May 24, 2019 Last Updated 1:31 PM, May 23, 2019

L’Erbolario, bellezza è Natura

 

Incontriamo L’Erbolario prima al Sana poi a Cosmoprof, fiere importanti, come importante è questo brand che produce… salute. I suoi prodotti di bellezza e benessere infatti sono naturali e, molto di più, sono ormai sinonimo nell’immaginario collettivo di cure semplici e benefiche quotidiane: un aiuto a stare bene ed a sentirsi bene con se stessi. Ma non sempre le cose semplici sono … facili da produrre. Ce ne parla il direttore tecnico di Erbolario, Daniela Villa.
La ricerca di laboratorio oggi in cosa consiste per L’Erbolario e quali dettami e obiettivisegue?
Siamo sempre alla ricerca di innovazione: nella scelta di materie prime all’avanguardia, nelle tecniche di produzione, nella ricerca di packaging performanti ma al contempo sostenibili dal punto di vista ambientale;utilizziamo, per esempio, il Green PE e il Green PET derivati da canna da zucchero rispettivamente al 100% e al 30%.Inoltre, per tutti i materiali cartacei utilizziamo solo carta certificata FSC®, a supporto di una corretta e responsabile gestione delle risorse forestali.
Lei in particolare come direttore tecnico ha una responsabilità precisa…Cosa vuol dire che l’Erbolario ha “Qualità certificata”?
L’Erbolario ha tante certificazioni: di ognuna andiamo fieri, perché per noi significa impegno, responsabilità ma anche orgoglio.
Siamo certificati ISO 14001, una scelta volontaria che nel lontano 2002 abbiamo voluto compiere, per dimostrare la nostra sensibilità nel voler individuare gli aspetti che hanno un impatto sull’ambiente e per poi definire periodicamente degli obiettivi di continuo miglioramento. Inoltre la nostra azienda è certificata GMP in accordo con le linee guida sulle Pratiche di Buona Fabbricazione (GMP).
Aderiamo allo Standard Internazionale Stop Ai Test Su Animali, impegnandoci così a non utilizzare materie prime testate sugli animali. La documentazione di tutte le materie prime che usiamo viene esaminata da ICEA (Istituto per la Certificazione Etica Ambientale) per conto di LAV. ICEA certifica anche le nostre attività agricole – rigorosamente bio – dal 2005.
L’Erbolario ha una gamma di prodotti davvero varia e poliedrica: ci sono differenze nelle linee tradizionali e storiche, con quelle core business? In altre parole seguite anche le mode del momento? Per fare un esempio, gli integratori, le creme, l’anticellulite… su cosa puntate di più?
Siamo molto affezionati ai nostri prodotti “storici” perché costituiscono, appunto, la nostra storia, le nostre origini. Ovviamente, però, vogliamo offrire alle Clienti prodotti di altissima qualità e anche attualità, proprio perché è necessario restare al passo coi tempi.
Quello che ci guida, più che le mode, sono le stagioni e, di conseguenza, le stagionalità dei cosmetici. Ora, per esempio, è il momento di prendersi cura della pelle per prepararla alla bella stagione. Al ritorno dalle vacanze, invece, occorre un po’ di “detox”, sia per la pelle che per i capelli, sfibrati da sole, salsedine e vento. In inverno, infine, bisogna proteggere con cura la pelle di viso e mani dal freddo. Noi offriamo cosmetici adeguati a ogni stagione, ma c’è una cosa che non passa mai di moda: la sicurezza. Tutti i nostri cosmetici vengono sottoposti a severi test supervisionati dall’Università di Pavia.
C’è una nuova “età” oggi, scaturita dall’evoluzione della società e della persona: la longevità attiva. Secondo la sua esperienza come si può fare per mantenersi in forma anche dal punto di vista sano, naturale ed estetico, ad una certa età… diciamo “matura”?
Lo stile di vita influenza moltissimo il nostro aspetto, per questo è fondamentale prenderci cura di noi stessi. Sicuramente è importante condurre una vita sana, facendo un po’ di sport e mangiando in maniera equilibrata. Questi accorgimenti si rifletteranno anche sulla nostra bellezza. E poi il consiglio che do è quello di ricorrere a trattamenti cosmetici mirati e indicati per il nostro tipo di pelle. È imprescindibile, per avere un aspetto giovane, mantenere il giusto tasso d’idratazione dell’epidermide, per assicurare tono ed elasticità.
Il significato di bellezza naturale secondo L’Erbolario?
Una bellezza naturale è una bellezza che non perde mai di vista la tutela della natura, una natura generosa che ci offre molteplici aiuti per il nostro benessere. Basta solo raccogliere ciò che ci dona con gratitudine e nel massimo rispetto.
Qualche “consiglio di bellezza” per la prossima estate?
Innanzitutto prepararsi alla temuta “prova costume”. Il modo migliore è sicuramente utilizzare prodotti che possano migliorare l’aspetto “a buccia d’arancia” della pelle, come la nostra nuova linea Crio Sinergia che, grazie all’effetto freddo, stimola la microcircolazione ed è in grado di contrastare gli inestetismi cutanei della cellulite.
In vista dell’estate occorre poi preparare la pelle ad abbronzarsi in sicurezza. Si può quindi optare per un siero preparatore d’abbronzatura, come il nostro Prima&Poi, per una Crema Autoabbronzante e per un integratore alimentare, come Carosole di Erbamea. E ovviamente, mai scordarsi la protezione quando ci si espone al sole!
E se dico… Erbamea? Quanto sono importanti le piante officinali e quali prodotti se ne possono ricavare?
Erbamea è la nostra “sorella”. Per realizzare gli estratti dei cosmetici, attingiamo alle piante officinali coltivate in maniera biologica dalla nostra sister company o amorevolmente accudite dai giardinieri nell’Orto botanico de L’Erbolario, a Lodi.
Le piante officinali sono presenti nei nostri cosmetici e ne caratterizzano lo scopo d’uso. Il Rosmarino, per esempio, è eccellente per le pelli impure; la Camomilla, invece, è addolcente e quindi perfetta per le pelli più delicate. Ogni pianta ha una qualità!
Avete anche una linea di prodotti “buoni per gli animali”….
Sì, visto il nostro amore per gli animali,a grande richiesta abbiamo voluto dedicare ai nostri amici a quattro zampe una linea specifica, Il Giardino degli Amici Fedeli.

Choosing Wisely Italy

 

La APP contiene le raccomandazioni delle Società scientifiche e delle Associazioni professionali che aderiscono al progetto “Fare di più non significa fare meglio – ChoosingWiselyItaly” e le schede per i cittadini realizzate con Altroconsumo.
L’applicazione - presentata all’Istituto Mario Negri di Milano – rappresenta un ulteriore sviluppo del progetto lanciato da Slow Medicine nel 2012 – di cui sono partner anche la Federazione degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), e diverse associazioni infermieristiche (ASI, AICO, AIOSS, AIUC, AIURO, ANIMO) – con l’obiettivo di favorire il dialogo tra i professionisti della salute e i pazienti e cittadini su trattamenti, procedure e esami diagnostici a rischio di inappropriatezza e promuovere scelte informate e consapevoli (www.slowmedicine.it).
Le finalità della App sono infatti condividere e diffondere le raccomandazioni e le schede per i cittadini e facilitarne l’applicazione pratica nel quotidiano al letto del paziente, favorire l’interdisciplinarità e l’interprofessionalità oltre che l’integrazione tra professionisti e cittadini.
Due le aree che la caratterizzano: professionisti e cittadini. La prima – i professionisti – contiene le raccomandazioni delle Società scientifiche e delle Associazioni professionali: l’attenzione è posta a esami e trattamenti comunemente utilizzati ma che, secondo le più recenti conoscenze scientifiche disponibili, non producono esiti e risultati significativi per la maggior parte delle persone alle quali sono prescritte e che possono addirittura generare effetti dannosi.
La seconda – i cittadini – invece, raccoglie 18 schede realizzate Altroconsumo (www.altroconsumo.it) e relative a esami diagnostici, di laboratorio e trattamenti a cui il cittadino può fare riferimento nell’interazione con i professionisti per condividere il percorso di cura e fare scelte appropriate.
Nello specifico, le schede riguardano: ecografia della tiroide, radiografia della tiroide prima di un intervento chirurgico, radiografia ai bambini con la polmonite, risonanza al ginocchio: mai di routine, risonanza magnetica per il mal di schiena, pillola anticoncezionale e test di rischio di trombosi, test del sangue occulto e colonscopia, test genetici senza prescrizione, test per le allergie a farmaci e alimenti, test per le intolleranze alimentari, aerosol al cortisone: ai bambini spesso non serve, antibiotici di routine per tosse e mal di gola, bruciori di stomaco e farmaci inibitori di pompa protonica, diffidenza ingiustificata verso i farmaci equivalenti, prudenza con gli antinfiammatori in caso di dolore, troppe benzodiazepine per l’insonnia agli anziani, latte artificiale per i neonati, automisurazione quotidiana della glicemia.
Ogni scheda – scaricabile e stampabile – apre indicando le fonti che ritengono la pratica considerata a rischio di inappropriatezza e spiega perché lo è, quando è invece utile o consigliabile e chiude con i consigli di Altroconsumo e le domande da fare al medico: ho veramente bisogno di questo esame? Quali sono i rischi? Ci sono alternative più semplici e sicure? Cosa succede se non faccio questo esame o trattamento?
La struttura e l’impostazione delle schede facilitano l’accesso mentre il carattere divulgativo della descrizione promuove la consultazione e la fruizione senza penalizzare la scientificità dei contenuti.

I segreti del modello Lombardia

La Regione Lombardia ha al suo arco le frecce dell’eccellenza e della funzionalità, per ciò che concerne il settore sanitario. Un modello di Sanità integrata dove Pubblico e Privato lavorano insieme, un’idea avanzata del regionalismo che funziona.
Ma c’è di più: costituisce l’avamposto della tanto idealizzata riforma delle autonomie che, finalmente, supera la “ordinaria amministrazione” della cosa pubblica. Come dovrebbe essere, quando parliamo della salute del cittadino...
Incontriamo nella sede della Regione lombarda, l’assessore al Welfare Giulio Gallera.
Assessore, già il fatto di avere un dicastero al welfare ha un significato…
È un impegno cui il governo regionale tiene in modo speciale proprio perché si riflette non solo in primis sulla salute dei cittadini ma anche sulla buona amministrazione della cosa pubblica, le buone pratiche, il Sociale e quindi l’economia da cui dipendono il lavoro, la vita e il benessere di tutti.
L’attuale ministro Giulia Grillo, sempre presente sulla nostra rivista, ha parlato dall’inizio del suo mandato della volontà di un cambiamento nella gestione della Sanità italiana… Lei che ne pensa?
Siamo in un momento delicato di svolta per la Sanità pubblica nel suo complesso, che compie 40 anni ed ha bisogno di una… rivisitazione. Di qui, il dibattito sul riordino amministrativo e funzionale, dove la sfida è ammodernare gli strumenti e le modalità che garantiscono il miglioramento della macchina sanitaria… questo se vogliamo arrivare a festeggiare i prossimi 40 anni! La crescita esponenziale dei conti pubblici, fra farmaci e tecnologie, nodi strutturali e personale dipendente della cosa pubblica passa attraverso un cambiamento obbligato: il Sistema Sanitario nazionale di oggi è ancora troppo ospedalocentrico…
Ora, si è posto mano alla responsabilizzazione delle figure professionali creando nuovi Albi e Ordini, partendo da figure intermedie della Sanità che operano dentro e fuori il SSN con lo scopo di una gestione sostenibile. Stiamo approcciando alla realizzazione di un nuovo patto per la Salute che dovrà contenere gli strumenti che ci consentiranno di migliorare la qualità della vita dei pazienti, dando una risposta ai doverosi cambi epidemiologici e garantendo la sostenibilità del sistema.
La situazione della Lombardia, a livello Sanità, è stata sempre migliore di altre: anzi, le strutture d’eccellenza attirano sempre pazienti da tutta Italia. E’ così?
La nostra forte attrattività regionale per quanto riguarda la Sanità è data dal nostro sistema peculiare che dobbiamo alla riforma del 1997 che ha inserito nel sistema di erogazione pubblico anche la sanità privata con gli accreditamenti e la contrattualizzazione. Ciò ha consentito un meccanismo di competizione virtuosa in cui il privato con le stesse risorse con cui venivano pagate le strutture pubbliche ha cercato di migliorare la qualità e ampliare il mercato della domanda; il pubblico, con un’azione politica di investimenti mirati è stato quindi messo in condizione di competere con l’agile struttura privata anche per le questioni di innovazione tecnologica e strumentazione. L’introduzione di quella riforma ci ha portato ad avere la migliore attrattiva in ambito sanitario italiano, poiché il Privato in tal caso non è solo presente in forma collaborativa attendendo le linee direttive politiche ma è integrato al sistema, consentendo anche a noi di avere le migliori professionalità a disposizione.
E arrivando alla situazione attuale?
È evidente che oggi si va verso un’ulteriore evoluzione. Siamo contenti di aver costruito un sistema così solido ed efficiente però nel momento attuale in cui  i bisogni crescono e le risorse invece diminuiscono dobbiamo adesso creare – per governare meglio – una regia di costruzione di reti e di condivisione anche sulle azioni da compiere. Non più a briglia sciolta competizioni Pubblico-Privato o fra strutture ma sostegno e reti con i presidi-eccellenza che hanno una marcia in più. Se l’Oncologia l’Humanitas la fa meglio dell’altro ospedale pubblico lì vicino, vedremo di valorizzare quella, mentre se nel pubblico per le malattie rare, il Policlinico funziona meglio…
Il vostro Piano Sanitario Regionale ha indirizzi precisi, possiamo riassumerli? In sostanza, una regione come la Lombardia, di che cosa ha bisogno in primis?
Crediamo molto nella capacità di mandare messaggi: sosteniamo scuole e aziende che promuovono la salute. Abbiamo un approccio anche sull’informazione per la vaccinazione e non solo nelle famiglie.
Fra le priorità, promuoviamo la capacità di presa in carico del paziente cronico, al di fuori anche dell’ospedale, ma della cronicità parliamo dopo.
Abbiamo accennato alla necessaria riorganizzazione della rete: oggi non ha più senso che ci siano tanti ospedali dove tutti fanno tutto. Poi c’è la prevenzione, per cui serve conoscere

 

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