Jul 19, 2019 Last Updated 8:49 AM, Jul 12, 2019

Quei cari, piccoli, preziosi amici

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I nostri amici a quattro zampe ci fanno compagnia, ma anche loro hanno bisogno di cure particolari. Senzaetà avvia pertanto una rubrica dove vorremmo trattare sempre l’argomento animali, non solo dal punto di vista della fondamentale compagnia e amicizia che ci danno, a volte preziosa come nella pet therapy. Ne parliamo con il dott. Francesco Ceccaroni della Clinica Veterinaria San Giovanni di Roma. Dottore, chi si rivolge generalmente a voi?
“La nostra clinica si trova nel centro di Roma, quindi generalmente accogliamo soprattutto cani e gatti più o meno in egual misura, con una leggera prevalenza dei cani. I loro padroni appartengono ormai ad ogni ceto sociale, perché per molti l’animale da compagnia è un membro della famiglia a tutti gli effetti e sono quindi disposti a dedicargli cure amorevoli e fare dei sacrifici economici più o meno importanti per il suo benessere”.
Questo di cui parla è un atteggiamento tipico di chi vive in città?
“Diciamo che convivere con i pets all’interno della stessa abitazione fa sì che si sviluppi un rapporto affettivo molto stretto tra umani e animali, al punto che questi ultimi vengono considerati quasi dei figli per i proprietari. Ciò è meno frequente quando l’animale vive fuori dalle mura domestiche (ad esempio in giardino), soprattutto nelle zone rurali, dove tutti i nostri piccoli amici –cani e gatti compresi- sono ancora considerati in base alla loro funzione all’interno della fattoria”.
Quali sono le cause principali per cui è richiesto il vostro intervento?
“Spesso siamo impegnati in interventi di pronto soccorso per emergenze di natura traumatica, ad esempio incidenti, o tossica (avvelenamento). Oppure capita di trovarci di fronte a malattie che si manifestano in modo acuto. In questo caso, molti proprietari tendono a riferire un malessere recente ed improvviso dell’animale, ma, visitandolo, a volte appare evidente che il nostro paziente soffre da molto più tempo! Tutti coloro che possiedono un animale da compagnia dovrebbero quotidianamente prestare attenzione ai suoi comportamenti: un semplice cambiamento nelle sue abitudini dovrebbe costituire un buon motivo per consultare il proprio veterinario di fiducia”.
Ci parli dell’alimentazione dei nostri piccoli amici. Ormai non c’è tempo di stare ai fornelli per cucinare i nostri pasti, figuriamoci per quelli degli animali!
“Ed è proprio questo il motivo per cui le diete commerciali, sia umide che secche, vanno per la maggiore. Se gli animali potessero scegliere, preferirebbero di gran lunga del buon cibo fatto in casa, ma, come ha giustamente sottolineato, i proprietari non hanno il tempo di prepararlo. Ciò non vuol dire che croccantini e scatolette non siano in grado di fornire un corretto nutrimento: come per gli alimenti degli umani, la qualità dipende molto dalle marche”.
Non deve essere semplice fare il veterinario: oltre a curare dei pazienti “particolari”, bisogna dispensare molti consigli a chi se ne occupa nella quotidianità…
“Effettivamente il nostro mestiere non è facile, innanzitutto per la varietà di specie e razze con cui dobbiamo avere a che fare: è evidente che, pur essendo entrambi cani, tra un Chihuahua e un San Bernardo c’è una bella differenza! E poi ci sono i proprietari. Più o meno tutti tendono a cercare informazioni in rete, ma non tutti hanno il buon senso di capire che questo non basta per occuparsi adeguatamente della salute del proprio animale: il Dr Google non può di certo sostituire lo specialista in medicina veterinaria! Altra difficoltà sta nel fatto che i nostri pazienti non possiedono il dono della parola. Per avviare un iter diagnostico, dobbiamo dedurre i sintomi dai racconti dei proprietari e per questo torno a chiedere loro di aguzzare lo spirito di osservazione nei confronti dei pets”.
Alla luce di quanto detto, vuole lanciare un messaggio di prevenzione?
“La mia raccomandazione è di portare il proprio animale dal veterinario anche quando sta bene. Investire un po’ di tempo e denaro in controlli periodici è certamente meglio che correre ai ripari quando l’animale sta molto male e costituisce la miglior forma di prevenzione”.
Infine, scopriamo che Lei ha appena conseguito una Specializzazione importante…
“Nonostante io abbia alle spalle 30 anni di entusiasmante lavoro, costellato da continui corsi di approfondimento nelle varie branche della medicina veterinaria, ho deciso di ufficializzare i miei studi, conseguendo il più alto grado di specializzazione conferito dall’università italiana. Da qualche mese ho infatti conseguito il Diploma di Specializzazione in Patologia Clinica dei Piccoli Animali e Affezione, con indirizzo internistico, presso L’ Università degli Studi Di Milano”.


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