Nov 19, 2017 Last Updated 12:07 PM, Nov 17, 2017

Attenzione alla Pertosse, la “tosse dei 100 giorni”

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Trent’anni fa la pertosse, detta anche ‘tosse canina’, era quasi scomparsa, ma oggi sta tornando. Si tratta di una malattia infettiva batterica altamente contagiosa, che viene contratta con più alta probabilità dai bimbi piccoli, maggiormente esposti di fronte all’infezione: il 71% dei casi di pertosse, infatti, riguarda soggetti con meno di cinque anni.

La pertosse è causata da un batterio associato al cocco-bacillo Bordetella Pertussis, che si diffonde facilmente per via aerea attraverso tosse e starnuti. Inizialmente i sintomi sono di lieve entità, solitamente simili a quelli del comune raffreddore, quali naso gocciolante, febbre e tosse lieve, a cui segue una fase piuttosto lunga, che può durare anche 10 settimane o più - caratterizzata da attacchi più forti. Da qui il nome "tosse 100 giorni". Può essere così forte da provocare spasmi all’area addominale, oltre a vomito e stanchezza dovuta allo sforzo. Il periodo di tempo che passa tra il contagio e la comparsa dei sintomi varia, di solito, tra i sette e i dieci giorni. In genere, le persone risultano infettive dall'inizio dei sintomi fino a circa tre settimane dalla fine delle crisi di tosse.

Nonostante l’introduzione del vaccino, ormai dall’inizio degli anni Novanta, le diagnosi di pertosse sono in crescita. Nel 2014 la California ebbe a che fare con la peggiore epidemia di pertosse degli ultimi 70 anni. Infatti, dei 10 mila casi segnalati in tutto lo Stato, più dell’85% delle persone che ebbero contratto la malattia erano vaccinate. L’aumento dei casi risiederebbe nel vaccino utilizzato attualmente, di tipo acellulare (ottenuto da proteine del batterio detossificate), introdotto nel 1996. Pur essendo più sicuro del precedente vaccino cellulare (ricavato invece dalla somministrazione del vaccino ad animali di laboratorio) e ancora diffuso nei Paesi scandinavi, non offre garanzie di immunità totale. In Italia i dati sono comunque positivi. Dei 6.800 casi di pertosse registrati nel 1998, grazie alla vaccinazione si è arrivati ad avere solo 268 casi nel 2008, con un’incidenza di 0.4 casi per 100 mila abitanti. Specialmente se si hanno bambini piccoli quindi, è bene vaccinarli per tempo. La malattia è molto meno innocua di quello che si potrebbe pensare. Causa in media due decessi ogni mille casi, soprattutto nei neonati con meno di un anno. Quasi sempre perché si complica in polmonite. Inoltre, raramente, può causare encefalopatia, che a sua volta comporta ritardo mentale e altri disturbi neurologici, più o meno lievi.

 

Riccardo Fraternali