Jan 17, 2019 Last Updated 2:28 PM, Jan 17, 2019

Violenze sulle donne con disabilità. La FISH in Parlamento per fare il punto sull'indagine VERA

 

Donne con disabilità, violenze e abusi: basta silenzi!

11 dicembre 2018, ore 10-13:30
Senato della Repubblica
Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro
Piazza Capranica 72, Roma

 

Anche le donne con disabilità subiscono abusi, molestie e violenze. Secondo ISTAT circa il 36% delle donne con disabilità ha subìto violenze fisiche o sessuali; le stesse corrono il doppio del rischio di subire violenza rispetto alle altre donne: il 10% contro il 4,7%.

Dietro questi freddi dati numerici ci sono migliaia di storie di vita, ancora poco note e conosciute.

Alzare il sipario e puntare i riflettori sul fenomeno è l’obiettivo di VERA (acronimo per Violence Emergence, Recognition and Awareness), un’iniziativa di FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap e di Differenza Donna. Come? Chiedendo alle stesse donne con disabilità di raccontare le loro esperienze attraverso un agile questionario anonimo.

A due mesi dal lancio dell’indagine (che prosegue nel sito http://www.fishonlus.it/vera/), è il momento propizio per un confronto.

Lo faremo nell’incontro pubblico “Donne con disabilità, violenze e abusi: basta silenzi!” che si terrà a Roma il giorno 11 dicembre (ore 10-13:30). Grazie al sostegno della Senatrice Annamaria Parente, l’incontro si terrà presso il Senato della Repubblica, Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, Piazza Capranica 72.

Sarà l’occasione per evidenziare i primi risultati dell’indagine, per presentare un breve docufilm (“Silenzi interrotti”, regia di Ari Takahashi) realizzato in queste settimane ma anche per iniziare un confronto di riflessione, condivisione e azione.

Oltre a rappresentanti del movimento delle donne con disabilità (e non), sono stati invitati ad intervenire parlamentari e rappresentanti delle istituzioni.

L’invito a partecipare è rivolto a tutti. L’incontro sarà sottotitolato.

Si tenga presente che la capienza della sala è limitata e gli accessi potranno avvenire solo per le persone precedentemente accreditate. Gli accrediti vanno richiesti a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Per maggiori informazioni:

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Fonte: Ufficio Stampa FISH

 

"Lavora con il cuore": La prevenzione cardiovascolare sul posto di lavoro funziona

 La campagna, ideata dalla FipC e alla quale hanno collaborato il Cnr-Spp e la Sisa, ha coinvolto la sede di Roma del Ministero del lavoro e delle politiche sociali con 547 dipendenti, di cui il 74% donne, informandoli sui comportamenti da seguire per ridurre i fattori di rischio. Il progetto, pubblicato sul Giornale italiano di arteriosclerosi, ha permesso di individuare le persone con problemi, responsabilizzarle, orientarle verso uno stile di vita migliore e garantire, quando necessario, una loro migliore adesione alle terapie

Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte in Occidente. Tra le ragioni, un non soddisfacente controllo dei fattori di rischio: ipertensione arteriosa, diabete, ipercolesterolemia, obesità, abitudine al fumo, sedentarietà. È importante quindi migliorare le strategie di prevenzione, cercando nuove modalità per informare la popolazione sull’argomento.  Ed è quanto si è fatto con ‘Lavora con il cuore’, la campagna di sensibilizzazione e di valutazione del rischio cardiovascolare effettuata nel mondo del lavoro, ideata dalla Fondazione italiana per il cuore (FIpC) e realizzata in collaborazione con il Servizio prevenzione e protezione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Spp) di Roma, con la Società italiana per lo studio dell’aterosclerosi (Sisa) sezione Lazio e con il patrocinio e in condivisione con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Il progetto, pubblicato sul Giornale italiano di arteriosclerosi, ha coinvolto 547 soggetti delle sedi romane del Ministero, di cui il 74% donne, e ha previsto una fase di informazione dei lavoratori, una visita medica, un rapido test ematico tramite prelievo di una goccia di sangue dal polpastrello, la consegna dei risultati dell’esame e il colloquio individuale con un medico, che ha fornito consigli su alimentazione e stile di vita da seguire per ridurre il rischio e, quando necessario, su eventuali interventi farmacologici.

“Dallo studio, che ha valutato la prevalenza dei fattori di rischio cardiovascolare utilizzando un programma computerizzato, è emersa una differenza statisticamente significativa tra i due generi, per lo più a sfavore degli uomini: se il colesterolo elevato è risultato più frequente nelle donne (64%) rispetto agli uomini (40%), obesi sono risultati il 16% degli uomini contro il 9% delle donne, con pressione arteriosa elevata il 33% degli uomini contro il 16% delle donne, con glicemia elevata il 7% degli uomini e il 3% delle donne”, spiega Roberto Volpe, medico del Cnr-Spp e responsabile dello studio. “Di conseguenza, quando si è andati a calcolare la percentuale di rischio di avere un evento cardiovascolare entro 10 anni, questo è risultato moderato nel 32% degli uomini rispetto all’8% delle donne ed elevato nel 9% negli uomini e solo nell’1% delle donne”.

Positivo il giudizio delle persone coinvolte nella campagna: il 98% dei lavoratori ha giudicato soddisfacente/molto soddisfacente l’iniziativa, affermando nell’82% dei casi che ha permesso di migliorare le conoscenze sui fattori di rischio cardiovascolare; il 97% ha dichiarato che sta tenendo conto dei consigli ricevuti. “Questi risultati confermano come nei luoghi di lavoro sia possibile, attraverso campagne ad hoc, individuare le persone con problemi cardiovascolari, responsabilizzarle nei confronti dei propri fattori di rischio, orientarle verso uno stile di vita migliore e, una volta in cura, garantire una loro migliore adesione terapeutica”, prosegue Volpe. 

“La campagna rappresenta un esempio di politiche moderne di gestione del personale, volte a facilitare un rapporto di alleanza tra datore di lavoro e dipendenti, mettendo al centro il lavoratore e il suo stato di salute”, conclude Emanuela Folco, presidente della FIpC.

Agire sui fattori di rischio e sulla prevenzione si traduce in un vantaggio per il datore di lavoro, ma anche per il dipendente, al quale vengono così garantite attività lavorativa e prospettive di carriera. L’esperimento condotto con successo al Ministero del lavoro può dunque costituire un valido esempio da seguire in altri ambiti professionali.

 

Fonte: Ufficio Stampa Cnr

 

Mamme incinte e neonati: al Bambino Gesù un ambulatorio per prevenire le allergie

Attivo il lunedì e il giovedì nella sede dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma - San Paolo. E’ rivolto ai nuovi nati ad alto rischio allergico. Tutte le informazioni su allergie e intolleranze alimentari in età pediatrica sul nuovo numero del magazine digitale ‘A Scuola di Salute

Nasce al Bambino Gesù l’Ambulatorio per la prevenzione e la diagnosi precoce delle allergie. E’ rivolto ai neonati entro il 28° giorno di vita ad alto rischio allergico, vale a dire i bambini con almeno un parente di primo grado (mamma, papà o fratellino) affetti da allergia. E’ attivo presso la sede di Roma - San Paolo e svolge attività di prevenzione delle varie patologie allergiche (rinite, asma, dermatite atopica, allergia alimentare o ai farmaci) con interventi precoci sulla dieta e sugli stili di vita delle future mamme e dei nuovi nati.

In Italia le varie forme di allergia colpiscono circa 25 bambini su 100. Possono comparire ad ogni età, anche nel primo anno di vita, e sono influenzate dall’ambiente (gli agglomerati urbani ad alto livello di inquinamento ne favoriscono l'insorgenza e/o il peggioramento) e dalla predisposizione genetica. Se mamma e papà non sono allergici, il rischio che un figlio sia allergico è del 10 - 15%. La percentuale sale al 30% se uno dei genitori è allergico; se lo sono entrambi si arriva anche all’80%.

«E’ scientificamente provato che interventi precoci sulla dieta e sulle abitudini di vita delle future mamme e dei bambini entro le prime 4 settimane dalla nascita riducono il rischio di sviluppare allergie nel corso della crescita» spiega Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia del Bambino Gesù. «Con l’attività di prevenzione del nuovo Ambulatorio, stimiamo una diminuzione del 15% delle dermatiti atopiche che rappresentano la prima tappa della marcia allergica dei bambini».

Nel corso della visita in Ambulatorio, la prima indicazione sarà l’allattamento al seno del neonato. Se il latte materno non è disponibile, verrà valutata la sostituzione con preparati ipoallergenici.

L’appuntamento per il nascituro può essere pianificato anche prima del parto. Il colloquio telefonico (chiamando il numero per le informazioni) sarà l’occasione per fornire un servizio di consulenza alle future mamme. Il team di allergologi darà indicazioni di base come lo stop al fumo di sigaretta e alle attività che causano stress e, sul fronte della dieta, oltre al consumo difibre, frutta e verdura, potrà consigliare l’eventuale introduzione di antiossidanti, prebiotici e probiotici. Questi ultimi sono microrganismi vivi (presenti in molti alimenti comuni, come yogurt o latte fermentato) che possono apportare benefici alla salute quando somministrati in quantità adeguate. In qualità di immuno-modulatori della risposta allergica, nelle linee guida della World Allergy Organization vengono raccomandati - in determinate situazioni - come terapia preventiva delle allergie, soprattutto l'eczema.

 

COME SI ACCEDE ALL’AMBULATORIO

L’ambulatorio è attivo il lunedì e il giovedì dalle 14:30 alle 18:00, presso la sede di Roma - San Paolo (viale di San Paolo, 15).

Possono accedere esclusivamente i neonati con età inferiore ai 28 giorni di vita che abbiano almeno un familiare di primo grado (mamma, papà o fratello) affetto da allergia. 

L’accesso è tramite prenotazione telefonica al CUP 06.68181 o tramite prenotazione assistita via web al seguente link: https://nuovocup.ospedalebambinogesu.it/RichiestePrenotazioni

Al momento della prenotazione, sia telefonica che via web, sarà necessario essere in possesso dell’impegnativa per “prima visita allergologica” (codice: 89.7_2) completa di sospetto diagnostico “Anamnesi familiare di disturbi allergici” (codice: V19.6).

E’ possibile avere informazioni attraverso la mail dedicata Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. (esponendo il caso e fornendo i contatti telefonici per essere richiamati entro 48 ore) o chiamando ilnumero per le info 06.6859.2309, dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 15:30. 

Dedicato alle allergie e alle intolleranze alimentari in età pediatrica anche il nuovo numero del magazine digitale ‘A Scuola di Salute’, realizzato dall’Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell’Adolescente e diretto dal prof. Alberto Ugazio.

Fonte: Ufficio Stampa Bambinbo Gesù

 

Natale: i consigli della SIPPS per le festività ‘a misura di bimbo’

Dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale un decalogo con messaggi educazionali su alimentazione, tempo libero e sicurezza dentro e fuori casa.

Panettoni, pandori, torroni, cioccolatini, frutta secca e tante altre prelibatezze. Non solo. Mercatini, strade addobbate a festa, luci e suoni che invadono le vie delle città: i bambini sono ormai pronti a tuffarsi nella magica atmosfera del Natale. La festa sognata tutto l’anno dai più piccoli è ormai alle porte e i bimbi sono impazienti di scartare i propri regali sotto l’albero.

In occasione delle festività di Natale e Capodanno, la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale fornisce ai genitori utili consigli per trascorrere questi giorni ‘a misura di bimbo’, stilando un decalogo per mamme e papà che contiene importanti messaggi educazionali per ciò che riguarda l’alimentazione, il tempo libero e la sicurezza dentro e fuori le mura domestiche.

“Il Natale – afferma il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS - rappresenta un importante momento da trascorrere in famiglia, cercando di vivere momenti di gioia e serenità. La salute dei nostri figli è importante, sia quella fisica sia quella legata al benessere psico-emotivo. Durante questi giorni di vacanza, allo svago, al gioco e alla distrazione i bambini dovrebbero dedicare il proprio tempo anche ad attività che spesso tralasciano: il riposo, ad esempio, è fondamentale per i più piccoli, così come si dovrebbe evitare di esporli a dannosi stimoli sonori. L’auspicio è che le festività natalizie, oltra a lasciare un bel ricordo, siano vissute all’insegna della serenità e del recupero di tanti valori che oggi sembrano persi ma dei quali la nostra società ha davvero bisogno, anche per guardare al nuovo anno con la maggior fiducia possibile”.

Questo il decalogo della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale:

  • Insegnare ai bambini il rispetto degli altri e dare loro esempio attraverso un gesto di solidarietà può essere un modo semplice ed efficace per trasmettere loro il significato più profondo di questi giorni di vacanza. Il Natale dovrebbe infatti essere la festa della condivisione e della fratellanza.
  • Mai discutere di fronte ai propri bambini. Lo stato d’animo dei genitori si ripercuote, inevitabilmente, su tutta la famiglia e spesso le festività natalizie si trasformano in un pretesto per dare sfogo a conflitti e tensioni spesso sopite. Le vacanze diventino, dunque, un momento di convivialità e di unione.
  • Leggere sempre con attenzione le etichette degli alimenti: è una buona abitudine da trasmettere ai propri figli per renderli consapevoli di cosa stanno mangiando. Da non trascurare, ovviamente, le etichette e il foglietto illustrativo dei farmaci: rivolgersi sempre al pediatra per il loro corretto utilizzo e in caso di dubbi.
  • Dare alla frutta un ruolo di primo piano sulle tavole imbandite. Arance, mandarini, mele, pere, melograni, ad esempio, apportano sempre un tocco di colore e allegria e, pur rispettando le tradizioni di ogni Regione, non bisogna far mancare ai bimbi un giusto apporto di fibre, vitamine e sali minerali.
  • Evitare assolutamente gli eccessi alimentari. Ogni anno i Pronto Soccorso registrano casi di bimbi ‘intossicati’ a causa delle abbuffate natalizie.
  • Diversificare il più possibile le attività. Inoltre, i bambini che vanno a scuola, dovrebbero fare i compiti un po’ alla volta per renderli meno pesanti.
  • Non fate diventare i piccoli schiavi della tecnologia: davanti a cartoni animati, computer e videogiochi, i bambini si incantano, senza poi contare quelli che ormai hanno sempre lo smartphone in mano. Portate i vostri figli almeno un paio d’ore all’aria aperta o invitate a casa i loro amici.
  • Trovare una via di mezzo tra la monotonia e i sovraccarichi di ogni genere. Passati i 15-18 mesi qualche trasgressione può essere concessa, ma l’organismo del bambino necessita di regolarità.
  • Comprare giocattoli a norma e dunque certificati dal marchio CE, puntando al loro corretto utilizzo. La sicurezza riguarda poi anche lo sport: bisogna rispettare le norme basilari (comportamentali, gradualità, eventuale appoggio a un istruttore) fare uso di opportune dotazioni protettive, oltre ad alcune abitudini, come quella dei fuochi di Capodanno, purtroppo funestate da incidenti ogni 31 dicembre.

Fonte: Ufficio Stampa SIPPS

Feste in arrivo: 5 consigli 100% frutta per affrontare la tavola senza troppe rinunce

Con i festeggiamenti alle porte, i brindisi e i momenti conviviali si moltiplicano. Frutta fresca e succhi 100% frutta, possono rivelarsi alleati preziosi per godere dei piaceri della tavola senza sensi di colpa e iniziare l'anno con ancora più energia. La biologa nutrizionista Silvia Ambrogio suggerisce alcuni accorgimenti alimentari per superare ‘indenni’ le feste:

1. I (tanti) brindisi uniti ai cibi non propriamente light del periodo natalizio mettono a dura prova il nostro fegato, l'organo principe per la disintossicazione. Per farlo arrivare in forma alla fine delle feste si può scegliere di arricchire la propria alimentazione di vitamine e sali minerali, privilegiando succhi 100% di arancia, che per legge non posso contenere zuccheri aggiunti, coloranti e conservanti. 

2. Sempre per salvaguardare la buona funzionalità del fegato è importante aumentare l’apporto di selenio e beta-carotene, vitamine del gruppo B e vitamine C ed E, e per farlo basta bere durante il giorno basta mangiare durante il giorno frutti ricchi di elementi antiossidanti quali mele o agrumi o un succo 100% arancia.

3. Bere un prodotto ricco di micronutrienti a colazione può anche contribuire rendere la pelle e capelli in splendida forma. In particolare, il carotene contenuto nei frutti gialli e le antocianine di cui sono ricchi l’uva e i frutti rossi, migliorano la salute della pelle.

4. Cucinare è davvero un'arte sottile e forse non per tutti, ma bastano alcune conoscenze per rendere più leggeri e salutari le proposte natalizie: gamberi e gamberoni sono un gran classico, ma invece che offrirli accompagnati da pesanti salse e salsine, provateli marinati con succo 100% di arancia, una bontà senza troppi sensi di colpa. Il succo 100% arancia è un ottimo alleato per chi vuole ridurre i grassi in cucina perché conferisce una nota dolce al piatto e mantiene morbida la carne.

5. Appartenete a quella schiera di persone convinte che valga la pena arrivare a metà dicembre a dieta ferrea per godersi in libertà la dolcezza delle feste? Per non perdere tutti i benefici raggiunti bisogna destreggiarsi tra aperitivi e dopocena, scegliendo drink a base di frutta senza zuccheri aggiunti, come i succhi 100% frutta, insaporiti con spezie quali curcuma, cannella, peperoncino o radice di zenzero fresca: mix coloratissimi e dal gusto ricco che non vi faranno certo rimpiangere i cocktail tradizionali.

Per ulteriori informazioni: https://fruitjuicematters.it/it

 

Fonte: Ufficio stampa Omnicom Pr Group 

Malattie ginecologiche: nuove tecniche chirurgiche a confronto

Se ne discuterà al corso teorico-pratico di chirurgia laparoscopica avanzata che si svolgerà, il 3 e 4 dicembre, nell’ospedale “Ircss Sacro Cuore – Don Calabria” di Negrar, nel Veronese, dove ha sede l’Issa School. Interverranno numerosi esperti che fanno parte della Issa School e nomi di spicco nel panorama internazionale della chirurgia dell’endometriosi

 

Alta chirurgia per la cura delle malattie ginecologiche. Di questo e altro si discuterà al corso teorico-pratico di chirurgia laparoscopica avanzata che si svolgerà, il 3 e 4 dicembre, nell’ospedale “Ircss Sacro Cuore – Don Calabria” di Negrar (Verona) dove ha sede l’Issa School (International School of Surgical Anatomy). Il focus dell’evento sarà incentrato sulla “chirurgia radicale e nerve-sparing nell’endometriosi profonda”. Mentre il 5 dicembre, nella sede dell’Iclo Teaching and Research Center – San Francesco di Sales a Verona, si svolgerà il “Post Course Cadaver Lab”, un training pratico su cadavere.

Il corso è diretto da Marcello Ceccaroni, responsabile del Dipartimento per la Tutela della Salute e Qualità di Vita della Donna, Uoc di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale “Ircss Sacro Cuore – Don Calabria”. Interverranno numerosi esperti che fanno parte della Issa School e nomi di spicco nel panorama internazionale della chirurgia dell’endometriosi. Lo scopo è quello di illustrare i differenti approcci laparoscopici all’endometriosi superficiale e profonda basandosi su principi anatomo-chirurgici dei vari compartimenti della pelvi.

“Si tratta di un corso avanzato – spiega Ceccaroni – che si avvale di sessioni teoriche e video-session in cui vengono illustrati diversi approcci laparoscopici all’endometriosi, passando dalle procedure più semplici a quelle più complesse della patologia, quando è infiltrativa nei vari compartimenti pelvici. Si comincerà con una prima sessione chirurgica live in cui verranno eseguiti interventi di eradicazione di endometriosi profonda, seguita nel pomeriggio da una sessione teorica e video-session nella quale verranno discusse le varie metodiche di approccio laparoscopico all’endometriosi”.

La seconda giornata prevede una “full-day live surgery”, in cui i corsisti potranno assistere non solo a differenti interventi chirurgici laparoscopici, ma potranno direttamente interagire dall’auditorio con gli operatori al fine di acquisire i dettagli tecnici e strumentali fondamentali alla realizzazione delle varie procedure.

Nella terza giornata, il 5 dicembre, si terrà il “Post Course Cadaver Lab”, dove le tecniche operatorie descritte nelle sessioni teoriche e osservate in sala operatoria, potranno essere messe in pratica dai corsisti sotto la guida dei tutor della scuola.

Provider e segreteria organizzativa sono a cura di Biba Group.

 

Fonte: Biba Group

Il farmacista connettore di salute: si chiude il 39° Congresso Nazionale SIFO

 

Si chiudono a Napoli i lavori del 39° Congresso Nazionale della SIFO e il presidente del Congresso, Adriano Vercellone, esprime soddisfazione per l'andamento dell'evento: "Il primo bilancio dei lavori è assolutamente positivo. Abbiamo avuto numeri da record nella partecipazione, con oltre tremila presenze ed una qualità altissima nelle presenze importanti della politica e della governance regionale. Anche all'interno delle varie sezioni tutti i relatori individuati negli enti che in Italia si occupano di sanità hanno partecipato portando il livello delle discussioni ad un livello di indiscutibile qualità".
Ma il successo del Congresso non è ovviamente solo una questione di numeri: "I contenuti scientifici del Congresso sono stati d'assoluta eccellenza", ha proseguito Vercellone, "ed inoltre nelle 21 sessioni parallele e nelle 8 plenarie sono nate proposte, si sono create nuove alleanze con altre società scientifiche e confermato collaborazioni in atto con enti sanitari, sono stati presentati e lanciati nuovi progetti. Penso che la SIFO abbia raggiunto il suo obiettivo".
Commenti positivi ripresi anche dalla presidente SIFO, Simona Serao Creazzola, che in chiusura di evento ha indicato i macro-obiettivi centrali per l'attività della società nell'immediato futuro: "siamo convinti che questo sia un Congresso che rimarrà nel tempo, che darà grande impulso al lavoro futuro della nostra Società. Gli obiettivi che perseguiremo da qui in avanti saranno di promuovere una formazione specifica e non decontestualizzata, di lavorare sull'uniformità dell'assistenza farmaceutica, misurando le performance e restituendone i dati alle istituzioni per un innalzamento complessivo della qualità del SSN, di sviluppare il farmacista clinico in ospedale e sul territorio e di consolidare il ruolo del farmacisti ospedaliero come connettore di sistema nei PDTA e nei setting assistenziali".
L'ultimo commento, espresso da Vercellone, riguarda gli Under 35 della SIFO: "un dato è da registrare: quello di Napoli è stato il congresso dei giovani farmacisti. Loro sono stati il valore in più di questo nostro evento. Li abbiamo coinvolti fin dall'inizio, sia nella preparazione del programma scientifico, che nella conduzione di sessioni: è stata una partecipazione molto attiva e stimolante per tutti, anche per le istituzioni presenti. Abbiamo identificato con loro i temi importanti per l'avvicinamento alla professione come la discussione sulle scuole di specializzazione e il futuro della professione. Il cammino della SIFO ormai li coinvolge e li riguarda da vicino".

 

Giornata mondiale HIV: nel 2019 parte la sperimentazione del vaccino terapeutico pediatrico

Progetto di ricerca internazionale (EPIICAL) coordinato dall’Ospedale Bambino Gesù. Altri due studi avviati nel continente africano

Partirà nel 2019, in 3 diversi continenti, la seconda sperimentazione del primo vaccino terapeutico pediatrico contro l'HIV, sviluppato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con il Karolinska Instituet di Stoccolma. L’Ospedale della Santa Sede, infatti, capofila del progetto internazionale di ricerca EPIICAL, ha ottenuto un finanziamento dal National Institute of Health americano che consentirà di testare il vaccino terapeutico su un’ampia coorte di bambini, distribuita in 3 Paesi: Italia, Tailandia e Sud Africa. Alla vigilia della Giornata Mondiale contro l’AIDS, si contano ancora ogni anno nel mondo circa 180.000 nuove infezioni pediatriche, per un totale di circa 1.800.000 bambini con infezione da HIV (dati UNAIDS).

 

IL VACCINO TERAPEUTICO

La vaccinazione terapeutica rappresenta una strategia di cura mirata a "educare" il sistema immunitario di una persona con HIV per aiutarlo a reagire contro il virus che lo ha infettato. I vaccini “terapeutici” si distinguono da quelli “profilattici” in quanto i primi servono a curare persone già infette, mentre i secondi hanno una funzione preventiva (si prendono da sani per evitare i contagi). Non esiste purtroppo al momento un vaccino profilattico contro l'HIV.

La nuova sperimentazione segue quella effettuata la prima volta nel 2013 dall’Unità Operativa di Infettivologia del Bambino Gesù, all’interno del Dipartimento Pediatrico Universitario Ospedaliero diretto dal prof. Paolo Rossi, in collaborazione con la cattedra di Pediatria dell'Università di Roma "Tor Vergata". La prima sperimentazione aveva riguardato 20 bambini nati infetti per via materna (contagio “verticale”), un tipo di trasmissione della malattia che interessa il 95% dei nuovi casi pediatrici ogni anno.

Nel bambino viene somministrato il DNA di una specifica proteina del virus dell'HIV. Queste informazioni genetiche introdotte nelle cellule del paziente stimolano la risposta immunologicadell'organismo. La cellula umana che riceve il DNA dell'HIV inizia a sintetizzarla, migliorando la risposta immunitaria verso il virus. La somministrazione del vaccino, abbinata alla terapia antiretrovirale classica, aveva ottenuto risultati positivi determinando il significativo aumento di risposte immunologiche potenzialmente in grado di consentire il controllo della replicazione del virus dell'HIV.

L’avvio della nuova fase della sperimentazione sarà ora possibile grazie al lavoro di EPIICAL, il consorzio nato nel 2015 che coinvolge 27 partner accademici, i più prestigiosi al mondo nell'ambito della ricerca su HIV pediatrico. Il consorzio, coordinato dal Bambino Gesù, ha lo scopo di mettere a sistema la ricerca di nuove immunoterapie che permettano un controllo della malattia (remissione virologica) senza utilizzare i farmaci antiretrovirali attualmente disponibili.

«La nostra sfida - spiega il dott. Paolo Palma, immunoinfettivologo del Bambino Gesù – è quella di riuscire ottenere, grazie al vaccino terapeutico, un controllo della malattia tale da ridurre al minimo nei bambini il ricorso alle terapie antiretrovirali, che sono certamente molto efficaci ma gravate di tossicità nel lungo termine. Un bambino che nasce con HIV, infatti, inizierà le cure già nel primo anno e dovrà proseguirle per tutta la vita senza interruzioni. Il successo di questo vaccino potrebbe ridurre il rischio dei fallimenti terapeutici legati alla ridotta aderenza nel tempo alle cure antiretrovirali e diminuire sensibilmente i costi per i sistemi sanitari nazionali, che spesso costituiscono un impedimento all'accesso alle terapie, specie nei Paesi più poveri»

L’arruolamento dei primi pazienti per la seconda sperimentazione è previsto a partire dal prossimo anno e coinvolgerà inizialmente i bambini seguiti in Italia dall’Ospedale della Santa Sede e successivamente i bambini con HIV in Sudafrica e Tailandia, due tra i Paesi con la più alta percentuale di bambini nati infetti per via materna. «Siamo fiduciosi – aggiunge Paolo Palma – che dalla ricerca pediatrica arriveranno le nuove riposte terapeutiche alle esigenze dei pazienti di tutte le fasce di età».

 

LE ALTRE SPERIMENTAZIONI

Altri due studi, intanto, sono partiti sempre grazie all’attività del consorzio EPIICAL. Lo studio CARMA, che include bambini con infezione materno-infantile da HIV trattati sin dai primi giorni di vita con terapie antiretrovirali, in diversi centri Europei. Il Bambino Gesù ha partecipato allo studio arruolando 15 bambini. I dati preliminari hanno permesso di identificare nuovi marcatori di malattia che potranno essere utilizzati in studi futuri di immunoterapia.

In parallelo allo studio CARMA è iniziato anche lo studio denominato EARTH, dedicato ai bambini con infezione materna da HIV in diversi centri del Sudafrica (Johannesburg e Capetown) e delMozambico. Attualmente sono stati arruolati 40 neonati con infezione da HIV (con una previsione di arrivare a 100) che verranno seguiti per i prossimi 2 anni. Questi bambini rappresentano i candidati ideali per nuove strategie di remissione virologica.

 

I DATI SULL’HIV

L'infezione da HIV in età pediatrica rappresenta oggi una realtà in regressione nei Paesi industrializzati come l'Italia.  L'infezione madre-bambino risulta un evento sempre più raro confinato a realtà sociali che sfuggono alle maglie di prevenzione ormai piuttosto consolidate. Nuovi casi d'infezioni, tuttavia, sono descritti negli adolescenti che rappresentano una popolazione particolarmente a rischio. In base alle ultime stime UNAIDS vi sono circa 180.000 nuove infezioni pediatriche ogni anno, con circa 1.800.000 di bambini con infezione da HIV.

Attualmente presso il Bambino Gesù sono seguiti oltre 100 pazienti, mentre più di 40 adolescenti sono stati trasferiti con successo presso i centri dell'adulto.

 

Fonte: Ufficio Stampa Ospedale Bambino Gesù

 

Latte d’asina per i neonati prematuri

È un fortificatore ideale per la nutrizione dei bimbi pretermine in terapia intensiva: riduce sensibilmente i casi di intolleranza. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Ospedale S.Anna di Torino e dal Cnr-Ispa di Torino, pubblicato sulla rivista Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition

Il latte umano è il nostro primo alimento, anche per i prematuri che in Italia sono più del 6% di tutti i nati: oltre 30.000 l’anno, di cui 5.000 sotto i 1.500 grammi di peso. Tuttavia, dati i particolari fabbisogni nutrizionali, questo alimento deve essere fortificato con nutrienti, soprattutto proteine da latte vaccino, spesso mal tollerati dal fragile intestino dei bimbi nati pre-termine, ai quali causa vomito e distensioni addominali. Una risposta a questi problemi arriva da uno studio che dimostra come i segni di intolleranza alimentare siano più che dimezzati con l’uso del latte d’asina. La ricerca, che ha coinvolto 156 nati pre-termine, è stata condotta dai ricercatori dell’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Cnr di Torino (Cnr-Ispa) e dall’equipe di Terapia intensiva neonatale universitaria dell’ospedale Sant'Anna della Città della Salute di Torino con il sostegno della Compagnia di San Paolo di Torino ed è pubblicata sul Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition.

“Studi recenti avevano già evidenziato che quello d’asina è il latte di mammifero più vicino come composizione al latte umano. Da qui l’idea di provarlo come integratore del latte materno”, premette Laura Cavallarin, ricercatrice Cnr-Ispa. “La prima fase del progetto ha previsto il disegno e la produzione del fortificatore sperimentale. Sono stati ottenuti due concentrati di latte d’asina, con tenore proteico e calorico uguale ai corrispondenti prodotti a base di latte vaccino disponibili in commercio, rispettando la normativa vigente in materia di alimenti per infanzia e garantendone la sicurezza microbiologica. Il latte d’asina, raccolto da due allevamenti piemontesi e uno di Reggio Emilia, è stato fornito da Eurolactis Italia. La formulazione e produzione del fortificatore sono stati brevettati, mentre la polverizzazione ed il confezionamento del prodotto finito sono state condotte con il supporto del Dipartimento di scienze del farmaco dell’Università del Piemonte Orientale e di due imprese farmaceutiche piemontesi, Procemsa e Proge Farm”.

Successivamente è stato avviato uno studio clinico durato 24 mesi per valutare l’adeguatezza nutrizionale del nuovo prodotto in una popolazione di neonati gravemente prematuri. “Lo studio ha interessato 156 nati prematuri di peso molto ed età alla nascita molto bassi (inferiore a 1.500 g. e massimo 30 settimane di gravidanza)”, prosegue Enrico Bertino, direttore della Terapia Intensiva Neonatale dell’Università di Torino. “Metà dei bimbi hanno ricevuto per 21 giorni latte umano con il fortificatore a base di latte d’asina, gli altri quello standard a base vaccina. Essendo i prodotti differenti, le due diete sono state modulate per avere lo stesso apporto nutritivo. Lo studio clinico ha mostrato che gli episodi di intolleranza alimentare erano 2,5 volte inferiori nei soggetti che assumevano il prodotto a base di latte d’asina. In particolare, sono risultati ridotti gli episodi di vomito e di ristagno biliare nello stomaco, indice di malfunzionamento intestinale”.

“Un risultato importante sia per il raggiungimento precoce di una completa alimentazione per via orale, obiettivo chiave nell’assistenza dei prematuri nelle terapie intensive neonatali per un loro più rapido ritorno a casa, sia perché, in queste fasi, condiziona lo stato di salute nell’adolescenza e in età adulta”, conclude Cavallarin.

 

Fonte: Ufficio Stampa CNR

Ivi: il contributo della procreazione medicalmente assistita nella nascita di bambini senza HIV

Come ogni anno, il Dicembre ricorre la Giornata Mondiale contro l’AIDS e IVI, leader mondiale nel trattamento dell'infertilità, vuole ricordare quanto sia importante la ricerca scientifica in questo ambito soprattutto grazie all'introduzione di terapie antiretrovirali (Haart), che riducono e bloccano la replicazione virale, migliorando la qualità di vita e prolungando la sopravvivenza delle persone sieropositive. Inoltre, adottando le adeguate misure, il rischio di contagiare il partner o il bebè può essere quasi sempre evitato.

 

Diversamente dalle altre principali cause di morte come il cancro e le malattie cardiache, l’AIDS colpisce duramente i bambini, i giovani adulti e le donne

La maggior parte delle infezioni da HIV e delle morti dovute all’AIDS avvengono nelle persone al di sotto dei 25 anni.

Inoltre, sono più di due milioni i bambini al di sotto dei 15 anni infettati dal virus HIV-1, e oggi le donne rappresentano la metà dei casi di HIV nel mondo.

In Italia i numeri oggi sono ancora allarmanti: ogni anno sono 4.000 le nuove diagnosi di infezione da HIV, con un incremento registrato negli ultimi due anni di nuove infezioni nella fascia d’età tra i 25 e i 29 anni. Circa il 40% dei casi di HIV è diagnosticato in modo tardivo, mantenendo alta la circolazione del virus nella popolazione generale, e a questo va aggiunto un 30% stimato di persone che inconsapevolmente continuano a favorire la trasmissione del virus. 

“Grazie al miglioramento nello sviluppo dei trattamenti antiretrovirali e delle tecniche di riproduzione assistita - dichiara Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di ROMA - le coppie siero discordanti in cui l'uomo è stato infettato dall'HIV, possono realizzare il sogno di generare figli in modo sicuro, sia per la coppia che per la loro prole. Il lavaggio dello sperma, ad esempio, confermato da tecniche di biologia molecolare ad alta sensibilità e seguito da un trattamento di riproduzione assistita come l'iniezione intra citoplasmatica (ICSI), costituisce il protocollo ottimale per ridurre il rischio di trasmissione del virus”.

Nel caso in cui sia la donna la portatrice del virus, il trattamento della riproduzione assistita non differisce molto da quello applicato nel caso di una donna senza virus. In questi casi è essenziale un rigido controllo immunologico della paziente e che il trattamento venga eseguito quando la carica virale è molto bassa o non rilevabile. Inoltre, è necessario prestare particolare attenzione all'infezione nel terzo trimestre di gravidanza e durante il parto.