Jan 17, 2019 Last Updated 2:28 PM, Jan 17, 2019

Dermatologia: ad Ancona seconda edizione delle "Giornate Doriche"

Le “Giornate Doriche di Dermatologia”, quest’anno alla loro seconda edizione, costituiscono un appuntamento nazionale della Dermatologia Italiana con cadenza triennale. Appuntamento i prossimi 30 Novembre-1 Dicembre 2018 presso l’Aula Montessori della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Politecnica delle Marche, sita ad Ancona. L’inaugurazione si terrà il giorno 30 novembre alle ore 8.45-9.15 con un corso satellite professionalizzante sulla gestione dell’ Idrosadenite Suppurativa.

La Dermatologia Nazionale ed Internazionale sta attraversando un periodo caratterizzato da grandi e significativi cambiamenti, impensabili un decennio fa.

Tutto questo grazie alla spinta propulsiva promossa dalle nuove conoscenze dei meccanismi che sottendono le patologie cutanee, che hanno dato vita a terapie innovative a target molecolare, impiegate sia nelle malattie infiammatorie croniche della cute, note per il loro pesante impatto sulla qualità della vita, sia nelle malattie neoplastiche a prognosi infausta, come il melanoma, migliorandone la storia naturale in termini di sopravvivenza.

LE “GIORNATE DORICHE DI DERMATOLOGIA” si propongono come un importante e riconosciuto momento di incontro della comunità scientifica italiana con l’obiettivo di confrontarsi sulle nuove evidenze cliniche oggi disponibili.

L’evento si pone l'obiettivo ambizioso di fornire strumenti per migliorare l’accuratezza diagnostica e l’incisività terapeutica, nonché di favorire un migliore utilizzo dei percorsi diagnostico-terapeutici “evidence-based”.

Vorremmo infatti si consolidasse sempre più come un tavolo di confronto internazionale sui modelli di gestione clinico-terapeutica dell’attualissimo capitolo delle malattie infiammatorie croniche cutanee, quali psoriasi, dermatite atopica, orticaria, acne, idrosadenite suppurativa nonché dell’importante capitolo della dermatologia oncologica, dove si presterà particolare attenzione al melanoma, ai tumori non melanoma e ai linfomi.

 

Presidente: Prof.ssa Annamaria Offidani

Direttore Clinica Dermatologica e Scuola di Specialità Università Politecnica delle Marche

Direttore Dipartimento Ospedaliero Specialità medico-Chirurgica Azienda Ospedaliera-Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona

 

Segreteria Scientifica:     Clinica Dermatologica, Azienda Ospedaliera-Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona

Fonte: Azienda Ospedali Riuniti di Ancona 

Medici di famiglia: soddisfazione per l'aumento delle borse di studio

Commento del Sindacato Autonomo all’accantonamento dei fondi per finanziare ulteriori borse di studio annue per la formazione specifica in Medicina Generale. "Siamo veramente soddisfatti- dice Simona Autunnali, vicesegretario nazionale dello Snami -per l’impegno e l’attenzione alla medicina generale del Ministero alla Sanità! Ieri è stato raggiunta l’intesa per l’aumento delle borse di studio per la formazione in medicina generale, per cui con queste 840 borse si supera abbondantemente il muro delle 2000 borse nazionali. Inoltre si è riuscito a convogliare altre risorse per le spese organizzative dei corsi. Questo dimostra l’importanza delle cure territoriali e la necessità di garantire un futuro lavorativo ai giovani medici!" .

"Lo stanziamento di 40 milioni- conclude Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami -è solo l’inizio di un percorso virtuoso di un reale rafforzamento del territorio perché crediamo che possano, insieme ad altri accorgimenti, essere di ausilio ad evitare l’annunciato depauperamento delle forze lavoro mediche del territorio dovute ai prepensionamenti, ai pensionamenti e alla cattiva programmazione degli anni scorsi".

Fonte: Ufficio Stampa SNAMI

 

XIII Forum Risk Management in Sanità: ANMIL partecipa con un seminario

In occasione del 13° Forum Risk Management in Sanità, rassegna sulle tecnologie applicate alla sicurezza del settore sanitario, che si terrà a Firenze, Fortezza da Basso, dal 27 al 30 novembre 2018, l’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro), in collaborazione con INAIL, Federsanità ANCI e Euromedia s.r.l., il 27 novembre presenta, alle ore 10.30, il seminario “Kit di informazione e disseminazione per i RLS in sanità”.

La gestione della salute e della sicurezza nel settore sanitario desta infatti un’attenzione crescente nel contesto nazionale ed europeo, considerato l’aumento, al suo interno, di patologie quali quelle a carico dell’apparato muscoloscheletrico e di fenomeni di rischio psicosociale, spesso direttamente collegati all’ormai sempre più diffuso fenomeno delle aggressioni nei riguardi del personale sanitario.

L’estrema varietà e complessità degli ambienti, delle professionalità, dei ruoli e delle mansioni tipici dell’attività assistenziale sanitaria e sociale, espone questi lavoratori ad innumerevoli rischi, sia di carattere generale, connessi cioè alle precarie condizioni delle strutture e degli ambienti di lavoro, sia di carattere specifico come quelli traumatici dovuti soprattutto agli sforzi da sollevamento e spostamento di pazienti o di carichi pesanti.

Ma, come già accennato, esiste anche un altro rischio di natura molto particolare e diffuso soprattutto tra le operatrici di questo settore, l’aggressione o violenza da parte di estranei: dei circa 3.500 infortuni che vengono indennizzati ogni anno dall’INAIL per questa particolarissima tipologia di evento, circa 1.100 (quasi un terzo del totale) si verificano nella Sanità e di questi ben il 75% (800 casi circa) interessa la componente femminile. Si tratta in genere di aggressioni da parte di pazienti (per lo più psicolabili o sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti), o di parenti o di altri utenti per i  motivi più vari.

È in questo complesso contesto che entra in gioco la figura del RLS, alla luce del ruolo chiave che allo stesso è stato attribuito dalla normativa. Proprio guardando al RLS ed al potenziamento delle sue competenze, nasce il Progetto “Kit di informazione e disseminazione per i RLS nelle Aziende sanitarie ed ospedaliere”, cofinanziato da INAIL e condotto da Federsanità ANCI, in associazione temporanea di scopo con Euromedia e ANMIL, con l’obiettivo di sviluppare la cultura e le prassi della prevenzione e sicurezza sul lavoro, partendo da una ricognizione delle buone pratiche in tema di cultura della sicurezza, e culminando con la realizzazione di un portale di formazione e-learning e un’App volta a rendere immediata, per i lavoratori, la segnalazione ai RLS di qualsiasi tipo di rischio professionale percepito.

Prenderanno la parola, nel corso dell’evento, oltre a Federsanità, a cui sarà affidato anche il coordinamento del seminario, nella figura di Rosanna Di Natale, il Vice Direttore Centrale Prevenzione INAIL Tommaso De Nicola; il Presidente Nazionale ANMIL Franco Bettoni; Marco Castellani e Roberto Falchi per Euromedia Srl; il Direttore Dipartimento Prevenzione ASL Salerno Domenico Della Porta e la Responsabile Ufficio Salute e Sicurezza sul lavoro ANMIL Maria Giovannone.
Il seminario, nel presentare gli esiti finali del Progetto per ampliarne la divulgazione, si rivolge pertanto in primis agli stessi RLS e, più in generale, a tutti i professionisti operanti nel contesto sanitario (medici, addetti, ASPP ed RSPP), chiamati a fornire il loro contributo alla più efficace gestione della prevenzione.

(Evento valido ai fini dell’aggiornamento di ASPP, RSPP ed RLS per 3 crediti)

 

Per informazioni e iscrizioni: Tel. 06.69924419 – Fax 06.60507032 - e-mail: info@federsanita.i

Fonte: Ufficio Stampa ANMIL - Marinella de Maffutiis  - 06.54196205/334 – 329.0582315

IEG, Gluten Free Expo e Lactose Free Expo 2018: ecco i vincitori della terza edizione di Gluten Free Awards

Anche quest’anno, in occasione della settima edizione di Gluten Free Expo, salone internazionale dedicato al mercato e ai prodotti senza glutine e della seconda edizione di Lactose Free Expo, salone dedicato al mercato e ai prodotti senza lattosio organizzate da Exmedia Srl, società del gruppo IEG – Italian Exhibition Group si è tenuta la premiazione di Gluten Free Awards, organizzato in collaborazione con Tespi Media Group.

Ecco i vincitori della terza edizione:

FARINE
“Preparato in polvere per Red Velvet Senza Glutine e Senza Lattosio Nonna Anita” – Eurovo

PREPARATI E SEMILAVORATI
“Preparato speciale senza glutine e lattosio speciale per waffle, crepes e pancakes” – Molino Dallagiovanna

BIRRE
“Isabella” – Birra Flea

FETTE BISCOTTATE
“Fette biscottate integrali senza glutine Nonna Anita” – Eurovo

PRODOTTI DA RICORRENZA
“Panettone con gocce di cioccolato senza glutine e lattosio” – Panificio Moramarco

BISCOTTI
“Linea nuovi biscotti Zer% glutine” – Fior di Loto

SNACK DOLCE
“Linea senza glutine-Fioreciok - Snack con cacao” – Fiore di Puglia

SNACK
“Tarallini senza glutine con farina integrale” – Puglia Sapori

PANE
“Aglutèn – Rosette” – Nove Alpi

PRODOTTI SURGELATI
“Cordon bleu di filetti di pollo con funghi porcini” – Glorioso spa

PRIMI PIATTI
“Ravioli al teff con ricotta di pecora ed erbette” – Picchiotti Pasta Fresca

PASTA
“Dialsì pasta senza glutine con farina di lenticchie e riso integrale” – Dialcos

CONDIMENTI E SALSE
“Pesto con pistacchi senza glutine” – Casanova Food

CIBI ETNICI
“Couscous di mais, riso e ceci biologico e Gluten Free” – Bia

PRODOTTI PER COLAZIONE
“Muesli quinoa e cioccolato” - Liberaire
 
Appuntamento dal 16 al 19 novembre 2019 a Fiera di Rimini con il debutto di Foodnova, il network dedicato alle nuove esigenze alimentari che è stato presentato in occasione dell’edizione 2018 di Gluten Free Expo e Lactose Free Expo e che al suo interno racchiuderà quattro manifestazioni ben distinte: le già consolidate Gluten Free Expo e Lactose Free Expo e le new entries Expo Veg, salone dedicato alla scelta alimentare vegetariana e vegana ed Ethnic Food Expo, salone dedicato ai prodotti alimentari etnici.

FNOPI: “L’Ocse conferma: in Italia carenza allarmante di infermieri”. Assistenza a rischio.

L’Ocse conferma: il numero di infermieri in Italia per mille abitanti è tra i più bassi dei 35 paesi considerati nel nuovo Rapporto Health a at Glance Europe 2018 appena diffuso, integrato con la banca dati OECD Health Statistics 2018: 5,6 che pone il nostro paese a sette posti dal peggiore (il Messico con 2,9) e ben lontano dalla media Ocse di 9,4.

Al contrario, l’Italia è nona su 35 paesi per il numero di medici ogni mille abitanti e così, la proporzione tra  infermieri e medici che dovrebbe essere di tre infermieri ogni medico (nell’Ocse la media è 2,87), si ferma inesorabilmente a 1,4, peggiorando l’1,5 registrato l’anno precedente. E si parla solo di medici e infermieri attivi che svolgono cioè davvero la professione (sia in ospedale che fuori e nel privato).

“Già il rapporto tra infermieri dipendenti e pazienti che per rivelarsi ottimale nell’assistenza dovrebbe essere di uno a sei – afferma Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri, FNOPI, la maggiore in Italia con i suoi oltre 440mila iscritti -,  in Italia è in media di 1 a 11 con punte fino a 17-18 e il rapporto con i medici invece di essere uno a tre si ferma a 1 a 2,5 anche in questo caso con punte che sfiorano la parità (1:1) e un rapporto corretto nelle Regioni benchmark (ma non in tutte le aziende). Se guardiamo l’ultimo dato Ocse ci si rende conto che la maggiore carenza è proprio sul territorio che fa abbassare i valori medi, dove oggi la popolazione ha più bisogno per l’aumento della cronicità e della non autosufficienza legato all’età sempre più avanzata”.

L’Italia infatti ha exploit positivi come quello di essere tra i primi paesi – l’Ocse lo conferma - per aspettativa di vita: quarta dopo Giappone, Svizzera e Spagna con 83,30 anni medi (81 per i maschi e 85,60 per le femmine) e sempre in alta classifica (ma va un po’ peggio come posizione generale) per l’aspettativa di vita a 65 anni.

“La FNOPI ha valutato da tempo la necessità di almeno 53mila professionisti infermieri e il  dato Ocse conferma la carenza che senza un nuovo modello di assistenza andrà a totale discapito dell’assistenza. Lo abbiamo detto chiaro: la cronicità e la demografia in genere con l’incremento dell’età e della vita media, aumenteranno i bisogni di assistenza e gli infermieri non solo possono, ma devono essere messi in grado di esprimere il massimo delle loro potenzialità sia in termini quantitativi che qualitativi. Un mancato intervento oggi non avrà possibilità di essere riparato domani. Lo scenario da ricercare è quello di una ‘trasformazione strutturale’ nell’organizzazione del lavoro con una crescita professionale degli infermieri che permetta di allargare il loro perimetro di azione alleggerendo il lavoro medico e consentendo ai medici stessi di focalizzarsi su aree di cura in cui fanno realmente la differenza”.

Anche lo stesso Ocse lo ha più volte affermato: “Gli italiani invecchiano e la domanda di assistenza sanitaria sale. La popolazione italiana è una delle più vecchie al mondo: quasi il 20% supera i 65 anni di età e nel 2050 circa l'8% degli italiani avrà più di 85 anni. Il sistema sanitario italiano, al momento, potrebbe non essere in grado di far fronte ai cambiamenti, in particolare per quanto riguarda il rinnovo e l'assunzione del personale infermieristico”, E nel nuovo Rapporto dichiara che “gli infermieri svolgono un ruolo fondamentale nel fornire assistenza sanitaria non solo negli ospedali e negli istituti di assistenza a lungo termine, ma sempre più anche nelle cure primarie e nelle strutture di assistenza domiciliare”.

Un allarme già rilanciato anche dall’Organizzazione mondiale della Sanità a settembre nella sua Assemblea generale: “L’Italia deve affrontare un quadro di malattie croniche legate all’invecchiamento della popolazione che chiedono una risposta assistenziale complessa, proattiva, personalizzata”. E per farlo secondo L’Oms deve rispondere ad alcune sfide tra cui oltre a difendere meglio l’accesso universale all’assistenza, senza disuguaglianze, deve aumentare il numero di infermieri.

“Mancano professionisti quindi, mancano infermieri. A mancare, però, è soprattutto un serio ed equilibrato rapporto tra i professionisti che si realizzi attraverso lo sviluppo delle competenze. Ma attenzione – conclude Mangiacavalli -: una scelta oggi condiziona il futuro per i prossimi 30 anni. Che sia quella giusta per il bene degli stessi cittadini”.

 

Fonte: Ufficio Stampa FNOPI

 

Corso di Gastroenterologia a Medicina di Ancona

Ha suscitato grande interesse l'incontro HOT-TOPICS in grastroeneterologia: il ventennale, organizzato da Congredior alla Facoltà di Medicina di Ancona. Dopo il saluto del Rettore Longhi e l'introduzione al corso del presidente Benedetti un ampia relazione del direttore generale dell'Azienda Ospedali Riuniti Michele Caporossi, ha ricordato l'importanza dell'interazione fra Università e Sanità Pubblica.

Cure palliative pediatriche: audizione FNOPI alla Commissione Affari Sociali

La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, FNOPI, il maggior Ordine italiano con i cuoi oltre 440mila iscritti, ha effettuato ieri un’audizione alla Commissione Affari sociali della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull'attuazione della legge 15 marzo 2010, n. 38, in materia di accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, con particolare riferimento all'ambito pediatrico.

Durante l’audizione (allegata) Cosimo Cicia, componente del Comitato centrale della Federazione ed Emanuela Tiozzo, infermiera pediatrica all'Ospedale Bambino Gesù di Roma, hanno sottolineato che oggi esistono sul territorio nazionale solo 4 hospice pediatrici nonostante tra 12 mila e 15 mila minori siano affetti da malattie inguaribili. L'80% di loro tuttavia sembra non avere diritto a cure palliative.

A differenza di quanto accade per i pazienti adulti, la possibilità di avvalersi di cure palliative per i pazienti pediatrici è stata sancita solo con la legge 38/2010 e i pochi hospice pediatrici esistenti – a parte le strutture private - sono nate solo a partire dal 2012-2013, ma non sono collocate ancora in una vera e propria rete assistenziale dedicata.

Rispetto alle strutture dedicate agli adulti, le differenze degli hospice pediatrici sono dovute a implicazioni di carattere socio-assistenziale, all’estrema eterogeneità delle patologie, alle diversificate fasce d’età e ad altri elementi che hanno profonde ricadute anche sulle connotazioni architettoniche.

Le competenze distintive degli infermieri sono le caratteristiche intrinseche e salienti della professione rispetto alle cure palliative e il lavoro sulle core competence rappresenta un’importantissima guida per chi si occupa di questo settore.

Il risultato deve essere quello di un professionista formato, evoluto, competente,  ciò di cui ha bisogno il mutato quadro epidemiologico e, purtroppo, economico dell’assistenza sanitaria.

“Per questo si chiede – hanno affermato i rappresentanti FNOPI all’audizione - di mettere i professionisti infermieri in condizioni di esigere a tutela della popolazione il rispetto della legge 38. L’accesso alle cure palliative deve essere un diritto imprescindibile e va tutelato

Chiediamo di partecipare alle decisioni, ai progetti ai network, ai comitati per l’ospedale senza dolore per contribuire, con competenza ed autonomia, a dare avvio ad una rete articolata e preparata sul territorio, un percorso che richiederà la partecipazione di tutti i soggetti interessati e una preparazione sempre più specialistica anche degli infermieri e degli infermieri pediatrici, che rappresentano la professione dedicata all’assistenza di questi malati in tutti i momenti della giornata.

Dobbiamo essere più coinvolti e lavorare in modo integrato e multiprofessionale, in quanto gli infermieri sono un asse portante nelle cure palliative.

Gli infermieri e gli infermieri pediatrici di oggi e del futuro – hanno concluso - devono partecipare al cambiamento, alle politiche e tavoli dove vengono prese decisioni importanti per dare il loro contributo a migliorare la qualità di vita dei bambini che necessitano di cure palliative al fine di favorirne l’accesso, aumentare il numero di strutture e garantire le competenze necessarie e appropriate al contesto e alla situazione”.

Divulgare, sostenere e promuovere. L'operato della Cesare Pozzo passa anche dal sociale

La missione più importante di CesarePozzo è la cura del malato e non il suo costo. Per questo stiamo investendo sempre più in progetti di utilità sociale” – ad affermarlo è Armando Messineo (nella foto), presidente nazionale della Società nazionale di mutuo soccorso Cesare Pozzo.

Oltre a prendersi cura dei suoi soci, la Mutua sanitaria Cesare Pozzo è attiva in azioni di promozione e diffusione scientifica e, di recente, ha stipulato alleanze importanti come quella con l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) che ha portato alla nascita della prima forma di tutela a sostegno della Sclerosi Multipla finora esclusa da qualsiasi forma di assistenza sanitaria integrativa. Un accordo pensato partendo proprio dai limiti e dalle problematiche riscontrate dal malato, con la volontà di creare apertura e ascolto e di tentare di risolvere le problematiche che maggiormente creano barriere e ingiustizie nella vita quotidiana.

 “Stiamo cercando di ascoltare le esigenze delle patologie più diverse, comprese quelle gravi e degenerative. Vogliamo aiutare i più deboli, i meno fortunati e continuare a sostenere gli ultimi. Oltre all’alleanza con Aism - continua Messineo - abbiamo da poco concluso un importante accordo con la Lilt e stiamo sostenendo progetti sulla dislessia e sull’autismo”.

 La Mutua sanitaria Cesare Pozzo prosegue nella divulgazione scientifica che da molti anni affianca la tradizionale attività di integrazione sanitaria con l’obbiettivo di offrire ai cittadini validi spunti di riflessione legati alla prevenzione in ambito sanitario e a buone prassi di vita quotidiana.

Con questo intento, CesarePozzo ha recentemente organizzato a Foggia il convegno “Tumore al seno. Prevenzione, cura e riabilitazione” che, grazie a una platea di importanti medici ed esperti del settore, ha presentato nuove tecniche riabilitative post operatorie (come quella del Dragon Boat) e fatto conoscere l’operato delle Breast Unit, unità medico-sanitarie destinate unicamente alla cura del tumore al seno.

Sempre in ambito divulgativo, di rilievo l’incontro organizzato a Benevento dedicato al Parkinson e all’Alzheimer, nato con la volontà di far conoscere i servizi offerti dalle Asl territoriali a sostegno delle due patologie. L’appuntamento è stato pensato anche per diffondere l’importanza della prevenzione.

Fare rete per rafforzare e diffondere la cultura del mutuo soccorso; la solidarietà passa dall’aiuto reciproco e soprattutto, da azioni concrete.

Mutua Sanitaria Cesare Pozzo: una risposta per ogni esigenza

 

Le forme di tutela della Mutua sanitaria Cesare Pozzo nascono dalle più diverse esigenze della vita quotidiana per fornire aiuto concreto sia nelle spese mediche ordinarie sia in quelle straordinarie. Sono infatti disponibili forme di assistenza pensate per l’intera famiglia, i single, i caregiver, i lavoratori autonomi e dipendenti. Questi ultimi ne usufruiscono grazie ai fondi sanitari tagliati su misura per le diverse necessità aziendali.

A ogni bisogno corrisponde una risoluzione.

Le forme di tutela della Società nazionale di mutuo soccorso Cesare Pozzo offrono una copertura completa che spazia dalle visite mediche per la prevenzione alla cura, fino al ricovero. Alta diagnostica strumentale e alta specializzazione, esami diagnostici strumentali e di laboratorio sono solo alcune delle prestazioni previste nei vari pacchetti di tutela.

CesarePozzo sostiene sia l’accesso alle visite generiche sia a quelle specialistiche come l’oncologia, la talassemia e l’emodialisi cronica; in questo modo si prende cura di ogni singolo socio.

Tra le aree mediche di intervento c’è anche il ricovero ospedaliero, compresi quello pediatrico, diurno e per cure riabilitative. In ambito chirurgico, infine, CesarePozzo sostiene sia gli interventi chirurgici sussidiabili sia la chirurgia oculistica.

Non manca l’intervento in ambito assistenziale. La mutua garantisce la copertura sia per l’assistenza domiciliare sanitaria sia per i malati neoplastici terminali. Recentemente ha introdotto una tutela Caregiver che sostiene gli interventi sanitari a domicilio e offre un supporto attraverso cicli di terapie psicologiche al caregiver con genitori “fragili”.

Ultimo, ma non per importanza, l’intervento in aerea sociale. CesarePozzo fornisce un supporto per maternità e paternità, per le spese della prima infanzia e per l’assenza dal lavoro in caso di gravidanza a rischio. Offre un aiuto per la riduzione dello stipendio, per l’inabilità totale e in caso di decesso.

Dal 1877 un sostegno per lavoratori, famiglie e imprese.

Firmato il memorandum Italia-Qatar: ricerca biomedica e farmaceutica in primo piano

 

Si comunica dal Ministero della Salute che alla presenza del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ieri a Roma, il sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi, e il ministro della Salute pubblica del Qatar, Hanan Mohammed Al Kawari, hanno firmato un memorandum d’intesa sulla cooperazione sanitaria tra i due Paesi.

Si tratta di un significativo avvio di collaborazione che si inserisce in una serie di eventi previsti nell’ambito della visita di Stato dell’Emiro del Qatar, S.A. Sheikh Tami Bin Hamad Al-Thani, in corso a Roma.

L’accordo pone le basi per un’intesa operativa nel settore della salute, in particolare nelle aree della ricerca biomedica e farmaceutica, degli standard di qualità delle prestazioni sanitarie e della telemedicina, e per meglio realizzare questa partnership è previsto lo scambio di professionisti sanitari per una formazione di eccellenza.