Mar 25, 2019 Last Updated 8:55 PM, Mar 22, 2019

“Fuggerei”: le origini del villaggio sociale integrato

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Dici “quartiere popolare” e pensi a quanto di peggio si possa trovare in una città: povertà, degrado, sporcizia, criminalità. È sempre così? Niente affatto, anzi: esistono esempi di edilizia popolare di indubbia bellezza e grande efficienza, tanto da essere considerati vere e proprie attrazioni turistiche! È questo il caso della Fuggerei, il complesso di case popolari più antico del mondo; 67 graziose villette a schiera ricoperte di edera, dislocate lungo 8 vicoli e racchiuse all’interno di mura che, più che un quartiere, fanno di questo piccolo centro abitato una vera e propria “città nella città” di Augusta, in Baviera.
La Fuggerei deve il nome al suo fondatore, Jacob Fugger il Ricco, banchiere ed imprenditore, membro della più potente famiglia europea del XVI secolo. Strenui sostenitori della fede cattolica, i Fugger si sentirono in dovere di lodare Dio investendo una piccola parte del loro immenso patrimonio in un’opera che non fosse semplicemente caritatevole, ma funzionale al benessere della città: fu così che la Fuggerei sorse nel 1521 per accogliere i cittadini più indigenti di Augusta, purché fossero cattolici e di buona reputazione. Il canone d’affitto annuale era -ed è ancora!- un Fiorino renano (equivalente a 88 centesimi odierni) e tre preghiere al giorno per il fondatore e i suoi cari, i cui volti figurano nelle targhe poste al di sopra delle tre porte d’ingresso. Ovviamente, ogni abitante era chiamato a contribuire attivamente alla vita della comunità, pertanto, più che un semplice quartiere popolare, la Fuggerei può essere considerata a buon diritto uno dei primi esempi di villaggio integrato. Poveri sì, ma con dignità. Lo sottolinea lo stesso progetto edilizio: le case, disposte in file parallele, sono suddivise in appartamenti su diversi piani, ognuno con un proprio ingresso autonomo. Ogni abitazione è composta da cucina, soggiorno, una camera da letto ed una piccola stanza, per un totale di circa 60 metri quadrati. Una ripartizione dello spazio eguale e funzionale, rispettosa del bisogno di indipendenza di ogni singolo individuo…e del comune senso estetico, visto che l’architetto Thomas Krebs arricchì gli esterni con vari elementi decorativi. È anche per questo che, pur ospitando ancora 150 abitanti, la Fuggerei costituisce una delle attrazioni principali di Augusta. Bastano pochi euro per visitare questo mirabile esempio di “lungimiranza sociale e morale”, scoprire la piazzetta di San Marco in cui sorge l’omonima chiesa datata 1581, ammirare il museo, il busto bronzeo di Jakob Fugger e la casa in cui intorno alla fine del Seicento visse Franz Mozart, bisnonno del ben più celebre Wolfgang Amadeus. Purtroppo, circa i due terzi delle strutture originali sono andati distrutti dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, ma, una volta terminato il conflitto, venne avviata immediatamente un’opera di ricostruzione che, nel giro di 30 anni, non ripristinò solamente la Fuggerei nel suo stile originale, ma la ampliò ulteriormente. Tra gli edifici più moderni, nella piazzetta San Marco figura anche il palazzo dell’amministrazione, dove opera la “Fürstlich und Gräflich Stiftungs-Administration” responsabile della gestione del complesso di Augusta e di altre 8 fondazioni Fugger. Proprio la volontà di mantenere l’aspetto e l’antica funzione del complesso abitativo, implementandone i servizi destinati ad abitanti e visitatori, testimonia la valenza sociale di una realtà che, a dispetto dei suoi 500 anni, è ancora quanto di più moderno si possa trovare in Europa.