Mar 25, 2019 Last Updated 8:55 PM, Mar 22, 2019

Lotta al cancro: scoperto un nuovo target coinvolto nella progressione tumorale

Lo studio condotto dal Dipartimento di Biologia e biotecnologie “Charles Darwin” della Sapienza in collaborazione con l’Istituto italiano di tecnologia, ha identificato uno specifico RNA circolare con un ruolo cruciale nello sviluppo del Rabdomiosarcoma, un tumore infantile che colpisce il muscolo scheletrico. La ricerca, che apre nuove prospettive alla cura del cancro, è stata pubblicata sulla rivista Oncogene

La scoperta che gli RNA circolari (circRNA) siano coinvolti nella modulazione di numerosi processi fisiologici giustifica il sempre più crescente interesse per lo studio di questa classe di macromolecole informazionali.

I circRNA infatti sono stati identificati solo recentemente grazie allo sviluppo di tecnologie molto più sensibili per il sequenziamento degli RNA e, seppur questa acquisizione scientifica abbia aperto nuove interessanti prospettive di ricerca, ancora poco si sa sulla loro specifica funzione.

Un nuovo studio del Dipartimento di Biologia e biotecnologie “Charles Darwin”, in collaborazione con il Center for Life Nano Science dell’Istituto italiano di tecnologia (IIT), ha dimostrato il ruolo di uno specifico RNA circolare anche nel controllo della proliferazione di cellule tumorali. I risultati della ricerca, supportata da un progetto Advanced Grant ERC e dalla Fondazione Telethon, sono stati pubblicati sulla rivista Oncogene.

Osservando il comportamento di questa classe di RNA nella formazione delle cellule muscolari, il team di ricercatori guidato da Irene Bozzoni della Sapienza ha identificato nella specie circ-ZNF609 un importante ruolo nella regolazione della proliferazione delle cellule muscolari.

“La presenza di questa molecola – spiega Irene Bozzoni – risulta molto aumentata nel Rabdomiosarcoma, un tumore pediatrico che si sviluppa dalle cellule del muscolo scheletrico. I nostri studi hanno indicato che circ-ZNF609 controlla lo sviluppo delle cellule tumorali e che la riduzione della sua espressione determina un notevole rallentamento della crescita tumorale”.

I ricercatori hanno quindi identificato le principali vie di segnalazione coinvolte in questa regolazione - ovvero l’insieme dei processi che costituiscono un segnale per la cellula che li riceve e che poi traduce in cambiamenti o alterazioni - e dunque in quali fasi andare a intervenire per bloccare il meccanismo.

“Dimostrando che questa molecola di RNA circolare rappresenta un nuovo target per contrastare la crescita tumorale – conclude Bozzoni – abbiamo aggiunto un tassello importante alla comprensione dei processi molecolari coinvolti nella biologia dei tumori”.

 

Fonte: Ufficio Stampa Sapienza Università di Roma

IVI: preservare la fertilità nelle pazienti oncologiche si può

Il 4 febbraio si celebra la Giornata Mondiale contro il Cancro. IVI ribadisce le opportunità offerte dalla medicina della riproduzione per la preservazione della fertilità nelle pazienti oncologiche

In Italia sono circa 373.000 i nuovi casi stimati di tumore maligno del 2018 (esclusi i tumori cutanei non melanoma): 194.000 negli uomini, 178.000 nelle donne. Complessivamente in Italia ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una diagnosi di tumore maligno.

In particolare, sono circa 5.000 le donne under 40 colpite ogni anno da tumore con un tasso di sopravvivenza a cinque anni stimato intorno al 65% con picchi che arrivano all’85% quando si tratta di linfomi e cancro alla mammella. Quest’ultimo rappresenta la neoplasia più frequente nel sesso femminile.

“Poiché il tempo per preservare la fertilità prima dell'inizio della terapia oncologica è limitato - afferma Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma - risulta essenziale che la paziente sia informata il prima possibile sulle opportunità disponibili attraverso le tecniche di procreazione medicalmente assistita. La tecnica più diffusa oggi è la vitrificazione degli ovociti, che permette di crioconservare gli ovuli maturi ottenuti dalla stimolazione ovarica per usarli successivamente quando la donna sarà guarita, con risultati analoghi all’impiego di ovociti freschi. In casi particolari, come quello delle neoplasie ematologiche in cui non è possibile effettuare un ciclo di iperstimolazione ovarica standard, lo specialista in medicina riproduttiva può offrire la conservazione del tessuto ovarico oppure l'aspirazione ovarica e la maturazione in vitro (IVM) degli ovociti che non richiede stimolazione ormonale, come appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Fertility and Sterility”.

IVI è al fianco delle pazienti oncologiche già dal 2007, offrendo il programma gratuito di preservazione della fertilità “Madre dopo il cancro” grazie al quale più di 1.200 donne affette da neoplasie hanno potuto preservare presso le cliniche IVI la propria fertilità senza dover sostenere alcun costo e senza nessun obbligo di utilizzo.

Con la vitrificazione degli ovociti, grazie all’assenza di formazione di cristalli di ghiaccio, i tassi di sopravvivenza degli ovociti dopo lo scongelamento sono elevati e permettono quindi di posticipare la maternità con ragionevoli garanzie.

Grazie alla crioconservazione del tessuto ovarico è invece possibile ripristinare la funzione ovarica, consentendo di ottenere parti spontanei e riportando, inoltre, i livelli ormonali a valori normali ed evitando gli effetti secondari tipici della menopausa precoce. Si tratta di una tecnica in via sperimentale rivolta a quelle pazienti per le quali non è possibile effettuare la vitrificazione degli ovociti, perché devono iniziare subito le chemioterapie o perché la stimolazione ormonale è controindicata a causa della tipologia della neoplasia.

 

Fonte: Ufficio Stampa IVI

 

Bettoni (Anmil) al Governo: urge un tavolo sul fenomeno infortuni

"Dagli impegni presi lo scorso ottbre in occasione della giornata per le vittime del lavoro, ora si passi ai fatti per mirare a dimezzare gli infortuni in 5 anni"

 “Lo scorso 14 ottobre il Ministro Di Maio ci ha dato un riscontro diretto sulla necessità di mettere in campo un’azione comune e determinata per contrastare il gravissimo fenomeno degli infortuni sul lavoro, condividendo l’obiettivo di impegnarsi per dimezzare i drammatici numeri diffusi dall’INAIL in 5 anni ma, ad oggi, non abbiamo visto iniziative in tal senso, e per questo proponiamo l’urgente previsione di un Tavolo operativo sulle strategie da mettere subito in campo”, è il commento del Presidente dell’ANMIL Franco Bettoni che, all’indomani della pubblicazione degli Open Data INAIL di dicembre, ha riunito i propri vertici per stabilire le strategie sia a livello politico-istituzionale che associativo.

“I dati diffusi ieri dall’INAIL per l’anno 2018, pur se ancora provvisori, mostrano chiaramente un peggioramento generale, inferiore solo a quello della terribile annata del 2015 - commenta il Presidente dell’ANMIL - in quanto si chiude con l’inaccettabile aumento degli incidenti sul lavoro con esito mortale del 10,1%. Un dato questo che si è concretizzato di mese in mese, fino alla cifra di 1.133 morti sul lavoro, contro i 1.029 dell’anno precedente: una tragica contabilità di vite umane stroncate per la mancata sicurezza di oltre 100 vittime in più”.

“Quanto alla stabile tendenza al negativo, sebbene contenuta, delle denunce di infortuni totali (+0,9%), insieme alla graduale crescita delle malattie professionali (+2,5%) di cui nessuno parla, come se morire lentamente di lavoro non meritasse considerazione, non possiamo sentirci rassicurati da letture statistiche trasversali che minano la presa di coscienza di tutti. Peraltro è ancora più allarmante che tali dati non siano stati scalfiti neppure dal calo della produzione nell’ultimo periodo, il che deve indurre tutti ad una concreta assunzione di responsabilità ciascuno per la propria parte”.  

Siamo dunque contenti che finalmente, dopo mesi di ‘distrazione’ dei media verso le puntuali pubblicazioni degli Open Data INAIL abbiamo assistito ad una significativa ripresa di attenzione - aggiunge Bettoni - e, forti anche di questa spinta di sensibilizzazione sociale, proponiamo che, a partire dal Ministero del Lavoro e dall’INAIL, si lavori con urgenza ad un progetto di ampio respiro con l’obiettivo dichiarato di dimezzare gli infortuni e le morti sul lavoro nell’arco dei prossimi cinque anni. Da parte nostra siamo pronti a mettere in campo tutta la storia dell’Associazione, fatta di persone con conoscenza diretta del problema e professionalità acquisita per offrire un supporto mirato, all’interno di un tavolo tecnico che definisca una serie di interventi urgenti”.

“E sarà solo attraverso un grande patto collaborativo comune tra istituzioni, imprese e parti sociali - conclude il Presidente dell’ANMIL - che potremo arrivare alla concreta diffusione del concetto di rischio come elemento di crescita del sistema Italia utile, oltre che alla sicurezza, alla qualità e competitività dell’economia nazionale, partendo dalla scuola e da un sistema formativo non burocratico, capace di coinvolgere emotivamente e professionalmente i cittadini: formazione vera, empatica, etica e partecipata, utilizzando anche il valore della testimonianza dell’infortunato come un antidoto esperienziale”.

 

Fonte: Ufficio Stampa ANMIL

Nasce il CIAT, Comitato italiano per l'Aderenza Terapeutica

Partita la campagna "Io aderisco, tu che fai?" per sensibilizzare i pazienti alla corretta assunzione dei farmaci. Federfarma in Senato per sostenere il progetto. Tobia:"Da farmacie grandissimo contributo"

Il 50% degli anziani nel nostro Paese, pari a quasi sette milioni di over 65 (6 milioni e 800 mila persone), è colpito da almeno una malattia cronica, tuttavia in troppi non aderiscono ai trattamenti o li abbandonano dopo un breve periodo: si stima che solo la metà dei pazienti assuma i farmaci in modo corretto (Organizzazione Mondiale della Sanità).
Un tema, quello dell’aderenza alla terapia, da tempo portato avanti da Federfarma e Fofi e che ieri, 30 gennaio, ha visto il lancio del primo progetto nazionale “Io aderisco, tu che fai?”, promosso dal Comitato Italiano per l’Aderenza alla Terapia (CIAT),  che coinvolgerà i nipoti: insegneranno ai nonni come rispettare le prescrizioni dei clinici.

“Abbiamo portato il nostro contributo attivo ai lavori della conferenza – ha annunciato a Filodiretto Roberto Tobia, tesoriere di Federfarma Nazionale e presidente di Federfarma Palermo – convinti che la farmacia possa dare un grandissimo contributo, essendo peraltro inserita a pieno titolo nel Piano nazionale della cronicità, che dedica un intero capitolo proprio all’aderenza alla terapia. Un problema serio, che non permette ai nostri pazienti di curarsi in maniera adeguata oltre che produrre costi assolutamente insostenibili per il Ssn”.

Nel nostro Paese i “non aderenti” superano il 70% fra gli anziani, che spesso sono colpiti da diverse malattie e affrontano maggiori difficoltà a seguire le indicazioni del medico. Basti pensare che l’11% degli anziani (circa 1 milione e 500mila persone in Italia) deve assumere ogni giorno 10 o più farmaci. “L’importanza che può avere la farmacia nei servizi cognitivi, e quindi anche nell’aderenza alla terapia, - aggiunge Tobia – è confermata a pieno dalla erogazione di 36 milioni di euro, previsti dalla Legge di Bilancio 2018, su base triennale, che permetteranno alle farmacie di 9 regioni di fornire una serie di prestazioni aggiuntive a vantaggio del paziente e del Ssn”.

Il Comitato Italiano per l’Aderenza alla Terapia, che riunisce società scientifiche, medici (FNOMCeO, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), farmacisti (Federfarma), infermieri (FNOPI, Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche), Istituzioni e associazioni di pazienti, nella conferenza di ieri in Senato, ha annunciato che saranno previsti incontri nelle scuole, distribuiti opuscoli informativi e si terranno flash mob in cinque piazze (Roma, Milano, Venezia, Bologna, Napoli) per creare consapevolezza, con una forte ricaduta sui social network per dare risalto al messaggio virale “Io aderisco, tu che fai?”.

È stato anche depositato il disegno di legge che prevede l’istituzione, il 12 aprile, della “Giornata Nazionale dell’aderenza alle terapie”, la prima mai realizzata, che intende promuovere cultura a 360 gradi su questi temi. “Accogliamo con grande soddisfazione la presentazione del Disegno di legge del senatore Pierpalo Sileri – conclude Tobia – perché ancora di più evidenzia l’attenzione delle istituzioni su un tema, quello della cronicità, che da qui ai prossimi anni sarà sempre più incombente e che impone anche alle farmacie di compiere a pieno la loro missione che è quella di stare al servizio del cittadino”.

 

Fonte: www.federfarma.it

 

Catanzaro sede del 19° Convegno Nazionale AIIC

Si svolgerà nella città calabrese l’evento dal titolo “Tecnologie, accessibilità, esiti: l’ingegneria clinica per una sanità di valore”.
Leogrande: abbiamo scelto una realtà in crescita dinamica per dare un segnale forte sul “Sud che si muove”.

Il 19° Convegno Nazionale dell'Associazione Italiana Ingegneri Clinici (AIIC) si terrà in Calabria, dal 16 al 18 maggio 2019 ed avrà come titolo “Tecnologie, accessibilità, esiti: l’ingegneria clinica per una sanità di valore” (Università degli Studi Magna Graecia, Catanzaro). L'annuncio è stato dato a seguito di un incontro istituzionale tra il Direttivo Nazionale AIIC, l'assessore regionale vicario Franco Rossi, il delegato per la sanità del presidente della Regione Calabria, Franco Pacenza, ed il rettore dell’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro, Giovanbattista De Sarro.

“Annunciamo il nostro convegno annuale e vogliamo illustrare una scelta doppiamente importante che abbiamo compiuto - ha precisato Lorenzo Leogrande, presidente AIIC -: da un lato abbiamo voluto sintetizzare nel tema del convegno una serie di argomenti imprescindibili per la nostra attività attuale, sia come associazione che come professionisti impegnati nella sanità; dall’altro abbiamo scelto una location forse inusuale per un grande evento nazionale, con lo spirito di richiamare l’attenzione sul 'Sud che si muove' e su un centro di vita accademica, sanitaria e tecnologica attivo e particolarmente dinamico. La Calabria - continua Leogrande - è per noi una sfida, e siamo sicuri di replicare il trend che l'evento rappresenta ormai da tempo, e che lo scorso anno ha visto l’iscrizione di oltre 1.500 delegati, cui si sono aggiunti oltre 500 tra relatori e ospiti, e che ha raccolto oltre 140 progetti innovativi confluiti nella prima edizione dell'Health Technology Challenge”.

All'incontro presso la Regione Calabria - al quale erano presenti anche i quattro presidenti del Convegno Nazionale Giovanni Poggialini, Giulio Iachetti, Carmelo Minniti e Aldo Mauro - l'assessore Rossi ha portato i saluti del presidente Oliverio ed ha messo in risalto l’impegno della Giunta “per creare l’opportunità di una nuova narrazione per la Calabria attraverso azioni che mirino alla qualità della vita delle persone”.

“Siamo disponibili ed interessati ad impegnarci in ogni tipo di competizione che ci dia la possibilità di innovare per migliorare la sanità della nostra regione - ha affermato Franco Pacenza plaudendo alla scelta di AIIC di portare in Calabria l’evento nazionale. Lavoriamo per sprovincializzare i processi puntando sulle nuove tecnologie con l’obiettivo di realizzare una migliore ed equa accessibilità ai servizi con esiti e benefici per una sanità migliore”.

 

Fonte: Ufficio Stampa AIIC

Anche le Università italiane aderiscono alla campagna #StopSingleUsePlastic per diventare plastic free

 

Da oggi anche le università italiane aderiscono alla campagna #StopSingleUsePlastic, lanciata da Marevivo, per diventare plastic free. 
Alla presenza di Salvatore Micillo, Sottosegretario di Stato al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sarà siglato l'accordo per rendere gli atenei italiani plastic free da Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo, Sauro Longhi, Magnifico Rettore dell'Università Politecnica delle Marche, in rappresentanza della CRUI - Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, e da Antonio Mazzola, Presidente del CoNISMa– Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare, in linea con le attuali posizioni del Parlamento europeo e della proposta legislativa della Strategia Europea sulla plastica che vieterà a partire dal 2021 la vendita di moltissimi articoli in plastica monouso.
 
Con il Protocollo d’intesa, Marevivo, CoNISMa e CRUI si impegneranno a un reciproco rapporto di collaborazione in materia di sensibilizzazione ed educazione alla tutela dell’ambiente e a favorire l’eliminazione della plastica monouso nelle università. E' prevista l'installazione di dispenser di acqua (senza bicchieri di plastica) nelle aree pubbliche, all’interno dei Dipartimenti e degli Uffici Centrali e la relativa distribuzione di borracce personalizzate; l’installazione di macchine del caffè con bicchieri di carta e con l’opzione “senza erogazione del bicchiere”, incentivando l’utilizzo di tazze personali. Inoltre saranno previsti criteri di premialità sulle future gare di appalto dei servizi di ristorazione universitaria per chi abbandona l’utilizzo di plastica monouso (posate, piatti, bicchieri), diminuendo così la produzione di rifiuti plastici negli Atenei.

«Con il lancio di #StopSingleUsePlastic – spiega Salvatore Micillo -  in tutti gli Atenei, con una sola grande campagna di sensibilizzazione portiamo all’attenzione degli studenti e del mondo universitario tre temi importanti su cui il Ministero dell’Ambiente sta lavorando dall’insediamento di questo Governo: la riduzione della plastica monouso, la salvaguardia del mare e l’educazione ambientale. Per ottenere risultati concreti nella tutela dell’ambiente è necessario il coinvolgimento e alla partecipazione di tutta la collettività. I giovani sono pieni di entusiasmo e imparano in fretta. Sono loro il nostro futuro».

«Oggi si aggiunge un altro anello alla catena del percorso “Mare Mostro un mare di plastica”, campagna partita nel 2016, che ha già ottenuto la legge per proibire le microplastiche nei cosmetici e dei cotton fioc non biodegradabili, e che adesso è impegnata ad accelerare il cammino della legge Salvamare di cui è stata ispiratrice. La campagna “Mare Mostro” ha coinvolto i palazzi della Politica, i ministeri, le regioni, i comuni, le isole minori, le scuole e adesso approda nel tempio della ricerca e della scienza, le nostre meravigliose università – dichiara Rosalba Giugni. La plastica è, e sarà, sempre di più un problema planetario se non viene affrontato con urgenza e determinazione, visto che questo materiale indistruttibile è ormai entrato nella catena alimentare con i rischi che ne possono conseguire per l’uomo».

«Questo progetto – nelle parole del Magnifico Rettore Sauro Longhi - è un’occasione importante per diffondere un messaggio urgente: quello di evitare plastiche monouso che inquinano i nostri mari. Le università oggi hanno il compito di educare e sensibilizzare i più giovani su questo tema, poiché avranno loro, domani, la responsabilità di "governare" e scegliere per il futuro di tutti».

«Quella delle plastiche è in effetti una emergenza – spiega Antonio Mazzola, Presidente del CoNISMa -  poiché i risultati più recenti ottenuti dai progetti europei di ricerca hanno confermato gli impressionanti livelli di microplastiche già presenti negli oceani e che annualmente continuano ad aumentare. Si deve ancora fare molto per valutare gli effetti biologici delle microplastiche in mare, ma è evidente che le Università hanno un ruolo fondamentale anche nelle attività di immagine, formazione, di supporto alla politica e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica su questa importante problematica».

 

Fonte: Ufficio Stampa UNIVPM

Presentato a Salerno “Boot Camp”, kit per i neo genitori della Campania

Con l’occasione è stata distribuita la pubblicazione “Il bambino nella sua famiglia. Guida pratica per i genitori” di SIPPS, FIMP, SIMP ed AGE

 

Si è tenuta oggi, martedì 29 Gennaio, presso la Sala Scozia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno, la presentazione del “Boot Camp”, un vero e proprio kit di addestramento per i neo genitori della Campania con consigli e suggerimenti utili per le famiglie con bambini e bambine “dentro e fuori la pancia di mamma”.

Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e l’Assessore alle Pari Opportunità Chiara Marciani hanno consegnato i primi kit al reparto di ostetricia e ginecologia di Salerno accompagnati dal Direttore Generale del Ruggi, Giuseppe Longo, con l’intenzione di promuovere iniziative di sostegno e indicazioni di buone pratiche rivolte ai neo genitori per renderli sempre più consapevoli del loro ruolo per la salute dei figli e per la promozione del loro benessere.

“La formazione di 30/35 ostetriche all’anno da parte del Ruggi D’Aragona, rappresenta un risultato importante per tutta la regione ed il Punto Nascita è un punto di eccellenza e va valorizzato. Entro l’anno dobbiamo arrivare a raggiungere l’obiettivo nazionale del 24% di parti cesarei per le primipare. Così come è importante - dichiara il Presidente De Luca – sollecitare le donne dai 24 ai 65 anni a sottoporsi allo screening oncologico per i tumori al seno, per la cervice dell’utero e per il colon retto per fare la corretta prevenzione.”

“L’azione di sensibilizzazione, soprattutto verso i neo genitori della Campania, su azioni e strumenti messi in atto a favore della salute del loro bambino - dichiara l’Assessore Marciani - ha l’obiettivo di renderli consapevoli dell’impegno per uno sviluppo sano e privo di rischi per la sua alimentazione e per la salvaguardia del suo benessere.

In ciascun Kit sono contenuti dei prodotti e benefit che i brand Aboca, Antonio Amato, Culla di Teby, Coldiretti, Nappynat e Suavinex Italia hanno voluto destinare al progetto, sposandone il valore di informazione fortemente voluto dall’Assessorato alle Pari Opportunità, per accompagnare le famiglie durante il primo anno di vita del loro bambino.

Completa il kit l’opuscolo informativo “Dentro e fuori la pancia di mamma”, promosso dalla Regione Campania, a contenuto sociale e scientifico sulle tematiche materno-infantili con indicazione dei presidi ospedalieri e dei Punti Nascita presenti in tutto il territorio campano.

Il design del kit, appositamente realizzato dall’agenzia inCoerenze, che ha provveduto anche a coinvolgere i brand nazionali sul progetto, ha una triplice funzione: raccogliere tutti i prodotti e gli opuscoli, diventare esso stesso comunicazione e informazione con consigli sulle principali tappe relative ai tre ambiti di affiancamento dei neogenitori -  alimentazione, salute e benessere - ed essere strumento di misurazione dei piccoli con un centimetro cartonato presente al proprio interno, da adottare nei primi mesi di vita del bambino.

A partire dai primi di febbraio verrà effettuata la distribuzione presso i 54 Punti Nascita della Campania per dare il benvenuto, con 12.000 kit, al nuovo piccolo cittadino e ai suoi genitori.

Insieme alla distribuzione dei kit neomamme, verrà consegnata ai Punti Nascita, anche la pubblicazione “Il bambino e la sua famiglia”, realizzata dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, la FIMP Federazione Italiana Medici Pediatri, la SIMP Società Italiana di Medicina Perinatale, l’Associazione Italiana Genitori e a cura di SINTESI InfoMedica.

“La Guida, - spiega il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS - curata da decine di esperti nazionali ed internazionali, è un riferimento sicuro, semplice e completo, utile allo sviluppo di una genitorialità consapevole. Nelle sue pagine sono affrontati temi quali nascita, alimentazione, crescita, educazione, sicurezza e gravidanza, fino alle manovre di rianimazione e ai diritti dei genitori lavoratori. Alla fine di ogni capitolo sono inseriti consigli pratici, arricchiti da molte foto per rendere la lettura ancora più semplice e piacevole”.

Boot Camp e il suo contenuto saranno quindi una sorta di “scatola degli attrezzi”, grazie alla quale la Regione Campania vuole essere vicina alle mamme e ai papà, pensando ad un futuro pieno di salute e felicità.

 

Fonte: Ufficio Stampa SIPPS

 

 

Cnr: stimolate le cellule a stella nel cervello

Dimostrato per la prima volta che gli astrociti, le cellule cerebrali a forma di stella finora considerate passive, possono essere eccitati con uno campo elettrico applicato da un dispositivo organico. Questa forma di eccitazione è importante per il funzionamento dell’attività neuronale nella memoria e nell’apprendimento. Possibili ricadute per la cura di patologie come Alzheimer, Parkinson, Ictus ed Epilessia. Il lavoro condotto da Cnr Isof e Cnr-Ismn è pubblicato su Advanced Healthcare Materials

Quando parliamo di cervello molti di noi pensano ai neuroni, eppure negli ultimi decenni è stato dimostrato che la classica visione neurone-centrica delle funzioni e disfunzioni cerebrali è stata ormai sorpassata. Infatti, ciò che rende diverso il nostro cervello da quello di altri mammiferi, non è il numero o la struttura dei neuroni, bensì quella di altre cellule, dette astrociti.

Gli astrociti, così denominati per la loro tipica morfologia stellata, sono stati a lungo considerati mero ‘collante’ che riempiva gli spazi tra neuroni. Sono definiti cellule non eccitabili perché non possono generare e propagare l’impulso bioelettrico nello stesso modo dei neuroni.

Un lavoro pubblicato sulla rivista Advanced Healthcare Materials e coordinato da Valentina Benfenati dell’Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isof), in collaborazione con Michele Muccini e Stefano Toffanin dell’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismn), dimostra che anche gli astrociti, e non solo i neuroni, rispondono al campo elettrico applicato dal dispositivo organico, e che è possibile stimolare e modulare l’attività degli astrociti applicando un campo elettrico estremamente piccolo.

“Adesso si sa che gli astrociti comunicano tra loro tramite segnali ed onde di calcio, e che questa forma di eccitazione è fondamentale per il corretto funzionamento dell’attività neuronale, per esempio, nella memoria e nell’apprendimento”, dice Benfenati. “La disfunzione di questi segnali è implicata in patologie come Alzheimer, Parkinson, Ictus ed Epilessia. Il problema nello studio degli astrociti è di tipo tecnologico, infatti nella ‘neuro’ ingegneria gli strumenti attualmente disponibili sono progettati e mirati esclusivamente per lo studio dei neuroni.

Nel lavoro pubblicato dai ricercatori del Cnr-Ismn e Cnr-Isof per la prima volta è stato possibile dimostrare che gli astrociti, considerati cellule passive e di supporto, possono essere eccitati attraverso uno campo elettrico applicato da un dispositivo organico. “Il lavoro pone le basi per una visione radicalmente nuova, ovvero che sia possibile generare tecnologie che mirino alla modificazione o al ripristino di attività cerebrali, non avendo come target i neuroni bensì le cellule non neuronali. Poiché gli astrociti costituiscono la maggioranza delle cellule cerebrali umane e, considerate le numerose malattie del cervello in cui queste cellule sono coinvolte, questo lavoro apre uno scenario che può cambiare il nostro modo di comprendere e stimolare, manipolare la funzionalità del cervello”, prosegue Benfenati.

"Il nostro lavoro apre la strada all'utilizzo di tecnologie organiche, cioè basate su molecole, biocompatibili per la comprensione del funzionamento e la cura di malattie del cervello", prosegue Toffanin.

“Abbiamo utilizzato un approccio che si sta rivelando vincente per affrontare tematiche così complesse come i meccanismi di funzionamento del cervello. Integrando in un singolo gruppo di lavoro competenze multidisciplinari che vanno dalla chimica, alla scienza dei materiali, alla fisica dei dispositivi, alla biologia e all'elettrofisiologia neurologica, siamo riusciti ad aprire uno scenario che può cambiare il modo di comprendere, stimolare e modulare la funzionalità del cervello. La strada per l'utilizzo della tecnologia organica per approcci terapeutici innovativi è tracciata”, conclude Muccini.

Il lavoro è stato supportato dal Progetto europeo ‘Olimpia’, coordinato da Muccini e Benfenati e dal Progetto di ricerca ‘Astromat’, supportato dall’Air Force Office of Scientific Research, coordinato da Benfenati.

 

Fonte: Ufficio Stampa Cnr

 

L'importanza dell'alimentazione del bovino da latte

E’ il tema di tre incontri tecnici gratuiti organizzati da ARA Piemonte nel mese di febbraio a Carmagnola tenuti da esperti di caratura internazionale e rivolti agli allevatori da latte

L’ alimentazione del bovino da latte rappresenta uno degli aspetti cruciali per la crescita dell’allevamento, sia dal punto di vista della salubrità e qualità del latte prodotto, sia dal punto di vista economico, in quanto incide per oltre il 50% sui costi totali di produzione.

E’ questo l’oggetto dei tre incontri tecnici organizzati da ARA Piemonte nel mese di febbraio e rivolti agli allevatori da latte per illustrare e approfondire alcuni approcci più moderni e strategici legati al mondo della stalla: dal miglioramento dell’efficienza e della consapevolezza dell’allevatore in termini di alimentazione, all’ottimizzazione dei costi di produzione del latte, per una maggiore qualità degli alimenti e una massimizzazione dell’utilizzo delle risorse alimentari prodotte in azienda.

Tra i relatori che si alterneranno durante i tre incontri segnaliamo due figure importanti: il Dott. Luciano Comino, agronomo nutrizionista, responsabile del Dairy Nutrition Team di ARA Piemonte e tecnico specialistico in molti allevamenti del Nord Italia, conosciuto a livello nazionale ed internazionale per la sua approfondita formazione tecnica e scientifica maturata tra Italia e Stati Uniti. E il Prof. Giorgio Borreani, del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino, che da anni rappresenta uno dei massimi riferimenti internazionali nell’ambito della foraggicoltura e qualità degli insilati e degli alimenti zootecnici.

I seminari sono gratuiti e aperti a tutti gli allevatori da latte del Piemonte e delle altre Regioni e si terranno a Carmagnola (TO) presso la Cascina Vigna (Sala Monviso, Via San Francesco da Sales, 188) e prevedono 70 posti disponibili per ciascun appuntamento: per partecipare occorre effettuare l’iscrizione via email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonando allo 0171/410812. Con la frequenza ai tre incontri sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

Il ciclo di seminari è patrocinato dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali e la partecipazione ai seminari permette il riconoscimento dei crediti formativi (nr. 0,375 CFP SDAF 04 per la categoria dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali/Rif Regolamento CONAF 3/2013).

Di seguito il calendario degli incontri:

 

Martedì 12 febbraio

10.00-13.00

L’utilizzo delle analisi del latte a servizio della diagnostica nutrizionale e ambientale

Dott. Luciano COMINO - ARA Piemonte, Dairy Nutrition Team

 

Martedì 19 febbraio

10.00-13.00

Innovazioni per il miglioramento della qualità microbiologica e sanitaria degli insilati

Prof. Giorgio BORREANI, Di.S.A.F.A., Università degli Studi di Torino

 

 

Martedì 26 febbraio

10.00-13.00

Alimentazione di precisione ed efficienza della produzione del latte

Dott. Luciano COMINO - ARA Piemonte, Dairy Nutrition Team

 

Fonte: Ufficio Stampa A.R.A.P.

 

 

Anche la SIPPS partecipa alla presentazione di “Boot Camp”, kit per i neo genitori della Campania

Domani, martedì 29 gennaio, alle ore 10:30, l’appuntamento è presso l’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Sarà inoltre distribuita “Il bambino nella sua famiglia. Guida pratica per i genitori” di SIPPS, FIMP, SIMP ed AGE

Domani, martedì 29 gennaio, alle ore 10:30, presso la Sala Scozia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno, sarà presentato “Boot Camp”, un vero e proprio kit di addestramento per i neo genitori della Campania con consigli e suggerimenti utili per le famiglie con bambini e bambine “dentro e fuori la pancia di mamma”.

L’Assessore alle Pari Opportunità della Regione Campania Chiara Marciani consegnerà i primi kit al reparto di ostetricia e ginecologia di Salerno accompagnata dal Direttore Generale del Ruggi, Giuseppe Longo, con l’intenzione di promuovere iniziative di sostegno e indicazioni di buone pratiche rivolte ai neo genitori per renderli sempre più consapevoli del loro ruolo per la salute dei figli e per la promozione del loro benessere.

L’azione di sensibilizzazione, soprattutto verso i neo genitori della Campania, su azioni e strumenti messi in atto a favore della salute del loro bambino, ha l’obiettivo di renderli consapevoli dell’impegno per uno sviluppo sano e privo di rischi per la sua alimentazione e per la salvaguardia del suo benessere.

Assieme al kit, sarà distribuita alle mamme ed ai papà una Guida pratica per genitori realizzata dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, Società italiana medicina perinatale, Federazione italiana medici pediatri e associazione italiana genitori.

 

Fonte: Ufficio Stampa SIPPS