Jul 19, 2019 Last Updated 8:49 AM, Jul 12, 2019

Quotidiano della Salute

12-07-2019 Hits:124

La rivincita delle curve

La rivincita delle curve

“Prendila morbida” intonava il jingle di un noto spot anni ‘90 di caramelle. Se all’epoca la morbidezza era ben accetta tra i dolciumi, non valeva lo stesso per il jet set della moda internazionale: infatti, a ...

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12-07-2019 Hits:128

LA RISATA CHE GUARISCE

LA RISATA  CHE GUARISCE

Anche un sorriso può aiutare a distrarre un bimbo allettato che ha dolori, problemi, malattie: ed è scientificamente accertato che la risata è una terapia… senza controindicazioni!Nell’ambito delle Attività Int...

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12-07-2019 Hits:127

Sanità giovane per invecchiare bene

Sanità giovane per invecchiare bene

Sulla sostenibilità del sistema sociosanitario dell’assistenza che rende possibile il miglior invecchiamento della popolazione, ossia quella Longevità attiva di cui l’Italia può andar fiera per vari motivi, si ...

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12-07-2019 Hits:79

PIANO NAZIONALE DELLA CRONICITÀ, IL PUNTO AD OGGI…

PIANO NAZIONALE DELLA CRONICITÀ, IL PUNTO AD OGGI…

Luglio 2019, a quasi tre anni dalla sua approvazione – 15 settembre 2016 – il Piano Nazionale Cronicità non è ancora stato recepito in 5 regioni e nelle altre i tempi di recepimento vanno da 2 a 33 mesi.Nel 202...

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12-07-2019 Hits:96

SALUTE MENTALE, COSA CAMBIA

SALUTE MENTALE, COSA CAMBIA

La Psichiatria In Italia sta attraversando un momento di rilancio e di rivalutazione, se così possiamo dire. Vediamo perché, parlandone con il prof. Paolo Girardi della Sapienza di Roma.Andare in pensione a liv...

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12-07-2019 Hits:89

Neomesia, cura della persona dal punto di vista psichiatrico

Neomesia, cura della persona dal punto di vista psichiatrico

La rivoluzione sociosanitaria che riguarda la Salute mentale inizia con la legge 180 che, nel 1978, su iniziativa di Franco Basaglia avvia la riforma psichiatrica in Italia. Basaglia aveva organizzato la “rivol...

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06-07-2019 Hits:171

Disabili e inclusione lavorativa: cose da sapere

Disabili e inclusione lavorativa: cose da sapere

Il punto della FISH: le leggi ci sono ma mancano i fondi per le assunzioni  Per conoscere appieno le difficoltà di inclusione lavorativa delle persone disabilità è necessario conoscere – non solo ma anche – ...

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04-07-2019 Hits:191

Carenza farmaci. Li Bassi (Aifa), "Impegnati a risolvere la questione ma rassicuriamo i pazienti"

Carenza farmaci. Li Bassi (Aifa), "Impegnati a risolvere la questione ma rassicuriamo i pazienti"

“È banale ridurre a una questione di prezzo il problema delle carenze dei farmaci. Se dipendesse dal solo fatto che in Italia secondo alcuni costano meno, e per questo i prodotti spariscono dal mercato nazion...

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03-07-2019 Hits:305

Asma allergico: respirare a pieni polmoni a 1.700 metri

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25 pazienti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù da Roma a Misurina, all’Istituto Pio XII, per imparare a gestire la malattia in alta quota. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Bambino Gesù Onlus Torna...

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02-07-2019 Hits:171

Lazio. Al Regina Elena un super microscopio per cellule tumorali senza più segreti

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Inaugurata la piattaforma di imaging di ultimissima generazione, dono della Fondazione Roma. L’alta risoluzione del microscopio permette di osservare ambienti tumorali realistici, e comprendere meglio i mecca...

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01-07-2019 Hits:170

Emilia-Romagna. Vaccino contro il papillomavirus gratuito anche per giovani donne fino a 26 anni

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L'Emilia-Romagna sempre più impegnata nella prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse:la gratuità del vaccino attualmente prevista per gli adolescenti, femmine e maschi, a partire dagli 11 anni fino a...

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29-06-2019 Hits:166

Podologi a Bologna per il corso Aip su ortesi in silicone

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L'AIP, Associazione italiana podologi, oggi a Bologna per il corso professionale di aggiornamento Ecm dedicato all'ortoplastia, secondo appuntamento dopo Roma e prima di Palermo. "L'aggiornamento professional...

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27-06-2019 Hits:156

Inail: Forni (ANMIL), deve finire la lunga serie di tragedie che ogni anno insanguinano il nostro paese

Inail: Forni (ANMIL), deve finire la lunga serie di tragedie che ogni anno insanguinano il nostro paese

“Si tratta di un bilancio drammatico, intollerabile per il nostro Paese e che sarebbe grave sottovalutare”, dichiara Zoello Forni, Presidente nazionale dell’ANMIL, di fronte ai dati sul fenomeno degli infortu...

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27-06-2019 Hits:149

Non autosufficienza: verso il Piano nazionale

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La FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ha partecipato al Tavolo convocato dal Ministero del Lavoro per iniziare un confronto per la definizione di un Piano nazionale sulla non autosuf...

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27-06-2019 Hits:162

Toscana: spiagge e parchi plastic free, sì a nuova legge

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  Il Consiglio regionale approva il provvedimento della Giunta per la riduzione dell’incidenza della plastica Il Consiglio regionale approva a larga maggioranza – 30 voti a favore e 3 astenuti (Forza Italia...

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25-06-2019 Hits:176

Lazio. Ondate di calore: in arrivo l'app "Caldo e Salute"

Lazio. Ondate di calore: in arrivo l'app "Caldo e Salute"

Avviato il piano di prevenzione con sorveglianza attiva sulla popolazione target da parte dei medici di medicina generale “In queste giornate di temperature elevate è a disposizione una App ‘Caldo e Salute’ ...

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24-06-2019 Hits:196

CesarePozzo presenta il progetto per l'inclusione sociale di persone con autismo dell'ASP Palermo

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Sabato 29 Giugno, ore 10.00, Assemblea Regionale Siciliana – Palermo Un’ azione pilota, mai sperimentata prima sul territorio dell’ASP di Palermo, rivolta a persone affette da autismo, promossa e soste...

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24-06-2019 Hits:194

FAI (Fibrillazione Atriale in Italia): la prevenzione come sfida

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Uno studio dell’Istituto di neuroscienze del Cnr e dell'Università di Firenze, pubblicato su Europace, ha valutato l'impatto di questa aritmia cardiaca. Con l'invecchiamento generale della popolazione i sogge...

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Sanità giovane per invecchiare bene

Sulla sostenibilità del sistema sociosanitario dell’assistenza che rende possibile il miglior invecchiamento della popolazione, ossia quella Longevità attiva di cui l’Italia può andar fiera per vari motivi, si gioca oggi la credibilità della Politica e dei suoi Programmi.
E’ quanto emerso da LONG TERM CARE, gli Stati generali dell’assistenza a lungo termine che, sotto la sapiente e paziente regìa del prof. Roberto Bernabei di Italia Longeva, anche quest’anno al Ministero ha fatto il punto della situazione, non senza un dibattito per certi versi provocatorio e interlocutorio, per altri stimolante e sempre utile.
Nella prima giornata, alla quale anche Senzaetà era presente come primo network della Sanità italiana, la tavola rotonda ha riportato i programmi attuali del Governo e le declinazioni sul territorio, regione per regione.  Ma sono state molte le Regioni e le Irccs che hanno voluto intervenire dati alla mano. Marche, Puglia, Roma e Lazio, Abruzzo, Lombardia, Emilia Romagna, Trentino, Campania, Veneto e Brianza. Conosciamo le situazione e le differenze (Senzaetà è l’unica rivista che si sta occupando del confronto fra realtà territoriali sulla Sanità, l’ultimo intervistato è stato proprio lo scorso numero l’assessore Gallera) soprattutto fra Regioni commissariate come Lazio e Campania, quelle che non hanno un assessore perché il presidente assume ad interim il dicastero Sanità (le Marche), oppure i casi virtuosi come Emilia Romagna, Lombardia e Valle d’Aosta, per non parlare del caso Canton Ticino che pur essendo Svizzera, gravita tutto sul modello italiano (ne abbiamo parlato quando abbiamo partecipato come redazione a Expo Medica di Lugano).
Bene ha fatto Bernabei a ricordare obiettivi, motivazioni, mete da raggiungere e a cui non rinunciare se si vuole affrontare la cronicità (altro tema sempre sul tavolo). La Continuità assistenziale, la prevenzione e l’appropriatezza (sui LEA a volte l’attenzione cala visibilmente e non si sa da quale livello amministrativo ciò dipenda, perché le concause sono molteplici e a volte recondite); tutto ciò deve far riflettere se si vuole “aderenza” nella Long Term Care e soprattutto mantenere la nostra Sanità competitiva. Certo, manca un po’ una visione d’insieme, anche internazionale dei modelli da confrontare, più comunicazione di rete in Sanità fra enti, istituzioni, Ordini professionali (che sono sempre più numerosi) ma anche nel Privato fra strutture e associazioni dell’assistenza. Infine, nota dolente, la burocrazia negli appalti e gli accreditamenti nelle gare, i bandi, i medici che sono sempre più rari. Ma questo è un messaggio davvero politico….

 

PIANO NAZIONALE DELLA CRONICITÀ, IL PUNTO AD OGGI…

Luglio 2019, a quasi tre anni dalla sua approvazione – 15 settembre 2016 – il Piano Nazionale Cronicità non è ancora stato recepito in 5 regioni e nelle altre i tempi di recepimento vanno da 2 a 33 mesi.
Nel 2020 le malattie croniche rappresenteranno l’80% di tutte le patologie nel mondo. Già oggi Impegnano il 70-80% delle risorse sanitarie a livello mondiale.
In Europa sono responsabili dell’86% di tutti i decessi e di una spesa sanitaria annua valutabile in 700 miliardi di euro. In Italia nel 2017 erano 24 milioni le persone ad esserne affette con una spesa complessiva pari a quasi 67 miliardi di euro.
Nella premessa del Piano Nazionale della Cronicità si legge: “Il mondo della cronicità è un’area in progressiva crescita che comporta un notevole impegno di risorse, richiedendo continuità di assistenza per periodi di lunga durata e una forte integrazione dei servizi sanitari con quelli sociali e necessitando di servizi residenziali e territoriali finora non sufficientemente disegnati e sviluppati nel nostro Paese.
Il Piano nazionale della Cronicità (PNC) nasce dall’esigenza di armonizzare a livello nazionale le attività in questo campo, proponendo un documento, condiviso con le Regioni, che, compatibilmente con la disponibilità delle risorse economiche, umane e strutturali, individui un disegno strategico comune inteso a promuovere interventi basati sulla unitarietà di approccio, centrato sulla persona ed orientato su una migliore organizzazione dei servizi e una piena responsabilizzazione di tutti gli attori dell’assistenza. Il fine è quello di contribuire al miglioramento della tutela per le persone affette da malattie croniche, riducendone il peso sull’individuo, sulla sua famiglia e sul contesto sociale, migliorando la qualità di vita, rendendo più efficaci ed efficienti i servizi sanitari in termini di prevenzione e assistenza e assicurando maggiore uniformità ed equità di accesso ai cittadini.”
Ma – come diceva S. Agostino – solo i fatti danno credibilità alle parole, ai documenti in questo caso e i fatti, non vanno nella direzione delle premesse del piano.
Tonino Aceti, portavoce della Federazione Nazionale Professioni Infermieristiche (FNOPI) ne ha seguito da vicino le vicende e ha risposto così ad alcune precise sollecitazioni.
Campania, Basilicata, Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia non hanno ancora recepito il Piano Nazionale Cronicità, che cosa significa questo per i cittadini di quelle città?
Si allungheranno ancora i tempi per garantire ai cittadini di queste Regioni servizi socio-sanitari territoriali capaci di rispondere in modo puntuale ai bisogni di salute delle persone con fragilità e anche di quelli delle loro famiglie.  Non avere la possibilità di godere di un modello di presa in carico delle cronicità, così come previsto dal Piano Nazionale, significherà confrontarsi ancora con la frammentazione dei percorsi, con la mancata integrazione dei professionisti, con modelli organizzativi che non favoriscono la multidisciplinarità e multiprofessionalità. Il cittadino dovrà continuare a ricomporre lui tutti i pezzi del percorso. Questa inefficienza comporterà l’aumento della delega assistenziale nei confronti delle famiglie con i relativi costi privati.
Anche tra quelle che, invece, lo hanno recepito ci sono delle differenze, molte, a partire dai tempi di recepimento. Concretamente questo si riflette sull’attivazione e sull’accesso ai servizi o su cosa altro?
Le differenze in campo sono molteplici: Regioni che hanno recepito e quelle che non hanno ancora fatto nulla, chi lo ha fatto in 2 mesi e chi in 33, quelle che lo hanno fatto burocraticamente con una mera delibera e chi invece oltre al recepimento ha lavorato all’attuazione sostanziale. E’ evidente che questa eterogeneità di comportamenti regionali contribuisce ad acuire le disuguaglianze che oggi già caratterizzano il nostro Servizio Sanitario Pubblico e che i pazienti vivono sulla loro pelle. Su queste disuguaglianze è indispensabile agire subito.
E se a questo ritardo e a queste differenze nel recepimento del Piano da parte delle Regioni si aggiunge la carenza di infermieri il cittadino che cosa deve aspettare?
Aumenta la delega assistenziale nei suoi confronti, aumenta anche il senso di solitudine che è costretto a vivere, in alcuni territori del nostro Paese, nel rapporto quotidiano con la propria malattia. Un senso di solitudine nelle risposte ai bisogni, che tarderanno ad arrivare o non arriveranno proprio. Perché la mancanza e/o la carenza di infermieri impatta direttamente sul grado di accesso alle cure da parte dei cittadini, sulla capacità di risposta del SSN, sulla qualità, sulla sicurezza e sull’umanizzazione delle cure.  Gli infermieri sono il motore del SSN, grazie a loro, penso all’infermieristica di famiglia e di comunità, il Servizio Sanitario Pubblico entra nelle case delle persone, aumentando il grado di fiducia che i cittadini vi ripongono.

 

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