May 24, 2019 Last Updated 1:31 PM, May 23, 2019

Auser: storie di donne che aiutano altre donne

Ad Ancona un progetto di solidarietà che unisce le differenze

Annabel, Loveth e Happy,  sono tre donne che vengono dal Mozambico salvate dalla tratta e dallo sfruttamento grazie all’associazione Free Woman.  Sono brave a realizzare i tradizionali copricapi colorati, non un semplice accessorio, nella cultura del loro Paese è un simbolo di eleganza e di fierezza. E’ questo l’inizio di una storia a lieto fine, una storia di donne che aiutano altre donne.

Un gruppo di volontarie della sartoria della solidarietà Auser di Collemarino: Marta, Clara, Rossella, Egle, Concetta, Lidia, Rosanna, sarte esperte alcune con più di 80 anni, si sono messe a disposizione delle ragazze del Mozambico per aiutarle a confezionare questi bellissimi copricapi colorati. Così nasce il progetto che porta questi originali cappelli all’interno della Pink Room spazio nato nel reparto di oncologia dell’Ospedale Torrette di Ancona,  per dare un aiuto alle  donne colpite dal cancro al seno e che stanno facendo chemioterapia.

Grazie all’impegno dell’Assessore ai servizi sociali del Comune, Dott.ssa Emma Capogrossi,  e delle associazioni Free Woman  e Auser,  è nato un progetto  unico nel suo genere, che coniuga perfettamente la tradizione di una nazione lontana, il Mozambico, con la tradizione manifatturiera tipica Italiana, a favore della solidarietà verso le donne che sono colpite dal cancro.

Ed è così che Annabel, Loveth e Happy insieme a Marta, Clara, Rossella, Egle, Concetta, Lidia e Rosanna confezionano e aiutano a cucire questi cappelli anche all’interno della Pink Room dell’ospedale. Una piccola grande storia di coraggio, solidarietà e dignità.

Donne che aiutano altre donne al di là dell’età e delle differenze culturali. Tutte unite per dare sostegno ad altre donne che stanno lottando per la propria vita.

 

Fonte: Ufficio stampa presidenza Auser Nazionale

 

Niente compiti, molta creatività e un po' di cioccolata: le "3 C" per la Pasqua dei bambini

Come far trascorrere ai bambini una Pasqua allegra e in salute? Un dubbio frequente tra i genitori, a cui Consulcesi Club e la pediatra Lucilla Ricottini rispondono con 3 semplici regole

Con l’approssimarsi della Pasqua, festa all’insegna della cioccolata, molti genitori si interrogano su come organizzare le giornate dei propri figli, in modo da evitare stravizi alimentari e trascorrere il tempo all’insegna dell’allegria e della salute. Per questo, Consulcesi Club, realtà di riferimento per oltre 100mila medici, e la pediatra Lucilla Ricottini hanno stilato le “3 C” per la Pasqua dei bambini.

NIENTE COMPITI DURANTE LE VACANZE. “Vietato” trascorrere i pochi giorni delle festività pasquali chiusi dentro casa a fare i compiti. Meglio sfruttare le vacanze per imparare cose nuove, che non sono per forza quelle scritte sui libri. In particolare, i giochi all’aria aperta con i coetanei e una bella passeggiata nella natura primaverile con mamma e papà fanno bene all’umore e sconfiggono la sedentarietà.

UN TOCCO DI CREATIVITÀ PER UNA PASQUA ALLEGRA. Le uova di Pasqua che troviamo in tutti i supermercati attirano i bambini grazie alle sorprese “brandizzate” con i cartoni animati del momento, assecondando le mode dominanti senza incentivare la creatività dei più piccoli. Molto più divertente, invece, creare dei veri e propri cestini di Pasqua fai da te, con l’aiuto dei genitori: basta sciogliere del cioccolato a bagnomaria, versarlo negli stampi, farlo raffreddare in frigorifero e poi impacchettarlo. Il tutto, senza rinunciare alle “sorprese”: album da colorare, acquerelli, plastilina e costruzioni soddisferanno la voglia di gioco dei bambini puntando tutto sulla fantasia.  Se poi si volesse "strizzare l'occhio" alle usanze di una volta, si potrebbero bollire delle uova di gallina con spinaci o rape rosse per colorarne il guscio, e poi utilizzare pennelli e colori atossici per decorarle con fiori, fiocchi e campanelle. Momenti di gioco di gioco condivisi, che uniscono le generazioni.

UN PO’ DI CIOCCOLATA FA BENE (ANCHE) AI BAMBINI. Dal punto di vista nutrizionale, il cioccolato è un alimento ricco di magnesio, fosforo e flavonoidi, preziosi nel combattere l’azione dei radicali liberi e dunque contrastare l’invecchiamento cellulare. Per i bambini è particolarmente importante che il cioccolato sia di ottima qualità e deve essere somministrato in piccole dosi. Sempre meglio proporlo dopo i due anni, tenendo conto di possibili reazioni allergiche. L’ideale sarebbe il cioccolato fondente, che però spesso non è amato dai più piccoli per il suo sapore amarognolo. La Pasqua può essere quindi una buona occasione per farli abituare, magari preparando tutti insieme dei biscotti con qualche scaglia di cioccolato fondente.

Fonte: Ufficio Stampa Consulcesi

Inguscio (Cnr) a Tunisi per la Giornata della ricerca italiana nel mondo

Il presidente del Cnr, presso l’ambasciata d’Italia in Tunisia, sottolinea l’impegno dei ricercatori nel monitoraggio e nel contrasto dell’impatto antropico sull’ambiente, in particolare quello marino, ricordando il problema delle microplastiche e l’importanza della divulgazione come strumento di sensibilizzazione della società

 

Ieri lunedì 15 aprile, si è tenuta presso l’ambasciata italiana a Tunisi - come in altre capitali del mondo - alla presenza dell'ambasciatore Lorenzo Fanara, del presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) Massimo Inguscio, del ministro tunisino dell'Insegnamento superiore e della ricerca scientifica Slim Khalbous, di ricercatori di entrambi i paesi, la seconda Giornata della ricerca italiana nel mondo, istituita dal Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, d’intesa con il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e con il Ministero della Salute. 

“In questa giornata, la cui grande importanza è stata ricordata anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nell’incontro di Tunisi trattiamo il tema dei mutamenti ambientali e climatici provocati dall’uomo nell’attuale epoca, non a caso da alcuni definita come antropocene”, ha dichiarato Inguscio. “Tra i numerosi segni di tale impatto, che vanno dall’uso indiscriminato dei combustibili fossili a quello dei fertilizzanti chimici, dal riscaldamento prodotto dalle emissioni di gas serra all’inquinamento provocato dalla plastica, oggi focalizziamo in particolare quello che incide sull’ambiente marino: il più grande ecosistema del pianeta, considerando che gli oceani occupano i due terzi della sua superficie. Un problema, pertanto, che è più globale di qualunque altro, in particolare per il fenomeno della Plastic Marine Litter (PML), che ormai rappresenta il 75-80% della spazzatura marina solida”.

"Questa è la prima volta che la Giornata della ricerca italiana nel mondo viene celebrata in Tunisia”, ha spiegato l’ambasciatore d’Italia Fanara. “L’Italia e la Tunisia condividono un identico ecosistema, quello mediterraneo, e quindi anche una storia e un futuro che ci accomunano. La presenza del presidente del Cnr ci ricorda del rapporto, ormai di lungo corso, tra la comunità scientifica italiana e quella tunisina. Questa giornata non rappresenta solo un’occasione per festeggiare il talento scientifico italiano nel mondo, ma è anche un nobile modo per sostenere il principio della libertà di critica e di ricerca contro ogni forma di fanatismo e di irresponsabile comportamento nei confronti del nostro pianeta”.

Il presidente Inguscio ha sottolineato come il ruolo della ricerca scientifica sia nodale per la tutela ambientale. “L’impegno degli Istituti del Cnr è da tempo dedicato a progetti di monitoraggio ambientale di nano, micro e macro plastiche, allo sviluppo di metodologie innovative per la detection ambientale, ad azioni di ricerca per verificare gli effetti sull’ecosistema marino e sull’uomo di questi inquinanti e a progetti per lo sviluppo di nuove tecnologie di cleaning smart. Fra questi, il progetto CLAIM che prevede il recupero energetico dalla plastica rinvenuta in mare mediante un innovativo sistema di pirolizzazione sviluppato da un’azienda italiana e il progetto BLUMed, volto a garantire uno sviluppo sostenibile nel Mediterraneo”.

Il presidente, infine, ha sottolineato “l’importanza della divulgazione svolta anche grazie alla rete italiana di addetti scientifici e dei ricercatori e ricercatrici nel mondo, come strumento di educazione scientifica e azione di sensibilizzazione tesa a far comprendere la necessità di un cambiamento comportamentale e culturale. Solo in questo modo potremmo cambiare il pericoloso andamento dei processi che stanno investendo il pianeta, l'ambiente, gli oceani, la vita delle persone”. 

Fonte: Ufficio Stampa Cnr

 

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