust e l’affidamento fiduciario.

Sempre più, nella società in cui viviamo, il medico è chiamato a rispondere della responsabilità sociale che deriva dalla sua attività professionale.

Questo dibattito, voluto in particolare dal prof. Ruben Oddenino presidente di Assece e dal presidente di Fiduciaria Marche Valerio Vico, è partito dalla responsabilità professionale del medico attraverso il confronto su criteri pratici, competenze e normativa, esperienze quotidiane e straordinarie. Fino alla tutela del professionista, della sua professionalità e del suo patrimonio. Per questo l’Assece nella figura dell’organizzatore dott. Nicola R. Pepe ha chiesto il supporto della Fiduciaria Marche e dei suoi esperti consulenti.

La Fiduciaria Marche apre così un capitolo di consulenza specifica, dedicato a chi, come i medici in genere e i chirurghi plastici nella fattispecie, possono intervenire – e intervengono spesso - non solo nella sfera fisica ed estetica personale, ma anche in quella sociale e psicologica. Con tutti i rischi che ne conseguono, dai quali si può e si deve tutelarsi con largo anticipo, nell’interesse di tutti.

Cani e gatti: arriva il banco farmaceutico

Una raccolta di farmaci per cani, gatti e altri animali, per garantire anche agli esemplari meno fortunati un immediato accesso alle cure. È questa l’ultima iniziativa di LAV, pronta ad avviare nelle piazze di molte città italiane il primo banco farmaceutico per amici a quattro zampe. Dall’8 al 16 dicembre si potrà quindi donare un farmaco per il benessere di questi animali o, in alternativa, offrire un piccolo supporto economico.

Cani e gatti sono oggi ospitati in 3 famiglie italiane su 10, tuttavia le loro necessità di cura possono arrivare a pesare sensibilmente sul budget mensile a propria disposizione. I farmaci veterinari possono infatti arrivare a costare dalle 5 alle 10 volte in più rispetto a quelli destinati per gli umani, a parità di principio attivo. Ad esempio, il Corriere della Sera riporta come un comune diuretico per cani richieda un esborso di 8.20 euro, contro gli 1.72 del corrispondente umano.

I veterinari non possono però prescrivere medicinali per uso umano agli animali domestici, così come specifica il decreto legislativo 192/2006. Sempre il Corriere della Sera spiega: "Il veterinario può usare e prescrivere il farmaco registrato per quella specie animale per curare una determinata patologia. Qualora non vi sia, ne può prescrivere un altro previsto per un’altra specie animale o per un’altra affezione della stessa specie animale. Solo in mancanza di entrambi il veterinario può ricorrere a un medicinale autorizzato per l’uso umano. Se invece dovesse prescrivere un farmaco umano equivalente al farmaco veterinario, rischia una sanzione da 1.549 euro a 9.296 euro".

La campagna di LAV, intitolata “Curiamoli Tutti” e patrocinata dal Ministero della Salute e dalla Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani, mira quindi a superare gli ostacoli di questa misura, per permettere a chi non avesse le risorse economiche – e in particolare a rifugi, gattili e canili – di approfittare del farmaco corretto per il benessere del quadrupede. Sarà sufficiente inserire il prodotto in proprio possesso – sia di nuovo acquisto che già precedentemente comprato e non più necessario per il proprio animale, purché non scaduto – negli appositi contenitori o, ancora, effettuare una piccola donazione.

 

Fonte: Corriere della Sera

 

Bettoni (Anmil): a Rieti ancora morti sul lavoro inaccettabili. Nel 2018 aggravamento degli incidenti mortali denunciati

 

“Siamo addolorati e vicini alle famiglie dei due deceduti nel reatino a seguito dell’esplosione di una cisterna, tra cui un vigile del fuoco, morti in prossimità di Borgo Quinzio, per placare l’incendio scoppiato in un distributore di carburanti, che ha coinvolto una ventina di persone”, dichiaraFranco Bettoni, Presidente nazionale ANMIL (Associazione Nazionale Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro).

“Di fronte a simili tragedie restiamo sgomenti perché sappiamo bene che il corpo dei vigili del fuoco rappresenta una tra le categorie più a rischio che si adopera per garantire l’incolumità di tutti i cittadini - prosegue Bettoni - e sono eroi sconosciuti che ogni giorno salvano e proteggono vite senza fare notizia”.

“Tuttavia - spiega il Presidente dell’ANMIL - questo ennesimo gravissimo evento ci dà modo di ricordare la gravità degli infortuni lavorativi, un fenomeno che non accenna a diminuire, come rilevato dagli Open Data INAIL, i cui dati evidenziano che nei soli primi 10 mesi del 2018 sono morti ben 945 lavoratori, vale a dire 81 in più rispetto agli 864 segnalati nello stesso periodo nel 2017 (con un saldo del +9,4%) e, nel solo mese di ottobre, gli esiti mortali segnalati quest’anno sono stati 68, ovvero 11 in più rispetto ai 57 dello stesso mese nel 2017. Ma anche le statistiche relative agli infortuni lavorativi nel loro complesso, riguardanti sempre i primi 10 del corrente anno, indicano un aumento seppure in misura molto più contenuta (+0,2%), rilevando incrementi in particolare modo nelle fasce di età fino a 29 anni (+4,1) e tra i 60 e i 69 anni (+5,8%). A tale proposito, non possiamo non sottolineare che questi numeri, sono inferiori rispetto alla realtà poiché non contano circa 2 milioni di lavoratori, tra cui proprio i vigili del fuoco, che mancano all’appello dell’Istituto in quanto assicurati con altri enti”.

“Siamo vicini alle famiglie di tutti i lavoratori implicati nella tragedia - conclude il Presidente Bettoni - perché sappiamo fin troppo bene che a causa di un infortunio la vita può cambiare improvvisamente e, pertanto, siamo pronti a offrire il nostro pieno supporto”.

 

Fonte: Ufficio Stampa Anmil

 

Far West ospedali italiani, Consulcesi lancia il "telefono rosso" per i medici aggrediti

Nonostante l’escalation di violenze, 2 operatori sanitari su 3 non denunciano le aggressioni subìte. Massimo Tortorella, Presidente Consulcesi: «Il caso della dottoressa di Crotone è solo l’ultimo di una lunga serie di violenze fisiche, verbali e anche sui social network dove il pericolo non va sottovalutato». Con il nuovo servizio supporto umano e legale alle vittime: prossimo passo il Tribunale del Medico da affiancare a quello del Malato

Il caso della dottoressa di Crotone brutalmente aggredita a colpi di cacciavite dovrebbe essere un episodio eclatante, e invece è solo l’ennesimo caso di cronaca dell’inarrestabile scia di violenze nei confronti degli operatori sanitari. Sono migliaia ogni anno i medici che vengono insultati e aggrediti dai pazienti o dai loro familiari, ma è difficile quantificare con precisione l’entità del fenomeno: secondo dati FIASO (Federazione di Asl e Ospedali) in 2 casi su 3 non viene presentata alcuna denuncia. Spesso per paura di ritorsioni, ma anche a causa del senso di sfiducia e rassegnazione ormai generalizzato negli operatori sanitari costretti a lavorare praticamente in trincea.

«Gli ospedali italiani sono ormai un vero e proprio Far West, i nostri medici non sono più al sicuro», così Massimo Tortorella, Presidente del Gruppo Consulcesi, network da oltre 20 anni a fianco dei medici, sul suo profilo LinkedIn. «Da mesi – spiega Tortorella – siamo impegnati in numerose campagne di sensibilizzazione e informazione per denunciare la gravità della situazione, attraverso statistiche, corsi di formazione e approfondimenti legali, rivolgendoci anche alle strutture sanitarie affinché si dotino delle adeguate misure per proteggere l’incolumità dei propri dipendenti». «La dottoressa di Crotone, come tanti suoi colleghi, non è stata vittima dell’imprevedibilità di uno scatto d’ira – continua Tortorella – ma di un desolante contesto dove i medici sono lasciati soli e inascoltati. Proprio per questo, abbiamo deciso di lanciare il ‘telefono rosso’, un pronto soccorso telefonico per la violenza in corsia. Chiamando gratuitamente il numero 800620525 attivo tutti i giorni, 24 ore su 24, i camici bianchi che si sentono in pericolo o hanno subìto aggressioni e minacce, anche tramite social network, potranno trovare supporto umano e legale, con la possibilità di rimanere del tutto anonimi. A fianco del Tribunale del Malato, - conclude Massimo Tortorella - è il momento di istituire un vero e proprio Tribunale del Medico perché le vittime delle inefficienze del Sistema Sanitario Nazionale non sono solo i pazienti, ma anche chi è costretto a lavorare in condizioni di disagio, sovraffollamento, mancanza di personale e senza le misure minime necessarie per la sicurezza».

Sul tema è intervenuto anche il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Filippo Anelli: «Chiediamo al Governo un atto concreto: trasmuti il Disegno di Legge sulla violenza contro gli operatori sanitari, attualmente incardinato in Commissione Igiene e Sanità del Senato, in un Decreto Legge, in modo da renderlo immediatamente esecutivo o, in alternativa, inserisca un emendamento sulla materia all’interno della Legge di Bilancio, prevedendo la procedibilità d’ufficio per gli aggressori, che scatterebbe in automatico se i medici fossero sempre considerati pubblici ufficiali».

 

Fonte: Ufficio Stampa Consulcesi

Giulia Grillo: “Con il nuovo Piano nazionale delle liste d’attesa riportiamo la salute dei cittadini al primo posto”

 “Ho trasmesso alle Regioni il nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa per riportare la salute dei cittadini nelle priorità dell’azione politica.

Il piano mancava da quasi 10 anni e conteneva generiche azioni di governo. Ora mettiamo regole certe e stanziamo fondi per dire basta alle attese infinite per una visita medica o un esame diagnostico!

 

Presto, insieme alle Regioni, garantiremo tempi certi per ogni prestazione. Grazie ai 350 milioni previsti in Legge di Bilancio per il triennio 2018-20 aiuteremo i territori a potenziare i servizi di prenotazione implementando i Cup digitali e tutte le misure per rendere più efficiente il sistema. Non erano mai state stanziate risorse dedicate specificatamente alle liste d'attese. Noi lo stiamo facendo. A Sud e a Nord, le regole saranno uguali per tutti, questo servirà a ridurre le diseguaglianze.

È un primo passo concreto verso un cambiamento reale. La sanità del Paese deve ritornare in cima alle priorità dell’agenda politica.

Pur lasciando l’autonomia alle Regioni, il ministero della Salute garantirà il monitoraggio dei percorsi diagnostico-terapeutici, ma anche delle prestazioni ambulatoriali in regime libero-professionale. Sembrano concetti tecnici, ma riguardano la vita di tutti noi cittadini. Questo nuovo Piano è diretto innanzitutto ai pazienti, specialmente a quelli che in questi anni si sono sentiti abbandonati.

L’Osservatorio Nazionale sulle Liste di Attesa del ministero della Salute sarà la cabina di regia che assicurerà ai cittadini un monitoraggio effettivo sui servizi sanitari e quindi sull’applicazione concreta del diritto alla salute, ma sarà anche uno stimolo per le Regioni. Le aziende sanitarie dovranno competere per offrire i servizi migliori, attivando un circolo virtuoso con ricadute positive sulle persone, ma anche sui lavoratori del Ssn, che devono sentirsi maggiormente valorizzati.

I direttori generali delle aziende sanitarie saranno valutati anche in base al raggiungimento degli obiettivi di salute connessi agli adempimenti dei Lea: questo significa che chi non mette l’efficienza delle liste d’attesa al primo posto del suo mandato, potrà essere rimosso dall’incarico”.

 

Giulia Grillo, ministro della Salute

 

Violenze sulle donne con disabilità. La FISH in Parlamento per fare il punto sull'indagine VERA

 

Donne con disabilità, violenze e abusi: basta silenzi!

11 dicembre 2018, ore 10-13:30
Senato della Repubblica
Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro
Piazza Capranica 72, Roma

 

Anche le donne con disabilità subiscono abusi, molestie e violenze. Secondo ISTAT circa il 36% delle donne con disabilità ha subìto violenze fisiche o sessuali; le stesse corrono il doppio del rischio di subire violenza rispetto alle altre donne: il 10% contro il 4,7%.

Dietro questi freddi dati numerici ci sono migliaia di storie di vita, ancora poco note e conosciute.

Alzare il sipario e puntare i riflettori sul fenomeno è l’obiettivo di VERA (acronimo per Violence Emergence, Recognition and Awareness), un’iniziativa di FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap e di Differenza Donna. Come? Chiedendo alle stesse donne con disabilità di raccontare le loro esperienze attraverso un agile questionario anonimo.

A due mesi dal lancio dell’indagine (che prosegue nel sito http://www.fishonlus.it/vera/), è il momento propizio per un confronto.

Lo faremo nell’incontro pubblico “Donne con disabilità, violenze e abusi: basta silenzi!” che si terrà a Roma il giorno 11 dicembre (ore 10-13:30). Grazie al sostegno della Senatrice Annamaria Parente, l’incontro si terrà presso il Senato della Repubblica, Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, Piazza Capranica 72.

Sarà l’occasione per evidenziare i primi risultati dell’indagine, per presentare un breve docufilm (“Silenzi interrotti”, regia di Ari Takahashi) realizzato in queste settimane ma anche per iniziare un confronto di riflessione, condivisione e azione.

Oltre a rappresentanti del movimento delle donne con disabilità (e non), sono stati invitati ad intervenire parlamentari e rappresentanti delle istituzioni.

L’invito a partecipare è rivolto a tutti. L’incontro sarà sottotitolato.

Si tenga presente che la capienza della sala è limitata e gli accessi potranno avvenire solo per le persone precedentemente accreditate. Gli accrediti vanno richiesti a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Per maggiori informazioni:

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Fonte: Ufficio Stampa FISH

 

"Lavora con il cuore": La prevenzione cardiovascolare sul posto di lavoro funziona

 La campagna, ideata dalla FipC e alla quale hanno collaborato il Cnr-Spp e la Sisa, ha coinvolto la sede di Roma del Ministero del lavoro e delle politiche sociali con 547 dipendenti, di cui il 74% donne, informandoli sui comportamenti da seguire per ridurre i fattori di rischio. Il progetto, pubblicato sul Giornale italiano di arteriosclerosi, ha permesso di individuare le persone con problemi, responsabilizzarle, orientarle verso uno stile di vita migliore e garantire, quando necessario, una loro migliore adesione alle terapie

Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte in Occidente. Tra le ragioni, un non soddisfacente controllo dei fattori di rischio: ipertensione arteriosa, diabete, ipercolesterolemia, obesità, abitudine al fumo, sedentarietà. È importante quindi migliorare le strategie di prevenzione, cercando nuove modalità per informare la popolazione sull’argomento.  Ed è quanto si è fatto con ‘Lavora con il cuore’, la campagna di sensibilizzazione e di valutazione del rischio cardiovascolare effettuata nel mondo del lavoro, ideata dalla Fondazione italiana per il cuore (FIpC) e realizzata in collaborazione con il Servizio prevenzione e protezione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Spp) di Roma, con la Società italiana per lo studio dell’aterosclerosi (Sisa) sezione Lazio e con il patrocinio e in condivisione con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Il progetto, pubblicato sul Giornale italiano di arteriosclerosi, ha coinvolto 547 soggetti delle sedi romane del Ministero, di cui il 74% donne, e ha previsto una fase di informazione dei lavoratori, una visita medica, un rapido test ematico tramite prelievo di una goccia di sangue dal polpastrello, la consegna dei risultati dell’esame e il colloquio individuale con un medico, che ha fornito consigli su alimentazione e stile di vita da seguire per ridurre il rischio e, quando necessario, su eventuali interventi farmacologici.

“Dallo studio, che ha valutato la prevalenza dei fattori di rischio cardiovascolare utilizzando un programma computerizzato, è emersa una differenza statisticamente significativa tra i due generi, per lo più a sfavore degli uomini: se il colesterolo elevato è risultato più frequente nelle donne (64%) rispetto agli uomini (40%), obesi sono risultati il 16% degli uomini contro il 9% delle donne, con pressione arteriosa elevata il 33% degli uomini contro il 16% delle donne, con glicemia elevata il 7% degli uomini e il 3% delle donne”, spiega Roberto Volpe, medico del Cnr-Spp e responsabile dello studio. “Di conseguenza, quando si è andati a calcolare la percentuale di rischio di avere un evento cardiovascolare entro 10 anni, questo è risultato moderato nel 32% degli uomini rispetto all’8% delle donne ed elevato nel 9% negli uomini e solo nell’1% delle donne”.

Positivo il giudizio delle persone coinvolte nella campagna: il 98% dei lavoratori ha giudicato soddisfacente/molto soddisfacente l’iniziativa, affermando nell’82% dei casi che ha permesso di migliorare le conoscenze sui fattori di rischio cardiovascolare; il 97% ha dichiarato che sta tenendo conto dei consigli ricevuti. “Questi risultati confermano come nei luoghi di lavoro sia possibile, attraverso campagne ad hoc, individuare le persone con problemi cardiovascolari, responsabilizzarle nei confronti dei propri fattori di rischio, orientarle verso uno stile di vita migliore e, una volta in cura, garantire una loro migliore adesione terapeutica”, prosegue Volpe. 

“La campagna rappresenta un esempio di politiche moderne di gestione del personale, volte a facilitare un rapporto di alleanza tra datore di lavoro e dipendenti, mettendo al centro il lavoratore e il suo stato di salute”, conclude Emanuela Folco, presidente della FIpC.

Agire sui fattori di rischio e sulla prevenzione si traduce in un vantaggio per il datore di lavoro, ma anche per il dipendente, al quale vengono così garantite attività lavorativa e prospettive di carriera. L’esperimento condotto con successo al Ministero del lavoro può dunque costituire un valido esempio da seguire in altri ambiti professionali.

 

Fonte: Ufficio Stampa Cnr

 

Mamme incinte e neonati: al Bambino Gesù un ambulatorio per prevenire le allergie

Attivo il lunedì e il giovedì nella sede dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma - San Paolo. E’ rivolto ai nuovi nati ad alto rischio allergico. Tutte le informazioni su allergie e intolleranze alimentari in età pediatrica sul nuovo numero del magazine digitale ‘A Scuola di Salute

Nasce al Bambino Gesù l’Ambulatorio per la prevenzione e la diagnosi precoce delle allergie. E’ rivolto ai neonati entro il 28° giorno di vita ad alto rischio allergico, vale a dire i bambini con almeno un parente di primo grado (mamma, papà o fratellino) affetti da allergia. E’ attivo presso la sede di Roma - San Paolo e svolge attività di prevenzione delle varie patologie allergiche (rinite, asma, dermatite atopica, allergia alimentare o ai farmaci) con interventi precoci sulla dieta e sugli stili di vita delle future mamme e dei nuovi nati.

In Italia le varie forme di allergia colpiscono circa 25 bambini su 100. Possono comparire ad ogni età, anche nel primo anno di vita, e sono influenzate dall’ambiente (gli agglomerati urbani ad alto livello di inquinamento ne favoriscono l'insorgenza e/o il peggioramento) e dalla predisposizione genetica. Se mamma e papà non sono allergici, il rischio che un figlio sia allergico è del 10 - 15%. La percentuale sale al 30% se uno dei genitori è allergico; se lo sono entrambi si arriva anche all’80%.

«E’ scientificamente provato che interventi precoci sulla dieta e sulle abitudini di vita delle future mamme e dei bambini entro le prime 4 settimane dalla nascita riducono il rischio di sviluppare allergie nel corso della crescita» spiega Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia del Bambino Gesù. «Con l’attività di prevenzione del nuovo Ambulatorio, stimiamo una diminuzione del 15% delle dermatiti atopiche che rappresentano la prima tappa della marcia allergica dei bambini».

Nel corso della visita in Ambulatorio, la prima indicazione sarà l’allattamento al seno del neonato. Se il latte materno non è disponibile, verrà valutata la sostituzione con preparati ipoallergenici.

L’appuntamento per il nascituro può essere pianificato anche prima del parto. Il colloquio telefonico (chiamando il numero per le informazioni) sarà l’occasione per fornire un servizio di consulenza alle future mamme. Il team di allergologi darà indicazioni di base come lo stop al fumo di sigaretta e alle attività che causano stress e, sul fronte della dieta, oltre al consumo difibre, frutta e verdura, potrà consigliare l’eventuale introduzione di antiossidanti, prebiotici e probiotici. Questi ultimi sono microrganismi vivi (presenti in molti alimenti comuni, come yogurt o latte fermentato) che possono apportare benefici alla salute quando somministrati in quantità adeguate. In qualità di immuno-modulatori della risposta allergica, nelle linee guida della World Allergy Organization vengono raccomandati - in determinate situazioni - come terapia preventiva delle allergie, soprattutto l'eczema.

 

COME SI ACCEDE ALL’AMBULATORIO

L’ambulatorio è attivo il lunedì e il giovedì dalle 14:30 alle 18:00, presso la sede di Roma - San Paolo (viale di San Paolo, 15).

Possono accedere esclusivamente i neonati con età inferiore ai 28 giorni di vita che abbiano almeno un familiare di primo grado (mamma, papà o fratello) affetto da allergia. 

L’accesso è tramite prenotazione telefonica al CUP 06.68181 o tramite prenotazione assistita via web al seguente link: https://nuovocup.ospedalebambinogesu.it/RichiestePrenotazioni

Al momento della prenotazione, sia telefonica che via web, sarà necessario essere in possesso dell’impegnativa per “prima visita allergologica” (codice: 89.7_2) completa di sospetto diagnostico “Anamnesi familiare di disturbi allergici” (codice: V19.6).

E’ possibile avere informazioni attraverso la mail dedicata Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. (esponendo il caso e fornendo i contatti telefonici per essere richiamati entro 48 ore) o chiamando ilnumero per le info 06.6859.2309, dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 15:30. 

Dedicato alle allergie e alle intolleranze alimentari in età pediatrica anche il nuovo numero del magazine digitale ‘A Scuola di Salute’, realizzato dall’Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell’Adolescente e diretto dal prof. Alberto Ugazio.

Fonte: Ufficio Stampa Bambinbo Gesù

 

Natale: i consigli della SIPPS per le festività ‘a misura di bimbo’

Dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale un decalogo con messaggi educazionali su alimentazione, tempo libero e sicurezza dentro e fuori casa.

Panettoni, pandori, torroni, cioccolatini, frutta secca e tante altre prelibatezze. Non solo. Mercatini, strade addobbate a festa, luci e suoni che invadono le vie delle città: i bambini sono ormai pronti a tuffarsi nella magica atmosfera del Natale. La festa sognata tutto l’anno dai più piccoli è ormai alle porte e i bimbi sono impazienti di scartare i propri regali sotto l’albero.

In occasione delle festività di Natale e Capodanno, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale fornisce ai genitori utili consigli per trascorrere questi giorni ‘a misura di bimbo’, stilando un decalogo per mamme e papà che contiene importanti messaggi educazionali per ciò che riguarda l’alimentazione, il tempo libero e la sicurezza dentro e fuori le mura domestiche.

“Il Natale – afferma il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS - rappresenta un importante momento da trascorrere in famiglia, cercando di vivere momenti di gioia e serenità. La salute dei nostri figli è importante, sia quella fisica sia quella legata al benessere psico-emotivo. Durante questi giorni di vacanza, allo svago, al gioco e alla distrazione i bambini dovrebbero dedicare il proprio tempo anche ad attività che spesso tralasciano: il riposo, ad esempio, è fondamentale per i più piccoli, così come si dovrebbe evitare di esporli a dannosi stimoli sonori. L’auspicio è che le festività natalizie, oltra a lasciare un bel ricordo, siano vissute all’insegna della serenità e del recupero di tanti valori che oggi sembrano persi ma dei quali la nostra società ha davvero bisogno, anche per guardare al nuovo anno con la maggior fiducia possibile”.

Questo il decalogo della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale:

  • Insegnare ai bambini il rispetto degli altri e dare loro esempio attraverso un gesto di solidarietà può essere un modo semplice ed efficace per trasmettere loro il significato più profondo di questi giorni di vacanza. Il Natale dovrebbe infatti essere la festa della condivisione e della fratellanza.
  • Mai discutere di fronte ai propri bambini. Lo stato d’animo dei genitori si ripercuote, inevitabilmente, su tutta la famiglia e spesso le festività natalizie si trasformano in un pretesto per dare sfogo a conflitti e tensioni spesso sopite. Le vacanze diventino, dunque, un momento di convivialità e di unione.
  • Leggere sempre con attenzione le etichette degli alimenti: è una buona abitudine da trasmettere ai propri figli per renderli consapevoli di cosa stanno mangiando. Da non trascurare, ovviamente, le etichette e il foglietto illustrativo dei farmaci: rivolgersi sempre al pediatra per il loro corretto utilizzo e in caso di dubbi.
  • Dare alla frutta un ruolo di primo piano sulle tavole imbandite. Arance, mandarini, mele, pere, melograni, ad esempio, apportano sempre un tocco di colore e allegria e, pur rispettando le tradizioni di ogni Regione, non bisogna far mancare ai bimbi un giusto apporto di fibre, vitamine e sali minerali.
  • Evitare assolutamente gli eccessi alimentari. Ogni anno i Pronto Soccorso registrano casi di bimbi ‘intossicati’ a causa delle abbuffate natalizie.
  • Diversificare il più possibile le attività. Inoltre, i bambini che vanno a scuola, dovrebbero fare i compiti un po’ alla volta per renderli meno pesanti.
  • Non fate diventare i piccoli schiavi della tecnologia: davanti a cartoni animati, computer e videogiochi, i bambini si incantano, senza poi contare quelli che ormai hanno sempre lo smartphone in mano. Portate i vostri figli almeno un paio d’ore all’aria aperta o invitate a casa i loro amici.
  • Trovare una via di mezzo tra la monotonia e i sovraccarichi di ogni genere. Passati i 15-18 mesi qualche trasgressione può essere concessa, ma l’organismo del bambino necessita di regolarità.
  • Comprare giocattoli a norma e dunque certificati dal marchio CE, puntando al loro corretto utilizzo. La sicurezza riguarda poi anche lo sport: bisogna rispettare le norme basilari (comportamentali, gradualità, eventuale appoggio a un istruttore) fare uso di opportune dotazioni protettive, oltre ad alcune abitudini, come quella dei fuochi di Capodanno, purtroppo funestate da incidenti ogni 31 dicembre.

Fonte: Ufficio Stampa SIPPS