Nov 19, 2017 Last Updated 12:07 PM, Nov 17, 2017

Nuove professioni sanitarie: l'Associazione Italiana Chiropratici chiede il riconoscimento a breve

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 L'Associazione Italiana Chiropratici accoglie con favore i risultati del lavoro della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati presieduta dall'On. Mario Marazziti che ha apportato significative novità rispetto al riconoscimento delle nuove professioni sanitarie, tra cui la chiropratica.
L'A.I.C. è dunque fiduciosa che il nuovo testo di Legge, così come approvato dalla Commissione Affari Sociali, possa dare un respiro più ampio a quella regolamentazione necessaria per equiparare il percorso formativo dei professionisti chiropratici italiani a quello dei colleghi europei e nel resto del mondo, in linea con le indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Purtroppo, la mancata applicazione della Legge, che già nel 2007 ha riconosciuto la Chiropratica come professione sanitaria primaria, inoltre, la mancata istituzione di un registro dei professionisti, rende ad oggi l'Associazione indifesa di fronte a qualsiasi possibilità di intervento di repressione e abuso della professione.
L'Associazione italiana chiropratici, sottolinea il Presidente John Williams, "chiede con forza di attuare la legge del 2007, adeguando la normativa italiana alle indicazioni dell'Oms", una Legge che già c'è, formando il chiropratico nel modo giusto attraverso una laurea magistrale di 5 anni a ciclo unico e quindi, finalmente, di istituire il relativo registro presso il ministero della Salute”.
L'A.I.C., vista la rotta intrapresa dalla Commissione Affari Sociali che delinea una riforma di ampio respiro, è anche fiduciosa del buon esito della futura discussione che avrà luogo tra Ministero della Salute, MIUR, Consiglio Universitario Nazionale e Consiglio Superiore della Sanità sulla formazione dei professionisti sanitari.
I Chiropratici sono infatti dei professionisti laureati e si occupano dei problemi di salute delle persone nella maniera più olistica e globale possibile: non solo trattando i sintomi di una patologia, ma cercando di individuare tutte le concause che li determinano per evitare che diventino cronici.
I chiropratici sono riconosciuti soprattutto per i loro interventi terapeutici sulla colonna vertebrale, ma anche per tutte le articolazioni del corpo, la muscolatura e i problemi bio-psico-sociali che provocano tali disfunzioni dell'apparato neuro muscolo scheletrico.
Negli USA il corso universitario per ottenere il titolo di dottore chiropratico dura 8 anni, in Europa c'è una laurea magistrale di 5 anni: il titolo è riconosciuto e regolamentato in 16 Paesi europei, ma esiste in quasi tutti e 28 Stati membri dell'Unione.
In Italia, invece, il corso universitario per diventare dottore chiropratico non c'è. "La legge N°244 del 2007 ha disciplinato la figura del chiropratico definendolo professionista sanitario primario, ha previsto la necessità di una specifica laurea magistrale per il conseguimento del titolo di dottore in chiropratica e ha previsto l'istituzione di un registro presso il ministero della Salute, che avrebbe dovuto essere attuato con regolamento entro 6 mesi dall'entrata in vigore, ma ad oggi tale regolamento non è stato ancora emanato".
Nel frattempo, annuncia il presidente Williams, la più grande università americana, la Life University ha deciso di aprire un corso di laurea a Roma. Prenderà il via nel 2019 e sarà un corso di laurea identico di quello fatto negli Stati Uniti, con l’accreditamento Americano”.

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