Nov 21, 2019 Last Updated 5:46 PM, Nov 20, 2019

Incontinenza: 1 regione su 2 lavora per costruire la Rete per la gestione dei pazienti

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A distanza di un anno e mezzo dalla firma dell'Accordo Stato-Regione, l'appello del Presidente emerito  FIC (Fondazione Italiana Continenza)Molto incoraggiante il lavoro svolto finora da metà delle regioni italiane che si sta adeguando all'Accordo Stato-Regione per la gestione della popolazione italiana con incontinenza (quasi 30%). Un risultato che, però, evidenzia ancora di più la mancata risposta delle restanti regioni che non hanno ancora dato riscontro al documento voluto e siglato. Un incontro con esperti del settore ha raccolto i casi di eccellenza italiani, confrontandoli con quelli svedese e tedeschi, con un occhio di riguardo al modello “voucher” per la scelta e l'acquisto degli ausili. 
 
Lo hanno voluto e sottoscritto tutte le regioni italiane e (guardando al bicchiere mezzo pieno), la metà ha già reagito molto bene, mentre l'altra metà (guardando quello vuoto) non ha ancora espresso interesse. E' questa la situazione, a distanza di 1 anno e mezzo dalla firma dell'Accordo Stato-Regioni, degli uffici di tutte le regioni italiane preposte a prendere decisioni in merito alla gestione dell'incontinenza che colpisce (indipendentemente dall'età) il 20% delle donne (1 su 5) e l''8% degli uomini italiani. Un quadro molto positivo dunque, se si pensa alla impegno con cui è stato recepito un Accordo, ma deludente dall'altro se ci si interroga sul silenzio di altre.
 
Ammetto di essere un po' combattuto ripensando all'Italia divisa a metà: quella in continua evoluzione fatta dal lavoro eccellente di una selezione di regioni come il Piemonte e il Veneto che da pochi mesi vede anche il coinvolgimento di altre otto realtà regionali per adeguarsi all'Accordo. E quella fatta dalle restanti regioni, all'interno delle quali non si è ancora mosso nulla – interviene Roberto CARONE, membro del Tavolo Tecnico Ministeriale per l'Incontinenza e Presidente Emerito di FIC –Si tratta di un Accordo nazionale, e come tale è stato voluto e sottoscritto dai decisori di ciascuna Regione. Mi ha piacevolmente colpito l'interesse molto vivace degli operatori, dai colleghi medici ai fisioterapisti e infermieri. Credo che se venisse esteso anche solo in parte ai decisori politici, potremmo velocizzare questo processo di crescita e allineamento tra le diverse realtà italiane su un tema così importante”.
 
Un argomento importante affrontato con esperti nazionali e internazionali raccolti oggi con l'intento di mettere a confronto esperienze di rilievo partendo dalla realtà svedese, che ha fatto da cornice nella sede della Residenza dell’Ambasciatore a Roma.
Una realtà, quella del SSN svedese (in particolare della regione di Uppsala) sviluppata secondo una serie di linee guida che hanno migliorato la qualità di vita del paziente, sempre più consapevole e messo nelle condizioni di poter scegliere la soluzione alle proprie esigenze, a partire dal corretto ausilio.
 
A conferma del valore della qualità di vita, un'indagine di AGE Platform che monitora a livello europeo la complessità della realtà socio-economica delle persone anziane, ha voluto approfondire anche uno spaccato italiano.
Analizzando 3 regioni italiane (vedi pubblicazione a giugno su Pelviperineologia) è emerso quanto il coinvolgimento e la liberta’ nella scelta dell’ausilio assorbente e la qualità delle informazioni sul loro utilizzo, influiscano positivamente sui livelli di soddisfazione del paziente.
Trattare questo disagio “facendo rete” tra i Centri per la prevenzione, diagnosi e cura dell’incontinenza, significa esportare in tutte le Regioni il modello descritto nel Documento di Accordo Ministeriale – continua Carone - omologando le procedure per la prevenzione, la cura e il trattamento dell'incontinenza, superando quindi la gestione autonoma delle singole regioni che si è dimostrata finora poco agevole per il paziente”
 
Poter intervenire attivamente sulle modalità di distribuzione degli ausili comporterebbe una maggiore appropriatezza, tracciabilita’ e contenimento della spesa sanitaria con un miglioramento della qualità di vita della popolazione con incontinenza urinaria.
Il nuovo modello “voucher”- interviene Emanuele PORAZZI, Centro economia e management in Sanita’ e nel Sociale LIUC Business School consentirebbe una facilità di acquisto nel luogo più comodo per l’utente, la scelta degli ausili, la tracciabilità degli acquisti, sicurezza informatica, mantenimento della privacy. Si prospetta una reale competizione sul valore e sul prezzo dei presidi come è avvenuto per il contesto celiachia e potrebbero nascere applicazioni che possono informare gli utenti incontinenti a individuare il luogo più vicino e i costi dei presidi nelle farmacie, negozi specializzati e grande distribuzione”.

L’accordo Stato Regioni invita a valutare soluzioni migliorative nella distribuzione degli ausili aprendo la strada a sperimentazioni che vanno proprio in questa direzione . Nel match delle realtà oltre confine, è emersa anche quella tedesca che sta sperimentando un nuovo processo nella gestione delle gare di appalto per gli ausili. Da maggio 2019 (e terminerà a novembre 2019) sono state sospese le gare d'appalto a favore della negoziazione con le aziende che, se da un lato ha allungato i tempi di contrattazione con i fornitori, dall'altro sta confermando risultati migliori in termini di qualità dei prodotti erogati e quindi un livello di qualità di vita decisamente migliorato.

 
Una Sanità “patient centered”, quella emersa nel corso dell'incontro tra esperti del settore italiani e internazionali, con lo stesso obiettivo: contribuire a individuare soluzioni e scelte per una migliore gestione dell'incontinenza (e quindi qualità di vita)
La volontà di proseguire ed estendere il lavoro in tutte le regioni è molto alta e serve un controllo e una supervisione di tanti aspetti indicati nell'Accordo che devono essere messi in pratica – conclude Carone - Ci sono ancora molti aspetti da considerare nell'interesse comune, soprattutto a livello politico, che non devono in qualche modo cadere in prescrizione”.
 
Fonte: Ufficio Stampa FIC