Jan 17, 2019 Last Updated 2:28 PM, Jan 17, 2019

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Auser: "Violenza troppo spesso taciuta e sommersa"

 In occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, l’Osservatorio Pari Opportunità e Politiche di Genere Auser Nazionale ripropone la necessità di affermare i diritti e la libertà delle donne e lotta insieme alle associazioni femminili, femministe e sindacali per rimuovere gli ostacoli che alimentano la violenza maschile sulle donne, in tutte le sue forme.

Aderisce alla manifestazione nazionale del 24 novembre 2018 indetta a  Roma  in piazza della Repubblica, lanciata dal movimento Non Una Di Meno, contro la violenza di genere e le politiche patriarcali e razziste del governo.

La violenza maschile che annienta la dignità e spesso distrugge la vita delle donne si manifesta in vari modi: donne uccise, stuprate, sfigurate, segretate, emarginate, maltrattate, dimenticate, sfruttate, sottopagate, svilite, discriminate…

E’ nutrita da una cultura del possesso e negazione dei diritti delle donne, da una cultura sessista che continua ad associare ruoli di prestigio e di potere agli uomini e nel momento in cui le donne provano a farsi spazio, le ostacola con pregiudizi e battute pesanti, denigrandole.

E’ molto difficile misurare la violenza, perché quella contro le donne (e contro le donne anziane, sottostimata e sottovalutata) è ancora una violenza sommersa e taciuta:

In Italia circa 7 ml di donne nella propria vita hanno subito una violenza;

Da gennaio a ottobre sono state oltre 70 le donne uccise per mano di chi diceva di “amarle”;

Da gennaio a fine luglio sono state 1.646 le italiane e 595 le straniere che hanno presentato denuncia per stupro;

L’Istat stima che siano 1 milione 404mila le donne che hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali sul posto di lavoro da parte di un collega o del datore di lavoro;

Incalcolabili gli episodi di sessismo, che permeano la vita delle donne:

-     obbligare una donna a cambiare strada perché davanti a quel bar le dicono battute oscene

-       subire apprezzamenti non graditi sul proprio corpo o su come è vestita

-       la scelta delle aziende di assumere più uomini che donne

-        il divario salariale tra uomo e donna

-       l’incessante prova delle donne per dimostrare la propria competenza e professionalità

-       il carico del lavoro di cura che pesa quasi totalmente sulle donne

-       le immagini pubblicitarie che schiacciano le donne in ruoli stereotipati, spesso umilianti.

Malattie rare della pelle: la rete europea si riunisce al Bambino Gesù

Oltre 130 specialisti provenienti da 21 Paesi insieme nella sede di Roma - San Paolo per una giornata di formazione su diagnosi, gestione clinica e cura.

 

Appuntamento a Roma per la rete europea delle malattie rare della pelle (ERN SKIN) che riunisce le principali strutture sanitarie e universitarie d’Europa specializzate nella diagnosi e nel trattamento di queste patologie.

 

Oltre 130 specialisti provenienti da 21 Paesi si ritroveranno il 23 novembre nell’Auditorium San Paolo dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per il primo corso di formazione su alcuni gruppi di malattie rare della pelle: dermatosi bollose autoimmuni e reazioni da farmaci, displasie ectodermiche, incontinentia pigmenti, epidermolisi bollose, ittiosi e cheratodermie palmo-plantari. La giornata di studi prevede la presentazione di casi clinici da parte di giovani dermatologi e la discussione sul percorso diagnostico e sull'approccio clinico-terapeutico con il supporto di specialisti “senior”.

 

«Il corso vanta la partecipazione di tantissimi giovani dermatologi» sottolinea May El Hachem, responsabile di Dermatologia del Bambino Gesù. «Abbiamo voluto puntare sulla formazione dei futuri specialisti con un obiettivo preciso: garantire la continuità dell’assistenza e il costante miglioramento della qualità delle cure per tutti i pazienti affetti da malattie rare».

 

Il corso sarà preceduto dalle riunioni del comitato esecutivo e del board della rete ERN-SKIN. Nell’incontro del direttivo verranno presentate anche le novità e i progressi della ricerca scientifica su queste patologie.

 

Alla rete ERN-SKIN sono accreditate 56 strutture europee, tra ospedali e università, dislocate in 18 diversi Paesi. L’attività della rete è finalizzata alla formazione continua, alla promozione della ricerca scientifica e al miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'accesso a un'assistenza altamente specializzata per bambini e adulti affetti da una delle circa 600 malattie rare e patologie rare non diagnosticate della pelle. La rete ERN SKIN è co-coordinata da May El Hachem, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Dermatologia del Bambino Gesù.

 

Il progetto ERN - European Reference Network (Reti di Riferimento Europee) è stato avviato nel 2011 con l'obiettivo di mettere in collegamento operatori sanitari dell’Unione Europea altamente specializzati in patologie complesse a bassa o rara prevalenza; condividere conoscenze e competenze; coordinare le cure sanitarie erogate ai pazienti; migliorare i risultati clinici e, con essi, la qualità di vita dei malati rari. Le reti ERN approvate dal Consiglio degli Stati Membri sono 24. Il Bambino Gesù è Centro di riferimento per 15 reti ERN dedicate a 14 gruppi di malattie rare. Fra gli istituti pediatrici di tutta Europa, l'ospedale della Santa Sede è quello che partecipa al maggior numero di reti.

 

L’équipe dell’Unità Operativa Complessa di Dermatologia del Bambino Gesù - Centro di riferimento della Regione Lazio per le patologie rare della pelle -, ogni anno segue oltre 1000 pazientiaffetti da queste malattie. La loro gestione richiede interventi di alta complessità e un approccio multispecialistico, come nel caso dei bambini con epidermolisi bollosa (200 casi). La casistica più frequente si registra nell’ambito delle anomalie vascolari rare (circa 300 pazienti trattati) e delle ittiosi (250 casi).

 

"Tiroide su misura", esperti a confronto su nuove tecniche chirurgiche

 
Si è svolto ieri a Verona nelle sale della Camera di Commercio il congresso “Tiroide su Misura”, a cui segue oggi il primo corso europeo su cadavere di tiroidectomia endoscopica transorale con approccio vestibolare, una tecnica mininvasiva che consente di asportare la tiroide senza lasciare tagli.

L'evento è organizzato dall'Unità di Endocrinochirurgia dell’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda. Direttori del corso sono Andrea Casaril, responsabile dell’Unità di Endocrinochirurgia, e Giuseppe Francia, responsabile del Servizio di Endocrinologia dell’Ospedale Pederzoli. Nel corso del congresso, esperti provenienti da tutto il mondo si sono confrontati sui progressi della ricerca nelle patologie tiroidee e sull'acquisizione di nuove tecniche chirurgiche hanno creato la possibilità di personalizzare il trattamento.

L'incontro ha avuto un taglio pratico ed informale nell'affrontare problematiche di quotidiano riscontro con la finalità di concordare possibili soluzioni cucite su misura per “categorie” di pazienti. Il medico deve, infatti, tenere conto di molteplici aspetti quali l’età, la presenza di altre malattie, l’assunzione di farmaci, il modo in cui il paziente utilizza la voce nella sua vita quotidiana, ma anche le aspettative estetiche di chi deve essere sottoposto ad un intervento sul collo. Per cui l’endocrinologo e l’endocrinochirurgo devono cucire su misura il miglior trattamento per ogni singolo paziente, nel rispetto delle linee guida italiane ed internazionali.

“Negli ultimi anni si è assistito ad un vertiginoso aumento della diagnosi in patologia tiroidea, sia funzionale che tumorale - spiega il dottor Francia - e recenti studi hanno dimostrato che oltre i 65 anni di età si può riscontrare un nodulo tiroide fino nel 67% delle persone. Solo una piccola parte (5-10%) di questi noduli risulteranno maligni, ma la loro gestione dovrà essere accurata, mirata ed eseguita da medici specialisti in questo campo”.

“L’intervento chirurgico di tiroidectomia può oggi essere eseguito con diversi approcci - aggiunge il dottor Casaril - finalizzati a moderare il trauma al paziente, a ridurre il dolore, ad aumentare la precisione dell’atto chirurgico, a ridurre le complicanze e ad ottimizzare il risultato estetico: abbiamo infatti a disposizione, oltre alla chirurgia tradizionale, la mininvasiva video-assistita (Mivat), la robotica (Ratt) e, ora, la trans-orale (Toetva)”.

Provider e segreteria organizzativa sono a cura di Biba Group. Informazioni su www.tiroidesumisura.it.

 

 

 

Gastroenterologia: XX edizione per gli "Hot Topics" degli Ospedali Riuniti di Ancona

Dal 23 al 24 Novembre prossimi si terrà ad Ancona, presso l’Università di Medicina e Chirurgia, il Congresso “Hot-Topics in Gastroenterologia”, che quest’anno raggiunge la ventesima edizione.

"Hot-Topics in Gastroenterologia": un evento che ha raggiunto una tradizione ormai consolidata e che la Clinica di Gastroenterologia dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona organizza per gli esperti marchigiani e delle regioni del centro Italia. Il congresso si prefigge di discutere le numerose novità nel campo delle malattie dell’apparato digerente assieme ai maggiori specialisti italiani in condivisione con i Medici di Medicina Generale. Sono coinvolti in tale incontro anche i medici della Scuola di Specializzazione in Gastroenterologia, unica Scuola di formazione gastroenterologica della Regione Marche, molto importante per tutto il nostro territorio.

Il responsabile del corso, Prof. Antonio Benedetti (nella foto), direttore della Clinica di Gastroenterologia proprio da 20 anni (età degli “Hot Topics”) ed i componenti della Segreteria Scientifica del convegno, si sono proposti di affrontare tematiche “calde”, dal punto di vista della diagnosi e del trattamento, nel campo della gastroenterologia ed epatologia, come la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa, le malattie croniche del fegato, il trapianto di fegato e le innovazioni recentissime nel campo della fisiopatologia ed endoscopia digestiva.

Nella prima giornata del congresso verranno affrontate le malattie croniche del fegato e le più recenti indicazioni al trapianto di fegato. L’ospedale di Ancona rappresenta, infatti, l’unico centro trapiantologico della regione Marche, nonché il riferimento per molti pazienti afferenti dagli ospedali del centro Italia anche con la Liver Unit, della Clinica di Gastroenterologia, coordinata dal Prof. Gianluca Svegliati Baroni.

Nella stessa Unità sono coinvolti altri medici della Clinica come il Dott. Giuseppe Tarantino e la Dott.ssa Laura Schiadà, che, con altri colleghi di altre discipline, discutono settimanalmente l’aggiornamento di tutti i casi clinici specifici, trapiantandi o trapiantati di fegato.

In tale sessione congressuale verranno, inoltre, principalmente discusse le problematiche metaboliche a cui può andare incontro il “fegato grasso” nell’ambito della più nota sindrome metabolica e le malattie delle vie biliari, trattate dall’esperto della Clinica, Prof. Marco Marzioni, membro del Direttivo della Società Europea di Malattie del Fegato (EASL).

Nello specifico, la sindrome metabolica rappresenta un importante problema di salute della popolazione generale che può coinvolgere vari pazienti come obesi, ipertesi e diabetici e predispone allo sviluppo di malattie neoplastiche e cardiovascolari.

Considerando che circa il 25% della popolazione generale ne è affetta, gastroenterologi, diabetologi, cardiologi, endocrinologi e medici di medicina generale saranno coinvolti in una tavola rotonda multidisciplinare per la gestione condivisa di tale patologia.

La seconda giornata del congresso sarà dedicata alle malattie gastroenterologiche quali ad esempio la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa, di cui la Clinica di Gastroenterologia si occupa attivamente da molti anni, e che ha portato recentemente alla creazione di un’unità multidisciplinare per facilitare il percorso diagnostico e terapeutico di questi pazienti, la nota IBD-Unit, coordinata dai Dott. Antonio Di Sario ed Emanuele Bendia. Sono operativi in questa Unità altri medici della stessa Clinica, quali le Dott.sse Laura Schiadà e Paola Sassaroli e molti medici di altre discipline coinvolti in queste malattie, che assieme definiscono, programmano e controllano il percorso completo, anche psicologico ed infermieristico, del paziente.

Accanto a queste patologie, verranno discusse la nuova tecnica di manometria ad alta definizione per lo studio delle malattie dell’esofago, al momento presente in pochissime strutture ospedaliere italiane e le tante novità in endoscopia digestiva operative in Clinica. Queste hanno fatto sì che la Clinica di Gastroenterologia venisse scelta a livello nazionale, sulla base dei risultati raggiunti in questo settore, assieme a pochi altri centri Italiani, per la costituzione della nascente Scuola di Endoscopia Digestiva Avanzata Italiana della Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE).

Il programma completo del congresso è consultabile su: http://www.congredior.it/hot-topics-in-gastroenterologia-il-ventennale/ 

Sicurezza nelle scuole: Anmil e Okay! lanciano la XVII edizione di "Primi in Sicurezza"

Il 22 novembre è la Giornata Nazionale per la Sicurezza nelle Scuole. L'Anmil e la rivista Okay! presentano il concorso "Primi in Sicurezza" rivolto a studenti e scuole e giunto alla XVII edizione. 

In occasione della Giornata Nazionale della Sicurezza nelle Scuole, istituita con legge del 13 luglio 2015 n. 107 (c.d. “La Buona Scuola”) ed intitolata allo studente 17enne, Vito Scafidi, morto il 22 novembre del 2008 a seguito del crollo del soffitto del Liceo Darwin di Rivoli (TO) che vedrà l’attivazione di una gran parte di scuole il prossimo 22 Novembre in tutta Italia, l’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) presenta la XVII edizione del Concorso per gli Istituti scolastici “Primi in sicurezza”, che l’Associazione, assieme a “Okay!” (la prima rivista nata 19 anni fa ed oggi online che si rivolge al mondo della scuola, coinvolgendo docenti, alunni, educatori e famiglie, con un blog che supera i 275.000 utenti unici). Il Concorso quest’anno vuole invitare insegnanti e studenti a cimentarsi sul tema “A ciascuno il proprio outfit. La prevenzione degli incidenti sul lavoro passa anche attraverso ciò che indossiamo”, per far riflettere sull’importanza dell’uso dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), non solo per prevenire gli infortuni sul lavoro,ma anche per acquisire una modalità di comportamento sicuro e rispettoso delle regole.

Partner di questa edizione sono ASSOSISTEMA (Associazione che rappresenta in Confindustria le imprese che operano nei settori della produzione di DPI) e la SIGGI GROUP (aziendaspecializzata nella produzione di abbigliamento professionale altamente innovativo e tecnologico).

Grazie alla disponibilità di alcune scuole che da anni si contraddistinguono per l’impegno verso il tema della sicurezza sul lavoro, il Concorso verrà presentato da rappresentanti e testimonial dell’ANMIL che racconteranno la propria esperienza per sensibilizzare i giovani sul rispetto delle norme di prevenzione, sulle gravi conseguenze che scaturiscono dagli errati comportamenti e sul fatto che gli infortuni sono sempre prevedibili ed evitabili.

A Roma sarà il Liceo Giulio Cesare ad ospitare il Presidente nazionale ANMIL Franco Bettoni e l’invalido del lavoro Franco Trevisi ma sarà una giornata ricca di attività quella organizzata dalla Dirigente del noto liceo classico capitolino Paola Senesi in collaborazione con altre scuole del II e IV Municipio per il progetto promosso dalla Rete territoriale di Ambito 2 di Roma (A più voci per una scuola sicura, II edizione), con il coinvolgimento anche della Protezione Civile e di rappresentanti dell’Istituto Nazionale di Geovulcanologia e di Cittadinanzattiva, che vedrà la presentazione da parte delle classi di lavori e progetti realizzati appositamente per un importante momento di condivisione e confronto.

Gli altri eventi si svolgeranno in Istituti scolastici a Napoli, Bergamo, Reggio Calabria e Padova.

Studi medici senza vaccini in varie zone d'Italia. Mirone (Federfarma Servizi): valorizzare distribuzione in farmacia

Continuano le segnalazioni di medici di famiglia di diverse zone di Italia che non hanno ricevuto i vaccini anti-influenzali. Già settimana scorsa, la Fimmg, il principale sindacato della medicina generale, aveva denunciato ritardi di oltre dieci giorni nella consegna e, a oggi, in più parti, la situazione non sembra essersi risolta. Così, mentre, da un lato, si fa campagna di sensibilizzazione per le vaccinazioni, dall'altro i pazienti vengono rimandati a casa. «Un peccato e un'occasione persa» commenta Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi. «Garantire una maggiore accessibilità del vaccino al cittadino è il primo strumento per raggiungere l'obiettivo di un aumento della copertura vaccinale nella popolazione. Portare il vaccino sul territorio, negli studi dei medici, è certamente un primo passo, ma non possiamo che ribadire, anche in questa situazione, la nostra disponibilità a un coinvolgimento nel meccanismo di distribuzione. La filiera distributiva del farmaco - che sia attraverso il canale convenzionale o la Dpc - può essere un utile sistema a garanzia dell'effettiva consegna del prodotto».

Ma c'è anche tutto il tema del controllo: «Solo la filiera tradizionale permette un reale monitoraggio di farmaci e vaccini, dal produttore fino all'utente finale, e del processo. Con effetti in termini di tutela e sicurezza, efficacia, ma anche di riduzione degli sprechi». Senza contare poi «tutto il supporto che il farmacista può dare in termini di sensibilizzazione ed educazione alla salute del cittadino». Al momento, il coinvolgimento della filiera nella distribuzione dei vaccini, «è un tema ancora da sviluppare. Ci sono alcune realtà, come per esempio il Veneto, che stanno iniziando a muovere primi passi ma si tratta ancora di sperimentazioni a macchia di leopardo. Ma, per quanto ci riguarda, data l'importanza del tema, cercheremo di seguirle e essere vicini alle Rappresentanze, perché funzionino al meglio».

 

A Rimini Gluten Free Expo e Lactose Free Expo. E dal prossimo anno parte Foodnova.

Inaugurate lo scorso 17 novembre a Fiera di Rimini Gluten Free Expo, salone internazionale dedicato al mercato e ai prodotti senza glutine e Lactose Free Expo, salone dedicato al mercato e ai prodotti senza lattosio, organizzate da Exmedia Srl, società di IEG – Italian Exhibition Group.

Dopo i saluti istituzionali di Patrizia Cecchi, Direttore Fiere Italia e dall’Assessore del Comune di Rimini, Roberta Frisoni si è tenuto un talk show dal titolo “L’evoluzione del mercato free from nel settore horeca”. Moderati da Alfonso Del Forno, fondatore e Presidente di Nonsologlutine Onlus, sono intervenuti Patrizia Cecchi, Mariapia Gandossi, Brand Manager di Gluten Free Expo e Lactose Free Expo, Gabriele Bozio, Executive Manager di CAST Alimenti, Rossanina del Santo, referente Nazionale Dipartimento Solidarietà ed Emergenze per Allergie e Celiachia della FIC, Francesca Obici, Presidente AIC Associazione Italiana Celiachia Emilia-Romagna e Maria Sole Facioni, Presidente AILI, Associazione Italiana Lattointolleranti.

Dal talk show sono emersi spunti interessanti per quanto riguarda il mercato free from e ilsettore Ho.Re.Ca.: negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione da parte dei professionisti nei confronti dei consumatori per proporre nei menù un’offerta senza glutine e senza lattosio sempre più ampia.

Al termine Patrizia Cecchi, Direttore Fiere Italia, ha dato alcune anticipazioni sull’edizione 2019. A tal proposito, l'apertura di Gluten Free Expo e Lactose Free Expo è stata anche occasione per presentare il progetto Foodnova, il network dedicato alle nuove esigenze alimentari che debutterà il 16-19 novembre 2019 e che racchiuderà al suo interno 4 manifestazioni: le ormai consolidate Gluten Free Expo e Lactose Free Expo e le new entry Expo Veg e Ethnic Food Expo.

Negli ultimi anni, gli stili e le esigenze alimentari dei consumatori e di conseguenza del mercato stanno cambiando e Foodnova nasce proprio per soddisfare queste richieste per presentare tutta l’offerta in un unico hub.

Gluten Free Expo in questi anni si è confermata l’unica manifestazione internazionale dedicata al mercato e ai prodotti senza glutine. Un appuntamento d’eccellenza per brand nazionali e internazionali oltre che un importante momento di formazione e informazione per questo settore.
Secondo i dati Iri, negli ultimi quattro anni le vendite a volume dei prodotti senza glutine sono cresciute del 15,5% e i ristoranti che offrono piatti senza glutine sono aumentati del 58%.
 
Lactose Free Expo è la manifestazione dedicata ai prodotti dairy free e lactose free. E’ un punto d’incontro per le aziende impegnate in questo comparto in costante crescita, che coinvolge un numero sempre più elevato di persone, considerando che in Italia si stima che il 50% dei consumatori sia intollerante al lattosio, mentre in Europa centrale l’incidenza è del 30%.

Expo Veg sarà la fiera dove i migliori prodotti alimentari adatti alla scelta vegetariana e veganavengono lanciati per condividere benessere, sensazioni, scelte e stili di vita.
Secondo Iri European Shopper Survey, l’11% di tutti i prodotti alimentari e delle bevande lanciati sui mercati internazionali sono vegetariani e i ristoranti che in Italia hanno menù dedicati sono circa 53 mila.

Ethnic Food Expo sarà la vetrina delle espressioni culinarie legate all’identità, alla tradizione e alla cultura di paesi e popoli che rispecchiano le esigenze di un mercato sempre più internazionale ed eterogeneo, come ad esempio il cibo halal e la cucina kosher.
In un contesto multietnico e di mercati globali, si aprono infatti nuove opportunità per le aziende che puntano non solo ad esportare, ma anche ad offrire sul nostro territorio la qualità dei propri servizi e prodotti ad una clientela sia residente nel nostro paese sia internazionale grazie anche ai flussi turistici.

I dati di mercato lo confermano, infatti in base ai dati Nielsen, il 52% degli italiani consuma stabilmente piatti etnici e il 42% degli italiani che mangia fuori casa, lo ha fatto almeno una volta in ristoranti etnici.
Si stima inoltre che il mercato del cibo italiano halal valga attualmente circa 5 miliardi di euro ed è destinato ad aumentare non solo grazie alla popolazione residente, ma anche al turismo. 500 le aziende italiane certificate dalla World Halal Authority, operanti prevalentemente nel settore carni.

Secondo UCEI - Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, il mercato kosher vanta un tasso di crescita medio del 12% annuo. A livello internazionale, in paesi come gli Stati Uniti, Israele, nord-est Europa si registrano tassi di crescita sempre più elevati. Per quanto riguarda l'Italia, il mercato è in via di sviluppo, soprattutto negli ultimi anni.

All’interno di Foodnova, le quattro manifestazioni, pur mantenendo un’identità ben distinta e delineata, sono accomunate dalla volontà di soddisfare le nuove esigenze alimentari. Si tratta di un progetto importante che, da un lato supporta gli operatori, soprattutto del settore Ho.Re.Ca. i quali, in un unico network, possono trovare i prodotti per andare incontro alle nuove richieste dei clienti e allo stesso tempo formarsi e informarsi sui mercati emergenti. Dall’altro lato, permette alle aziende di poter presentare i nuovi prodotti e lanciare le ultime tendenze del mercato in un’unica piattaforma trasversale.

Gluten Free Expo e Lactose Free Expo continuano fino a martedì 20 novembre a Fiera di Rimini, mentre la prima edizione di Foodnova si svolgerà dal 16 al 19 novembre 2019.

Per maggiori informazioni: www.foodnova.eu


E-commerce. Nas: da Nord a Sud l'illecito viaggia sul web

Una vasta e articolata campagna di controllo delle vendite on line, effettuata dai Carabinieri dei Nas e, in particolare, il Reparto Operativo Centrale, il Nucleo AIFA e i nuclei territoriali ha consentito di accertare 243 esiti non conformi, pari al 51% delle aziende ispezionate. Fondamentale anche il progetto Pangea che ha visto la collaborazione dei Nas con Interpol, Europol e Agenzia delle Dogane.

Nei tre mesi di monitoraggio, su oltre 650 siti web, sono state, infatti, rilevate criticità nell’offerta on-line di prestazioni mediche da parte di soggetti non abilitati all’esercizio della professione sanitaria e la conseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria di 2 persone con l’accusa di tentato esercizio abusivo della professione sanitaria.

Le verifiche mirate al controllo della filiera del farmaco, inoltre, ha consentito di rilevare 153 situazioni non regolari. In particolare, il fenomeno più preoccupante riguarda farmaci venduti su canali totalmente illegali e anonimi, con altissimo rischio per l’acquirente. Complessivamente sono stati intercettati oltre 2.000 plichi/pacchi postali contenenti farmaci non dichiarati ed il conseguente sequestro di 4.000 confezioni e 111.000 di fiale e compresse di medicinali destinati al trattamento di disfunzioni erettili, calvizie e controllo del peso che ha avuto, come conseguenza, la successiva denuncia di 256 persone. Un altro versante di irregolarità ha interessato aziende che promuovevano la vendita a distanza di medicinali, per 80 aziende è scattata la sanzione pecuniaria.

Anche nell’ambito della sicurezza alimentare sono stati effettuati controlli sulle vendite on-line, sono state accertate 87 irregolarità e denunciati 5 titolari di aziende per reati di frode in commercio e detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione. Inoltre, sono state notificate denunce nei confronti di 73 operatori per irregolarità di natura strutturale, igienico-sanitaria, tracciabilità ed etichettatura, tra cui l’omessa indicazione degli ingredienti e degli allergeni in essi contenuti. A causa di tali violazioni sono state sequestrate 11.400 confezioni irregolarmente destinate alla vendita on line.

Sempre nella filiera agroalimentare, sono stati individuati anche siti web che promuovevano la vendita di prodotti destinati all’uso agricolo (pesticidi, diserbanti) con principi attivi soggetti a restrizioni, offerti su siti internet, senza alcun vaglio dell’abilitazione dell’acquirente, privi dell’etichettatura corretta o in assenza di autorizzazione ministeriali

 

 

 

Deroga albi professionali. AIFI: "No a ingiuste sanatorie"

"Siamo venuti a conoscenza dai media dell'emendamento all'art. 41 del ddl 1334 che prevederebbe la possibilita' di continuare a esercitare senza obbligo di iscrizione all'Albo per 'tutti coloro che, pur avendone i titoli, non hanno potuto accedere a percorsi di equivalenza'. L'Associazione Italiana Fisioterapisti ritiene tale proposta confusa nella forma e sbagliata nella sostanza e ne chiede quindi ai proponenti il ritiro immediato". Cosi' l'AIFI in una nota.
"L'emendamento- spiega l'Associazione- appare confuso nella forma perche' i percorsi di equivalenza, definiti con l'Accordo Stato/Regioni n. 17/CSR del 10 febbraio 2011, recepito nel Dpcm 26 luglio 2011, consentivano ai possessori di titoli atipici, ottenuti entro il 17 marzo 1999, non riconducibili a titoli equipollenti e non ricompresi in un esplicito elenco di titoli 'esclusi', di far valutare il proprio percorso formativo e la propria carriera pregressa 'caso per caso'. Non era quindi previsto un preciso elenco di titoli che potevano accedere, e pertanto la formulazione 'tutti coloro che, pur avendone i titoli, non hanno potuto accedere a percorsi di equivalenza' e' confusiva oltre che, a nostro avviso, difficilmente applicabile. L'emendamento appare inoltre sbagliato nella sostanza perche' se il problema e' che qualcuno non ha potuto accedere a percorsi di equivalenza, a nostro avviso la risposta non dovrebbe essere 'continua pure ad esercitare senza iscriverti all'Albo' ma eventualmente, ad esempio, chiedere a Regioni e Province Autonome di ribadire i percorsi di equivalenza con le stesse regole di allora, quindi solo per i soli titoli conseguiti entro il 17 marzo 1999, in modo da valutare il percorso formativo di ciascuno e la eventuale necessita' di integrazioni".
"L'emendamento- continua l'AIFI- sembra dare, infatti, una risposta scorretta; scorretta nei confronti di chi quei percorsi di equivalenza li ha con fatica intrapresi; scorretta nei confronti dei piu' di 90.000 professionisti sanitari che in questi quattro mesi hanno intrapreso l'oneroso percorso di iscrizione agli Albi e che si vedrebbero, al passare di questa proposta, come si suol dire 'cornuti e mazziati'".
AIFI, inoltre, "mette in guardia i decisori pubblici da chi sta tentando di strumentalizzare questo momento complesso di valutazione dei titoli e sta creando allarmismi forse ingiustificati; diverse realta' stanno infatti usando il rischio del 'mettere sulla strada padri di famiglia' quando questo rischio non e' reale o e' limitato a pochi specifici casi magari risolvibili in altro modo. Lo fanno per far passare norme che consentano l'iscrizione agli Albi anche di chi ha seguito percorsi formativi assolutamente insufficienti a garantire le competenze previste dai decreti ministeriali istitutivi dei profili delle 17 professioni sanitarie coinvolte". "Lo ribadiamo: i titoli conseguiti dopo il 17 marzo 1999 non sono in alcun modo, per contenuti e per durate, sovrapponibili alle Lauree triennali abilitanti all'esercizio di professione sanitaria. Qualsiasi sanatoria, o improvvida proroga dei termini di equipollenze o equivalenze, avrebbe come unica conseguenza quella di mettere la salute dei cittadini nelle mani di persone non adeguatamente formate e di offuscare un percorso di chiarezza, quello degli Albi e Ordini per tutte le professioni sanitarie, atteso da decenni da centinaia di migliaia professionisti", conclude la nota dell'AIFI.

 

Aumentare la protezione dalle malattie grazie al NAD

Pubblicato sulla rivista Nature, uscita il 15 novembre, un contributo dell’UNIVPM. I ricercatori hanno "bersagliato" un enzima per aumentare la protezione da malattie e invecchiamento.

 

Il NAD (nicotinammide adenina dinucleotide) è una molecola necessaria per la sopravvivenza di tutte le cellule. Nell’uomo viene prodotto a partire da semplici nutrienti (vitamine e amminoacidi) attraverso delle sequenze di reazioni (vie metaboliche) la cui velocità è controllata da particolari proteine, chiamate enzimi. Sia l’invecchiamento che particolari stati patologici determinano diminuzioni localizzate di NAD e conseguentemente aumentano il fabbisogno della molecola. Purtroppo, né l’alimentazione, né l’assunzione di NAD per via generale tramite farmaci riesce a ripristinare i livelli fisiologici indispensabili. Ecco allora che arriva in aiuto la ricerca, in particolare un gruppo di ricercatori che per la prima volta ha scoperto che è possibileaumentare il livello cellulare del NAD andando ad interferire con l’azione dell’enzima che controlla la velocità di una via metabolica che porta alla formazione della molecola. Si tratta di una via che fino ad oggi non era stata esplorata. In pratica, i ricercatori hanno “usato” l’enzima come un bersaglio: hanno cioè modificato la sua capacità di controllare la via al fine di aumentare la produzione del NAD.

Il lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature il 15 novembre 2018 nasce da una collaborazione tra la Prof.ssa Nadia Raffaelli, Ordinario di Biochimica nel Dipartimento di Scienze Agraria, Alimentari e  Ambientali (D3A) dell’Università Politecnica delle Marche, da tempo impegnata nello studio degli enzimi che regolano la produzione del NAD nelle cellule, il Prof. Roberto Pellicciari, a capo della TES Pharma, un’azienda biofarmaceutica di Corciano (Perugia) e il Prof. Joahn Auwerx, Direttore del Laboratorio di “Integrative and System Physiology” Scuola Politecnica federale  di Losanna. I ricercatori hanno ideato e sintetizzato in laboratorio due molecole chimiche che legandosi all’enzima bersaglio  modificano la sua azione con conseguente aumento della velocità di produzione del NAD. La somministrazione di queste molecole a cavie di laboratorio ha aumentato il NAD nel fegato, nel rene e nel cervello e ha determinato una conseguente efficace protezione nei confronti di malattie come la steatosi epatica non alcolica e l’insufficienza renale acuta. Queste molecole rappresentano pertanto ottimi candidati per nuove strategie terapeutiche.

L’articolo https://www.nature.com/articles/s41586-018-0645-6