Dec 16, 2017 Last Updated 2:01 PM, Dec 15, 2017

La Sanità marchigiana è amica delle donne: lo dice l'Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna

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La metà degli stabilimenti ospedalieri delle Marche ha conquistato il bollino rosa valido dall’1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2019, conferito dell'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) a 306 gli ospedali italiani. 11 le realtà marchigiane segnalate (su 21) e quindi riconosciute come strutture migliori per specialità cliniche dedicate alle principali patologie femminili, percorsi diagnostico-terapeutici e servizi relativi alla prevenzione.

“I dati dimostrano che le strutture delle Marche stanno facendo molti passi avanti nell’ambito della medicina di genere, la salute delle donne è tra le priorità del sistema sanitario regionale” ha commentato il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli.

Massimo riconoscimento per l’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Marche Nord - Ospedale San Salvatore (Pesaro) con tre bollini. Doppio riconoscimento per l’area Vasta 5 che ha totalizzato 3 Bollini Rosa per il Mazzoni di Ascoli Piceno e 2 per la Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto. Doppio riconoscimento anche per l’area Vasta 3 , 2 bollini per la sede Civitanova Marche e uno la sede di Macerata (entrambe in graduatoria per la prima volta). Per l’area Vasta 2 lo stabilimento di Senigallia si fregia di due bollini. Due i bollini nell’Area Vasta 4 per l’Ospedale di Fermo. Nell’area Vasta 1 due bollini alla sede di Urbino (in graduatoria per la prima volta). Due bollini all’Ospedale INRCA di Ancona e per l’Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti Torrette di Ancona.

Tra le case di cura accreditate un bollino è andato alla “San Giuseppe” di Ascoli Piceno.
Tra i criteri di valutazione: la presenza di aree specialistiche di maggior rilievo clinico ed epidemiologico per la popolazione femminile, l’appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici e l’offerta dei servizi rivolti all’accoglienza e presa in carico della paziente, come la telemedicina, la mediazione culturale e l’assistenza sociale.