Jun 04, 2020 Last Updated 7:45 AM, Jun 4, 2020

Partire dalle Rsa nella fase 2 per difedere i più fragili

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ROMA - “La fase 2 della prevenzione del Covid19 avrà successo anzitutto se si diffonderà un principio: le RSA sono importanti tanto quanto gli ospedali. E lo stesso vale per le altre realtà che si dedicano a persone con disabilità, minori fuori famiglia, sofferenti psichici e persone con altre fragilità”.

Parla Franco Massi, presidente nazionale di Uneba (www.uneba.org), la più longeva e rappresentativa organizzazione di categoria del settore sociosanitario e assistenziale in Italia, espressione del non profit di radici cristiane. Un migliaio gli enti associati. Centinaia degli associati gestiscono prevalentemente strutture residenziali per anziani e disabili. Uneba torna a intervenire, come voce in difesa dei più fragili, delle strutture e dei lavoratori che vi si dedicano con grande professionalità: équipe multidisciplinari composte da medici, geriatri, infermieri, fisioterapisti, educatori, operatori socio sanitari (OSS), ausiliari socio sanitari (ASA).

“Le RSA - ribadisce Massi, parlando a nome di Uneba - sono importanti tanto quanto gli ospedali. Molti già lo sapevano ma la terribile esperienza della pandemia lo ha confermato e reso più chiaro a tutti. Per le prime settimane l'attenzione si è concentrata sugli ospedali. Per questo motivo alle strutture per anziani e disabili, di quello di cui c'era bisogno - tamponi e mascherine - è arrivato poco, faticosamente, tardi, o per niente. E la sanità pubblica ha attirato a sé infermieri o OSS del settore sociosanitario, lasciandolo sguarnito proprio nel momento più delicato. Una situazione di cui purtroppo hanno pagato le conseguenze i più deboli”.

“Le strutture sociosanitarie, per vocazione, accolgono e assistono persone fragili, e danno loro la possibilità di vivere in comunità e tessere relazioni, anziché affondare nella solitudine. Proprio queste caratteristiche – accoglienza della fragilità e esperienza di vita comunitaria- hanno reso più vulnerabili queste strutture. Attirando poi su di loro, nei giorni del dolore, il fango delle accuse non provate”.

“Gli ospedali con tutta la sanità, al pari delle residenze per anziani e disabili, con tutto il sociosanitario, sono e devono essere considerate pilastri della società italiana, oltre che del Sistema Sanitario”.

“E' a chi lavora nelle case di riposo e nelle residenze per disabili, tanto quanto a chi lavora negli ospedali, che vanno rivolti gli applausi, e il rispetto, per tutte le vite che hanno contribuito e contribuiscono a salvare, per tutte le vite più serene che fanno vivere.

Casi di comportamenti scorretti di singoli non adeguati? Magari ce ne sono stati. come in ogni campo della società: i responsabili ne risponderanno a termini di legge, per questo mi auguro che venga fatta chiarezza al più presto”.

Tanto gli ospedali come le strutture sociosanitarie sono indispensabili. Chi sceglie che sia una struttura a prendersi cura del proprio caro anziano con pluripatologie non lo fa a cuor leggero, ma perché solo la professionalità, la competenza (che non si improvvisa!) e l'assistenza 365 giorni l’anno possono rispondere alle esigenze di chi è non autosufficiente e malato cronico. Migliaia di anziani, di disabili e le loro famiglie ne hanno bisogno ogni anno”.

“Ora, per questa Fase 2 della protezione dal Covid19 serve uno sguardo diverso. Uno sguardo unitario su sanità e settore sociosanitario, che sappia tutelare entrambi. Uno sguardo che sappia riconoscere dove, regione per regione, è necessario prevedere anche nuove forme di accoglienza ai più fragili senza gettare all’aria storia e competenza di tantissime realtà sociosanitarie.

I 1.000 enti associati Uneba hanno spesso storie decennali o centenarie di servizio e sono nati per rispondere alle esigenze dei territori, eredi dell'attenzione della Chiesa ai più fragili. I nostri valori e le norme di Stato e Regioni sono i nostri fari. Nulla abbiamo a che fare con piccole realtà improvvisate o semiclandestine che approfittano di chi è vulnerabile, e insultano quello che tutte le persone, fragili o no, hanno in comune: la dignità”.

“In questa Fase 2, oltre al tema della sicurezza sanitaria, dovranno essere affrontati altri temi egualmente importanti quali ad esempio la relazione ospiti-operatori, l’accesso dei familiari, la tutela dei lavoratori, il supporto in materia di medicina specialistica: questioni complesse, come complessa è la presa in carico e la cura di persone con cronicità. Per questo Uneba manifesta la sua piena disponibilità a collaborare con le istituzioni e i tavoli tecnici affinché siano trovate le migliori soluzioni possibili per il settore”.