Jun 24, 2018 Last Updated 9:10 AM, Jun 19, 2018

ASCO 2018: premio internazionale giovani oncologi per una ricercatrice padovana

Visite: 61 times

Si apre domani a Chicago il meeting annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO, 1-5 giugno), il più importante evento mondiale dedicato alla ricerca ed alle nuove frontiere terapeutiche della lotta alle neoplasie. Tema dell'anno: diffondere le scoperte della ricerca ed espandere i risultati della medicina di precisione. Nello specifico il focus sulla precision medicine è stato indicato dal presidente degli oncologi americani, Bruce Johnson, come l'obiettivo di una comunità medico-scientifica che è orientata oggi più che mai a non “trattenere o disperdere i risultati della ricerca”, ma a “finalizzarli il più possibile a beneficio del singolo paziente”.

All'interno dell'ASCO 2018 la presenza dei ricercatori e degli oncologi dello IOV-IRCCS è, come già confermato negli ultimi anni, importante. Risalta soprattutto l'attribuzione del Merit Award – il premio indipendente assegnato ai migliori giovani oncologi di tutto il mondo – a Francesca Battaglin, 33enne padovana di Abano, specialista in tumori gastrointestinali nella U.O.C di Oncologia Medica 1 diretta da Vittorina Zagonel. Il prestigioso riconoscimento è stato attribuito alla Battaglin (che attualmente sta svolgendo un’attività di ricerca presso il laboratorio di Heinz-Josef Lenz, Direttore dell'oncologia gastro-intestinale del Norris Comprehensive Cancer Center, University of Southern California di Los Angeles), per lo “studio di polimorfismi dei geni appartenenti alla via del segnale intracellulare per la regolazione dei ritmi circadiani (clock genes), deputati alla modulazione di processi cellulari fondamentali, la cui alterazione è implicata nei meccanismi di sviluppo tumorale”. I risultati di questa analisi, che hanno permesso alla Battaglin di identificare una variante genetica nel gene CLOCK associata ad una ridotta risposta al trattamento chemioterapico di prima linea in pazienti affetti da tumore del colon metastatico, saranno presentati durante i lavori del prossimo ASCO 2018 e premiati proprio con l’attribuzione di uno dei Conquer Cancer Foundation of ASCO Merit Awards. “I risultati della mia ricerca – precisa la stessa Battaglin - rappresentano una prima evidenza del possibile valore del polimorfismo genetico individuato come marcatore predittivo di risposta al trattamento. Risultati che necessitano di successiva validazione, ma che già rappresentano un ulteriore passo nello sforzo condiviso dalla comunità di ricerca per meglio comprendere i meccanismi che regolano la risposta e la resistenza tumorale alle terapie oncologiche attualmente disponibili”.

Nel programma di ASCO 2018 risaltano poi una serie di importanti interventi di oncologi IOV, in primis quello della professoressa Valentina Guarneri (Oncologia Medica 2) che presenterà nella sessione plenaria dedicata al carcinoma mammario (4 giugno) i risultati finali dello studio PerELISA (“De-escalated treatment with trastuzumab-pertuzumab-letrozole in patients with HR+/HER2+ operable breast cancer with Ki67 response after 2 weeks letrozole: Final results of the PerELISA neoadjuvant study”) concentrato sul tumore mammario endocrino con positività di HER 2 e dei recettori ormonali.

In ambito di glioblastoma Giuseppe Lombardi (Specialista tumori cerebrali, Oncologia Medica 1) presenterà (2 giugno) il poster A large, multicenter, retrospective study to identify a cutoff of MGMT methylation status by quantitative pyrosequencing approach in patients (PTS) with glioblastoma (GBM), mentre Marta Schirripa (Oncologia Medica 1) illustrerà (3 giugno) il poster “Clinico-pathological and molecular characterisation of BRAF mutant metastatic colorectal cancer (mCRC): Are all mutations created equal?”, studio sulle differenziazioni nelle neoplasie colorettali, ambito di ricerca e cura nel quale Fotios Loupakis sarà il principale discussant della sessione plenaria (EGFR and VEGFR Inhibition: Back to the Future; 5 giugno). Per terminare da segnalare anche la presentazione dello studio firmato da Gian Luca De Salvo (responsabile dell'unità Sperimentazioni Cliniche, Biostatistica e Ricerca Clinica dello IOV), un report illustrato nella sessione plenaria (3 giugno) dedicata ai tumori solidi in età pediatrica (Maintenance low-dose chemotherapy in patients with high-risk (HR) rhabdomyosarcoma (RMS): A report from the European Paediatric Soft Tissue Sarcoma Study Group (EpSSG). A queste presentazioni si associano i tanti studi portati all'ASCO a cui hanno partecipato gli oncologi IOV, tra cui le quattro ricerche firmate da Vittorina Zagonel (Direttore oncologia medica 1), nell'ambito dei tumori colorettali ed epatici (studi "Celestial", "Keynote 224", "Valentino", "Plasma her2").

“La sottolineatura voluta quest'anno dall'ASCO sulla medicina di precisione e sulla necessità di una sempre più forte medicina traslazionale ci conforta e ci conferma”, sottolinea Giuseppe Opocher, Direttore scientifico dello IOV-IRCCS, “Da un lato perché su questi temi il nostro Istituto è decisamente impegnato con tutte le sue forze e con precise scelte organizzative, dall'altro perché è chiaro che più siamo in grado di accorciare i tempi tra risultati della ricerca e attività bedside, cioè attività a fianco del paziente, e più confermiamo la convinzione clinica e sociale che la battaglia al cancro è una sfida che si può vincere. La presenza di così tanti oncologi e ricercatori dello IOV quest'anno all'ASCO conforta il lavoro che stiamo svolgendo in conformità con la nostra vocazione e missione di centro di cura e di ricerca d'eccellenza".