Sep 25, 2017 Last Updated 10:49 AM, Sep 21, 2017

Il benessere organizzativo negli Ospedali Riuniti: risultati dell'indagine 2017

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Mobbing, discriminazioni e percezione del rischio sono ben note cause di malessere lavorativo, con ricadute talvolta gravi, soprattutto nei contesti di cura. Negli ultimi anni le Aziende Sanitarie Ospedaliere hanno posto particolare attenzione al Benessere Organizzativo, nella consapevolezza che l’esito della mission aziendale è sempre più collegato al benessere psico-fisico e sociale dei professionisti che a vario titolo vi operano.

L’Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona ha avviato nella primavera 2017 un’indagine approfondita sul Benessere Organizzativo che ha visto coinvolto tutto il personale dipendente, per far luce sulla qualità della vita e delle relazioni nei luoghi di lavoro, nonché sul modo in cui i dipendenti si sentono valutati e valutano i loro superiori.

I dati di partecipazione all’indagine, pari al 24% della popolazione lavorativa (777 dipendenti su 3283), sono di poco superiori a quelli fatti registrare in simili iniziative presso altre organizzazioni del comparto salute marchigiano (ASUR, Marche Nord, INRCA).

Nel complesso i risultati mostrano una polarizzazione dei giudizi sul versante positivo. Alta soddisfazione è stata espressa in relazione alla sicurezza ambientale, rispetto per la persona e relazioni interpersonali, caratteristiche del lavoro. Le dimensioni meno soddisfacenti riguardano l’equilibrio percepito tra impegno e retribuzione, i flussi comunicativi interni, il sistema di valutazione della performance.

Saranno avviate azioni di miglioramento in relazione alla valorizzazione del merito, al coinvolgimento dei lavoratori nelle decisioni aziendali che li riguardano ed al rafforzamento dei sistemi di comunicazione interna come strumento di compartecipazione.

Nel desiderata della popolazione lavorativa trovano spazio anche il potenziamento di quegli strumenti/servizi volti a una migliore conciliazione vita lavorativa-vita familiare, con un’attenzione particolare alla cura dei figli in età pre-scolare e al supporto dei familiari non auto-sufficienti.