Nov 19, 2017 Last Updated 12:07 PM, Nov 17, 2017

Nuova vita per il campo polivalente di Caccamo

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Torna ad essere fruibile il campo polivalente di calcio e pallavolo di Caccamo. La gestione della struttura, infatti, è ora passata alla comunità terapeutica per minori “Beata Corte” grazie ad un accordo tra Curia (proprietaria del campo), Comunanza Agraria (gestione precedente) e comunità Beata Corte.

La nuova gestione e la riapertura del campo sono state salutate da un taglio del nastro da parte del Sindaco di Serrapetrona, Silvia Pinzi, e poi la festa è proseguita con un quadrangolare di calcetto.

Saranno dunque i ragazzi ospiti di Beata Corte ad occuparsi della manutenzione del campo e, supervisionati dagli operatori, effettueranno i tagli dell’erba, le irrigazioni ed ogni altro lavoro rivolto alla cura e al miglioramento degli impianti che, in pochi giorni, grazie al loro entusiasmo, sono tornati al loro antico splendore.

Il quadrangolare di calcetto ha previsto incontri tra squadre rappresentative delle realtà commerciali ed imprenditoriali di Caccamo: oltre alla squadra di Beata Corte parteciperanno il ristorante da Lorè, la ferramenta Fer.Ver e Sira calzature.

Al taglio del nastro hanno preso parte, oltre al primo cittadino, Sandro Saltalamacchia (Presidente della Comunanza Agraria di Borgiano), il parroco Aronne Gubinelli che ha benedetto il campo, Gianni Appolloni (Priore della Confraternita), Michele Borri (consigliere comunale); per Beata Corte erano presenti la dott.ssa Giada Orazi (psicologa coordinatrice) e il dott. Alessandro Savi (coordinatore dei servizi).

Nel suo intervento, il sindaco ha sottolineato l’eccellente integrazione di Beata Corte nel tessuto territoriale e l’importanza del “fare squadra” tra soggetti diversi in vista del raggiungimento di un obiettivo comune: nella fattispecie, infatti, il campo polivalente sarà finalmente curato e disponibile per la cittadinanza e, nel contempo, i ragazzi di Beata Corte potranno disporre di un impianto sportivo vicino alla Comunità stessa. Inoltre, nel realizzare le opere di manutenzione, gli stessi ragazzi si impegnano in una corresponsabilizzazione che può diventare un ottimo strumento di crescita nella costruzione comune di una realtà fruibile da loro stessi e dalla comunità.