Aug 25, 2019 Last Updated 12:47 PM, Aug 23, 2019

Piede diabetico, prima che sia tardi

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È senza dubbio un problema fra i più diffusi in assoluto, eppure la maggior parte dei pazienti che accusano sintomi ancora in età giovane e addirittura gli stessi malati di diabete che dovrebbero essere attenti e informati, sottovalutano la gravità e si decidono a sottoporsi a cure mirate solamente quando purtroppo è… troppo tardi.
Il piede diabetico rappresenta anche in Italia una rilevante causa di morbilità e di ricovero per i pazienti diabetici. Casistiche locali sulle amputazioni degli arti inferiori indicherebbero che in Italia il diabete è la prima causa di amputazione non traumatica degli arti inferiori nella popolazione, arrivando al 60% di tutte le cause di amputazione nell’uomo.
Una recente analisi sull’impatto economico del diabete in Italia stima in 5,17 milioni di euro l’anno il costo totale di tale patologia, pari al 6,65 per cento della spesa sanitaria nazionale complessiva.
Il costo dell’assistenza sanitaria erogata ad un paziente diabetico aumenta da 3 a 4 volte se sussistono o solo complicanze macrovascolari o solo complicanze microvascolari (a carico di rene, retina e sistema nervoso periferico) e di 5 volte se sono presenti ambedue questi tipi di complicanze.
Che cosa si deve fare
L’organizzazione per l’assistenza podologica al paziente diabetico diventa fondamentale per la prevenzione e la cura delle complicanze d’organo e per abbattere i relativi costi, prevenendo e curando alcune tra le complicanze legate al piede diabetico, intervenendo direttamente (anche in regime d’équipe multidisciplinare), nonché effettuando educazione sanitaria ai soggetti affetti.
- Primari: identificazione precoce dei fattori di rischio e delle complicanze, al fine di eliminare o almeno limitare eventuali complicanze attraverso esame obiettivo del piede, utilizzo di ortesi plantari e digitali, educazione sanitaria e screening sul territorio
- Secondari: controllo e cura ambulatoriale  delle lesioni (in regime di equipe) attraverso controlli frequenti, scarico delle stesse, prescrizione di calzatura idonea, monitoraggio dell’infezione e medicazioni. L’obiettivo è la riduzione delle amputazioni e quindi abbattere i costi a carico del SSN.
- Terziari: mantenimento dei parametri di osservazione e cura d’insieme dell’équipe per evitare le recidive, supportare le menomazioni e le mutilazioni, attraverso ortesi di supporto, migliorare la qualità d’indipendenza e di vita del paziente.
L’assistenza podologica deve essere prevista: sul territorio (visite domiciliari per pazienti non deambulanti), negli studi podologici (accreditati e/o convenzionati), nelle sedi R.S.A. (con annesso ambulatorio podologico); nelle Cliniche (convenzionate, con annesso ambulatorio podologico) e nelle Aziende Sanitarie Locali e Aziende Ospedaliere (ambulatori podologici).
Il paziente ha quattro possibilità di accedere al sistema di assistenza, ossia attraverso il Medico di medicina generale, oppure il Medico specialista Diabetologo, lo studio podologico accreditato o ancora l’equipe diabetologica della ASL. Da molti studi di podoiatri americani si evince che con una corretta prevenzione da parte del podologo si possono ridurre le amputazioni di circa il 60%. Purtoppo ancora in Italia il podologo come figura professionale è poco presente all’interno dell’Equipe diabetologica e nel Sistema sanitario nazionale.
Competenze dirette del
Podologo
- Esame baropodometrico.
- Terapia ortesi plantari e digitali preventive o di scarico
- Rimozione di ipercheratosi.
- Medicazioni delle ulcere
In che cosa consiste la prima visita dal podologo
- Cartella clinica mediante programma informatizzato al fine di colloquiare con l’equipe medica diabetologica.
- Immagine iconografica (prima dell’inizio di una cura, durante la cura stessa ed alla fine della cura);
- Esame obiettivo del piede:
- Ispezione del piede e ricerca di eventuali lesioni cutanee
- Valutazione di eventuale instabilità articolare
- Trofismo cutaneo
- Formula digitale
- Valutazione appoggio plantare mediante podoscopio e baropodometro
- Effettuazione degli screening del piede al fine di inserire il paziente in una classe di rischio, come da protocollo, ed attuare, quindi interventi preventivi e/o di cura:
- Glucotest
- Valutazione dei polsi arteriosi tibiale e pedidio
- Valutazione della sensibilità tattile mediante monofilamentosemmes-weinstein
- Valutazione della sensibilità termica mediante termoskin
- Valutazione dei riflessi osteo-tendinei
- Valutazione della sensibilità dolorifica
- Valutazione della sensibilità vibratoria mediante diapason o biotesiometro
- Calcolo dell’indice di Windsor
- Educazione e prevenzione sanitaria al paziente.
Nella prossima puntata parleremo fra l’altro delle varie tipologie di Ortesi plantari e del trattamento ortesico in silicone.
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