Aug 18, 2018 Last Updated 5:34 PM, Aug 7, 2018

Foibe, “Quell’enorme lapide bianca” va in scena a Pola

Visite: 77 times

Luca Violini, una delle voci più note e importanti a livello nazionale nel panorama professionale del doppiaggio televisivo, radiofonico, cinematografico, documentaristico e pubblicitario, proporrà a Pola lo spettacolo di RadioTeatro “Quell’enorme lapide bianca”, in occasione del 62° raduno degli esuli di Pola, per trasportare là, proprio là dove l’ex terra italiana, abbattuto il fascismo e rovesciate le condizioni politiche, ha visto improvvisamente scacciare gli italiani che lì vivevano, lavoravano, erano nati. L’esodo delle genti Fiumane, Giuliane e Dalmate lungo le coste dell’Adriatico, di cui un gran numero nella Regione Marche, con mezzi di sopravvivenza e alloggi di fortuna, sono una parte della diaspora, degli eccidi e delle violenze che le foibe hanno rappresentato.

Luca Violini, attore istrionico e camaleontico, racconta con maestrìa sopraffina e intensa carica emozionale una delle pagine più buie della storia della seconda guerra mondiale, tanto più grave perché accadde dopo la fine degli scontri militari considerati “di guerra”. Un testo attento ed equilibrato scritto da Paolo Logli che ospita le musiche originali e la post-produzione audio di Gabriele Esposto.

Un diario ritrovato. Una storia che riemerge dal passato. Due amici, lo sloveno Ive e l'italiano Enrico, a distanza di tempo si parlano e ricordano: storie di persone, affetti, sogni… storie spazzate e famiglie distrutte.

La tragica sorte di uno all’insaputa dell’altro che non poteva immaginare, vedere, comprendere. E che con l’amaro destino fa i conti troppo tardi, quando ricordi, famiglie e affetti sono stati spezzati, calpestati, umiliati.

Le foibe. Lo scontro nazionalista nelle terre, Fiumane, Giuliane e Dalmate dopo la caduta del fascismo, ha riguardato non dieci, cento, mille vittime, tra morti ed esuli ma centinaia di migliaia. Il problema non fu neanche la “divisa di un altro colore” per dirla con De Andrè, ma la bestiale violenza di una dittatura che finalmente riusciva a prevaricare l’altra, nelle mire espansionistiche territoriali.

Alla fine, un piccolo fiore rosso da appoggiare sopra quella nuda pietra. Sterile omaggio, tardivo, forse ma vivo e palpitante. Come un cuore che sanguina ancora.

“Quell’enorme lapide bianca” è stato il primo spettacolo realizzato nel 2005 in Italia dopo la legge del 2004 che ha istituito sulla “Giorno del Ricordo” dopo la “Giornata della Memoria”.

Nel 2009 è stato rappresentato alla Camera dei Deputati nella Sala della Lupa e poi anche nella sala di una villa privata ad Osimo, dove il 10 Novembre del 1975 fu firmato il “Trattato di Osimo” riguardante il nuovo confine italiano.

Lo scorso 8 febbraio è stato altresì ospitato dal Consiglio regionale Marche, davanti alla platea di studenti e insegnanti.