Mar 25, 2019 Last Updated 8:55 PM, Mar 22, 2019

Adolescenti iperconnessi? I 7 campanelli d'allarme dell'internet-dipendenza

A un anno di distanza dalla proposta di istituire una Giornata Mondiale della S-connessione, Consulcesi Club riaccende i riflettori sulla web-addiction attraverso la Pagina Facebook “Sconnessi Day”

Un adolescente su cinque ha un rapporto problematico con il web, secondo una ricerca della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli - Università Cattolica del Sacro Cuore. Dopo il grande successo, lo scorso anno, dello #SconnessiDay al Ministero della Salute, e la proposta condivisa con il cast e il regista del film “Sconnessi”, Christian Marazziti, di istituire una Giornata Mondiale della S-connessione da celebrare ogni 22 febbraio, Consulcesi Club torna sul fenomeno dipendenza da internet. Come distinguere l’adolescente appassionato di nuove tecnologie da chi ha sviluppato una vera e propria web-addiction? Attraverso il corso FAD (Formazione a Distanza) del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione “Internet e adolescenti: I.A.D. e cyberbullismo”, fruibile gratuitamente anche da parte di pazienti, insegnanti e genitori su http://www.sconnessiday.it, è possibile scoprire i campanelli d’allarme dell’internet-dipendenza. Responsabile scientifico del corso, lo psichiatra David Martinelli, del Centro Pediatrico Interdipartimentale Psicopatologia da Web presso la Fondazione Policlinico Gemelli di Roma.

 1- L’USO DEL TEMPO. Il tempo trascorso in rete è sicuramente un elemento fondamentale per ravvisare un uso eccessivo del web. Tuttavia, è importante considerare come queste ore si inseriscano nell’organizzazione generale della giornata, quanto tempo libero ha l’adolescente. Un significativo segnale d’allarme è l’alterazione del ritmo sonno-veglia.

 2- IL MONDO DELLA SCUOLA. Oltre a valutare il rendimento scolastico, è necessario prestare dovuta attenzione ai rapporti con i compagni ma soprattutto a quale investimento emotivo e di energie viene fatto nell’ambito dello studio e delle relazioni interpersonali.

 3- LE AMICIZIE OFFLINE. È importante il numero di relazioni reali di amicizia ma anche la qualità e la profondità di questi rapporti, gli interessi condivisi, il tempo trascorso insieme e il livello di confidenza.

 4- GLI INTERESSI NELLA VITA REALE. Bisogna, inoltre, interrogarsi su quanto siano vari e profondi, e in che relazione siano tra loro, gli interessi nella vita reale dell’adolescente, in modo da capire se siano solo l’emanazione di quelli coltivati in rete.

 5- L’AFFETTIVITÀ. Una dimensione che appare spesso appiattita, considerata come un elemento poco significativo per la propria vita.

 6- LA PRESENZA IN FAMIGLIA. Attenzione a quanto l’adolescente è presente in casa, alla sua partecipazione attiva alla vita familiare. È importante anche valutare il tipo di relazioni familiari, per capire se siano strutturate come esperienze realmente comunitarie o se i rapporti avvengano prevalentemente tra singoli membri.

 7- L’AGGRESSIVITÀ DA S-CONNESSIONE. Se costretto ad interrompere la connessione internet, l’adolescente può incorrere in manifestazioni di rabbia esplosive ed incontrollate, sia verso gli oggetti che verso le persone. Per questo è sconsigliato interrompere bruscamente il collegamento al web mentre è necessario instaurare un dialogo che porti gradualmente ad una contrattazione sul tempo da trascorrere online.

È attiva la Pagina Facebook https://www.facebook.com/SconnessiDay/ con infografiche e materiali video per sollecitare giovani e adulti a “sconnettersi” da tutti i device almeno un’ora al giorno, dalle 20.30 alle 21.30, per tornare a vivere le relazioni reali e a comunicare davvero.

 

Fonte: Ufficio Stampa Consulcesi

40 anni di Fondazione ANT: arriva il francobollo celebrativo da collezione

È disponibile nelle delegazioni di Fondazione ANT il francobollo celebrativo realizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico – MISE in occasione dei 40 anni di Fondazione ANT. Il francobollo, che fa parte della serie tematica “Il senso civico”, è accompagnato da un folder da collezione realizzato sempre per l’occasione da Poste Italiane e lo speciale annullo filatelico commemorativo.

Il materiale celebrativo si può trovare presso le delegazioni ANT, nei Punti di Aggregazione e Ascolto del Volontariato e durante eventi e manifestazioni di piazza.

Le offerte raccolte saranno destinate al sostegno delle attività gratuite di assistenza medico-specialistica domiciliare ai malati di tumore e di prevenzione oncologica di ANT.

 

La vignetta nel francobollo – come da comunicazione del MISE – raffigura una serie di case stilizzate in alcune delle quali si stagliano profili di volontari e medici a rappresentare il sostegno, l’aiuto e la solidarietà ai malati oncologici di Fondazione ANT. In alto, a sinistra, è presente il logo del quarantesimo anniversario della fondazione dell’ANT, in basso, al centro, è riportata la frase del fondatore Franco Pannuti. “L’Eubiosia è la risposta al richiamo della sofferenza, con amore”.

Dove trovarlo: Francobollo-ANT.pdf

 

Profilo Fondazione ANT Italia ONLUS

Nata nel 1978 per opera dell’oncologo Franco Pannuti, dal 1985 a oggi Fondazione ANT Italia ONLUS – la più ampia realtà non profit per l’assistenza specialistica domiciliare ai malati di tumore e la prevenzione gratuite – ha curato circa 129.000 persone in 11 regioni italiane (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Marche, Campania, Basilicata, Puglia, Umbria). Ogni anno 10.000 persone vengono assistite nelle loro case da 20 équipe multi-disciplinari ANT che assicurano cure specialistiche di tipo ospedaliero e socio-assistenziale, con una presa in carico globale del malato oncologico e della sua famiglia. Sono complessivamente 520 i professionisti che lavorano per la Fondazione (medici, infermieri, psicologi, nutrizionisti, fisioterapisti, farmacisti, operatori socio-sanitari etc.) cui si affiancano oltre 2.000 volontari impegnati nelle attività di raccolta fondi necessarie a sostenere economicamente l’operato dello staff sanitario. Il supporto offerto da ANT affronta ogni genere di problema nell’ottica del benessere globale del malato. A partire dal 2015, il servizio di assistenza domiciliare oncologica di ANT gode del certificato di qualità UNI EN ISO 9001:2015 emesso da Globe s.r.l. e nel 2016 ANT ha sottoscritto un Protocollo d’intesa non oneroso con il Ministero della Salute che impegna le parti a definire, sostenere e realizzare un programma di interventi per il conseguimento di obiettivi specifici, coerenti con quanto previsto dalla legge 15 marzo 2010, n. 38 per l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. ANT è inoltre da tempo impegnata nella prevenzione oncologica con progetti di diagnosi precoce del melanoma, delle neoplasie tiroidee, ginecologiche e mammarie. Dall’avvio nel 2004 sono stati visitati gratuitamente 185.000 pazienti in 88 province italiane. Le campagne di prevenzione si attuano negli ambulatori ANT presenti in diverse regioni, in strutture sanitarie utilizzate a titolo non oneroso e sull’Ambulatorio Mobile - BUS della Prevenzione. Il mezzo, dotato di strumentazione diagnostica all’avanguardia (mammografo digitale, ecografo e videodermatoscopio) consente di realizzare visite su tutto il territorio nazionale. ANT opera in Italia attraverso 120 delegazioni, dove la presenza di volontari è molto attiva. Alle delegazioni competono, a livello locale, le iniziative di raccolta fondi e la predisposizione della logistica necessaria all’assistenza domiciliare, oltre alle attività di sensibilizzazione. Prendendo come riferimento il 2017, ANT finanzia la maggior parte delle proprie attività grazie alle erogazioni di privati cittadini (28%) e alle manifestazioni di raccolta fondi organizzate (25%) al contributo del 5x1000 (15%) a lasciti e donazioni (12%). Solo il 15% di quanto raccoglie deriva da fondi pubblici. Uno studio condotto da Human Foundation sull’impatto sociale delle attività di ANT, ha evidenziato che per ogni euro investito nelle attività della Fondazione, il valore prodotto è di 1,90 euro. La valutazione è stata eseguita seguendo la metodologia Social Return on Investment (SROI). ANT è la 9^ Onlus nella graduatoria nazionale del 5x1000 nella categoria del volontariato. Fondazione ANT opera in nome dell’Eubiosia (dal greco, vita in dignità).

Giornata Mondiale Malattie Rare: a Bologna per sottolineare le capacità delle persone con l'X Fragile

 

La prima fu nel 2008 e la data scelta non fu casuale: un giorno “raro per definizione”, come il 29 febbraio, che negli anni non bisestili “cede il posto” al 28. È la Giornata Mondiale delle Malattie Rare che il 28 febbraio arriverà alla sua dodicesima edizione, concentrandosi questa volta sul tema Integriamo l’assistenza sanitaria con l’assistenza sociale.

L’Associazione Italiana Sindrome X Fragile si occupa dal 1993 di questa condizione genetica ereditaria causata dalla mutazione di un gene localizzato nel cromosoma X, ciò che comporta la prima causa di disabilità intellettiva di tipo ereditario e la seconda causa di disabilità intellettiva su base genetica dopo la sindrome di Down.

Una sindrome, quindi, non propriamente rara, con la quale nascono un bambino su 4.000 e una bambina su 7.000. E tuttavia l’Associazione guarda da sempre con estrema attenzione all’opportunità di informazione e visibilità offerta dalla Giornata Mondiale delle Malattie Rare, le cui tante iniziative promosse in Italia sono coordinate da UNIAMO-FIMR, la Federazione Italiana Malattie Rare

Del tutto in linea, quindi, con il tema scelto quest’anno per la Giornata Mondiale, l’Associazione X Fragile ha organizzato per giovedì 28 febbraio alla Fondazione Golinelli di Bologna (Via Paolo Nanni Costa, 14, ore 9.30-12.45), l’incontro denominato Pensare soluzioni, promuovere capacitazioni. L’X Fragile generativo, evento conclusivo del progetto Grammatica X Fragile, che ha coinvolto sei diverse Regioni, impegnando varie famiglie, affiancate da esperti di Didattica e Pedagogia Speciale. Il tutto allo scopo di promuovere la crescita di consapevolezza delle famiglie stesse, ma anche delle altre agenzie educativa, come strumento per la realizzazione della vita indipendente di ogni persona con Sindrome X Fragile.

In tre parole: Persone, Famiglie e Territori, ovvero i capisaldi – insieme al sostegno alla ricerca scientifica – su cui l’Associazione ha voluto lo scorso anno avviare una “nuova storia dell’X Fragile”, in occasione del proprio 25° compleanno.

Ad aprire i lavori di Bologna sarà dunque Alessia Brunetti, presidente dell’Associazione, a introdurli, invece, sarà una figura di grande prestigio, da tempo vicina all’Associazione, quale Andrea Canevaro, docente emerito dell’Università di Bologna, studioso ben noto anche a livello internazionale, ritenuto uno dei “padri” della Pedagogia Speciale nel nostro Paese.

La parte centrale dell’incontro sarà aperta all’esposizione dei risultati di Grammatica X Fragile nei vari territori, da parte delle Sezioni di Lazio, Piemonte e Toscana dell’Associazione, nonché dei Gruppi di Sicilia, Marche eLombardia.

A supportare le famiglie, così come accaduto durante il progetto, sono previsti gli interventi di alcune esperte di Didattica e Pedagogia Speciale, quali Cecilia Marchisio, Catia Giaconi e Silvia Maggiolini, docenti rispettivamente alle Università di Torino, di Macerata e all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Nella sessione finale, tirando le fila di quanto emerso dai precedenti interventi, la parola andrà a Elisabetta Ghedin e Fabio Bocci, docenti di Pedagogia Speciale all’Università di Padova e all’Università Roma Tre e a Gabriella Manca, componente del Direttivo Nazionale dell’Associazione Italiana Sindrome X Fragile, ovvero a coloro che hanno coadiuvato Andrea Canevaro nel coordinamento di Grammatica X Fragile.

Allo stesso Canevaro, infine, saranno affidate le conclusioni dell’incontro.

Sarà pertanto un evento ricco di significati, ospitato nella sede di una Fondazione nota anche come “Città della conoscenza, dell’innovazione e della cultura”, per dare ulteriore sostanza al tentativo di portare allo scoperto tutte le persone nate con la sindrome X Fragile, bambini, ragazzi e adulti, che chiedono di frequentare la scuola di tutti, di vivere esperienze sociali al di fuori della famiglia, di fare sport.

In poche parole, di godere delle stesse opportunità di tutti gli altri, con un messaggio preciso e chiaro: «Io non sono la mia sindrome!».

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Fonte: Ufficio Stampa Associazione X Fragile

Incidenti domestici: ANMIL presenta "Faccende Pericolose"

Prevista per il 5 marzo la presentazione dello studio ANMIL su caratteristiche, evoluzione e prospettive del mestiere più rischioso del mondo: LA CASALINGA

 

Il prossimo 5 marzo, alle ore 10.30, nella Sala degli Atti parlamentari della Biblioteca del Senato "Giovanni Spadolini" (Piazza della Minerva n. 38), ANMIL presenta “Faccende pericolose”, uno studio volto ad approfondire sia una valutazione dei cambiamenti che ha subito l’assicurazione casalinghe sia ad offrire un’analisi dei dati sugli infortuni al femminile in generale e, in particolare, quelli legati all’ambito familiare e domestico.

La realizzazione di tale ricerca è frutto di una proposta del Gruppo Donne ANMIL per le Politiche Femminili che, in occasione della Giornata della Donna, ogni anno promuove un’iniziativa differente per richiamare l’attenzione sul mondo del lavoro femminile, sulla tutela prevista per le donne che si infortunano o rimangono invalide per aver contratto una malattia professionale a causa dell’attività lavorativa, compresa quella svolta negli ambienti domestici o familiari.

Oltre al Presidente nazionale ANMIL Franco Bettoni e alle componenti del Gruppo Donne parteciperanno all’evento: il Segretario della Commissione Lavoro e Previdenza Sociale del Senato, Sen. Roberta Toffanin; il Presidente del CIV INAIL, Giovanni Luciano; il Responsabile dei servizi statistici dell’ANMIL, Franco D’Amico mentre sono stati invitati il Ministro per la Famiglia e le Disabilità, On. Lorenzo Fontana; il Sottosegretario al Lavoro, On. Claudio Durigon e la Presidente di Federcasalinghe, Federica Rossi Gasparrini. I lavori saranno coordinati dalla giornalista, Luce Tommasi.

Ogni anno in Italia si verificano oltre 3 milioni di infortuni domestici e secondo la più recente rilevazione ISTAT (2017) sono 7milioni 338mila le donne che si dichiarano casalinghe nel nostro Paese. Tra le donne, sono circa 600.000 le casalinghe coinvolte in un incidente avvenuto tra le pareti di casa.

Lo studio mette, dunque, in luce importanti aspetti legati agli infortuni in ambito domestico ed evidenzia le modifiche apportate al sistema di tutela previsto dall’“Assicurazione casalinghe” che, anche a seguito delle reiterate richieste da parte di varie Associazioni (in primis l’ANMIL), è stato profondamente migliorato dalla recentissima Legge di bilancio 2019 che ha previsto rilevanti novità.

I principali risultati dello studio saranno pubblicati in un accattivante opuscolo animato dalle originali vignette del giovanissimo e talentuoso Michele Russo che verrà distribuito nelle scuole per sensibilizzare i giovani sul tema degli incidenti in ambito domestico.

Fonte: Ufficio Stampa ANMIL

Identificate proteine che fanno un “doppio lavoro”

Due proteine essenziali per lo “splicing” (il processo di “taglia e cuci” degli RNA messaggeri) fanno un doppio lavoro. Durante la divisione cellulare, quando lo splicing è sospeso,svolgono una funzione essenziale per la corretta distribuzione dei cromosomi alle cellule figlie. Lo studio, condotto da ricercatori della Sapienza e dell’Istituto di Biologia e patologia molecolari del CNR di Roma, è pubblicato su eLife

 

La divisione cellulare (mitosi) è un processo complesso che porta alla generazione di due cellule figlie partendo da una cellula madre. Prima della divisione cellulare il DNA, che costituisce il materiale genetico contenente tutte le informazioni necessarie per la funzionalità della cellula, è duplicato e “impacchettato” nei cromosomi, così da poter essere ripartito correttamente tra le due cellule figlie. La corretta esecuzione della mitosi è fondamentale per molti processi vitali e le alterazioni della mitosi contribuiscono ai processi di carcinogenesi.

I ricercatori del Dipartimento di Biologia e biotecnologie Charles Darwin della Sapienza e dell’Istituto di Biologia e patologia molecolari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IBPM) di Roma, coordinati da Maurizio Gatti e Maria Patrizia Somma, hanno scoperto che Sf3A2 e Prp31, due proteine che hanno un ruolo essenziale nello splicing (il processo di maturazione degli RNA messaggeri, che copiano l’informazione contenuta nel DNA, poi tradotta nella sequenza di amminoacidi delle proteine) durante la mitosi svolgono una seconda funzione indipendente dallo splicing. Lo studio è pubblicato sulla rivista americana eLife.

“Durante la mitosi – spiega Maria Patrizia Somma – la cellula forma una complessa struttura detta fuso mitotico, costituita prevalentemente da sottili fibre formate da microtubuli che si legano ai cromosomi, permettendo loro di posizionarsi e di distribuirsi ugualmente tra le due cellule figlie. In questa fase molti processi cellulari vitali finalizzati alla sintesi delle proteine, quali lo splicing, cioè il “taglia e cuci” degli RNA messaggeri, sono interrotti. Ci siamo chiesti se durante la mitosi le proteine coinvolte in questi processi rimanessero inutilizzate o svolgessero funzioni indipendenti dallo splicing. Abbiamo scoperto che Sf3A2 e Prp31 contribuiscono direttamente al corretto legame dei cromosomi alle fibre del fuso mitotico. In assenza di queste due proteine, il movimento dei cromosomi è fortemente alterato a causa della dispersione della proteina Ndc80/HEC1, che è il principale fattore responsabile dell’interazione tra le fibre del fuso e i cromosomi, e che è presente in quantità elevate in molti tumori. L’aspetto più rilevante dei nostri risultati – prosegue la ricercatrice CNR-IBPM – è che queste proteine funzionano direttamente sia nello splicing che nella mitosi e possono quindi essere classificate come “moonlighting proteins”, cioè proteine che oltre alla loro funzione principale, per la quale sono state inizialmente caratterizzate, svolgono un “secondo lavoro” in un altro processo o struttura cellulare”.

“Questa scoperta – conclude Somma – ha un importante valore conoscitivo, perché apre la strada allo studio di altre proteine coinvolte nello splicing per identificarne possibili funzioni mitotiche, e amplia il repertorio di proteine mitotiche potenzialmente rilevanti nel processo di tumorigenesi, che potrebbero anche costituire nuovi bersagli anti-tumorali”. Il lavoro è stato condotto in collaborazione con l’Università di Exeter (UK).

 

Fonte: Ufficio Stampa Università La Sapienza di Roma

Sport e Sanità. In Emilia-Romagna nasce il Centro nazionale paralimpico del Nord Italia

Nasce a Villanova sull'Arda (PC) il Centro nazionale paralimpico del Nord Italia, punto di riferimento per il Paese: pratica sportiva, soggiorno prolungato, attività riabilitative e sanitarie nello storico ospedale che fu donato alla comunità dal maestro Giuseppe Verdi. Oggi la firma del Protocollo d'intesa tra Regione, Comitato Italiano Paralimpico, Comune e Azienda Usl di Piacenza.

La struttura diventerà punto di riferimento nazionale per gli atleti paralimpici, le persone con disabilità che vogliono fare sport e i pazienti dimessi dalle Unità spinali. Infrastrutture all'avanguardia, con un palazzetto e palestre multidisciplinari, piscine, una pista d'atletica, campi da tennis e da calcetto, ma anche un'area completamente rinnovata per le attività riabilitative e 50 posti letto per l'accoglienza. Un unicum nel panorama sportivo e sanitario del Nord Italia: per realizzarlo, 10 milioni di euro e il lavoro di squadra delle istituzioni

Villanova sull’Arda (Pc) - Da presidio sanitario storico del territorio piacentino, voluto e donato alla comunità dal maestro Giuseppe Verdi, a moderno e innovativo Centro nazionale paralimpico del Nord Italia. Una struttura destinata a diventare, quindi, un punto di riferimento in ambito sportivo e sanitario non solo per l’Emilia-Romagna, ma per il Paese.

La trasformazione dell’ospedale di Villanova sull’Arda, attualmente sede dell’Unità Spinale dell’Azienda Usl di Piacenza, è ufficialmente iniziata con la sigla, oggi, del Protocollo d’intesa da parte dei quattro firmatari: per la Regione il presidente, Stefano Bonaccini, per il Comitato Italiano Paralimpico il presidente, Luca Pancalli, per il Comune di Villanova il sindaco, Romano Freddi, e per l’Azienda Usl di Piacenza il direttore generale, Luca Baldino.
Un accordo formale con cui tutti i soggetti coinvolti riconoscono il proprio ruolo e il proprio impegno nella realizzazione di questo avveniristico progetto, a compimento di quanto ha stabilito il Piano di riorganizzazione e sviluppo della sanità piacentina approvato dalla Conferenza Territoriale sociale e sanitaria. 

Il Centro, il primo a nascere in Italia settentrionale, potrà contare su un palazzetto palestre per la pratica di molti sport, dal basket alla pallavolo, dalla scherma al tiro con l’arco; un campo da tennis e da calcetto, una pista d’atletica all’aperto, una piscina semi-olimpionica coperta da 25 metri, e un’area dedicata alle attività riabilitative e sanitarie.
Non solo: ci sarà, infatti, anche una struttura di soggiorno con circa 50 posti letto a disposizione di atleti paralimpici e istruttori,che potranno utilizzare infrastrutture sportive e servizi alberghieri per allenarsi in vista di competizioni nazionali e internazionali, e dei pazienti delle Unità Spinali (nel raggio di 200 chilometri ne sorgono 14 di tre diverse regioni: Lombardia, Liguria e Piemonte), che dopo le dimissioni potranno seguire percorsi di riabilitazione attraverso lo sport, assistiti dal personale sanitario presente nella struttura. Anche le persone con disabilità interessate a sperimentare uno o più sport potranno usufruire di istruttori qualificati, dei servizi alberghieri e degli impianti sportivi, questi ultimi disponibili anche per i cittadini del territorio.

Un complesso all’avanguardia, baricentrico rispetto a tutto il Nord Italia (a Roma esiste il Centro Preparazione Paralimpica Tre Fontane), che sorge quindi con un duplice obiettivo: offrire adeguati spazi di allenamento agli atleti paralimpici e rieducare alla vita quotidiana le persone con disabilità attraverso l’avviamento allo sport, garantendo al contempo un’ospitalità prolungata. Traguardo reso possibile grazie al finanziamento di 10 milioni di euro assegnati all’Ausl di Piacenza dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), e a llavoro congiunto di tutte le istituzioni e i soggetti coinvolti.

Dichiarazioni

“Una giornata speciale per Villanova, Piacenza, l’Emilia-Romagna, ma non solo- sottolineano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. Siamo fieri di esserci battuti a fondo, assieme al territorio e a tutte le istituzioni coinvolte, per un progetto che, una volta realizzato, rappresenterà davvero qualcosa di unico nel panorama sportivo e riabilitativo di una vasta area del nostro Paese. Siamo doppiamente contenti, perché lo storico ospedale voluto da uno dei volti più amati e conosciuti della nostra terra, il maestro Giuseppe Verdi, tornerà a nuova vita con un grande obiettivo: fornire agli atleti paralimpici spazi e impianti adeguati dove potersi allenare, e al tempo stesso dare a tutti coloro che devono affrontare la lunga sfida della riabilitazione, la possibilità di farlo attraverso lo sport. È bello pensare- concludono Bonaccini e Venturi- che questo Centro, con la presenza di tanti atleti, possa motivare altre persone con disabilità fisica a iniziare un’attività sportiva, e siamo orgogliosi che tutto ciò avvenga a casa nostra, in Emilia-Romagna. Perché nello sport e nella sanità abbiamo fortemente creduto, e investito, dal primo giorno del nostro lavoro”.

"La nascita di un Centro nazionale paralimpico a Villanova sull'Arda è una buona notizia per il movimento che ho l'onore di rappresentare e più in generale per lo sport italiano- dichiara Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico-. Questo impianto può diventare un tassello importante nella costruzione di un sistema nazionale in grado di offrire le giuste opportunità e l'adeguata assistenza a tutte le persone disabili che intendono praticare sport. Si tratta di un progetto che punta a unire la dimensione sportiva a quella sanitaria, rafforzando così il welfare di questo territorio e più in generale del Paese. Siamo felici di poter dare il nostro supporto affinché questo Centro possa diventare un'eccellenza".

“Il nuovo Centro paralimpico completa il disegno che l’Azienda Usl, insieme alle istituzioni del territorio, sta costruendo per valorizzare la sanità provinciale rendendola polo di attrazione per tutte le regioni del nord Italia- evidenzia Luca Baldino, direttore generale dell’Azienda Usl di Piacenza-.  Ci occupiamo oggi di un settore, quello della riabilitazione e della qualità di vita post riabilitazione, che necessita di grande innovazione. La sinergia tra i soggetti che hanno creduto fin dall’inizio a questo progetto dimostra come sia possibile mobilitare sul territorio sempre nuove idee e risorse al servizio dei cittadini. Sono convinto che altre istituzioni si uniranno a questo progetto: penso alle Fondazioni e alle Associazioni che si occupano del settore che troveranno nel riqualificato Ospedale Verdi al servizio dello sport, motivi di interesse e condivisione e potranno far crescere ulteriormente il Centro a cui oggi diamo il via”.

“Quello del Centro paralimpico- aggiunge il sindaco di Villanova, Romano Freddi- è un progetto altamente qualificante per la regione Emilia-Romagna e per il nostro territorio, che continuerà a essere, seppur in modo diverso, la sede di una eccellenza nel campo sanitario, sportivo e sociale. È un investimento che non rinnega il passato, anzi, si colloca nella tradizione umanitaria del nostro illustre concittadino, il maestro Giuseppe Verdi. È un atto concreto perché abbiamo un progetto di fattibilità tecnico-economico attentamente studiato, alla stesura del quale abbiamo partecipato direttamente dando il nostro contributo”.

Tappe del percorso e accordi definiti dal Protocollo

La struttura interessata è l’ospedale di Villanova sull’Arda fondato da Giuseppe Verdi, dove oggi ha sede l’Unità Spinale dell’Ausl di Piacenza, che costituisce uno dei due hub regionali per le mielolesioni (lesioni spinali o midollari). Come previsto dal Piano di riorganizzazione e sviluppo della sanità piacentina ratificato a marzo 2017 dalla Conferenza territoriale sociale e sanitaria e approvato dalla Regione, le attività svolte attualmente nell’ospedale (Neuroriabilitazione, Unità Spinale e Riabilitazione delle gravi disabilità infantili e dell’età evolutiva) saranno trasferite e potenziate nel nuovo blocco B del Presidio unico della Val D’Arda (ospedale di Fiorenzuola), in corso di costruzione, che possiede standard organizzativi, tecnologici ed edilizi più idonei a ospitare questo servizio e necessari per raggiungere i più alti standard di qualità.
Il progetto di riconversione della struttura finalizzato alla creazione del primo Centro del Nord Italia dedicato agli sport paralimpici è stato proposto da Regione Emilia-Romagna assieme ad Ausl, Comune di Villanova in accordo con il Comitato Italiano Paralimpico (Cip), e a dicembre 2017 è stato inserito tra quelli finanziati dal Cipe (delibera 22/12/2017), per l’importo richiesto di 10 milioni di euro. 
L’Azienda sanitaria, con la collaborazione di Regione, Cip e Comune, ha provveduto a realizzare il progetto di fattibilità tecnico-economica prima fase.
Per quanto riguarda l’intervento edilizio l’avvio dei lavori, il Protocollo stabilisce che l’Azienda Usl di Piacenza - destinataria del finanziamento, proprietaria dell’attuale struttura e stazione appaltante - provvederà all’espletamento della gara per la progettazione definitiva ed esecutiva, comprensiva del progetto di fattibilità tecnico-economica seconda fase, nonché della successiva gara di lavori, con l’eventuale supporto tecnico di Regione, Comune e Comitato Italiano Paralimpico per le parti di rispettiva competenza.
Relativamente alle decisioni sulla governance del Centro, i sottoscrittori si impegnano a costituire un Tavolo tecnico istituzionale che rappresenti tutti i soggetti coinvolti e finalizzato a definire: la forma di governance e le responsabilità di ciascun soggetto nella conduzione della struttura; il modello operativo per la gestione del Centro; l’impegno economico di ciascun soggetto per la copertura dei costi di gestione. Decisioni che saranno formalizzate successivamente, con specifici atti separati.

Fonte: Agenzia Stampa Regione Emilia-Romagna

 

Parkinson: la risonanza magnetica della neuromelanina può confermarne la diagnosi

Uno studio dell’Istituto di tecnologie biomediche del Cnr, in collaborazione con il Department of Psychiatry Columbia University Medical Center di New York, dimostra sul cervello umano che la riduzione del contrasto nelle immagini di risonanza magnetica della sostanza nera è dovuta alla perdita di neuro melanina, cioè dei neuroni che producono dopamina, legata alla malattia di Parkinson. Oltre a confermare tali diagnosi il nuovo metodo, validato mediante confronto con Pet e la fMri, è largamente disponibile negli ospedali e potrà essere utilizzato per ricerche su soggetti con schizofrenia e rischio di psicosi. Il lavoro è pubblicato su Pnas

 

In un recente studio del gruppo dell’Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Itb) di Segrate-Milano coordinato da Luigi Zecca e Fabio Zucca, frutto di una collaborazione con il Department of Psychiatry Columbia University Medical Center, New York, NY (coordinato da Guillermo Horga e Clifford Cassidy), è stato dimostrato su sezioni del cervello umano che la riduzione del contrasto nelle immagini di risonanza magnetica è effettivamente dovuta alla perdita di neuromelanina, cioè dei neuroni che producono dopamina, legata alla malattia di Parkinson.

È stato perciò confermato che le immagini di risonanza magnetica della neuromelanina costituiscono un marcatore della funzionalità dei neuroni della dopamina della sostanza nera cerebrale. Lo studio (Neuromelanin-sensitive MRI as a noninvasive proxy measure of dopamine function in the human brain), pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), è basato sugli studi pionieristici sulla neuromelanina condotti dal gruppo di Luigi Zecca.

“Nei neuroni della sostanza nera del cervello umano che producono dopamina si accumula una sostanza chiamata neuromelanina. Questi neuroni vengono persi nella malattia di Parkinson”, spiega Zecca. “Erano già stati pubblicati numerosi studi, eseguiti con la risonanza magnetica (Rm o Mri), che nelle immagini mostrano una riduzione del contrasto nella zona (sostanza nera) dove si registra la perdita di neuroni della dopamina in soggetti affetti da Parkinson. Finora, però, non avevamo la certezza che la riduzione di contrasto fosse dovuto alla perdita dei neuroni e della neuromelanina in questa zona del cervello”.

Questo fatto è stato ora dimostrato dallo studio. “Il metodo di risonanza magnetica della neuromelanina è stato verificato mediante correlazione con il rilascio di dopamina osservato nelle immagini della tomografia ad emissioni di positroni (Pet). Inoltre è stato convalidato con misure del flusso sanguigno, utilizzando immagini di risonanza magnetica funzionale (fMri) nella zona in cui ci sono i neuroni della dopamina”, prosegue il ricercatore. “Questa procedura di risonanza magnetica della neuromelanina può quindi essere considerata come un nuovo metodo per confermare la diagnosi della malattia di Parkinson”.

Questa procedura potrà essere utilizzata per ricerche su altre patologie neurologiche e psichiatriche in cui sia presente un’alterata attività della dopamina. “Abbiamo impiegato le immagini di risonanza magnetica della neuromelanina per studiare pazienti con schizofrenia e soggetti con elevato rischio per le psicosi, usando sempre come confronto la Pet e la fMri”, conclude Zecca. “In questi casi abbiamo osservato che il segnale delle immagini di risonanza magnetica della neuromelanina è correlato alla gravità delle psicosi nella schizofrenia e nei soggetti a rischio di schizofrenia. Questo suggerisce che il metodo possa diventare un marcatore del rischio per le psicosi, prima della comparsa di una manifesta schizofrenia. Questi soggetti potrebbero così beneficiare di un trattamento tempestivo con farmaci antidopaminergici. Inoltre questa metodologia è non-invasiva, poco costosa, semplice e rapida da eseguire con una strumentazione (risonanza magnetica a 3 Tesla) largamente disponibile in molti ospedali”.

 Fonte: Ufficio Stampa CNR

Mangiare frutta secca migliora la fertilità

Una recente ricerca condotta dall’Universitat Rovira i Virgili di Tarragona, in Spagna dimostra come le mandorle, così come altri semi oleosi, possono essere d’aiuto alla fertilità maschile, e, di consegunza, a quel 15% di coppie italiane che affronta il problema dell'infertilità

Un team di ricercatori spagnoli ha scoperto che mangiare 60 grammi (circa due porzioni) di frutta secca ogni giorno - comprese le mandorle - migliora significativamente il numero totale di spermatozoi e la loro vitalità, motilità e morfologia (dimensioni e forma).

Questo recente studio - con una combinazione di mandorle (15 g), nocciole (15 g) e noci (30 g) - ha mostrato risultati sulla qualità dello sperma simili a quelli di una precedente ricerca condotta solo sulle noci, ma a questo si aggiunge un aumento del numero di spermatozoi del 16%. Quindi, sembra che un mix di frutta secca possa essere la chiave. Inoltre, le mandorle sono ricche di zinco, che contribuisce alla normale fertilità e alla riproduzione.

Precedenti studi sull'argomento hanno suggerito che le cattive abitudini alimentari, tra gli altri comportamenti non salutari e i fattori ambientali, possono contribuire alla riduzione del numero di spermatozoi e della qualità dello sperma nei paesi industrializzati. Il nuovo studio, denominato FERTINUTS è stato presentato per la prima volta nel corso del meeting della Società europea embriologia e riproduzione umana del 2018.

Questo studio è stato finanziato dall'International Nut and Dried Fruit Council (INC) che ha creato un breve video informativo per illustrarne i risultati, evidenziando il fatto che il problema dell'infertilità interessa circa 1 su 7 coppie in tutto il mondo, con fattori maschili responsabili per il 40-50% dei casi.

Lo studio si basa su una precedente ricerca sulle sole noci (75 g / giorno per 12 settimane) che ha riscontrato miglioramenti nella vitalità, nella motilità e nella morfologia degli spermatozoi, ma non nel conteggio totale. L'aggiunta di mandorle e nocciole alla dieta ha portato a miglioramenti equivalenti in termini di qualità, ma un aumento del numero di spermatozoi come ulteriore vantaggio. I ricercatori osservano che lo studio attuale concorda con i risultati del precedente condotto solo sulle noci ed "estende i miglioramenti seminali ottenuti dal consumo di noci ad altri tipi di oleose".

La dietista Juliette Kellow ha commentato: "Avere una dieta sana è un pezzo importante, ma spesso trascurato, del puzzle della fertilità. Questo studio mostra che l'aggiunta di frutta secca come le mandorle offre un modo potenzialmente semplice per aumentare la fertilità maschile e può aiutare a sostenere le coppie che cercano di concepire".

 

Lo studio in breve

In questo studio parallelo controllato randomizzato di 14 settimane, i ricercatori dell'Universitat Rovira i Virgili in Spagna hanno diviso 119 maschi sani di età compresa tra 18 e 35 anni in due gruppi. A un gruppo è stato chiesto di mangiare frutta secca - una combinazione di 15 grammi di mandorle, 15 grammi di nocciole e 30 grammi di noci al giorno - oltre alla normale dieta in stile occidentale. Quelli del secondo gruppo hanno mangiato la loro stessa dieta in stile occidentale ma hanno evitato tutti i semi oleosi. Alla fine dello studio sono stati raccolti campioni di sperma e sangue dai partecipanti di entrambi i gruppi.

 

Risultati:

Il gruppo semi oleosi ha visto miglioramenti come segue:

  • Conteggio degli spermatozoi superiore del 16%
  • Miglioramento del 6% della motilità degli spermatozoi (capacità delle cellule spermatiche di nuotare)
  • Vitalità degli spermatozoi superiore del 4% (la quantità di cellule spermatiche vive e sane trovate nello sperma)
  • Miglioramento dell'1% nella morfologia degli spermatozoi (che si riferisce alle normali dimensioni e alla forma sane delle cellule spermatiche)

 

È importante sottolineare che quelli del gruppo semi oleosi avevano anche una minore frammentazione del DNA spermatico, dimostrando che l'integrità genetica era meglio preservata nello sperma dei mangiatori di frutta secca. (Quando il DNA spermatico è troppo frammentato, il declino della fertilità o il rischio di aborto spontaneo sono più alti).

 

Conclusioni:

I ricercatori suggeriscono che la composizione nutrizionale dei semi oleosi in questo studio potrebbe migliorare specifici parametri seminali tra cui l’antiossidante vitamina E, gli acidi grassi omega-3 e omega-6 e il folato. Le mandorle sono ad alto contenuto di zinco, il che contribuisce alla normale fertilità e alla riproduzione. L'inclusione di semi oleosi in una dieta di tipo occidentale migliora in modo significativo il numero totale di spermatozoi e la loro vitalità, motilità e morfologia. Queste scoperte potrebbero essere parzialmente spiegate da una riduzione della frammentazione del DNA degli spermatozoi.

 

Limitazioni:

  • I risultati non possono essere estrapolati alla popolazione generale poiché questo studio si è concentrato su uomini sani e apparentemente fertili.
  • L'effetto sui parametri dello sperma è stato visto con un apporto giornaliero di 60 grammi di semi oleosi. Non è noto se quantità maggiori o minori di questi abbiano un effetto diverso sui parametri dello sperma.
  • I partecipanti allo studio hanno mangiato una dieta occidentale ma in un'area mediterranea (Spagna), quindi la dieta potrebbe differire da quella seguita in altri paesi e influenzare i risultati.
  • La dimensione del campione di questo studio potrebbe non essere sufficiente per determinare altri possibili meccanismi che potrebbero spiegare i risultati a livello molecolare.
  • Più del 10% dei partecipanti allo studio è uscito dal numero iniziale reclutato per lo studio, quindi c'è il rischio di parzialità.

Fonte: Omnicom PR Group

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Università di Ancona. Operatore in oncologia, un corso aperto a tutti con il paziente al centro

È rivolto a tutti coloro che, a vario titolo operano, in ambito oncologico non solo i professionisti sanitari ma anche i volontari e le estetiste.  Il bando è online e scade il 22 febbraio 2019

Aperte le iscrizioni al corso di perfezionamento in “Operatore in oncologia” promosso dall’Università Politecnica delle Marche e dall’A.O.U. Ospedali Riuniti di Ancona. Il corso è stato fortemente richiesto dalle associazioni di volontariato che costituiscono la Marcangola ovvero la rete di associazioni impegnate in oncologia nel territorio marchigiano. È rivolto a tutti coloro che, a vario titolo operano, in ambito oncologico non solo i professionisti sanitari ma anche i volontari e le estetiste.  

Il bando è online e la scadenza per presentare le domande di adesione è fissata al 22 febbraio 2019. Il corso di perfezionamento ha la durata di 6 mesi e si svolge presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia.

Tra le sue finalità, il corso si propone di valorizzare il servizio che ogni professionista può rivolgere quotidianamente ai pazienti, sia durante il loro percorso di cura all’interno delle strutture ospedaliere che all’esterno, garantendo il giusto supporto e le competenze necessarie anche nel contesto domiciliare e sociale. In quest’ottica, un’adeguata formazione sul territorio può fornire gli strumenti attraverso cui implementare efficacemente la qualità dell’assistenza nella complessa gestione del malato oncologico e dei suoi familiari. Infine, fornisce le basi della corretta comunicazione con il paziente oncologico, che rappresenta un elemento in grado di influenzare positivamente la risposta del malato oncologico alla terapia.

Consulta il bando sul sito www.unipvm.it

 

 

Fonte: Ufficio Stampa UNIVPM

ll 23 febbraio a Roma prima assemblea nazionale di tutte le professioni sanitarie

Arriveranno dall’assemblea nazionale di Roma del 23 febbraio - la prima dalla nascita dell’assistenza sanitaria pubblica - paletti e proposte che tutti i professionisti della salute costruiranno, anche con un confronto diretto con le istituzioni, per la gestione di personale e servizi.  

Obiettivo: garantire universalità e uguaglianza al Servizio sanitario nazionale. 

Anche basandosi su dati reali che le Federazioni hanno chiesto di elaborare ai principali istituti di ricerca e alle rappresentanze dei cittadini, i rappresentanti di tutti gli Ordini professionali provinciali di 30 professioni sanitarie si riuniranno per la prima volta nella storia per concordare una strategia di azione che sarà proposta con forza a Governo e Regioni. 

I presidenti degli Ordini e delle Federazioni nazionali, che rappresentano  circa 1,5 milioni di professionisti (più del 3% della popolazione italiana) che si occupano quotidianamente della salute dei cittadini, apriranno, con un manifesto condiviso e sottoscritto da tutti, una riflessione che guiderà il futuro dopo i primi 40 anni del Ssn e si concentrerà sui temi caldi della sanità, dalla spesa al regionalismo differenziato, dalla mobilità ai rischi per la salute che generano i “vuoti” di personale e servizi, per costruire, per la prima volta tutti insieme, un rapporto continuativo di confronto costruttivo e di proposte condivise. 

E ne parleranno e ne dibatteranno durante l’assemblea con i rappresentanti di Governo e Regioni, invitati a intervenire per promuovere un dialogo e confronto costruttivo e propositivo.  

Senza la massima condivisione e con la sola conflittualità che nasce da scelte e posizioni unilaterali, a farne le spese non è solo la professionalità, ma soprattutto la salute dei cittadini.   

“Siamo i professionisti dell’assistenza – spiegano gli Ordini e le Federazioni -. Siamo i portatori di un bagaglio enorme di competenze, che possono e devono essere spese anche sul versante organizzativo e di una rinnovata governance che garantisca la sostenibilità del Ssn. Ma oggi tutto avviene senza interpellare chi, ogni giorno, produce la salute e vive la sanità. Questo non è giusto nei confronti dei professionisti e lo è ancor meno nei confronti dei cittadini. E non dovrà più essere così.  Ora vogliamo fare rete, per mettere le nostre competenze a disposizione di tutti e per trovare, insieme, soluzioni alle diseguaglianze che affliggono il nostro Servizio sanitario Nazionale non solo tra una Regione e l’altra ma anche tra aree differenti all’interno delle stesse Regioni”.  

“La sanità si evolve e lo deve fare per tutti i cittadini in modo assolutamente universalistico e uguale per tutti.  E non lo farà mai più senza di noi”. 

 

L’assemblea degli Ordini e delle Federazioni nazionali si svolgerà al Teatro Argentina di Roma (Largo di Torre Argentina, 52) a partire dalle ore 9,00 del 23 febbraio 2019 e sarà aperta anche alle società scientifiche e alle rappresentanze sindacali delle varie professionalità e naturalmente alla stampa.    

 

Chi interverrà e quanti professionisti rappresenta  

Federazione  

Professioni rappresentate  

Numero iscritti  

Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI)  

2  

(infermieri, infermieri pediatrici)  

  1. 000  

Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli e odontoiatri(FNOMCEO)  

2  

(medici, odontoiatri)  

  1. 000  

Federazione nazionale degli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione (TSRM-PSTRP)  

19*  

  1. 000  

Consiglio nazionale Ordine degli psicologi (CNOP)

  1. 000 

Federazione Ordini dei farmacisti italiani (FOFI)  

  1. 000 

Ordine nazionale dei biologi (ONB) 

  1. 000 

Consiglio nazionale Ordine assistenti sociali (CNOAS) 

  1. 000 

 

Federazione nazionale degli Ordini dei veterinari italiani (FNOVI)  

  1. 000 

 

Federazione nazionale degli Ordini delle professioni ostetriche (FNOPO)  

  1. 000 

 

Federazione nazionale degli Ordini dei chimici e dei fisici (FNOCF)

2  

(chimici, fisici)  

  1. 000 

 

*tecnici sanitari di radiologia medica;  podologi; fisioterapisti; logopedisti; ortottisti - assistenti di oftalmologia; terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva; tecnici della riabilitazione psichiatrica; terapisti occupazionali; educatori professionali; tecnici audiometristi; tecnici sanitari di laboratorio biomedico; tecnici sanitari di neurofisiopatologia; tecnici ortopedici; tecnici audioprotesisti; tecnici della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare; igienisti dentali; dietisti; tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro; assistenti sanitari 

 

 

 

Per informazioni: 

FNOMCEO - Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri 

Ufficio Stampa: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 0636203238; +39 347 2359608 

FNOPI Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche 

Ufficio Stampa: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 0646200101; +39 393 4167298 

FOFI – Federazione Ordini dei Farmacisti Italiani 

Ufficio Stampa: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.; +39 334 6068949 

 FNOPO – Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica 

Ufficio Stampa: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.; +39 347 0618661 

 FNOVI – Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani 

Ufficio Stampa: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 FNO TSRM PSTRP - Federazione Nazionale degli Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica; delle professioni sanitarie tecniche; della riabilitazione e della prevenzione 

Presidenza: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

CNOP - Consiglio Nazionale Ordine Psicologi 

Presidenza: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

ONB – Ordine Nazionale Biologi  

Ufficio stampa: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 06 57090205 – 06 57090225  

FNCF – Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici  

Ufficio stampa Gruppo Icat: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 02 39661171  

CNOAS - Consiglio Nazionale Ordini Assistenti sociali 

Segreteria: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Fonte: Ufficio Stampa FNOVI