Mar 25, 2019 Last Updated 8:55 PM, Mar 22, 2019

Toscana. Sport e Sociale: presentazione di ‘Una vasca per Aisla”

Venerdì 22 marzo alle 12.30 in palazzo del Pegaso, la quinta edizione della maratona di nuovo a sostegno dellassociazione fiorentina che si occupa di malati Sla. Interviene il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani

“Ci muoviamo per chi non può muoversi” è lo slogan fondativo di Aisla Firenze, associazione indipendente e sezione di Aisla Onlus, che si occupa della tutela, dell’assistenza e della cura di persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Per sostenere le iniziative e i progetti messi in campo dai volontari, da quattro anni è stata organizzata una maratona di nuoto di 24 ore intitolata ‘Una vasca per Aisla’.

La quinta edizione, in programma dalle 13 di sabato 23 alle 13 di domenica 24 alla piscina Paganelli di Firenze, sarà presentata oggi, venerdì 22 marzo, alle 12.30 in sala Barile di palazzo del Pegaso. Interviene il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, con, tra gli altri, Barbara Gonella presidente Aisla Firenze e, per il Comune di Firenze, Andrea Vannucci, assessore allo Sport, e Sara Funaro, assessora a welfare e sanità. Saranno inoltre presenti rappresentanti della Federazione italiana nuoto – sezione Toscana, Firenze Nuota Extremo, Pallanuoto Firenze, Pallanuoto Mugello, Azzurra Volley, società nuoto Piombino.

Fonte: Ufficio Stampa Consiglio Regionale Regione Toscana

Sanità: Saccardi, sistema segnalazioni per contrasto violenza su operatori sanitari è attivo in ogni Asl

L’assessore regionale ha risposto all’interrogazione del vicepresidente della commissione consiliare Paolo Bambagioni: “Indicazioni date da Regione con delibere stanno producendo effetti. C’e attenzione e volontà di contenere il fenomeno”. Sono circa 150 l’anno i casi registrati tra aggressioni fisiche e verbali

 

In Toscana si registrano “circa 150 segnalazioni l’anno di aggressioni a danno di operatori sanitari, di cui il 20/25 per cento sono di natura fisica e il resto di tipo verbale”. È quanto ha dichiarato l’assessore alla Sanità Stefania Saccardi rispondendo all’interrogazione del vicepresidente della commissione in Consiglio regionale Paolo Bambagioni (Pd).

 

Sollecitata a riferire sullo stato di attuazione delle misure messe in campo dalla Regione per prevenire, rilevare e contrastare atti di violenza contro operatori del servizio sanitario, Saccardi ha riferito che “tutte le Aziende hanno istituito un apposito sistema di segnalazione aggressioni”, anche attraverso la costituzione di “gruppi di lavoro multidisciplinari per l’analisi dei casi e l’individuazione di misure specifiche necessarie ad implementare un percorso di supporto psicologico in favore delle vittime”.

 

Nel recepire le delibere della Giunta toscana, le Asl si stanno muovendo per implementare un corpo di vigilanza “adeguato, con presenza fissa almeno nei pronto soccorso e alcune aziende hanno già raggiunto un livello di copertura definito dall’assessore opportuno”. Tra le altre misure di contrasto, sono state citate videocamere di sorveglianza alle vie di accesso alle strutture, parcheggi e “alcuni reparti ritenuti a rischio aggressioni elevato”.

 

Riguardo poi all’osservatorio regionale di prevenzione e contrasto, costituito formalmente con delibera (1176/2018), Saccardi ha informato che si è riunito lo scorso 6 febbraio e ha approvato il proprio disciplinare di funzionamento per il raggiungimento di obiettivi quali azioni omogenee di prevenzione e protezione e la “progettazione di attività formative aggiuntive a quelle che aziende ed enti stanno già attuando”.

 

Soddisfatto della risposta si è dichiarato Bambagioni, che ha elogiato i “contenuti espressi dall’assessore”. “Si percepisce – ha rilevato – che c’è attenzione e volontà di azione. È stato redatto un cronoprogramma e sarebbe utile, in un’ottica di prevenzione e contrasto, accelerare sul fronte della videosorveglianza in quei luoghi ritenuti più a rischio”.

 

Fonte: Ufficio Stampa Consiglio regionale della Toscana

Toscana. "La scuola si-cura di te": la sicurezza sul lavoro raccontata dagli studenti

Esposizione curata dagli istituti scolastici che hanno vinto il concorso della Regione sulla cultura della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro e negli ambienti di vita tramite la scuola. Mostra aperta fino al 18 marzo. La visita degli alunni dellIstituto comprensivo di Gallicano

Il presidente del Consiglio regionale impugna la pergamena che gli è appena stata donata dalla scuola primaria ‘Nazario Sauro’ di Comeana (Po) e comincia a leggere la ‘filastrocca sulla sicurezza’, scritta dagli alunni.“La filastrocca che vogliamo recitare/è sulla sicurezza, che dobbiamo rispettare/Perché tutto sia una festa/Usiamo la testa…”.  “L’appenderò a una parete del mio ufficio”, dice a conclusione Eugenio Giani, “così tutti potranno vederla, accanto ai quadri, e leggerla”.

È stata inaugurata questa mattina, martedì 12 marzo alle 9, al primo piano del palazzo del Pegaso, ‘La scuola si-cura di te’, mostra di materiali realizzati dagli istituti toscani nell’ambito del concorso regionale “Promozione della cultura della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro e negli ambienti di vita tramite la scuola”. Le attività sono state organizzate dalle scuole vincitrici negli anni scolastici 2016-2017 e 2017-2018. “Avete ben colto la sensibilità che si voleva educare con questa iniziativa", ha detto il presidente rivolto ai giovani presenti. “Gli incidenti sul lavoro colpiscono tante persone, la chiave di volta è la cultura della sicurezza, perché l’aspetto fondamentale per evitare ogni genere di incidente è la prevenzione”.

Durante la cerimonia, sono stati protagonisti gli insegnanti e gli allievi che hanno partecipato al progetto. Sono stati proiettati video realizzati dagli istituti scolastici; quindi una breve performance di una classe della scuola primaria ‘Nazario Sauro’ e l’illustrazione di due e-book sul tema della sicurezza del lavoro in agricoltura e in edilizia, a cura dell’Istituto I.S. Santoni di Pisa e dell’Istituto tecnico E. Fermi di Pontedera. L’accoglienza è stata curata dai ragazzi del ‘Bernardo Buontalenti’ di Firenze. Sono intervenuti dirigenti dell’Ufficio scolastico regionale e il direttore regionale Inail, Giovanni Asaro.

La mostra a palazzo del Pegaso, sarà visitabile fino a lunedì 18 marzo, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19; il sabato dalle 10 alle 12.

Sempre questa mattina, è stato lo stesso presidente del Consiglio regionale ad accogliere gli alunni dell’Istituto comprensivo di Gallicano (Lucca), ai quali ha mostrato il percorso storico del palazzo del Pegaso e la cappella di Cosimo I, dopo che i ragazzi avevano visitato la sala dove tiene le sedute il Consiglio regionale.

Fonte: Ufficio Stampa Consiglio regionale della Toscana

Sanità toscana. Sensibilità chimica multipla, risoluzione unanime per attivare percorso assistenziale

Coinvolgimento dell’organismo toscano per il governo clinico per fornire indicazioni sulla presa in carico, la diagnosi e la cura. La Regione dovrà promuovere percorsi formativi

Attivare un percorso assistenziale per chi soffre di sensibilità chimica multipla, promuovere percorsi formativi per la corretta gestione e la sensibilizzazione degli operatori nei confronti di una patologia ancora poco conosciuta. La proposta di risoluzione in merito alla cura e alla tutela dei pazienti affetti da sensibilità chimica multipla (Mcs), illustrata in Aula dal presidente della commissione Sanità, Stefano Scaramelli (Pd) e approvata all’unanimità, impegna la Giunta regionale a “promuovere, con l’ausilio e il coinvolgimento dell’organismo toscano per il governo clinico, l’attivazione di un percorso assistenziale per le persone con disturbi ascrivibili alla condizione nota come “sensibilità chimica multipla’ o intolleranza idiopatica ambientale ad agenti chimici”, con l’obiettivo di “fornire indicazioni sulla presa in carico e sulle azioni più appropriate per la diagnosi e la cura nel servizio sanitario regionale”; la Giunta sarà chiamata inoltre a “promuovere percorsi formativi delle persone e degli operatori sanitari coinvolti nel percorso assistenziale, volti alla corretta gestione e alla sensibilizzazione verso la condizione” di chi è affetto da questa patologia.

La sensibilità chimica multipla “è considerata a livello internazionale una sindrome immuno-tossica infiammatoria multisistemica di intolleranza ambientale alle sostanze chimiche che può colpire vari apparati ed organi del corpo umano”, si legge nella risoluzione. È causa di moltissime patologie disabilitanti che interessano vari sistemi fisiologici: sistema renale, apparato respiratorio, cardiocircolatorio, digerente, tegumentario, sistema neurologico, sistema muscolo scheletrico ed endocrino-immunitario. La malattia si manifesta “con una progressiva intolleranza nei confronti di sostanze chimiche”, presenti nel cibo, nei cosmetici, nei detersivi e in molti altri prodotti, compresi farmaci”. Gli studi internazionali mostrano una prevalenza della Mcs tra il 3 e il 9 per cento della popolazione. L’Unione Europea ha iniziato studi specifici per capire come assistere i malati di Mcs. In molti paesi europei come Germania, Svizzera, Austria, Danimarca, Finlandia, ma anche i Australia, Stati Uniti, Canada, Giappone, la Mcs viene riconosciuta ufficialmente come patologia ambientale e sono stati approntati dei protocolli standard per l’accoglienza nelle strutture pubbliche e private dei pazienti. In Italia e in Toscana, non è contemplata fra le malattie rare riconosciute in esenzione dal sistema sanitario. Alcune regioni (Abruzzo, Veneto e Marche) hanno inserito la sindrome nell'ambito del sistema di tutela regionale delle malattie rare. La nostra Regione, a seguito dell’accertata presenza di casi sul territorio, garantisce ai cittadini toscani affetti da Mcs forme di assistenza e ha individuato l’Unità operativa di immunologia clinica dell’Azienda ospedaliera di Careggi quale struttura di riferimento regionale per la patologia.

Fonte: Ufficio stampa Consiglio regionale della Toscana

Sanità toscana: Antonio D'Urso nominato alla guida dell'Asl Toscana Sud-Est

La commissione Sanità ha espresso parere favorevole a maggioranza. Scaramelli: Risposte convincenti ai cinque punti programmatici, il territorio chiede continuità e condivisione

 

ISTITUZIONI La commissione Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd) ha espresso parere favorevole alla proposta di nomina di Antonio DUrso nel ruolo di direttore generale dell’azienda sanitaria Toscana Sud-Est. Il parere è stato espresso a maggioranza con i voti favorevoli di Pd e Art.1-Mdp, il voto contrario di Lega, Movimento 5 stelle e Gruppo misto-Tpt, l’astensione di Sì-Toscana a sinistra.

 

Antonio DUrso ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera, che l’hanno portato ad assumere ruoli dirigenziali nelle aziende sanitarie e ospedaliere di varie regioni d’Italia: direttore sanitario prima nel Lazio, poi nella Asl di Prato; direttore generale all’Asl di Lucca, “dove sono uno dei quattro direttori generali che hanno contribuito al progetto di realizzazione del nuovo ospedale”, poi al San Camillo di Roma e, in ultimo in Sardegna, come direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria di Sassari, incarico che ricopre da due anni e mezzo. Sul nuovo incarico nella Asl Toscana Sud-Est, D’Urso ha riconosciuto il valore del lavoro svolto dal suo predecessore, Enrico Desideri: “Ha posto le premesse, il percorso di unificazione ora va fatto”. Con queste priorità: “Il piano investimenti deve procedere velocemente; potenziamento di tutta la fase degli investimenti strutturali, impiantistici e tecnologici; politica dei disinvestimenti da fare in attenzione con il territorio; investimento tecnologico e infrastrutturale, per permettere alla comunità dei professionisti e ai cittadini di accedere ai servizi”. Poi, l’assetto della rete ospedaliera: “Il fabbisogno di posti letto in area medica è coperto all’80 per cento, questa quota va aumentata: posti letto in medicina e servizi di chirurgia, in un’ottica di rispetto della prossimità”. Il terzo punto, ha spiegato ancora D’Urso, “è lo sviluppo della rete territoriale, con una forte gestione delle liste di attesa. Non possiamo consentire che i nostri cittadini abbiano tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni, non solo specialistiche ambulatoriali, ma anche di ricovero, non compatibili con i loro bisogni di salute”.

 

 

Stefano Scaramelli ha manifestato a D’Urso “l’esigenza di continuità e condivisione che arriva dal territorio”. Con un obiettivo prioritario, “l’abbattimento delle liste di attesa e nuovo meccanismo di prenotazione, che nell’Asl Sud-Est non è ancora attivo”. Cinque i punti programmatici presentati al futuro direttore generale: “Continuità sia sanitaria che amministrativa, rispondendo alla necessità di relazionarsi con i sindaci e condividere con il territorio ogni forma di scelta, raffrontarsi con le organizzazioni sindacali e muoversi in sintonia con ciò che il territorio chiede. Conferma dell’attuale sistema di emergenza urgenza. Massima attenzione ai presidi ospedalieri periferici, in un territorio tanto vasto e disomogeneo come quello dell’Asl Toscana sud est. Valorizzazione del personale. Progettualità innovative, che sono state portate avanti in questi anni: penso ai temi della disabilità, della cronicità, a ciò che abbiamo iniziato a fare sull’autismo, sul dopo di noi e agli inserimenti socio lavorativi che danno dignità alle persone”.

 

“Condivisione e continuità sono due aspetti del mio programma”, ha risposto D’Urso. “Desideri ha fatto molto, l’azienda è disegnata, non c’è tempo per stravolgere il disegno e sarebbe negativo: va assolutamente realizzato, semmai implementato, modificato, integrato, non stravolto”. Riguardo al personale: “Ho visto che siamo in linea con la media nazionale, ma il territorio è frastagliato, vanno messe in pista tutte le possibili relazioni per stringere un patto che consenta adeguate garanzie del turnover, riduzione di tutte le patologie stress lavoro correlate e l’attività anche negli ospedali più periferici della rete”. D’Urso ha concluso il proprio intervento con un impegno, “che assumo davanti a questa commissione: lavorerò con serietà, dedizione ed entusiasmo”.

 

“Abbiamo accertato e valutato il valore del professionista e a conclusione di un mese di lavoro intenso”, ha dichiarato Scaramelli al dell’audizione. “L’obiettivo era duplice: tutelare il bisogno di salute dei cittadini senesi, aretini e grossetani e tutelare le aspettative di chi lavora in sanità”. Un lavoro del quale il presidente della commissione si assume la responsabilità e che, spiega il presidente, “ci porta oggi a dare il via libera al miglior manager possibile per il nostro territorio”. Seguirà la fase della verifica, ha ricordato il Scaramelli “come prevede la legge regionale”.

 

Il consigliere Jacopo Alberti (Lega), ha rivolto l’augurio di buon lavoro a D’Urso, riconoscendo “il curriculum di tutto rispetto del candidato”. Ha ricordato “le richieste di continuità che provengono dal territorio” e ha annunciato“il voto contrario della Lega, che non è sulla qualità del professionista, ma sulle politiche attuate dalla regione”.

 

Voto contrario ha annunciato anche Andrea Quartini per il movimento 5 stelle, “in coerenza rispetto al sistema di nomine politiche, che non ci piace. D’Urso ha esperienza importante e un curriculum di valore. Fa piacere che abbia riconosciuto che la criticità rispetto al fabbisogno di posti letto ci sono. Stesso discorso si può fare sulle valutazioni in merito alle liste d’attesa. Le polemiche interne al Partito democratico ci hanno lasciato molto perplessi”.

 

Il voto negativo annunciato anche da Monica Pecori (gruppo misto-Tpt) “non sulla persona ma sulle modalità di scelta, con l’augurio che possa essere realizzato appieno quanto promesso dal candidato”.

Il consigliere Enrico Sostegni (Pd), ha segnalato “il grande equivoco che continua sui criteri di nomina” e ricordato che il sistema di nomina, in Toscana come in altre Regioni, “non è politico, ma segue procedure modalità di scelta definite dalla legge”.

 

Il vicepresidente della commissione, Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra) ha annunciato il voto di astensione: “Il curriculum è buono, ma è difficile valutare solo su quello. Ora bisogna mettere alla prova, vediamo come sarà svolto il lavoro”.

 

 

Fonte: Ufficio Stampa Consiglio regionale della Toscana