Oct 20, 2019 Last Updated 9:46 AM, Oct 18, 2019

Bambini: giuda agli esami del sangue e delle urine

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Dal Bambino Gesù i consigli degli esperti sui test che vanno effettuati: dai più comuni a quelli veramente utili

Cos’è un emocromo? A cosa serve? Come si raccolgono i campioni delle urine? Come si fa a capire se il bambino ha un’infezione grave o un’anemia? Esistono dei test che vanno effettuati prima dei vaccini? A queste e a molte altre domande è dedicato il nuovo numero di A scuola di salute’, il magazine digitale a cura dell’Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell’Adolescente, diretto dal prof. Alberto G. Ugazio. Una guida agli esami più comuni e a quelli veramente utili.

«Spesso si è convinti – spiegano gli esperti del Bambino Gesù – che gli esami possano essere uno strumento imprescindibile per fare delle diagnosi precise. Oppure crediamo che sia fondamentale eseguire periodicamente degli esami del sangue per verificare che un bambino in condizioni di salute apparentemente buone non nasconda qualche problema». Invece non è così: «Gli esami del sangue dovrebbero essere sempre prescritti in base all’osservazione clinica, e sono le condizioni cliniche che devono guidare il medico all’interpretazione dei risultati. Inoltre, esistono tanti esami del tutto inutili ed eseguirli sarebbe uno spreco di tempo e risorse, oltreché un momento di stress del tutto evitabile: sia per i genitori e sia, soprattutto, per il bambino».

L’emocromo è l’esame più prescritto in tutte le fasce d’età. È il conteggio delle cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine), che consente la valutazione delle loro caratteristiche principali. Può dare numerose informazioni sullo stato di salute del paziente, ma va interpretato correttamente per riconoscere le anomalie, evitando allo stesso tempo inutili allarmismi.

Le transaminasi sono enzimi localizzati all’interno delle cellule e presenti nel sangue, a bassi livelli. Rappresentano un indice molto sensibile di danno del fegato, ma sono un esame poco specifico: il loro aumento può essere causato anche da altre malattie non localizzate nel fegato o più frequentemente da un’infezione o dall’assunzione di alcuni farmaci. È essenziale valutare l’entità e la durata dell’aumento delle transaminasi, che possono essere di 2 tipi: aspartato aminotransferasi (AST o GOT) o alanino aminotransferasi (ALT o GPT). L’aumento dell’ALT è un segno più specifico di danno alle cellule del fegato, rispetto alla AST.

PCR e PCT sono due esami del sangue particolarmente utili per verificare la presenza di infiammazioni o infezioni in corso e adottare la giusta risposta terapeutica. Sono entrambe proteine della fase acuta, prodotte dal fegato. In corso di infezioni virali o infiammazioni non infettive, il livello di PCT (procalcitonina) aumenta leggermente, mentre aumenta nettamente e in poche ore in caso di infezioni batteriche, rivelandosi un buon indicatore per l’avvio della terapia antibiotica. Lo stesso vale per la PCR (proteina C reattiva), anche se, a differenza della PCT, il suo valore può alzarsi sia in corso di infezioni batteriche che per altri tipi di infiammazioni.

Colesterolo e trigliceridi.  Le alterazioni dei valori dei grassi nel sangue, e in particolare l’aumento del colesterolo, sono riconosciuti tra i più importanti fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari, perché responsabili della formazione delle cosiddette “placche” di aterosclerosi. Gli eventi cardiovascolari acuti avvengono in età adulta, ma la scoperta di placche nei bambini con il colesterolo alto ha fatto comprendere la necessità di una diagnosi e di un trattamento precoci. L’individuazione e il trattamento di bambini/adolescenti con ipercolesterolomia sono in tutto il mondo occidentale uno degli obiettivi chiave dei piani sanitari.

L’esame delle urine. È un test comunemente prescritto per indagare la presenza di malattie o di infezione dei reni o delle vie urinarie. Idealmente, il campione di urina va raccolto durante la parte intermedia della minzione, per evitare la contaminazione con cellule e batteri presenti sulle vie urinarie esterne. La raccolta del campione non costituisce un problema nei bambini che fanno già la pipì nel vasino o nel water, mentre è più difficile, anche se non impossibile, nei bambini che portano il pannolino. Una volta arrivato in laboratorio, il campione di urine raccolto viene diviso in funzione degli esami richiesti. Dopo una prima analisi ad occhio nudo, il laboratorio esegue un esame fisico-chimico per valutare il peso specifico (la concentrazione), l’acidità, la presenza di leucociti (che possono essere indicativi di infezione urinaria), corpi chetonici, bilirubina, proitenuria, glucosio e creatinina.

 

Fonte: Ufficio Stampa Ospedale Pediatrico Bambino Gesù