Oct 18, 2017 Last Updated 9:16 AM, Oct 18, 2017

Il Delirium nella persona anziana e nella malattia di Alzheimer nel convegno di Villaggio Amico

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“Il Delirium nella persona anziana e nella malattia di Alzheimer: conoscere, prevenire, assistere”; questo il titolo del settimo convegno organizzato oggi dalla Rsa Villaggio Amico, con il patrocinio della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, dell’Associazione Italiana di psicogeriatria e della Federazione Alzheimer Italia. 
 
Mettere in primo piano la persona con decadimento cognitivo, con le sue esigenze, la qualità di vita sua e dei famigliari è da sempre al centro delle attività della nostra Rsa, e permettere a ogni singolo operatore di lavorare con strumenti mirati nella quotidianità.” - dice Marina Indino, direttore generale area tecnica operativa e responsabile comunicazione e marketing di Villaggio Amico, che ha aperto i lavori congressuali - “E’ una sfida importante, che vede Villaggio Amico protagonista nell’affrontare un percorso che parte dalle scorse edizioni dei convegni e ci porta, alla settima edizione, ad affrontare il tema del delirium, un aspetto che oggi troppo spesso non viene riconosciuto. Vogliamo allora proporre alla comunità degli operatori sanitari alcuni strumenti utili che aiutino a riconoscere lo stato del delirium e ad affrontarlo correttamente”.
 
E’ stata annunciata la borsa di studio che Villaggio Amico ha intitolato alla dott.ssa Paola Chiambretto, responsabile fin dalla fondazione del progetto Alzheimer della Rsa, scomparsa lo scorso gennaio. Il bando sarà consultabile dal mese di dicembre.
 
A seguire, gli interventi dei relatori: il prof Giuseppe Bellelli, Professore associato di Geriatria - Medicina Interna presso l’Università Milano-Bicocca e membro del Gruppo di ricerca geriatrica di Brescia e di European Delirium Association ha presentato i dati del Delirium Day 2016, che forniscono una panoramica dell’incidenza del fenomeno in Italia: “Alla survey hanno partecipato dieci associazioni e società scientifiche, per un totale di 4.810 pazienti, di cui 3.032 in ospedale, 755 in riabilitazione/long-term care, 68 in hospice e 955 in istituti di lungodegenza e RSA. Hanno partecipato alla raccolta dati 205 ospedali per acuti, 29 riabilitazioni/long-term care, 32 RSA e 10 hospice.”
 
Allo stato attuale la prima elaborazione dei dati, che ha incluso i pazienti ricoverati in ospedali, riabilitazioni e hospice, mostra:
 
Prevalenza: è stata registrata una prevalenza media del 22% in ospedale, del 14% in riabilitazione e del 38% in hospice. I sottotipi “delirium ipocinetico” e “delirium misto” sono stati rispettivamente pari al 30% e al 29.7% di tutti i casi. 
• Delirium sovrapposto a demenza: i dati confermano che il delirium è significativamente più elevato percentualmente in chi è già affetto da demenza (50% circa) prima del ricovero ospedaliero.
Uso di farmaci e dispositivi medici: i dati confermano l’associazione tra delirium e uso di neurolettici (sia tipici che atipici), antidepressivi atipici, cateteri vescicali, linee venose e spondine al letto.
La mortalità intra-ospedaliera (nei soli pazienti ricoverati nei reparti ospedalieri per acuti) è stata pari al 9.98% nei soggetti affetti da delirium vs 3.31% nei soggetti senza delirium. 
 
La dottoressa Loredana Locusta, Psicologa esperta in Neuropsicologia Clinica e responsabile del Centro Alzheimer di Villaggio Amico, ha descritto e definito lo stato confusionale acuto denominato “Delirium”, sottolineando quali sono i soggetti a rischio e come prendersi cura di chi ne soffre. “Il delirium può solitamente manifestarsi con uno stato confusionale acuto in una forma  agitata, con ansia, iperattività o aggressività; ci riferiamo al cosiddetto «delirium ipercinetico» - specifica la dott.ssa Locusta - “Se, invece, abbiamo un rallentamento ideomotorio, dove prevale letargia e la persona appare soporosa, siamo dinanzi a un «delirium ipocinetico». Questa ultima forma è senz’altro quella meno riconosciuta dal personale sanitario, sia medico sia infermieristico, forse proprio perché il paziente che ha un delirium ipocinetico, essendo in uno stato apparentemente molto calmo, non attira su di sé l'attenzione di un delirium ipercinetico.”
 
La dottoressa Rosaria Rigo, medico geriatra, ha trattato l’analisi del comportamento della persona con demenza, in particolare i sintomi non cognitivi presenti nel 90% dei casi in qualunque stadio della malattia, calandoli nella realtà di Villaggio Amico nell’ambito del Nucleo Alzheimer e della RSA.
Francesca Arosio ha presentato i saluti della dott.ssa Gabriella Salvini Porro, Presidente della Federazione Alzheimer Italia, e ha esposto il punto di vista delle famiglie: “Come maggiore organizzazione italiana non profit dedicata alla cura e all’assistenza delle persone con demenza e dei loro famigliari abbiamo voluto essere presenti per ricordare l’impegno che in Italia ancora troppo poco viene fatto in termini di innovazione nel trattamento, nella prevenzione e cura della demenza.”
 
La dott.ssa Ermellina Zanetti, infermiera professionale e componente del Gruppo di ricerca geriatrica di Brescia, ha chiuso i lavori congressuali portando la sua testimonianza sugli interventi infermieristici per la prevenzione del Delirium all’interno di un nucleo Alzheimer, in RSA e a domicilio.
 
A tutti i partecipanti al convegno è stato consegnato un utile Tool Kit, uno strumento che propone una serie di strategie per aiutare a prevenire il Delirium in una persona anziana e ridurne il rischio di sviluppo. 
 
 
Villaggio Amico è una residenza sanitaria assistenziale (RSA) situata a Gerenzano, in provincia di Varese. Un centro polifunzionale che offre un ventaglio di servizi adatti a ogni fase della vita, dall’infanzia fino alla terza età. Si avvale delle più moderne e innovative terapie e tecnologie per l’assistenza e cura degli anziani, supporto educativo e formativo per persone diversamente abili, pazienti malati di Alzheimer, riabilitazione e assistenza a domicilio.