Feb 19, 2019 Last Updated 4:55 PM, Feb 12, 2019

Consumo/abuso dei farmaci, questione di cultura

Ancona - "Se è vero che il primo controllore della distribuzione e della vendita al pubblico dei farmaci deve tornare ad essere il farmacista, è vero anche che l'abuso del consumo dei farmaci, che viene registrato a livello nazionale, è anche una questione di cultura". È quanto sostiene il presidente della FEDERFARMA Ancona dott. Luigi Galatello, dopo il rapporto nazionale OSMED 2013: "Come si curano gli italiani?" realizzato dall'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che fotografa, attraverso i dati sul consumo dei medicinali e sulla spesa farmaceutica, lo stato di salute della popolazione.

Da una parte nelle Marche la situazione della spesa territoriale rispecchia il dato generale italiano - continua il presidente Galatello - con l'aumento del consumo non rilevante, appena lo 0,5% dopo anni di contrazioni. Inoltre è importante ricordare che le Marche sono l'unica regione d'Italia in cui non si pagano ticket sulle ricette, a parte la differenza tra farmaco di marca ed equivalente, quota che l'assistito è libero di evitare. Preoccupa invece il dato sul fronte ospedaliero dove si registra un aumento del 40% ingiustificato e che fa emergere forti dubbi anche su alcune politiche distributive, dopo i recenti scandali di furti nei distretti della ASL. La spesa ospedaliera va controllata e rivista. Come? Ritornando a potenziare il ruolo della farmacia territoriale – afferma Galatello - infatti essa è tradizionalmente il primo ed il più prossimo presidio della distribuzione e della vendita al pubblico di medicinali. Inoltre le farmacie e i grossisti intermedi sono molto più sicuri e vigilati dei piccoli magazzini delle ASL, facili preda di furti o truffe. Infine, la questione più

grave dell'abuso degli antibiotici: qui è anche questione di cultura. I cittadini si sono abituati a chiedere al medico, al primo sintomo di malattia da raffreddamento, la cura basata sull'antibiotico, per bisogno più di tranquillità che di reale problema. Bisogna capire che il farmaco è necessario solo in casi di emergenza: dev'essere un rimedio e non una mera speranza! Anche per questo la figura dal farmacista può essere utile per una preziosa funzione di "educatore" sull'uso corretto dei farmaci e sulla gestione iniziale di alcune piccole patologie stagionali.

Regione Lazio e sociale: tre nuovi bandi

Lazio - La Regione torna a investire sul sociale con tante opportunità per chi sta affrontando un momento difficile anche a causa della crisi. L’obiettivo è sostenere chi si trova in condizioni di disagio e solitudine, a partire dal dramma della casa o da chi ha problemi per mangiare. Ecco qualche informazione in più sui bandi,che saranno pubblicati nella seconda metà di luglio:

“Fraternità”. È rivolto a tutte le realtà del sociale: associazionismo, volontariato, cooperazione e impresa sociale, enti religiosi e fondazioni. Sostiene progetti di rigenerazione dei luoghi di aggregazione sociale, culturale e sportiva. Inoltre ha anche l’obiettivo migliorare i servizi e essere più vicini a anziani, giovani, donne, immigrati di prima e seconda generazione, persone con disabilità e con patologie psichiatriche. Tra le altre cose promuove la piccola imprenditoria femminile e le reti familiari di mutuo aiuto. Il bando mette a disposizione 4 milioni di euro per un contributo massimo di 20mila euro a progetto. È previsto, inoltre, il finanziamento fino al 25% dell'importo totaleper l'acquisto di beni strumentali, come i pc e altre attrezzature.

“Innova tu”. Attraverso questo bando la Regione per la prima volta valorizza in modo diretto le imprese del settore. L’obiettivo è far nascere nuovi progetti di impresa sociale per offrire risposte e soluzioni innovative ai bisogni dei cittadini più fragili, coniugando lo sviluppo economico e la creazione di posti di lavoro. Potranno partecipare le imprese sociali e le cooperative sociali. I progetti dovranno riguardare: l’agricoltura sociale, il co-working, i nuovi modelli di erogazione di servizi alla persona, le social street e il welfare di quartiere, i progetti di coabitazione e assistenza tra famiglie come i condomini solidali, la rigenerazione urbana dei quartieri degradati, lo sviluppo di app e sistemi informatici per i contact center di pronto soccorso sociale. I progetti potranno ricevere uncontributo massimo di 50mila euro, in tutto la Regione mette a disposizione per questo bando 1 milione e 500 mila euro. Il bando è stato costruito anche grazie alle idee dei cittadini attraverso una consultazione online aperta a tutti.

“Bene in comune”. È rivolto agli enti locali  e ai soggetti pubblici. In particolare finanzia 1 milione di euro a diversi progetti: per gli anziani, per l’invecchiamento attivo, per iniziative intergenerazionali e per la valorizzazione dei servizi territoriali, come i centri anziani. Con 650mila euro, invece, la Regione sostiene servizi socio-assistenziali che abbiano una ricaduta sociale significativa. I progetti dovranno riguardare preferibilmente la creazione di servizi sociali a carattere innovativo o sperimentale e l’inclusione sociale e lavorativa di persone con disabilità o svantaggio sociale.  Saranno premiate in particolare le iniziative che punteranno sul coinvolgimento attivo dei cittadini e sulla possibilità di replicare il progetto anche in altri territori.

“Quando siamo arrivati il Lazio era una Regione senza opportunità e senza solidarietà, che lasciava sole le persone in difficoltà - lo ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: le politiche di risanamento di questo anno di lavoro ci permettono di rimettere a disposizione risorse di coloro che, anche per colpa della crisi, sono rimasti indietro. Dopo lo straordinario successo del bando per l'inclusione sociale e contro la povertà - ha detto ancora Zingaretti - il Lazio  sta diventando la Regione dove torna la solidarietà e tornano le opportunità. Siamo orgogliosi di poter dire che, proprio in virtù della crisi e non malgrado la crisi siamo tornati a investire nel campo della solidarietà”.

Fonte: Sviluppo Lazio

Sole: amico delle donne o pericolo per la pelle?

Svezia - Prendere troppo sole fa male ma evitarlo del tutto, pensando di scongiurare il rischio che compaia il melanoma, potrebbe essere peggio. L'assenza di esposizione provoca infatti una netta riduzione della produzione di vitamina D fino a raddoppiare il rischio di mortalità.

Lo sostengono i medici del Karolinska University Hospital e del Lund University Hospital in una indagine, pubblicata sul Journal of internal medicine, condotta su circa 30.000 donne svedesi, fra i 25 e i 64 anni di età e con pelle molto chiara, seguite per 20 anni.

"Abbiamo scoperto che la mortalità per tutte le cause è risultata inversamente correlata alle abitudini di prendere il sole - spiegano gli autori - "Il tasso di mortalità tra coloro che evitavano del tutto il sole è risultata circa due volte superiore rispetto al gruppo che invece vi si esponeva. Quindi consigliare di evitare i raggi solari, soprattutto nei paesi in cui l'intensità è bassa, potrebbe essere dannoso per la salute delle donne". Agli specialisti svedesi ribattono i dermatologi americani di posizione opposta: "E' noto che esporsi al sole aumenta il rischio che si sviluppino tumori cutanei, è fondamentale evitare i raggi, proteggersi con i filtri e stare il più possibile all'ombra - scrivono gli specialisti in una nota - "Il rischio di carenza di vitamina D può essere facilmente compensato con fonti alimentari, alimenti fortificati o integratori che la contengono".

Fonte: Ansa

Dai lipidi una nuova via per combattere le leucemie

Milano – Anche con i lipidi si possono combattere i tumori del sangue: è questa la scoperta dei ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, in collaborazione con l’Università di Basilea. Fra gli autori dello studio, Paolo Dellabona, direttore della Divisione di Immunologia Trapianti e Malattie Infettive, Giulia Casorati, responsabile dell’Unità Immunologia Sperimentale, entrambi dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

I risultati sono pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Journal of Experimental Medicine. La ricerca, condotta grazie ai fondi stanziati da AIRC, ha individuato una nuova classe di antigeni tumorali costituiti da lipidi per combattere le leucemie.

linfociti T, un particolare tipo di globuli bianchi, fanno parte della nostra “squadra di protezione” edentrano in gioco quando siamo attaccati da un tumore. Queste cellule del sistema immunitario possono infatti controllare la crescita della malattia dal momento che riconoscono gli antigeni tumorali che si generano quando le cellule si trasformano da normali a malate. Quando la risposta immunitaria è insufficiente a contenere la crescita, il tumore sfugge al controllo.

La chemioterapia e il trapianto di midollo osseo sono, al momento, le armi a disposizione per combattere i tumori del sangue. Nonostante questi trattamenti, è possibile che le cellule leucemiche non rispondano alla terapia ed inizino a diffondersi nuovamente.

Finora si conoscevano solo antigeni tumorali di natura proteica. Questo studio identifica, all’interno delle cellule leucemiche, una nuova categoria di antigeni tumorali costituiti da lipidi che vengono riconosciuti dai linfociti T quando sono associati ad un recettore, chiamato CD1c.

Le molecole CD1c sono presenti in un’alta percentuale di leucemie, diventando pertanto un bersaglio per i linfociti T specifici per antigeni lipidici. La ricerca introduce un nuovo concetto nell’immunologia dei tumori, fondamentale per i futuri sviluppi delle terapie: non solo le proteine, ma anche i lipidi espressi da cellule tumorali possono essere riconosciuti dal sistema immunitario, scatenando risposte protettive contro i tumori stessi. La scoperta sarà brevettata insieme all’Università di Basilea.

Afferma Paolo Dellabona: “I risultati dimostrano che questo tipo di riconoscimento immunologico è in grado di controllare la progressione leucemica negli animali di laboratorio. Si può ipotizzare che ciò avvenga anche nell’uomo. Il nostro studio apre la strada a possibili trattamenti che, insieme all’attuale immunoterapia delle leucemie, potrebbero contribuire alla miglior prevenzione delle ricadute in pazienti sottoposti a trapianto di midollo”.

Conclude Giulia Casorati: “L’obiettivo è riuscire a progettare nuove strategie di immunoterapia in pazienti leucemici, bersagliando in modo selettivo le cellule tumorali grazie ai linfociti T che riconoscono gli antigeni lipidici da noi identificati. Il passo successivo sarà verificare attraverso studi preclinici estremamente rigorosi l’efficacia e la sicurezza di questa terapia.”

Lo studio è stato possibile grazie a finanziamenti da parte dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro AIRC e dalla Association for International Cancer Research.

Fonte: Ufficio Stampa IRCCS Ospedale San Raffaele

Frutta e verdura bio: fonte di antiossidanti e antitumorali

Inghilterra - Frutta, verdura e cereali biologici oltre a contenere meno pesticidi sono anche più ricchi di sostanze antiossidanti, in alcuni casi anche del 69%. Lo afferma uno studio dell'università di Newcastle pubblicato dal British Journal of Nutrition.

I ricercatori hanno riesaminato 343 studi pubblicati sull'argomento, applicando dei metodi statistici per comparare i diversi risultati. Il risultato è stato che in media i prodotti biologici contengono il 17% in più di antiossidanti, e per alcune classi questa cifra è ancora superiore. I flavanoni, ad esempio sono il 69% in più. Dal punto di vista dei pesticidi invece i livelli nelle verdure non biologiche è quattro volte superiore, ed è molto più alto anche il livello di cadmio, un metallo tossico. ''Questo studio ha dimostrato che c'è una variazione nella composizione degli alimenti a seconda del metodo di coltivazione - spiega l'autore principale, Carlo Leifert - ora bisogna studiare l'effetto che può avere passare a una dieta biologica. Alcuni di questi antiossidanti però sono stati legati da studi scientifici a un minore rischio di tumori e altre malattie''. 

Fonte: Ansa

Caldo e alimentazione: decalogo dagli esperti AIGO

Italia - L'arrivo del caldo estivo impone di fare più attenzione anche alla salute dell'apparato digerente. A puntare i riflettori su questo aspetto è l'Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Ospedalieri (AIGO), che proprio per aiutare gli italiani ad assicurarsi una buona digestione anche quando è minacciata da caldo e umidità hanno elaborato un decalogo di consigli sull'alimentazione più corretta in estate.

“In questa stagione il nostro corpo, non dovendo contrastare il freddo legato alle più basse temperature ambientali, necessita di minori calorie, mentre al contrario per la perdita di liquidi, in gran parte col sudore, ha bisogno di maggior quantità di sali minerali ed acqua”, spiega Antonio Balzano, presidente dell'AIGO. “E’ importante evitare diete dimagranti drastiche, sfuggire il mito collettivo della prova-costume”. “L’alimentazione deve essere bilanciata – aggiungeGioacchino Leandro, esperto di nutrizione dell’associazione – ogni pasto deve contenerecarboidrati, proteine, fibre e vitamine e pochi grassi, soprattutto quelli saturi”. Al bando, quindi, le corse al riparo per il timore della fatidica prova-costume: le diete dimagranti drastiche non sono di certo un alleato della salute dell'apparato digerente. Piuttosto, gli esperti AIGO consigliano di seguire queste regole:

 . ridurre il consumo di cibi ad alto contenuto calorico (ad esempio carni rosse ed alimenti ricchi di grassi o zuccheri);

. privilegiare i cibi ricchi di sali minerali (in particolare verdure e frutta fresca di stagione);

. evitare cotture elaborate (ad esempio le fritture o l'aggiunta di panna o burro);

. preferire cibi crudi (ad esempio insalate miste di verdure);

. evitare cibi la cui conservazione potrebbe non essere sicura (ad esempio surgelati e cibi congelati);

. preferire alla carne il pesce, che è molto più digeribile (soprattutto se lesso o alla brace);

. limitare il consumo di succhi di frutta industriali e bibite gassate, che possono contenere conservanti, coloranti ed elevate quantità di zuccheri;

. fare attenzione ai frullati, anche se di frutta: possono contenere molti zuccheri e molta aria;

. bere almeno 1,5 litri d’acqua al giorno: non contiene calorie ed è la bevanda più dissetante in assoluto;

. mettere al bando alcoolici e superalcolici: contengono molte calorie, fanno sudare e aumentano il senso di calore.

A questi consigli Leandro aggiunge un altro piccolo suggerimento: “E' importante fare attività fisica regolare (almeno 3-5 volte alla settimana) di intensità moderata (camminata veloce, bicicletta, nuoto) per almeno 30-60 minuti”. In questo modo la salute sarà al sicuro anche in estate.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Premio Roma: una cerimonia in onore di letteratura e arte

Roma – I vincitori, della cerimonia di premiazione dell’edizione 2014 del Premio Roma svoltosi nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma (il più grande Ateneo d'Europa), sono: per la Narrativa Straniera: Clara Sanchez, Le cose che sai di me – Garzanti; per la Narrativa Italiana: Valerio Massimo Manfredi, Il mio nome è Nessuno – Mondadori; per la Saggistica: Domenico De Masi, Mappa Mundi – Rizzoli;

Per questa edizione, dedicata allo Stato d'Israele e alla Città di Gerusalemme, è stato istituito il Premio Speciale “Roma – Gerusalemme” che è stato assegnato alla scrittrice israeliana Zeruya Shalev, con l'opera "Quel che resta della vita" - Feltrinelli Editore. Questo Premio vuole anche essere un riconoscimento per l'intera cultura israeliana.

La cerimonia di premiazione è stata aperta dal rettore Luigi Frati che ha consegnato uno specialericonoscimento all'Arma dei Carabinieri in occasione del bicentenario della sua fondazione, ritirato dal Comandante generale dell'Arma, Gen. C.A. Leonardo Gallitelli.

In programma riconoscimenti a personalità del mondo artistico, scientifico e internazionale, tra i qualiLuigi Frati, rettore della Sapienza; Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma eNaor Gilon, ambasciatore d’Israele in Italia. Il premio è in gemellaggio con la città di Gerusalemme.

Alla cerimonia di premiazione presente anche Anna Maria Tarantola, presidente della Rai, che ha ritirato per l’azienda il “Premio Roma Urbs Universalis” in occasione del novantesimo anniversario della radio e il sessantesimo della televisione. Il premio speciale per la solidarietà è stato consegnato a Francesco Liberati in rappresentanza della Banca di Credito Cooperativo di Roma e Claudia Monti Presidente dell'Associazione Antea Onlus. L’importante appuntamento, presentato da Paola Saluzzi, legato al mondo letterario ha portato sul palco, per la proclamazione e la premiazione dei vincitori, illustri nomi della letteratura italiana e straniera. La serata si è conclusa con una performance del cantautore Gigi D'Alessio, vincitore del Premio Speciale per la promozione della canzone italiana nel mondo.

Inaugurata a Fabriano la nuova biblioteca multimediale: pensata guardando il futuro

Fabriano - Uno spazio di incontro multimediale ad alta tecnologia, ma anche e soprattutto un luogo di aggregazione per i giovani nel centro della città. Tutto questo è la nuova Biblioteca multimediale “R. Sassi” realizzata all’interno del Polo San Francesco inaugurata ieri a Fabriano. Una struttura voluta e pensata come area culturale d’avanguardia e motore propulsore nella divulgazione del patrimonio artistico, storico e contemporaneo e nella valorizzazione turistica del comprensorio montano.

Al taglio del nastro hanno partecipato il presidente della Regione Marche Gian Mario Spaccainsieme all’amministrazione comunale guidata dal sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola. Ospite d’onore, il compositore, pianista e direttore d’orchestra marchigiano, Giovanni Allevi, fortemente legato a Fabriano per aver registrato nel Teatro Gentile, il suo album con orchestra “Evolution”, già premiato con i dischi d’oro e di platino. La presenza di Allevi ha voluto essere un’ispirazione per tutti i giovani marchigiani: la dimostrazione che chi ha talento, passione e volontà può raggiungere risultati straordinari a livello internazionale in tutti i settori, dall’arte all’impresa. La riapertura nel centro storico della Biblioteca Multimediale ha infatti un significato ben preciso e vuole lanciare questo messaggio: la Regione Marche crede nei suoi giovani e scommette sulla valorizzazione della loro creatività e ingegno per un futuro di crescita e sviluppo. Il vescovoGiancarlo Vecerrica ha benedetto la struttura: “Qui c’era la vecchia chiesa di San Francesco, che era un’amante della bibbia, che in greco significa libro. La biblioteca è una raccolta delle testimonianze della vita, della storia costruita dagli uomini per il bene del popolo. Oggi tutto questo torna a rivivere”.

La realizzazione del progetto deve la sua riuscita innanzitutto ad una attenta ed articolata programmazione sinergica fra Regione Marche e Comune di Fabriano a partire dagli interventi di ricostruzione post sisma 1997. La Biblioteca è stata pensata guardando al futuro, con l’utilizzo spinto delle nuove tecnologie multimediali proprio per favorire la fruizione da parte dei ragazzi. La struttura si presenta come una moderna “casa dei saperi”, dove sarà possibile vivere e promuovere eventi e iniziative culturali, a servizio di tutta la comunità. Per questo contribuirà a restituire al centro storico la sua funzione di cuore pulsante della città, favorendo anche la rivitalizzazione delle sue attività economiche. Fabriano, grazie al nuovo polo bibliotecario, entrerà inoltre a far parte di un più ampio network della conoscenza multimediale che vuole mettere in rete simili esperienze in tutte le Marche. Un network di strutture permanenti e temporanee su tutto il territorio regionale, che continuerà in futuro ad ampliare le proprie maglie, per la divulgazione culturale e la promozione di iniziative.

Fonte: Regione Marche

Primo Bilancio Sociale. L’Inrca rilancia il suo ruolo

Ancona - Alla presentazione del primo Bilancio Sociale, nella sede della Loggia dei Mercanti, sono emerse subito le linee guida dell’Inrca: la rilevanza nazionale cui aspira questo storico istituto scientifico (IRCCS) fondato nel 1968, unico ad occuparsi dell’anziano; l’ambito di alta specializzazione e l’eccellenza nella ricerca soprattutto sul tema della longevità attiva.

Lo ha affermato – dopo la presentazione dei contenuti del Bilancio Sociale e delle motivazioni che ne hanno portato alla stesura -  la direttrice scientifica Fabrizia Lattanzio che ha ricordato i passi avanti fatti nei progetti europei e nella formazione. Sono infatti oltre 50 i ricercatori responsabili di almeno 1 progetto di formazione Inrca e oltre 70 le persone che lavorano a progetti e bandi europei.

Il direttore generale Giuseppe Zuccatelli ha aggiunto con soddisfazione che oggi l’Inrca ha “messo a posto i pilastri fondamentali di bilancio e programmazione”. Adesso può dunque “volgere lo sguardo al ruolo più alto per un istituto così altamente specializzato, in prospettiva, sia sul versante assistenziale che della ricerca”. Un bilancio sociale che se da una parte rende l’istituto “trasparente, accessibile, valutabile” dall’altra, ha detto il presidente don Vinicio Albanesi, sottolinea l’impegno dell’Inrca nella “Pietas e nella Scienza”, cioè nell’assistenza di chi può, nei confronti di chi è più debole, e nella ricerca incessante di metodi terapeutici innovativi e nelle applicazioni mediche migliori. Valorizzando la persona ma anche il professionista che se ne occupa e l’assiste. Don Vinicio ha poi posto al presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca alcune rilevanti questioni che non solo hanno trovato grande attenzione ma anche diverse risposte pratiche: a partire dalla nuova sede dell’Inrca ad Ancona sud per arrivare all’impegno della Regione nella Fondazione Italia longeva.  Infine – ha detto Spacca – proprio la longevità attiva sarà il tema con cui la Regione Marche, e quindi l’Inrca con le sue competenze, saranno presenti all’EXPO di Milano 2015

“Niente male Roma” contro il dolore: i principi attivi più usati dai romani

Roma - Contro il dolore, il paracetamolo risulta essere il farmaco più usato, seguito da ibuprofenediclofenac e nimesulide: sono alcuni dei risultati emersi dalla survey sottoposta nel periodo 31 marzo-6 aprile 2014 a circa 1.000 persone che hanno avuto accesso a farmaci antalgici in 100 farmacie di Roma.

La ricerca rientra nell’ambito del progettoNienteMale Roma, promosso dall’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Roma, dalla Fondazione Gigi Ghirotti e da Federfarma Roma e, con il patrocinio del Ministero della Salute, che ha coinvolto i farmacisti in una raccolta dati sulla gestione del dolore. Il farmacista, infatti, è il primo alleato del paziente con dolore: lo supporta nella gestione in appropriatezza terapeutica in caso di dolore lieve-moderato, lo indirizza allo specialista ove necessario, lo sensibilizza alla possibilità di cura attraverso un percorso terapeutico validato.

I risultati della survey sono stati presentati il 2 luglio a Roma, in occasione di “NienteMale Roma”,evento di formazione ECM realizzato con il contributo incondizionato di Angelini, con l’obiettivo divalorizzare il ruolo del farmacista e offrire strumenti e approcci metodologici per migliorare la gestione della terapia antalgica. I dati sono stati presentati da Antonino Annetta, Specialista in Farmacologia Applicata presso l’Università La Sapienza di Roma e Vice Presidente Federfarma Roma. “Il 74% degli intervistati ha più di 50 anni e nel 59% dei casi soffre di dolore di tipo saltuario, contro un 41% che invece è affetto da un dolore cronico. – ha illustrato Annetta - Tra i farmaci utilizzati, figura al primo posto il paracetamolo, indicato dal 27% delle persone, seguito daibuprofene (24%), diclofenac (13%) e nimesulide (10%). Il 40% degli intervistati dichiara di curarsi facendo ricorso a farmaci da automedicazione (SOP e OTC), il 20% ricorre al consiglio del farmacista, gli altri si rivolgono al medico di medicina generale (20%) e allo specialista (20%). Il 63% degli intervistati, infine, afferma di misurare il proprio dolore.” conclude Antonino Annetta.

 La Legge n.38 del 2010 ha rappresentato un passo decisivo nella definizione e sviluppo della rete assistenziale sia per le cure palliative sia per la terapia del dolore, e offre la possibilità di un nuovo approccio culturale al tema della lotta al dolore. In quest’ottica l’evento NienteMale Roma ha offerto strumenti ed approcci metodologici che consentano di migliorare l’efficacia e l’appropriatezza della gestione del dolore come previsto dalla legislazione vigente.

Fonte: Ufficio Stampa Ketchum