Apr 24, 2018 Last Updated 9:51 AM, Apr 23, 2018

Endometriosi: uno sguardo positivo verso il futuro grazie alla procreazione assistita

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In tutto il mondo, marzo è il mese della consapevolezza dell’endometriosi, che quest’anno culminerà sabato 24 con la Giornata Mondiale, istituita per sensibilizzare la popolazione sulla malattia. ll termine “endometriosi” deriva da endometrio, tessuto che riveste l’interno dell’utero. La patologia si verifica quando quest’ultimo è presente al di fuori della cavità uterina, ad esempio nell’addome, nelle ovaie o nelle tube. Questo tessuto continua a reagire alle variazioni ormonali che si verificano in ciascun ciclo, cosa che provoca gonfiore negli organi in cui si trova. L'intero processo dà luogo a emorragia interna, rottura dei tessuti e infiammazione degli organi colpiti, che porta a forti dolori, problemi intestinali, aderenze e infertilità.
 
Si stima che l’endometriosi colpisca circa il 10-15% delle donne in età fertile – 3 milioni i casi solo in Italia - con un enorme ritardo nella diagnosi che mediamente arriva dopo 7 anni, generalmente nella fascia d’età tra i 25 e i 35 anni. E’ una malattia cronica, dolorosa e invalidante, con risvolti importanti a livello socio-lavorativo e relazionale: ansia, discriminazione, paura, giornate a casa, rischio di perdere il lavoro, sono temi che, purtroppo, rivestono ancora una profonda attualità. Una patologia che per il 30-40% delle pazienti si traduce, inoltre, in un problema di infertilità.
 
“Nelle donne affette da endometriosi il tasso di gravidanza naturale è inferiore al 2% per ciclo mestruale - afferma la Dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma – mentre normalmente questo valore si attesta attorno al 20%. L’infertilità  è un elemento fondamentale di cui il medico deve tener conto nel momento in cui si appresta alla diagnosi e alla cura di questa patologia così come l’endometriosi influenza l’approccio diagnostico e terapeutico per la cura della infertilità. Per le pazienti – prosegue la Dottoressa Galliano - la medicina riproduttiva rappresenta un'opportunità da intraprendere grazie agli elevati tassi di successo che caratterizzano queste tecniche”.
 
Una diagnosi ed un corretto trattamento e follow-up, sia medico che psicologico, assicurano che le pazienti si sentano supportate e comprese. Negli ultimi anni sono stati fatti numerosi passi avanti sul fronte terapeutico-assistenziale, ma anche istituzionale: nel 2016 l’endometriosi è stata inserita dal Governo Italiano nell’elenco delle patologie croniche e invalidanti. Inoltre, da marzo 2017 sono entrati in vigore i nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) previsti per gli stadi clinici di endometriosi moderato e grave”.