May 24, 2018 Last Updated 10:16 AM, May 23, 2018

Paciaroni ha il suo Auditorium

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Il prof. Enrico Paciaroni, a distanza di 5 anni dalla sua morte, “torna a casa” fra gli applausi e la gratitudine di chi ha lavorato con lui e di chi ne ha apprezzato le grandi doti. L’Inrca infatti ha intitolato ieri il suo Auditorium ad Enrico Paciaroni, ricordato più che come medico come instancabile promotore ed attivista della materia “Longevità attiva”, che praticamente ha coniato lui.

Paciaroni è stato uno dei padri fondatori dell’Inrca, nel quale ha ricoperto nel tempo diversi incarichi, da assistente medico, a primario cardiologo, direttore sanitario, direttore scientifico e componente del Consiglio di Indirizzo e Verifica. Autore di numerose pubblicazioni e organizzatore di congressi scientifici nazionali e internazionali, è stato anche socio dell’Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere e Arti, nonché Vicepresidente della Società Italiana di gerontologia e Geriatria (Sigg) dal 1987 al ‘90. Scrisse ben due volumi su come migliorare la qualità della vita e vivere a lungo più in salute, con una veste grafica davvero innovativa e affascinante, accostando le rappresentazioni artistiche più note della vecchiaia e della saggezza a un testo scientifico che rimane educativo e lungimirante anche oggi.

Dopo il ricordo personale e il saluto del direttore generale Genga, Roberto Antonicelli, oggi “erede” dell’Unità di Cardiologia dell’Inrca, ha ricordato le numerose attività e fondazioni cui Paciaroni riservava tempo e passione. Dalla prevenzione dell’infarto attraverso l’associazione onlus “Cuore Vivo” del presidente Vincenzo Cardoni, al Rotary club di Ancona del presidente Venturi, all’Associazione Amici del Geriatrico per cui ha parlato il presidente Aldo Tesei.

 “Difficile fare una relazione formale sul prof. Enrico – ha detto la direttrice scientifica Lattanzio – vista la poliedricità e la carica umana della persona, la sua carriera e soprattutto la sua energia positiva che riusciva a trasmettere ai giovani”. “E’ stato uno dei primi studiosi ad avere il merito di considerare la terza età nei suoi lati positivi, non solo nell’aspettativa di vita, ma come dono da impiegare anche in funzione di relazioni sociali gratificanti, in aiuto della famiglia e della società”.

Il Prof. Paolo Fumelli poi ha salutato fra l’abbraccio di tutti la signora Paciaroni ricordando l’impegno e le battaglie di Enrico che partivano dalla linea di autobus da far arrivare al Geriatrico, fino all’istituzione del Pronto soccorso, oggi diventate realtà irrinunciabili.  “Con lui ho scoperto che lavorare può e deve diventare un piacere” – ha detto Antonicelli in conclusione – Enrico Paciaroni vive nella memoria e nella gratitudine di tutti, certamente, ma la sua visione era così avanti che per molti anni dovremo ancora dargli retta.