Mar 18, 2019 Last Updated 11:58 AM, Mar 18, 2019

Parkinson: i benefici del movimento

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Per i parkinsoniani positivi i risultati di Equistasi, soprattutto nella riduzione delle cadute: parla il nostro esperto Francesco Serio, Asl di Taranto

La riabilitazione motoria per il paziente parkinsoniano sta sperimentando nuove frontiere terapeutiche. E’ un dato comprovato che attraverso l’esercizio di miglioramento dell’attività fisica, per esempio la stimolazione al movimento generico, soprattutto camminare, si ottengono risultati importanti in molteplici aspetti della patologia neurodegenerativa. Alcuni pazienti che provano semplicemente ad alzarsi dalla sedia hanno ulteriori benefici collaterali anche di tipo motivazionale...

Ne parliamo con il dott. Francesco Serio del Dipartimento Riabilitazione della Asl di Taranto autore di una relazione, al congresso nazionale dei neurologi, riguardo l'applicazione del dispositivo medico Equistasi.

Dott. Serio, per quanto riguarda Equistasi ormai non si parla più solo di sperimentazione...

“La discussione dello studio è stata caratterizzata dalla possibilità di utilizzare il dispositivo medico Equistasi già autorizzato dal ministero della salute il 5 agosto 2010 e iscritto al repertorio con codice prodotto CNN numero 342576 su un numero di 66 pazienti affetti da Parkinson, che eseguivano già trattamento fisioterapico. Non si parla dunque di sperimentazione in quanto abbondantemente comprovato da ormai numerosi progetti e studi scientifici, ma di un studio osservazionale retrospettivo effettuato da gennaio 2016 a gennaio 2018. I risultati ottenuti hanno dimostrato che l’impiego di Equistasi associato a fisioterapia mantengono pressoché invariata l’assunzione di LDopa durante il periodo dello studio, rispetto a coloro che non hanno utilizzato Equistasi, così come una riduzione delle cadute rispetto a coloro non hanno utilizzato Equistasi. In conclusione dovendo dare una mia considerazione parlerei di costi/benefici in sanità. Ovvero tenuto conto che le cadute in questi pazienti rappresentano dei costi per l' ospedalizzazione e relative pratiche chirurgiche nei casi soprattutto di fratture di femore e che per i farmaci l’aumento della somministrazione di LDopa incide sulla spesa del SSN, si potrebbe pensare che l’utilizzo di tale dispositivo possa presumibilmente modificare tale tendenza”.

Quali sono i dati più significativi in suo possesso per tale applicazione?

”I dati sono stati estrapolati dalla valutazione mediante test specifici per la malattia di Parkinson effettuata su tutti i pazienti coinvolti nello studio sia in fase iniziale che finale, che dimostrano come i valori degli stessi test siano cambiati positivamente, tale a comprovare l’efficienza e l’efficacia del dispositivo medico in oggetto”.

Che ne pensa della opportunità di migliorare attraverso un percorso di stimolazione motorio (come propone Equistasi) anche la parte psicosomatica che riguarda malattie e patologie degenerative, come per esempio il Parkinson?

“In questo caso i pazienti che hanno tratto benefici sotto l’aspetto motorio, hanno tutti riferito anche un miglioramento dei sintomi NON MOTORI, vale a dire una migliore qualità del sonno, riduzione dello stato di tensione emotiva, miglioramento del tono dell’umore, quindi verosimilmente un miglioramento generale del benessere psicofisico”.

Secondo la sua esperienza tali dispositivi e tali ricerche potranno avere ulteriori sviluppi benefici nell’applicazione sanitaria?

“A tale riguardo i campi di applicazione di Equistasi sono molteplici. Stanno interessando già adesso, con la collaborazione di altri centri universitari e IRCCS in Italia, alcune patologie come la sclerosi multipla e le sindrome Atassiche, oltre che al Parkinson, laddove si conferma una buona efficacia del dispositivo Equistasi. Nel mio ambulatorio del Dipartimento di riabilitazione della ASL di Taranto afferiscono infatti pazienti con tali patologie da tutta la Puglia, dalla Basilicata e dalla Calabria, dove giornalmente vengono per utilizzare il dispositivo Equistasi”.

 

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