Jun 19, 2019 Last Updated 8:04 AM, Jun 19, 2019

Più tutelati i professionisti, Più responsabilità sulle strutture

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La legge Gelli Bianco dell’8 marzo 2017 numero 24 entrata in vigore il primo aprile 2017, è nata con l’ambizione di fornire una risposta più esaustiva sul tema del  diritto alla salute, della tutela della dignità professionale e personale dell’esercente la professione sanitaria e per contrastare la medicina difensiva, ponendo un freno all’ incremento della spesa pubblica in materia sanitaria.
Appare evidente sin dall’inizio un doppio binario di responsabilità civile,
da una parte  la posizione della struttura sanitaria dall’altra quella dei professionisti o più in generale degli esercenti l’attività in ambito sanitario. La struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata che, nell’adempimento della propria obbligazione, si avvalga dell’opera di esercenti la professione sanitaria, anche se scelti dal paziente e ancorché non dipendenti della struttura stessa, risponde, ai sensi di legge, delle condotte dolose o colpose (responsabilità contrattuale). La medesima disciplina si applica anche alle prestazioni sanitarie svolte in regime di libera professione intramuraria, ovvero in regime di convenzione con il Servizio sanitario nazionale.
La struttura sanitaria, quindi, risponderàdei fatti illeciti compiuti dagli esercenti la professione sanitaria secondo le regole della responsabilità contrattuale, con importanti conseguenze in termini di onere della prova, danno risarcibile e per ultimo ma non meno importante il termine prescrizionale di 10 anni.
DA NON DIMENTICARE: l’accettazione del paziente nella struttura sanitaria (sia pubblica sia privata), per un ricovero o una visita ambulatoriale, comporta la conclusione di un contratto atipico a prestazioni corrispettive definito di spedalità o di assistenza sanitaria. Il danneggiato, nell’eventuale richiesta danni che indirizzerà alla struttura privata, dovrà semplicemente provare il titolo da cui deriva l’obbligazione (ad es. cosiddetto contratto di spedalità di cui sopra) e l’inadempimento che ne è derivato, mentre in capo alla struttura sanitaria resterà la prova dell’esatto adempimento ovvero la non sussistenza dell’inadempimento reclamato da controparte.
ED I PROFESSIONISTI?
LA RESPONSABILITÀ RIGUARDA IN OGNI CASO I SERVIZI OFFERTI dalla struttura Pubblica o Privata e dal contratto di spedalità che ne deriva ovvero non solo la prestazione medica principale ma anche la prestazione alberghiera, la messa a disposizione di personale medico ausiliario e paramedico, sia la predisposizione di medicinali, strumenti e attrezzature sanitarie.
La legge 24/2017 è chiara  a riguardo, perché la struttura sanitaria sarà sempre chiamata in prima battuta per ogni pretesa risarcitoria, risponderà per colpa lieve e per colpa grave dei sanitari, e potrà esercitare la rivalsa sul sanitario solo e se questi sia responsabile per colpa grave. Il giudice, infatti, terrà conto del grado di (mancata) adesione della condotta dell’esercente la professione sanitaria in regime di libera professione, alle linee guida e alle buone pratiche e per la determinazione dell’ammontare del danni , farà riferimento alle  tabelle di cui agli articoli 138 e 139 del Codice delle assicurazioni private.
L’esercente la professione sanitaria strutturato, invece, sarà chiamato a rispondere del proprio operato ai sensi dell’articolo 2043 del codice civile (salvo che abbia agito nell’adempimento di obbligazione contrattuale assunta con il paziente), cioè secondo le norme inerenti la responsabilità extracontrattuale, che prevedono un termine prescrizionale di cinque anni e un gravoso onere della prova in capo al danneggiato, che dovrà non solo allegare ma provare il fatto illecito, il danno, l’elemento soggettivo e il nesso eziologico tra condotta ed evento. Ai fini della determinazione del danno.
IMPORTANTE ricordare che vige sull’ente un dovere di controllo sul personale sanitario ivi operante., sia esso strutturato o no. L’inadempimento di una delle obbligazioni scaturenti dal contratto di spedalità, comporta la responsabilità contrattuale della struttura sanitaria nei confronti
del paziente, a prescindere dalla natura (privata o pubblica) della struttura stessa.
LA SOLUZIONE Se è pur vero che in assenza dei decreti attuativi non vi è obbligo assicurativo a stabilirlo una pronuncia del Tribunale di Milano del 6 luglio 2018 che, per la prima volta, esplicita la posizione sul tema della cogenza e dell’operatività temporale degli obblighi assicurativi introdotti dalla legge 24/2017 (artt. 10 e ss) è anche vero che la copertura assicurativa per una struttura sanitaria privata è imprescindibile difronte alla sempre più presa di coscienza del paziente che a seguito di possibile errore medico, ha strumenti legali per esercitare il diritto alla richiesta di un risarcimento. L’informazione rende liberi e può garantire la giusta protezione. Area Insurance Brokers ha nel tempo consolidato la giusta visione per prevedere, prevenire e provvedere con la soluzione assicurativa tailor made.

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