Jan 17, 2019 Last Updated 2:28 PM, Jan 17, 2019

Epilessia: i consigli della LICE per trascorrere in modo sereno le festività natalizie

Per un italiano su 100 il Natale nasconde possibili insidie che possono essere evitate grazie ad una giusta preparazione

Esistono fattori esterni che possono facilitare la comparsa di una crisi epilettica a cui bisogna fare maggiore attenzione soprattutto in un periodo come le festività natalizie durante le quali si modificano le abitudini quotidiane e aumentano le possibili situazioni di rischio.  In vista del Natale, quindi, la Lega Italiana contro l’Epilessia (LICE) intende far luce sugli accorgimenti utili a pazienti, familiari e opinione pubblica che possono aiutare ad affrontare al meglio le giornate di festa.

Nonostante le Feste rappresentino un momento di condivisione e convivialità – spiega il Professor Oriano Mecarelli, Presidente LICE –, spesso aumentano le condizioni di stress psicofisico che possono facilitare la comparsa di una crisi epilettica nei soggetti predisposti. È necessario evitare quanto più possibile queste situazioni, chiedendo anche il supporto dei familiari o amici. Ci tengo comunque a ricordare – conclude il Professor Mecarelli - che l’epilessia non deve far paura, perché, se adeguatamente trattata, non impedisce di svolgere una vita piena insieme ai propri cari”.

Queste le regole della Lega Italiana contro l’Epilessia rivolte a pazienti e ai caregiver (da tenere comunque sempre presenti al di là del solo periodo natalizio):

·  Non modificare in modo troppo importante il ciclo sonno – veglia: durante le festività si tende a rimanere svegli fino a tardi, ma occorre ricordarsi che la perdita di sonno può essere uno dei fattori che facilitano la comparsa delle crisi

·  Rispettare sempre gli orari di assunzione dei farmaci antiepilettici, nonostante il cambiamento delle abitudini quotidiane

·  Durante le situazioni conviviali, non assumere troppo alcool in quanto questo può interagire con i farmaci e ridurre la vigilanza del soggetto

·  Per le persone particolarmente sensibili all’effetto di certi stimoli luminosi, non esporsi a luci artificiali intermittenti, come possono essere anche quelle di alcune decorazioni natalizie

·   Sempre per le persone fotosensibili, essendo questo un periodo in cui si trascorre più tempo a casa, ricordarsi di limitare il tempo davanti alla tv, di non stare troppo in prossimità dello schermo, di interrompere frequentemente la visione e di illuminare l’ambiente circostante (precauzioni valide soprattutto in caso di schermi di vecchia generazione)

·   Un aspetto che preoccupa molto i genitori di bambini o ragazzi con epilessia è l’uso dei videogiochi: l’effetto facilitante della stimolazione luminosa, il ruolo dello stress emotivo legato al gioco stesso e l’intensità e il tipo di colore delle immagini possono contribuire alle crisi epilettiche (nel complesso sono eventi comunque molto rari). Occorre, quindi, evitare che i bambini e i ragazzi particolarmente sensibili giochino troppo vicini allo schermo e per periodi troppo lunghi

·   Durante le Feste, aumenta la possibilità di contrarre l’influenza stagionale e la febbre alta nei bambini piccoli può a volte determinare la comparsa di crisi febbrili. Nel caso degli anziani, se non fosse stato fatto il vaccino (comunque assolutamente consigliato per un soggetto con epilessia), bisogna rivolgersi al proprio medico di base per conoscere le eventuali interazioni degli antiepilettici con gli altri farmaci

·   Durante le festività ed in particolare a Capodanno può accadere di assistere ad una crisi epilettica in piazza o in un locale. In queste situazioni è fondamentale saper agire per proteggere la persona colpita dalla crisi ed evitare le possibili conseguenze. Queste le azioni principali da tenere a mente: - non mettere nulla in bocca; - non cercare di immobilizzare la persona e metterle qualcosa di morbido sotto la testa; - allentare gli indumenti troppo stretti e girare la persona su di un fianco per far defluire le secrezioni dalla bocca; - misurare la durata della crisi ed offrire il giusto aiuto alla sua fine. Se la crisi dovesse durare più di cinque minuti, chiamare l’ambulanza

 

Alcune regole in viaggio:

·  Portare con sé i farmaci abituali, trasportandoli nel bagaglio a mano e non dimenticarsi di avere una prescrizione del farmaco in caso di smarrimento o furto dei propri bagagli

·  Se è stato programmato un viaggio verso un paese caldo o tropicale, informarsi sull’eventuale necessità di vaccinazioni. La maggior parte dei vaccini è sicura, ma alcuni farmaci per la profilassi antimalarica sono controindicati. È necessario informarsi bene con il proprio neurologo o presso l’Ufficio di Igiene della propria città

·  Portare con sé la lista dei contatti utili, la descrizione delle possibili crisi e le istruzioni su cosa fare e chi contattare in caso di emergenza. Per chi va all’estero, portare una traduzione della documentazione medica nella lingua locale e/o in inglese

 

Fonte: Ufficio Stampa LICE

 

 

Neurogenesi, nuova frontiera del Parkinson

Si presenta Villa Margherita, dove si promuove un diverso modello terapeutico che guarda al futuro

Il dott. Daniele Volpe (nella foto con lo staff) è uno specialista. Si occupa da molti anni di malattie neurodegenerative ed è oggi il direttore del Centro Parkinson di Villa Margherita e direttore del Fresco Parkinson Institute.

Qui una serie di strutture come laboratori, sale attrezzate, padiglioni dedicati al residenziale e al ricovero e presto una nuova piscina, lavorano all’unisono per il recupero di alcune funzioni nei pazienti che possono migliorare il loro status di parkinsoniani. Ma quali sono? Siamo andati a trovare il dott. Volpe ad Arcugnano (Vicenza) per scoprire la particolarità di un Centro che ha caratteristiche molto diverse dai normali Centri di riabilitazione, dal tipico ospedale, da una qualsiasi clinica o rsa tradizionale. Villa Margherita è una struttura architettonica bellissima e antica, un castello di origini romane che vigilava sulla vallata circostante dall’alto, guardando in fronte alle catene montuose delle Alpi che si scorgono da lontano, fortificata militarmente in epoca più recente, tanto che merli e torrette testimoniano l’indiscussa posizione strategica. Un giardino all’italiana di rara bellezza, con statue d’epoca disseminate fra panchine e aiuole che assicurano d’estate ombra, relax e un senso distensivo di oasi e di pace per passeggiate rilassanti e rigeneranti.

Dott. Volpe, che cos’è Villa Margherita?

“La specializzazione di Villa Margherita nella patologia del morbo di Parkinson risale a oltre trent’anni fa, legata alla figura del medico Giampietro Nordera che ha lasciato un ricordo indelebile di grande professionista, pioniere delle cure per tale patologia, fondatore di questo Centro. Fu lui ad avere l’intuizione di allargare i confini della conoscenza e delle terapie, aprendosi ad un confronto continuo e di livello internazionale, invitando per primo qui David Marsden, un luminare studioso del Parkinson che ebbe per anni il suo studiolo privato, dove visitava una volta al mese i pazienti italiani, nella suggestiva torre più alta della Villa. In questi ultimi anni abbiamo potuto implementare il programma di cura neurologico facendo di Villa Margherita un modello di cura multidisciplinare, di tipo onnicomprensivo”.

Questo che significa?

“Villa Margherita non è un ospedale, o almeno non solo. Qui il paziente lavora dalle 3 alle 6 ore al giorno con esercizi di stimolazione continua in molte direzioni. Abbiamo molte strutture dedicate proprio alle diverse esigenze di ognuno. L’obiettivo è mettere “alla prova” il malato di parkinson per vedere a che cosa può reagire positivamente, che cosa può ancora interessarlo e scuoterlo, fin dove può arrivare la sua volontà di migliorare, a partire dalla capacità motoria e fisica, al di là naturalmente del naturale stimolo intellettuale e cerebrale. Oggi la ricerca scientifica va in tale direzione: oltre la geriatria tradizionale, come testimoniano molti saggi scientifici pubblicati sulle riviste di tutto il mondo, si parla di passi avanti notevoli fatti in termini di neuroprotezione e neurogenesi...”

Si spieghi meglio...

“Parliamo di una prevenzione possibile per rallentare la fase degenerativa e in molti casi la possibilità di migliorare postura, mobilità del paziente e l’autosufficienza. Non è raro che da Villa Margherita, dopo un percorso-programma della durata di 4 settimane, il paziente torna a casa e sta molto meglio. Si inizia dalla revisione dei piani terapeutici con una visione personalizzata, che va dalla riabilitazione neuroriabilitativa a quella motoria, al recupero dell’equilibrio, della postura, della capacità di camminare... Il lavoro è duro: si richiede molto impegno, ecco perché usiamo la parola “lavoro”. Il paziente deve essere partecipe, deve impegnarsi, esercitarsi con una serie di specialisti che stanno con lui, dal logopedista al nutrizionista, dal fisioterapista ai medici e farmacisti. Verrà soppesata la sua condizione fisica per un lavoro mirato di esercizio, la sua capacità di espressione e comunicazione, dai gesti alla parola, al comportamento, fino alla nutrizione, alla necessità alimentare, alla capacità di deglutizione... Di più, ci sono laboratori dove i nostri pazienti eseguono terapie “occupazionali”, ossia fanno lavori che modificano gradualmente le attitudini, i comportamenti, le abitudini sbagliate o ripetitive, tipiche della vita domestica che purtroppo a volte debilitano o non aiutano a stimolare capacità e attitudini positive”.

Che intende per riabilitazione cognitiva?

“I parkinsoniani manifestano per lo più deficit di tipo cognitivo, comportamentale, psichiatrico, anche aggravati insieme dagli effetti devastanti e collaterali dei farmaci somministrati. La terapia di riabilitazione cognitiva parte dall’anamnesi precisa della condizione di ognuno e soprattutto dall’inizio di pratiche di musicoterapia, danzaterapia, nordic walking, a seconda dei casi e della predisposizione. Ecco cosa intendiamo a Villa Margherita per quello che ho definito un approccio onnicomprensivo alla terapia: solo considerando tutti questi aspetti insieme si può tentare di ottenere risultati migliorativi”.

L’obiettivo è promuovere la neurogenesi.

“Questo è l’obiettivo, la nostra missione di terapeuti: è importante la dimensione, la densità dell’impegno del paziente che deve vincere ogni forma di pigrizia e volere fortemente una reazione, per quanto piccola, per quanto debole, per quanto iniziale. Ecco che il colloquio, il dialogo con la psicologa di solito avviene su livelli fondamentali: si mette in discussione lo stile di vita del parkinsoniano”.

Che cosa si intende per stile di vita?

“E’ il lifestyle che riguarda tutti. Abbiamo una casistica molto vasta: di tutti i malati che abbiamo visto e analizzato solo una piccola parte che va dal 10 al 20% conduce uno stile di vita casalingo corretto. Ecco dove dobbiamo intervenire. Occorre attivare una piccola rivoluzione di tipo comportamentale che continui nell’alveo domestico, familiare, insieme alla badante, nelle abitudini quotidiane, dentro casa propria. Il nostro metodo è sostanzialmente quello di far lavorare il paziente e tenerlo occupato con esercizi propedeutici e stimolatori. Ciò deve diventare attività regolare per il parkinsoniano, un lifestyle nuovo e durevole che di sicuro mantiene più a lungo la condizione media del paziente”.

Quando e a che età si presentano i malati con speranze di miglioramento?

“Difficile fare statistiche, ognuno è un caso a sé anche per lo stile di vita che è abituato a condurre. La depressione in età pensionistica aggrava la soglia di rischio e rende fragile la persona. L’esercizio aerobico, motorio, l’impegno sono di estrema importanza. Ma in italia siamo molto indietro su tale pensiero che appare banale ma non lo è. In Paesi come Svezia o Olanda, il fatto di andare in bicicletta aiuta. Quelli che usano la bici per una passeggiata, è provato, si ammalano meno di Parkinson e fra quei pochi che sviluppano comunque il morbo, ciò avviene molto meno velocemente...”

Parliamo di questa location

“Come casa di cura è senza dubbio una location atipica. Ha un setting ecologico notevole e i padiglioni sono davvero molto attrezzati, moderni e tecnologicamente all’avanguardia. C’è di più: è stato curato l’arredamento, la sistemazione interna che non stona con il notevole patrimonio architettonico antico esterno, perfino tenendo conto di dettagli come l’illuminazione, calda, moderna, non invasiva, a differenza dei neon di un ospedale... Insomma Villa Margherita è quasi un...luogo di vacanza per gli ospiti parkinsoniani, in modo che chi ha bisogno di cure si trovi a suo agio sempre. Non siamo però le terme: qui si viene per lavorare...!”.

Che ne pensa dell’invecchiamento in forte crescita della popolazione mondiale?

“E’ un problema grave: se non vengono studiate le mutevoli condizioni di vita e la società che cambia. Oggi i pochi scienziati e ricercatori che si occupano di questo, relativamente alla possibilità di una crescita esponenziale parallela delle malattie neurodegenerative, per motivi vari come atmosfere inquinanti, stress, stili e comportamenti di vita, di lavoro, familiari che accelerano all’impazzata, parlano infatti di “the pandemic Parkinson”... Sarà un’epidemia? Noi abbiamo già la risposta: stiamo dimostrando qui a Villa Margherita che la qualità della vita si può e si deve migliorare a cominciare dalle cure e dai cicli terapeutici; che l’autosufficienza si può riguadagnare, che l’anziano può abituarsi gradualmente a condizioni di vita anche in sofferenza, come solitudine, depressione, ecc. senza per questo abbandonarsi alla malattia...”.

Sarebbe anche un risparmio sociale...

“Certo: poniamo il caso delle cadute. L’anziano che cade innesca un volano di conseguenze familiari, sociali, contestuali che costano tantissimo alla società tutta. Il risparmio in tal senso, attraverso terapie riabilitative preventive e di mantenimento dei toni muscolari, con attività psicomotorie benefiche, è l’unica strada percorribile, visto l’aumento sicuro della popolazione anziana”.

Il Gruppo Kos vuole fare “rete”....

“Questo Centro è appunto un hub primario in senso formativo per la patologia in questione. Sorgeranno altri centri dove ciò che conta sarà avere personale altamente specializzato. Noi, grazie anche ad un progetto di Academy cui stiamo pensando con Fresco Foundation, gemellati con la New York University, creeremo una scuola di formazione che si occupa esclusivamente di Parkinson e di ricerca avanzata. Ciò significa anche riconoscere la professionalità di figure finora nell’ombra, come istruttori di danza, arte, animatori, ecc. ecc. e coloro che lavorano nel delicato compito di diffondere l’informazione sociosanitaria, che potranno diventare provider nel giro di pochi mesi... un servizio utile a tutti”.

Ci svela il segreto di Villa Margherita?

“Per carità, è un segreto che tutti devono conoscere: qui si lavora in team. Questa è la nostra forza e ciò fa la differenza. Fare riabilitazione è come fare artigianato, plasmare un programma di recupero e vederlo crescere con il risultato finale di fare star meglio una persona è la più grande e incomparabile soddisfazione che possiamo avere. Essere professionisti – a tutti i livelli – nella riabilitazione significa far suonare un violino dentro un’orchestra. Nel nostro mondo è così: sappiamo che se il violino è buono non basta saperlo suonare bene, che per imparare occorre studiare e fare sacrifici; che due violini non suonano mai uguale e che se ogni elemento dell’orchestra fa il suo, non solo impari a non sbagliare mai, ma alla fine il risultato è... melodia. E’ questo che facciamo. Tutti i giorni”.

 

 

Dentro Villa Margherita

La sede ha al suo interno come CTRP Comunità terapeutica residenza protetta, il padiglione di neuroriabilitazione con tre distinte unità (lesioni cerebrali, mielolesi e spinale): Llunità di stroke, il reparto di riabilitazione cardiorespiratoria e il padiglione psichiatrico, oltre a reparto di disturbi alimentari come bulimia e anoressia.

 

Luca Guazzati

 

 

 

Parkinson: i benefici del movimento

Per i parkinsoniani positivi i risultati di Equistasi, soprattutto nella riduzione delle cadute: parla il nostro esperto Francesco Serio, Asl di Taranto

La riabilitazione motoria per il paziente parkinsoniano sta sperimentando nuove frontiere terapeutiche. E’ un dato comprovato che attraverso l’esercizio di miglioramento dell’attività fisica, per esempio la stimolazione al movimento generico, soprattutto camminare, si ottengono risultati importanti in molteplici aspetti della patologia neurodegenerativa. Alcuni pazienti che provano semplicemente ad alzarsi dalla sedia hanno ulteriori benefici collaterali anche di tipo motivazionale...

Ne parliamo con il dott. Francesco Serio del Dipartimento Riabilitazione della Asl di Taranto autore di una relazione, al congresso nazionale dei neurologi, riguardo l'applicazione del dispositivo medico Equistasi.

Dott. Serio, per quanto riguarda Equistasi ormai non si parla più solo di sperimentazione...

“La discussione dello studio è stata caratterizzata dalla possibilità di utilizzare il dispositivo medico Equistasi già autorizzato dal ministero della salute il 5 agosto 2010 e iscritto al repertorio con codice prodotto CNN numero 342576 su un numero di 66 pazienti affetti da Parkinson, che eseguivano già trattamento fisioterapico. Non si parla dunque di sperimentazione in quanto abbondantemente comprovato da ormai numerosi progetti e studi scientifici, ma di un studio osservazionale retrospettivo effettuato da gennaio 2016 a gennaio 2018. I risultati ottenuti hanno dimostrato che l’impiego di Equistasi associato a fisioterapia mantengono pressoché invariata l’assunzione di LDopa durante il periodo dello studio, rispetto a coloro che non hanno utilizzato Equistasi, così come una riduzione delle cadute rispetto a coloro non hanno utilizzato Equistasi. In conclusione dovendo dare una mia considerazione parlerei di costi/benefici in sanità. Ovvero tenuto conto che le cadute in questi pazienti rappresentano dei costi per l' ospedalizzazione e relative pratiche chirurgiche nei casi soprattutto di fratture di femore e che per i farmaci l’aumento della somministrazione di LDopa incide sulla spesa del SSN, si potrebbe pensare che l’utilizzo di tale dispositivo possa presumibilmente modificare tale tendenza”.

Quali sono i dati più significativi in suo possesso per tale applicazione?

”I dati sono stati estrapolati dalla valutazione mediante test specifici per la malattia di Parkinson effettuata su tutti i pazienti coinvolti nello studio sia in fase iniziale che finale, che dimostrano come i valori degli stessi test siano cambiati positivamente, tale a comprovare l’efficienza e l’efficacia del dispositivo medico in oggetto”.

Che ne pensa della opportunità di migliorare attraverso un percorso di stimolazione motorio (come propone Equistasi) anche la parte psicosomatica che riguarda malattie e patologie degenerative, come per esempio il Parkinson?

“In questo caso i pazienti che hanno tratto benefici sotto l’aspetto motorio, hanno tutti riferito anche un miglioramento dei sintomi NON MOTORI, vale a dire una migliore qualità del sonno, riduzione dello stato di tensione emotiva, miglioramento del tono dell’umore, quindi verosimilmente un miglioramento generale del benessere psicofisico”.

Secondo la sua esperienza tali dispositivi e tali ricerche potranno avere ulteriori sviluppi benefici nell’applicazione sanitaria?

“A tale riguardo i campi di applicazione di Equistasi sono molteplici. Stanno interessando già adesso, con la collaborazione di altri centri universitari e IRCCS in Italia, alcune patologie come la sclerosi multipla e le sindrome Atassiche, oltre che al Parkinson, laddove si conferma una buona efficacia del dispositivo Equistasi. Nel mio ambulatorio del Dipartimento di riabilitazione della ASL di Taranto afferiscono infatti pazienti con tali patologie da tutta la Puglia, dalla Basilicata e dalla Calabria, dove giornalmente vengono per utilizzare il dispositivo Equistasi”.

 

Per informazioni chiama 0295138354

Oppure invia un'e-mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

A Natale il "Dottor Google" è anche dietologo: le 5 diete più cliccate dagli italiani a dicembre

Dieta chetogenica, Dukan, del gruppo sanguigno, del riso e anche del ghiaccio: nel mese all’insegna delle festività (e quindi degli stravizi alimentari), gli italiani non rinunciano al “consulto” del Dottor Google. Lo rivela l’analisi di Consulcesi Club in collaborazione con il portale web Sanità Informazione.  E la dottoressa Serena Missori, endocrinologa e nutrizionista, svela i segreti detox per godersi il Natale senza rimpianti.

«Il mio corpo dice dieta ma il mio cuore canta ‘A Natale puoi’». È la frase tormentone che rimbalza fin dall’inizio di dicembre su tutti i social network, dove le foto dei primi aperitivi e cene natalizie si susseguono inarrestabili, tra sensi di colpa e solenni giuramenti di mettersi a dieta ferrea subito dopo le feste.

Proprio nel mese dedicato per tradizione agli stravizi alimentari, e destinato perciò ad allargare il nostro girovita, gli italiani non rinunciano ad interpellare il “Dottor Google” anche nella veste di dietologo fai-da-te. Secondo l’analisi di Consulcesi Club, realtà di riferimento per oltre 100mila medici, in collaborazione con il portale web Sanità Informazione, tra le diete più cercate a dicembre spiccano la chetogenica, la Dukan, la dieta del gruppo sanguignoe quella del riso, con un picco relativo alla cosiddetta “dieta del ghiaccio”.

Ma regimi alimentari caratterizzati da privazione dei carboidrati, produzione di corpi chetonici, assunzione di un unico alimento e, addirittura, induzione di termogenesi attraverso il consumo di ghiaccio, rappresentano un potenziale rischio per la salute, e non una dieta utile a migliorare benessere e forma fisica.

«Per contrastare la ‘concorrenza sleale’ del cosiddetto Dottor Google – commenta la dottoressa Serena Missori, endocrinologa e nutrizionista i medici devono essere costantemente formati e aggiornati per fornire ai pazienti le informazioni più adeguate sui rischi di seguire diete improvvisate, senza alcuna base scientifica e spesso anche dannose. Siamo esseri unici – spiega la dottoressa Missori - e un modello standard di dieta uguale per tutti scontenterà sempre molti, con dimagrimenti in bruttezza a discapito della massa magra e malessere psicofisico».

Un modo per non rassegnarsi all’accumulo dell’adipe natalizio comunque esiste: «Utilizzare strategie disintossicanti nei giorni precedenti e posteriori alle feste – sottolinea la Missori - come il brodo di ossa, estratti di finocchio, zenzero e sedano o le tisane al tarassaco».

Fonte: Ufficio stampa Consulcesi Club

Nuova Governance. Snami denuncia il pericolo "farmaci di Stato": "Non esistono farmaci uguali"

Farmaci tutti uguali? Falso, secondo lo Snami.  Angelo Testa: "Non esiste equivalenza terapeutica certa". Gennaro Caiffa: "Pericolo “farmaci di Stato”"

Il Sindacato Nazionale Autonomo dei Medici Italiani (Snami) interviene sul documento con le linee guida per la nuova governance del settore. "Dobbiamo partire dall’assunto- dice Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami - che due medicinali non sono assolutamente uguali solo perché appartengono ad una stessa categoria. Dettare le linee guida per valutare l’equivalenza terapeutica di farmaci contenenti differenti principi attivi non è corretto perché non esiste equivalenza terapeutica certa per medicinali contenenti principi attivi diversi, ma solo caratteristiche similari". "C’è il rischio- continua Gennaro Caiffa, vicesegretario nazionale - che prevalgano logiche meramente economiche di risparmio e che le regioni, notoriamente con problemi di bilancio ed alcune in piano di rientro, ”selezionino” ed impongano per ogni patologia dei farmaci, non necessariamente i migliori per ottimizzare una terapia ad un paziente, scegliendoli secondo logiche di “somiglianza” tra loro". "Infatti il concetto di equivalenza terapeutica “reale”- conclude il leader dello Snami,  -non trova alcun riscontro nella letteratura scientifica internazionale, a meno che qualcuno pensi che in nome del risparmio, tutto sia consentito!"

 

Fonte: Ufficio Stampa Snami

 

Mense scolastiche. I Nas chiudono sette strutture.

Grillo: “Grazie ai nostri Carabinieri: furbi e ‘cucine da incubo’ non possono essere tollerati”

 

Il Comando per la Tutela della Salute, d’intesa con il ministero della Salute, ha avviato fin dall’inizio dell’attuale anno scolastico un monitoraggio di controllo, tuttora in corso, sui servizi di ristorazione nelle scuole di ogni ordine e livello.

L’obiettivo è accertare le condizioni d’igiene e strutturali dei locali, la rispondenza dei menù ai capitolati d’appalto, la corretta gestione e preparazione degli alimenti, anche in relazione alle esigenze nutrizionali e salutistiche dei ragazzi.

Questi i primi risultati: sono state ispezionate 224 mense presenti negli istituti scolastici del territorio nazionale, delle quali 81 hanno evidenziato irregolarità, tra queste 7 presentavano una grave situazione igienico-strutturale e ne è stata disposta la sospensione del servizio.

Alle 81 irregolari sono state contestate 14 violazioni penali, 95 infrazioni amministrative alle normative nazionali e comunitarie con il deferimento di 15 persone alle competenti Autorità Giudiziarie oltre alla segnalazione di 67 soggetti alle Autorità Amministrative, nonché l’irrogazione di sanzioni pecuniarie per oltre 576mila euro.

Nel medesimo contesto sono stati individuati e sottoposti a sequestro oltre 2 tonnellate di derrate alimentari (prodotti ittici, carni, formaggi, frutta, verdura, olio, pane) poiché prive di indicazioni di tracciabilità e provenienza dei prodotti, detenute in ambienti e condizioni inadeguati nonché scadute di validità.

“Cibi scaduti, gravi carenze igieniche, perfino topi e parassiti vari: un film dell’orrore – dichiara il ministro della Salute, Giulia Grillo - Come madre e come ministro mi indigna pensare che sulle tavole dei nostri figli, a scuola, possano finire escrementi, muffe o alimenti di dubbia origine.

Oggi chi lavora nel settore delle mense sa benissimo che vi sono regole chiare da seguire e tutti i mezzi possibili per garantire tracciabilità, igiene e correttezza di conservazione degli alimenti. Per questo non possiamo permettere il menefreghismo di chi stipula contratti ben precisi e poi fa il furbo o peggio. A maggior ragione quando è in gioco la salute dei più piccoli e vulnerabili: i bambini.

Grazie ai nostri Carabinieri del Nas per l’ottimo lavoro e per la grande dedizione e scrupolosità con cui effettuano le ispezioni. A loro va la mia totale gratitudine e quella di tutti i genitori”.

 

“La maggioranza delle violazioni rilevate in questo piano di controlli sono di tipo amministrativo come la mancata applicazione dei sistemi di autocontrollo e prevenzione del rischio, carenze igieniche e strutturali delle aree adibite alla lavorazione, irregolarità sull’etichettatura e sulla tracciabilità degli alimenti – precisa il Gen. Adelmo Lusi, Comandante dei Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas).  - Gli illeciti penali hanno interessato reati quali la frode e le inadempienze nelle pubbliche forniture, dovute al mancato rispetto agli obblighi contrattuali assunti dalle aziende di catering all’atto dell’assegnazione delle gare di appalto, la detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione e l’omessa applicazione delle misure di sicurezza sui luoghi di lavoro ed a tutela degli operatori”.

Durante i sopralluoghi, i Carabinieri dei NAS hanno integrato le verifiche con la raccolta di informazioni sulla tipologia dei menù predisposti in relazione alle possibili esigenze nutrizionali connesse a situazioni di intolleranze alimentari ed esigenze etniche rappresentate dai familiari dei frequentatori delle scuole. Al riguardo, gli ispettori hanno focalizzato l’attenzione anche sulla corretta applicazione del recente obbligo (dallo scorso maggio) di indicare agli utenti la presenza di allergeni nelle pietanze, accertando una generale aderenza alle disposizioni da parte delle ditte di catering.

La tutela della salute a favore delle fasce più deboli e sensibili della popolazione è da sempre un obiettivo prioritario nelle attività istituzionali svolte dai Carabinieri dei NAS, assumendo particolare valore sociale soprattutto per i bambini e gli adolescenti.

 

Situazioni particolari

Nas Roma, ottobre 2018

Al termine di attività ispettiva condotta presso un istituto scolastico della Capitale, costituto da tre distinti plessi scolastici (due materne e una media), è stata disposta la chiusura delle attività didattiche a causa della presenza diffusa di animali infestanti ed escrementi di roditori, con interessamento anche delle aree dedicata alla somministrazione dei pasti, sino al ripristino delle condizioni minime igieniche mediante operazioni di derattizzazione, sanificazione dei locali e lavori straordinari di pulizia.

 

Nas Livorno, ottobre 2018

Sanzionato il legale responsabile di un centro cottura per la preparazione dei pasti a favore delle scuole di un Comune per aver mantenuto il deposito alimenti ed il magazzino destinato allo stoccaggio di materiali e oggetti a contatto di alimenti (utensili, stoviglie da cucina, involucri) in carenti condizioni igienico-strutturali. Disposta la sospensione delle aree sino alla rimozione delle carenze accertate.

 

Nas Pescara, novembre 2018

Segnalati all’Autorità sanitaria ed amministrativa il titolare di un’azienda di ristorazione gerente il servizio di refezione di un istituto scolastico per aver mantenuto il laboratorio di preparazione dei pasti in carenti condizioni igienico-strutturali e aver omesso di attuare le procedure di tracciabilità e corretta gestione degli alimenti. Gli accertamenti consentivano di individuare lo svolgimento di attività di trasporto e consegna pasti precotti utilizzando un veicolo non idoneo per tale scopo. Nell’occasione è stato disposta la sospensione dell’attività della mensa e il sequestro del mezzo di trasporto.

Lo stesso NAS ha deferito il legale responsabile di un’azienda di ristorazione delle scuole convenzionato con un Comune del teatino poiché ritenuto responsabile di aver somministrato agli alunni alimenti di qualità diversa da quella stabilita dal contratto di fornitura (formaggio “grana padano” anziché “parmigiano reggiano”). Sequestrati Kg. 50 di formaggio per un valore di circa 700 euro.

 

Nas Livorno, novembre 2018

Segnalato all’Autorità amministrativa il dirigente di una cooperativa gerente un centro cottura per la preparazione dei pasti delle scuole di un Comune livornese per aver mantenuto i locali dell’attività in pessime condizioni igienico-strutturali. Disposta la sospensione del centro cottura sino alla rimozione delle carenze accertate.

Il valore dell’attività ammonta a 300.000 euro circa.

 

Nas Taranto, novembre 2018

Deferiti all’Autorità giudiziaria tre amministratori e dirigenti di un’azienda di ristorazione vicentina, affidataria del servizio mensa delle scuole di un Comune della provincia di Brindisi poiché ritenuti responsabili in concorso di aver somministrato agli alunni alimenti diversi per qualità rispetto a quanto previsto dal contratto di fornitura (carne di origine polacca anziché italiana). Operato il sequestro di Kg. 180 di carne per un valore di oltre 3.000 euro.

 

Nas Lecce, novembre 2018

Denunciati il legale responsabile di un servizio di refezione scolastica di un comune brindisino ed il titolare di una panificio, fornitore della ditta di catering, per aver somministrato panini contenenti insetti. L’attività ispettiva, iniziata dal punto di lavorazione del servizio mensa, è stato esteso al laboratorio di panificazione, nel quale il NAS di Lecce ha riscontrato farina invasa da parassiti, peraltro detenuta in ambienti insalubri e privi di autorizzazione.

Eseguiti un provvedimento di immediata chiusura dell’area ed il sequestro di 1.650 Kg di farina, avviati alla successiva alienazione.

 

Fonte: Ufficio Stampa del Ministero della Salute

Edilizia sanitaria. Giulia Grillo chiede al nucleo di valutazione del Ministero la verifica sui finanziamenti in corso

Il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha inviato una lettera al Direttore della programmazione del Ministero per dare mandato al Nucleo di valutazione degli investimenti di esaminare nel più breve tempo possibile le proposte di Accordi di programma già in itinere relativi all’edilizia sanitaria.

Gli investimenti per oltre 2,4 miliardi di euro riguardano le regioni Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

“Ritengo opportuno - dichiara il ministro - effettuare ogni approfondimento necessario per permettere il via libera alla realizzazione di infrastrutture fondamentali per la salute dei cittadini. Un passaggio finalmente possibile grazie alle nuove regole di funzionamento del nucleo.

Tra i compiti dei tecnici - prosegue Giulia Grillo - vi sarà anche quello di tenere in considerazione le risorse previste nel Ddl di Bilancio per il 2019, ora al Senato, che aumentano di 4 miliardi il fondo per l’edilizia sanitaria. Sono numeri importanti che potranno dare finalmente ossigeno ai bilanci delle regioni evitando, dove possibile, il ricorso a modelli di finanziamento spesso eccessivamente onerosi come il project financing”.

 

Fonte: Ufficio Stampa del Ministero della Salute

 

 

Al via il progetto Afremare: a Jesi la prima farmacia delle Marche ad utilizzarlo

ll Progetto Afremare con capofila UniCam è ufficialmente attivo. La Farmacia Martini di Jesi è la prima farmacia delle Marche ad utilizzare questo progetto di telemedicina. 

Esami specialistici in farmacia senza liste di attesa, grazie alla telemedicina. Alla Farmacia Martini di Jesi è ufficialmente iniziato il progetto Afremare. Il progetto marchigiano ideato da UniCam e Namirial Company TeleMedware, vede la Farmacia Martini del dr Gaetano Martini «la prima nelle Marche ad averlo attuato nel pratico – afferma il Prof Francesco Amenta, direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della salute UniCam – Il paziente può entrare in farmacia, senza appuntamento, e fare degli esami saltando così liste di attesa e avendo referti certificati in 24 ore». 

La presentazione ufficiale del servizio dedicato ai cittadini è stata fatta martedì 11 dicembre nei locali della Farmacia Martini alla presenza di un numeroso parterre tra cui Roberto Grinta, direttore del servizio farmaceutico Area Vasta 2; Giovanni Speranza, consigliere di Fand, Associazione Nazionale Diabetici; Pasquale Liguori del Tribunale dei Diritti del Malato.

Durante l’incontro è stata dimostrata la velocità, la sicurezza, la comodità e la tecnologia della telemedicina attraverso il progetto Afremare: è stato effettuato un ecg (elettrocardiogramma ndr) in tempo reale e inviato, attraverso lo strumento dedicato, ai centri certificati per la refertazione. I centri che refertano sono: Inrca di Ancona e Umberto I di Roma. Se durante il referto venissero riscontrate anomalie il paziente sarà immediatamente contattato dal centro che ha refertato. 

Tutti gli esami effettuati hanno inizio con la firma digitale del consenso informato e tutte le informazioni del paziente e dei referti viaggiano su reti sicure. Gli esami vanno inoltre ad inserirsi nella cartella sanitaria del paziente. Il servizio del progetto Afremare si aggiunge all’altro servizio di telemedicina che alla Farmacia Martini è attivo da tempo: il monitoraggio dei nei. 

All’incontro, moderato dalla giornalista Agnese Testadiferro, sono intervenuti: dr Gaetano Martini, farmacista; Ugo Coltorti, assessore Comune di Jesi; Prof Francesco Amenta, direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della salute UniCam che ha portato i saluti e i complimenti alla Farmacia Martini del rettore Unicam Prof Claudio Pettinari; dott. Claudio Gabellini, titolare di TeleMedware e Namirial, partner del progetto; ing Marco Gambi e dott Lorenzo Manna, entrambe di TeleMedware e Namirial; dr.ssa Benedetta Borioni, farmacista.

 

Agnese Testadiferro

 

 

SNAMI: scarsa programmazione per la vaccinazione antiinfluenzale

"Per il prossimo anno vogliamo essere coinvolti nel sistema dei vaccini antinfluenzali" chiede ufficialmente Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami, che in un’intervista a TG COM denuncia il fallimento organizzativo dei sistemi regionali per la campagna di vaccinazione antiinfluenzale 2018-19. "Come medici di famiglia dello Snami vogliamo puntualizzare che la programmazione delle Regioni è saltata e i vaccini antinfluenzali sono all’oggi praticamente introvabili e ovviamente nessuna colpa può ricadere sui medici di famiglia. Dopo la prima tranche di vaccini ci sono state serie difficoltà a reperirne degli altri ed in molti casi siamo stati costretti a sospendere in anticipo le sessioni vaccinali, con grandissimo disagio dei pazienti che non ne capivano le ragioni. Il prossimo anno" aggiunge Salvatore Cauchi, addetto stampa nazionale Snami, "vogliamo condividere con largo anticipo la campagna antinfluenzale con le Regioni al fine di dare ai Medici certezza sulla disponibilità dei vaccini anche per evitare le emergenze di questo anno ed andare a regime con una vaccinazione che è fondamentale soprattutto per gli anziani, i malati cronici, categorie a rischio e le donne incinte".

 

Fonte: Ufficio Stampa SNAMI

40 anni SSN. Mangiacavalli (FNOPI): infermieri pronti a essere protagonisti dell’evoluzione del sistema

 

Quarant'anni di Servizio sanitario nazionale. Un sistema che si regge sulle capacità dei professionisti che lo caratterizzano, come ha anche sottolineato il Capo dello Stato Sergio Mattarella alla celebrazione che il ministro della Salute Giulia Grillo ha organizzato ieri.

E di questi gran parte – oltre il 41% - sono gli infermieri.

“Il Servizio sanitario nazionale ha sempre puntato sul loro ruolo, sulle loro competenze – ha detto Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, il maggior Ordine d’Italia con i suoi oltre 445mila iscritti -. I 40 anni del Ssn rappresentano un traguardo importantissimo per il nostro Paese - aggiunge -. Quando nacque, c'erano evidenti diseguaglianze di salute: ora il Paese è cresciuto sotto ogni punto di vista, sono stati raggiunti traguardi importanti, l`età media continua ad aumentare. La sfida adesso è rendere questo aumento in anni qualitativamente validi". 

E questa secondo Mangiacavalli è una sfida che gli Infermieri sentono di poter raccogliere, a patto di non subire più blocchi e contingentamenti di personale che negli ultimi dieci anni hanno messo a dura prova la sanità pubblica.

"La priorità - sottolinea Mangiacavalli - è rimettere in tutte le agende politiche e istituzionali il nostro Ssn al centro della discussione, perché abbiamo scelto un sistema universalistico e gli infermieri ci credono. Vogliono lavorare affinché si possa realizzare un Ssn che sia più coerente rispetto ai bisogni di salute, che investa di più sul capitale umano. E di questo gli Ordini professionali e anche tutte le professionalità coinvolte nella cura e nell’assistenza che devono operare in sinergia e multiprofessionalità sono garanti". 

“Gli infermieri - prosegue – sono e saranno attori protagonisti dell’evoluzione del sistema nei prossimi dieci anni, capaci di gestire il cambiamento e l’innovazione sia dal punto di vista manageriale che da quello clinico, avendo sempre ben presente prioritariamente la relazione con l’assistito, la necessità di percepire i reali bisogni della persona. E’ sempre stato così in questi 40 anni e siamo pronti a raccogliere la sfida futura”, ha concluso. 

 

Fonte: Ufficio Stampa FNOPI