Mar 18, 2019 Last Updated 11:58 AM, Mar 18, 2019

Parkinson, ecco le nuove frontiere terapeutiche

Visite: 45 times

Neuromodulazione, innovativi device per la neuroriabilitazione e strategie fisioterapiche della danza e del ritmo musicale.

Nuove vie diagnostico-terapeutiche e di gestione del paziente parkinsoniano. Dalla farmacologia alla neuromodulazione, dagli innovativi device per la neuroriabilitazione alle strategie fisioterapiche della danza e del ritmo musicale. Se ne è parlato al primo congresso nazionale a Torino dell’Accademia Limpe-Dismov per lo Studio della Malattia di Parkinson e dei Disordini del Movimento.

Se a fronte del costante aumento del numero di malati di tali patologie neurodegenerative, tutti sono d’accordo nell’affermare che ad oggi, non è disponibile una cura definitiva. Ma la ricerca scientifica in campo neurologico sta facendo registrare enormi progressi grazie ai quali è possibile restituire ai pazienti quell’autonomia sociale che garantisce loro una buona qualità di vita. Vediamo come, a partire dalle numerose statistiche. Sono quasi 20.000 le persone colpite da parkinsonismi atipici, disordini del movimento solo in parte simili alla Malattia di Parkinson, patologia che in Italia affligge oltre 240.000 persone, non solo anziani. Un paziente su 4, infatti, ha meno di 50 anni e 1 su 10 meno di 40; nei giovani la malattia ha decorso più veloce e aggressività maggiore. Tra i più comuni disordini del movimento troviamo il Tremore Essenziale, molto più frequente del Parkinson, con cui è confuso nel 30-50% dei casi, caratterizzato unicamente dalla presenza di tremore con caratteristiche diverse dal tremore della Malattia di Parkinson. Su questo versante troviamo inoltre le Distonie, movimenti involontari che possono colpire parti diverse del corpo e che determinano un elevato grado di invalidità.

LE NOVITA'

Occorre precisare prima di tutto che i malati di Parkinson non sono sempre uguali e non presentano tutti le stesse caratteristiche e sintomatologie. Molti medici specialistici, anzi la maggior parte, sono concordi nel dire che alcune delle nuove opzioni terapeutiche che presentiamo qui possono essere indicate e quindi ottenere effetti positivi in qualche paziente predisposto, in altri no. Per esempio alcune terapie sono benefiche per il tremore, altre non sono efficaci se il malato stesso non ha il tremore come principale sintomo del morbo. Ecco perché occorre prima ascoltare il a del neurologo che più ha avuto modo di conoscere ed approfondire la cartella clinica del paziente e seguirla negli anni.

Si è appena affacciato alla commercializzazione europea un nuovo principio attivo che sembrerebbe poter risolvere il problema, lasciato irrisolto per decenni, delle complicanze motorie dovute all’uso prolungato e a dosi sempre maggiori del farmaco di riferimento, la levodopa. La novità terapeutica di questo nuovo principio attivo che si chiama Safinamide, consiste nell’agire contemporaneamente sul circuito dopaminergico classico (recettori della dopamina) e, per la prima volta, sul circuito glutammatergico (recettori del glutammato). Tale doppia azione permette di controllare sintomi e complicanze motorie a breve termine, mantenendo peraltro i benefici a lungo termine.

 

E a livello chirurgico che si può fare? La stimolazione Dbs ‘precoce’

Negli anni ’80 la Deep Brain Stimulation (Dbs) aveva rivoluzionato il trattamento terapeutico della Malattia di Parkinson nei pazienti farmacoresistenti, tramite l’impianto intracranico di un elettrodo che fornisce micro-impulsi elettrici; è stato poi visto, però, che i benefici vanno via via scemando per un processo di assuefazione. Recentemente, i ricercatori dell’Università di Torino hanno però osservato che una stimolazione precoce mantiene fino a 8 anni il miglioramento delle attività quotidiane, prolungando di conseguenza l’autonomia sociale e professionale del paziente. Non tutti i pazienti, però, possono effettivamente trarre beneficio da questo tipo di stimolazione; per questo motivo è in fase di affinamento un algoritmo, presentato in occasione del Congresso, che possa supportare il medico nella corretta selezione dei pazienti ‘adatti’. Esiste poi un’evoluzione più invasiva della cTBS: la ScTBS, ovvero la Stimolazione Theta-Burst Continua Subdurale, che si avvale di elettrodi impiantati a livello subdurale e connessi a un generatore. Con la ScTBS si ottiene una riduzione del tremore sebbene non siano stati registrati altri benefici sul quadro sintomatologico generale.

cTBS e distonia

Scoperta l’efficacia di una nuova tecnica, la Stimolazione Theta-Burst continua (cTBS), per il trattamento della distonia cervicale; una tecnica che sarebbe comparabile per risultati alla DBS, con il vantaggio di essere meno invasiva rispetto a quest’ultima, in quanto non richiede alcun posizionamento neurochirurgico trattandosi di una sorta di stimolazione magnetica transcranica. Questo tipo di neuromodulazione non agisce però nel caso di distonia focale della mano, che comprende disturbi quali il crampo dello scrivano o del pianista. La cTBS, comunque, aprirebbe prospettive del tutto nuove nell’applicazione al cervelletto, struttura responsabile della coordinazione motoria, dell’equilibrio e dell’apprendimento motorio.

Farmaci per stimolazione continua... in gel

Fondamentale nella Malattia di Parkinson è il mantenimento di un costante livello di farmaco, dapprima praticato attraverso l’infusione intraduodenale. Recentemente è stato invece impiegato il meno invasivo Lcig (levodopa carbidopa intestinal gel), un gel intestinale efficace sia sulle funzioni motorie sia sul sonno di pazienti in fase avanzata di malattia. Un’efficacia comparabile a quella della Deep Brain Stimulation del nucleo subtalamico.

Equistasi®, fra device e nanotecnologie

Abbiamo molto spesso parlato di Equistasi su queste colonne. La nanotecnologia in supporto dei pazienti affetti da Malattia di Parkinson, che subiscono un’alterazione della percezione corporea, con conseguenti disturbi di postura, equilibrio e aumentato rischio di cadute. Senza controindicazione il device/cerotto si applica e può far tornare a camminare.

Esercizio, danza e musica per la riabilitazione

Le strategie fisioterapiche basate sull’esercizio e su informazioni visive o sonore possono migliorare il modo di camminare e rappresentano, in generale, un’importante misura riabilitativa; dal tapis-roulant al tango, dalla camminata nordica con i bastoni (nordic walking) al tai chi, fino alla recente scoperta del “giusto ritmo” per il Parkinson. I ricercatori dell’Università di Ferrara hanno messo a punto la prima compilation che agisce portando ai pazienti un beneficio dell’umore del 36% e un calo del 47% degli altri disturbi associati. Si chiama Amapm (Adapted Motor Activity with Pleasasnt Music) ed è composta di melodie armoniche e ritmiche proposte in una determinata sequenza, brani scelti dai pazienti stessi in base al benessere psichico che infondevano loro.