Nov 22, 2019 Last Updated 9:28 AM, Nov 21, 2019

Scrivere molto fa bene… in età senile

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È possibile stabilire dalla scrittura una qualche sintomatologia medica, come per esempio il tremolio senile?
Molte diagnosi mediche avvengono attraverso la scrittura nonché un gran numero di campioni sono analizzati a supporto di risultati importanti ed attendibili; pur rimanendo questo  un ambito piuttosto delicato dove è bene procedere con cautela, si può sostenere che la grafia ci fornisce ragguardevoli indicazioni a sostegno di conclusioni riguardanti lo  stato di salute di un individuo. Patologia facilmente individuabile attraverso la grafia è il Parkinson che presenta tratti grafici con tremori, la cui omogeneità e regolarità permea tutto lo scritto: i segmenti delle lettere, soprattutto le aste verticali, sono state associate metaforicamente all’effetto prodotto dall’acqua in un bastone immerso in essa. Discorso diverso per quel che concerne il tremore senile che ha origine fisiologica e con una manifestazione diversa dal Parkinson sul piano grafico: la scrittura può presentare tremolii abbinati ad altre  fenomenologia quali frammentazioni, disallineamenti dovuti ad una mal gestione dello spazio grafico, rigidità, sconnessioni traducibili in una difficoltà nel condurre con padronanza il gesto grafico, laddove l’instabilità pressoria (la pressione grafica che si esercita scrivendo e lasciando un solco più o meno profondo nel foglio di carta) che viene erogata con modalità irregolare, è  la causa principale di tale difficoltà e rientra in un quadro di perdita di forza muscolare (ma possono subentrare altre cause quali la diminuzione o perdita della vista). In tale contesto lo sforzo per rendere un buon tracciato grafico provoca oscillazioni, tremolii e segmentazioni tipici della fenomenologia senile che sottendono un precario stato di fragilità. Tale quadro degenerativo, nel suo progredire, può far rilevare nel tracciato lettere che perdono la loro abituale conformazione per dirigersi verso la destrutturazione dei tratti grafici componenti le lettere. La difficoltà nel controllare il movimento e la capacità di scrivere, a causa di indebolimento delle funzioni preposte a tale compito, può peggiorare il profilo, irreversibile. Ne consegue maggiore illeggibilità e a seconda della gravità, si può presumere la validità del collegamento tra i centri neuronali che sottendono l’atto dello scrivere e l’intenzione/volontà di eseguire il gesto grafico da parte del soggetto scrivente.
Scrivere per tenersi in forma... Ma scrivere… Cosa? Ci sono frasi come esercizio?
Scrivere a mano senza dubbio tiene in allenamento le cellule neuronali, esattamente come si va in palestra o si praticano esercizi fisici per mantenere il corpo elastico e tonico. Muovere le dita per dirigere la penna in un percorso grafico (corsivo!) sollecita la mente attivando circuiti neuronali preposti all’area motoria e pre-motoria. Tali settori inviano il comando di scrivere: così ritorna al cervello un impulso che stimola ed esercita le aree della mente. In realtà non è determinante il contenuto, anche se le parole hanno un valore (giova all’umore tracciare parole belle ed amorevoli invece di altre cariche di risentimento), tuttavia scrivere può essere terapeutico: conferisce l’opportunità di liberarsi di emozioni sono trattenute e che possono causare ingorghi di tensioni. Per le parole cariche di negatività, è importante almeno sia presente la consapevolezza che rispondono a fini liberatori; scrivere è un modo per distaccarsi dai pensieri, anche opprimenti. Va bene eseguire anche la propria firma che risulta essere una parte della grafia automatizzata proprio per il fatto che viene eseguita ripetutamente nel corso della vita, la firma è un concentrato di noi stessi, con una sequenza letterale piuttosto limitata pertanto sarebbe bene ampliare più possibile la gamma di tratti grafici. La cosa migliore in questo senso sarebbe quella di scrivere molto e associare a ciò un percorso rieducativo della scrittura dove gli esercizi sono mirati e correttivi di emozioni negative o semplicemente bloccate.