May 24, 2019 Last Updated 1:31 PM, May 23, 2019

AIIC e Oms-Medical Devices: avviata a Ginevra la collaborazione sui dispositivi medici

Il Direttivo dell'Associazione Italiana Ingegneri Clinici (AIIC) si è incontrato oggi, mercoledì 8 maggio, a Ginevra con Adriana Velazquez, Senior advisor Medical Devices dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per avviare una collaborazione sui temi dei dispositivi medici in tutte le loro applicazioni, incluse quelle utilizzate nella digital health.

L'Organizzazione Mondiale è sempre aperta verso collaborazioni indipendenti capaci di esprimere qualità professionale e visione oggettiva e terza”, ha sottolineato Adriana  Velazquez, “Noi abbiamo 147 uffici operativi nei vari Paesi e vari Collaborating Centers, tra cui quello italiano del Policlinico San Matteo di Pavia, ma siamo continuamente in azione per produrre Guidelines e documenti di riferimento su cui è particolarmente benvenuto il contributo degli operatori più affidabili, maggiormente radicati dentro la pratica professionale quotidiana e capaci di una visione collaborativa d'insieme nel rispetto delle indicazioni generali offerte dall'Organizzazione”.

Come indicato durante l'incontro tenuto a Ginevra, l'OMS-Medical Device è oggi attiva in particolare per implementare il MEDEVIS-WHO (Medical Device Information System), per produrre linee guida (le prossime saranno relative ad ictus, diabete e malattie cardiovascolarie soprattutto per l'identificazione di un International Classification Coding and Nomenclature Medical Devices (ICMD) che supporti l'accesso ai medical devices per lo sviluppo di migliori sistemi di assistenza sanitaria secondo le indicazioni del 13° Programma generale di Lavoro OMS (2019-2023): gli ingegneri clinici italiani, che si presentano sulla scena delle politiche sanitarie anche come membri dell'International Federation for Medical and Biological Engineering (IFMBE), sono invitati a partecipare come membri-esperti all'insieme dei lavori che l'OMS sta sviluppando in questi ambiti.

E' per noi un onore poter collaborare con l'OMS”, ha affermato Lorenzo Leogrande a nome del direttivo AIIC al termine del meeting, “Nel rispetto delle competenze e delle relazioni istituzionali già esistenti, l'Associazione Italiana degli Ingegneri Clinici si metterà assolutamente a disposizione dell'Organizzazione, nella figura di Adriana Velazquez e del suo staff, per indicare figure all'altezza della collaborazione richiesta, assicurando così un contributo professionale italiano ai documenti, in particolare l'ICMD, che diventeranno riferimento per tutto il mondo della sanità".

L'incontro a Ginevra è servito inoltre a verificare il lavoro comune che AIIC, OMS e IFMBE stanno svolgendo in vista del 3° Congresso Internazionale dell'Ingegneria clinica-ICEHTMC, che si svolgerà il prossimo 21-22 ottobre a Roma, “evento”, ha concluso Adriana Velazquez, “che la comunità scientifica e l'Organizzazione Mondiale della Sanità ritengono importante per uno sviluppo omogeneo dell'ingegneria clinica e biomedica in tutti i Paesi del mondo”.

Nella foto: il direttivo AIIC a Ginevra, l'incontro con Adriana Velazquez

Fonte: Ufficio Stampa AIIC

Auser: una grande rete che guarda al futuro


Avviata la Conferenza Nazionale di Organizzazione dell'associazione a 30 anni dalla sua fondazione

Si sono aperti oggi giovedì 9 maggio a Roma presso il Centro Congressi Frentani i lavori della Conferenza di Organizzazione dell’ Auser. Al centro dei lavori le nuove sfide dettate dall’entrata in vigore del Codice Unico del Terzo Settore.
Questa Conferenza di Organizzazione Auser rappresenta un appuntamento particolarmente importante, cade infatti nell’anno del Trentennale dell’associazione. Era il 5 maggio del 1989 quando l’allora Segretario Generale della Cgil Bruno Trentin insieme allo Spi Cgil  promuoveva la nascita di Auser per dare ruolo e valore agli anziani del nostro Paese. Oggi le 1534 sedi dell’Auser sparse in tutta Italia sono un punto di riferimento per oltre un milione di persone e veri e propri luoghi di aggregazione sociale per intere comunità. L’Auser di 
oggi è una grande rete associativa, rivolta soprattutto agli anziani, aperta ai giovani e alla contaminazione con altre culture. Un’associazione dove i cittadini di tutte le età possono trovare opportunità per partecipare, praticare la solidarietà, apprendere cose nuove, vivere in modo pieno la propria esistenza.

“La Riforma entra a pieno titolo nella vita e nelle attività della nostra associazione – ha sottolineato il presidente Costa nella relazione introduttiva – va vissuta come un’opportunità per ripensare noi stessi. Trasparenza, capacità di rinnovamento, formazione, competenza e professionalità, ci dovranno accompagnare nello svolgimento delle nostre attività quotidiane. Senza rinunciare ai nostri valori e alla nostra storia. Non siamo un semplice fornitore di servizi ma un grande portatore di valori.Le attività del Terzo settore e in particolare del volontariato nascono e devono restare sussidiarie, non devono assolutamente sostituire il pubblico. Sono attività che arrivano immediatamente alle persone alleviandone i bisogni”.

“ Il salto di qualità chiediamo che lo facciano gli enti pubblici dando attuazione a quanto è scritto nel Codice Unico del Terzo Settore agli articoli 55 e 56, che declinano con precisione cosa si intende per co-progettazione e co-programmazione, temi già sanciti dalla legge  328/2000 ma applicati solo in poche regioni”.

“La riforma del terzo settore chiede agli enti locali di costruire una risposta ai bisogni sociali, in particolare quella relativa ai piani di zona, integrata con l’attività degli enti del Terzo Settore, serve una visione unica che, gestita dal soggetto pubblico, metta in sinergia tutto quello che il territorio può offrire, rispettando i ruoli primari e sussidiari, e favorendo la partecipazione dei cittadini alle attività di interesse pubblico e sociale”.
“Solo così possiamo rilanciare un welfare che possa definirsi universale e invertire la tendenza, ormai ventennale, a monetizzare i bisogni anziché fornire servizi, ponendo un argine all’illusione che ognuno di noi è in grado da solo di auto-costruirsi la risposta ai propri bisogni, magari attraverso un sistema assicurativo o con il welfare di secondo livello, questo non fa altro che aumentare le diseguaglianze e cancellare l’universalismo dei diritti di cittadinanza”.

I lavori proseguono domani venerdì 10 maggio con l’avvio delle celebrazioni legate al Trentennale dell’associazione. Alle ore 11 si terrà una Tavola Rotonda coordinata dal Prof. Andrea Volterrani dell’università Tor Vergata di Roma in cui il Segretario Generale della CGIL Maurizio Landini, il Segretario Generale dello SPI Ivan Pedretti, soci fondatori di Auser, e il Presidente nazionale dell’Auser interverranno attorno al tema: Auser 30 anni di attività...una sperimentazione concreta…”. Che è un estrapolazione di una frase del discorso di Bruno Trentin quando 1989 dava vita all’Auser.

Fonte: Ufficio Stampa Auser Nazionale

Ricerca: nuove applicazioni farmacologiche contro cellule di tumori metastatici

Identificati farmaci, attualmente in uso con differenti indicazioni terapeutiche, in grado di bloccare in laboratorio la capacità delle cellule tumorali di muoversi e di diffondere metastasi. Ad esempio il budesonide, usato contro l’asma, sembra ridurre la disseminazione metastatica di cellule di tumore mammario. Lo studio è stato svolto dall’Istituto di genetica e biofisica del Consiglio nazionale delle ricerche in collaborazione con l'Ifom e con il sostegno di Airc e Miur. I risultati sono pubblicati su Cancer Research

La capacità delle cellule di modificare il proprio comportamento in maniera dinamica, ad esempio acquisendo la capacità di muoversi e migrare a distanza, è fondamentale per il corretto sviluppo embrionale e per la riparazione dei tessuti danneggiati, ma anche per la progressione di malattie come i tumori metastatici. I meccanismi che consentono alle cellule di muoversi - e alle cellule tumorali di diffondere metastasi - sono ancora in parte sconosciuti. Utilizzando tecnologie robotiche, un gruppo di ricercatori dell'Istituto di genetica e biofisica ‘A. Buzzati-Traverso’ del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Igb), coordinati da Gabriella Minchiotti e Eduardo Jorge Patriarca, ha analizzato migliaia di farmaci comunemente in uso con diverse indicazioni terapeutiche e identificato alcuni in grado di bloccare il movimento e la migrazione delle cellule all’interno del corpo. I risultati dello studio svolto in collaborazione con l'Istituto Firc di oncologia molecolare di Milano (Ifom), sono pubblicati sulla rivista Cancer Research.

“Un’analisi molecolare e funzionale dell’azione di questi farmaci ha portato a identificare un meccanismo, fino a oggi sconosciuto, che si attiva nelle cellule che acquisiscono la capacità di muoversi”, spiega Minchiotti. “Abbiamo scoperto che un rapido aumento della sintesi di collagene, la proteina più abbondante del corpo umano, provoca uno squilibrio metabolico che modifica il profilo epigenetico della cellula, e quindi verosimilmente l’identità cellulare, senza però modificare la sequenza del Dna. Ciò sembra determinare l’acquisizione della capacità di muoversi in cellule normali e tumorali”. Questa inaspettata comunicazione fra collagene e Dna, incidentalmente i due polimeri più abbondanti nel nostro organismo, è mediata da una specifica classe di enzimi, le diossigenasi dipendenti dalla vitamina C. “Questi risultati, oltre a identificare un nuovo meccanismo alla base del processo di migrazione delle cellule, aprono importanti prospettive per il trattamento farmacologico di tumori metastatici. Abbiamo dimostrato infatti che uno dei farmaci identificati, il budesonide, un glucocorticoide comunemente impiegato per il trattamento dell'asma, riduce fortemente la capacità di disseminazione metastatica di cellule umane di tumore mammario”, aggiunge Patriarca.

Questo lavoro rappresenta il primo passo verso strategie di ‘drug-repositioning’, in italiano il riposizionamento di vecchi farmaci per nuove applicazioni. Tali farmaci sono stati selezionati in esperimenti di laboratorio per la capacità di interferire con il movimento delle cellule e di controllare la disseminazione di tumori, in particolare quelli in cui il metabolismo del collagene ha un ruolo chiave. I risultati di questa ricerca sono stati possibili grazie al sostegno della Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro e del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (Miur).

Fonte: Ufficio Stampa Cnr

 

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