Feb 19, 2018 Last Updated 9:03 AM, Feb 19, 2018

Giornata contro le mutilazioni genitali femminili: dall'Auser Nazionale tolleranza zero

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Dichiarazione dell’Osservatorio Pari Opportunità e politiche di genere di Auser Nazionale
in occasione della giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili
 
Il 6 febbraio è la giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili istituita dalle Nazioni Unite. In questa occasione, l'Osservatorio Pari Opportunità e Politiche di Genere di Auser Nazionale ha diramato un comunicato in cui si dichiara con fermezza l'assoluta necessità di fermare questa barbarie. "Le mutilazioni genitali sono una forma di violenza, di cui sono vittime le bambine e le donne, assimilabile alla tortura perché provocano danni fisici permanenti e traumi psicologici. Insieme alla violenza psicologica, fisica, sessuale (compreso lo stupro), al matrimonio forzato, agli atti persecutori come lo stalking e alle molestie sessuali, le mutilazioni genitali femminili sono una violazione dei diritti umani e una forma estrema di privazione della libertà delle donne, nella sfera pubblica e in quella privata.
È una pratica fondata su un inaccettabile dominio patriarcale che si perpetua, tuttavia, con pratiche di donne contro altre donne e che ha lo scopo di riprodurre la subordinazione attraverso il controllo violento della sfera sessuale.
Le mutilazioni genitali femminili (MGF) violano i diritti umani e minacciano la salute e il benessere di circa 3 milioni di ragazze ogni anno.
Sono oltre 130 milioni le bambine e le donne, nei 29 paesi di Africa e Medio Oriente in cui le MGF sono maggiormente praticate. L’impatto sulle loro esistenze è devastante.
In Italia si stima che le donne che hanno subito una forma di mutilazione genitale durante l'infanzia siano tra le 60.000 e le 80.000.
Negli ultimi anni, il nostro Paese, è stata interessato dall'arrivo via mare di donne che hanno chiesto la protezione internazionale, provenienti da Paesi dove la pratica delle mutilazioni genitali è ancora diffusa: Eritrea, Somalia, Nigeria, Guinea, Sudan, Mali, Burkina Faso, Costa d'Avorio.
Le mutilazioni genitali – così come i matrimoni forzati – rappresentano una forma di violenza contro le donne che rientra nella fattispecie degli atti di persecuzione individuati dalla Convenzione di Ginevra del 1951, ripresa dalla Direttive Europee in materia e dalla normativa nazionale, ragione per cui è possibile il riconoscimento dello Status di rifugiato politico.
L'Italia ha ratificato la Convenzione di Istanbul (Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica); si è dotata di una legge per la prevenzione ed il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile (Legge 9 gennaio 2006 n. 7), di linee guida tese ad individuare precocemente le vittime di mutilazioni e/o di altre pratiche dannose.
Ma la legge spesso non basta. Bisogna affiancare un lavoro altrettanto importante di prevenzione insieme alle comunità straniere, affinché il valore dell’intangibilità del corpo delle donne e della loro integrità fisica e psichica siano garantite a tutte ed, in particolare, alle giovani di seconda generazione.
Nella Giornata Internazionale per la Tolleranza Zero sulle Mutilazioni Genitali Femminili, solleviamoci tutte insieme contro le MGF. La salute, i diritti e il benessere di milioni di ragazze dipendono da questo".