Sep 16, 2019 Last Updated 8:42 AM, Sep 16, 2019

LA RISATA CHE GUARISCE

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Anche un sorriso può aiutare a distrarre un bimbo allettato che ha dolori, problemi, malattie: ed è scientificamente accertato che la risata è una terapia… senza controindicazioni!
Nell’ambito delle Attività Integrative Sociosanitarie la Clownterapia è una realtà riconosciuta, un prezioso aiuto psicoterapeutico, una vera professione che richiede oltre che impegno e passione anche formazione e competenze specifiche. Non solo: come è stato detto nel recente incontro ad Ancona organizzato da Il Baule dei Sogni, con il patrocinio di Consiglio regionale Marche e Comune di Ancona, Novatest, Automa e Helios, il valore terapeutico di una risata dev’essere declinato in corsia da medici preparati, i clowndottori.
Dopo l’introduzione di Fabio Ambrosini e le relazioni scientifiche di Alberto Dionigi (psicologo clinico) e Andrea Minelli (Pnei), gli interventi di Ottavia Canuti Castelvetri e Massimiliano La Paglia (Federazione nazionale Clowndottori), Katia Oro (Infermieri) e Giulia Palego (Psicologi), Paolo Pierani coordinatore oncoematologia pediatrica al Salesi e Paolo Perri primario Pediatria di Macerata.
Un sorriso donato a chi sta male (a tutte le età) è efficace per l’ansia preoperatoria, diminuisce i tempi di ricovero, suscita emozioni positive e combatte la solitudine: meglio di qualsiasi medicina. E’ anche quanto emerge dal docufilm presentato poi dal giornalista Luca Guazzati, direttore di Senzaetà, insieme al regista e coproduttore Matteo Medri, intitolato “Clown in corsia” (Metters studio-Sonne film-Mok), emozionante e suggestivo, dedicato alla clownterapia ed ai suoi risvolti terapeutici, umani e sociali. 
In platea, alla fine dell’incontro, numerose domande ai protagonisti sono state rivolte da operatori del settore e da semplici cittadini. Nel dibattito sono stati sottolineati aspetti inattesi della clowterapia, come pratica medica scientifica che richiede professionalità e competenze specifiche e poliedriche. La parte psicologica, è vero, è importante e come distrazione la risata ha un impatto immediato quanto efficace. Però non è tutto: come è stato detto nel documentario, in corsia bisogna sapere quando è il momento di intervenire come clown, quando è ora di mettersi un naso rosso, quando si può scherzare, anche in un reparto oncologico, con leggerezza composta, eleganza e senza mai essere invadenti. A volte anche un gesto, una smorfia del viso o una giravolta, nel silenzio della stanza, senza parole, suscita quel piccolissimo sorriso… che può bastare.  Insomma, i clowdottori sono persone speciali che mettono una grande professionalità al servizio di chi soffre.

 


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