Aug 18, 2018 Last Updated 5:34 PM, Aug 7, 2018

Tecnologie assistive: presentato il libro del rettore dell'Univpm Sauro Longhi e di due ricercatori

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Robot per l’assistenza ai disabili o robot companion, calzature anti cadute, metodi di misurazione senza contatto della frequenza cardiaca, soluzioni per il monitoraggio dell'assunzione di cibo: sono le tecnologie, alcune delle quali utili a chiunque non solo a chi è più fragile, che sono state mostrate oggi, tramite prototipi e video, durante un incontro aperto per la presentazione del libro Human Monitoring, Smart Helath and Assisted Living. Si tratta di una monografia internazionale pubblicata da un importante editore Inglese IET,  “che potrebbe trainare le imprese del territorio per trasformare una intuizione in un elemento di sviluppo – ha detto il Rettore Sauro Longhi che ha curato il libro insieme ad Andrea Monteriù e Alessandro Freddi entrambi ricercatori alla Politecnica.
 
L’Univpm da anni svolge attività di ricerca sulle tecnologie assistive a supporto delle persone anziane e per una maggiore indipendenza delle persone con fragilità,  tanto da aver costituito un Cluster Nazionale sulle Tecnologie per gli Ambienti di Vita in cui il rettore Longhi è stato presidente. Sono inoltre, in fase di sviluppo intessenti progetti per gli ambiente domestici per la salute e la qualità della vita degli anziani sempre più presenti nella nostra società. Nel 2065 gli anziani, oggi il 20,3% della popolazione, passeranno al 33,7% dato che la vita media crescerà di quasi 6 anni fino ad arrivare a 86 anni circa per gli uomini e 90 anni circa per le donne. Presentare la pubblicazione delle ricerche oggi è stato anche un modo per ricordare la collaborazione dell’Università Politecnica delle Marche all’evento promosso dalla Fondazione Marche “Expo Meeting Innov-aging” ad Ancona dal 21 al 23 giugno.

“L’offerta c’è, la domanda anche – continua Longhi - dobbiamo trovare l’elemento che possa farle incontrare. Il libro  mostra i possibili vantaggi di queste tecnologie e indica anche le sfide per il futuro”.  

Andrea Monteriù: "prima di essere un docente sono un disabile e per questo posso dire che la tecnologia assistiva ci rende liberi e persone incluse nella vita. Il mio primo ausilio assistivo l'ho costruito quando avevo 9 anni, ho chiesto al fabbro Giovanni che abitava vicino casa mia di battere una forchetta da un lato così che potevo mangiare e tagliare la carne con un solo strumento”.
 
“Dietro alla ricerca, agli studi, alle ore di laboratorio c’è la necessità di tante persone di avere una vita migliore e nulla forse ripaga più degli studi fatti del sorriso o della felicità mostrata davanti ad uno strumento che può davvero fare la differenza per chi ha una disabilità” – ha affermato Alessandro Freddi.
 
Tra i progetti presentati durante l’incontro, a cui hanno partecipato anche gli studenti che stanno frequentando corsi su queste materie, figurano due app per il monitoraggio della persona e dell'ambiente: la prima è sviluppata dai ricercatori di ingegneria in collaborazione quelli di medicina e si tratta di un sistema basato su smartphone e smartwatch capace di monitorare il manifestarsi di fenomeni motori tipici del morbo di Parkinson. La seconda è legata al mondo della domotica, resa accessibile per utenti ipovedenti ed ipoudenti.