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MILANO – La cardio-oncologia è pronta a conquistare il suo spazio sulla scena scientifica europea. Il 20 e 21 giugno, a Firenze, si svolgerà il primo Congresso Europeo di Cardio-Oncologia organizzato dalla European Society of Cardiology (ESC), un evento pionieristico che riunirà per la prima volta i maggiori esperti europei di cardiologia e oncologia per affrontare congiuntamente uno dei temi emergenti più rilevanti della medicina moderna.
Tra i centri di riferimento chiamati a dare il proprio contributo ci sarà la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano, che con la sua Unità di Cardiologia ha sviluppato un modello avanzato di integrazione tra diagnosi oncologica e monitoraggio cardiologico.
“Il congresso dell’ESC rappresenta una tappa significativa per una disciplina in forte crescita – spiega Alberto Paolo Barosi, Direttore dell’Unità di Cardiologia dell’INT –. Negli ultimi dieci anni si è assistito a un’esplosione di interesse scientifico in questo ambito: basti pensare che si è passati da 7 articoli pubblicati nel 2010 a ben 371 nel 2020 su riviste internazionali specializzate, a conferma della crescente consapevolezza dei rischi cardiologici legati ai trattamenti oncologici”.
 
DALLA PREVENZIONE ALLA DIAGNOSI PRECOCE
Il Congresso sarà l’occasione per approfondire le sfide della cardio-oncologia: dalla valutazione del rischio cardiaco prima dei trattamenti, alla modifica delle strategie terapeutiche in caso di comorbidità, fino alla prevenzione e individuazione precoce della cardiotossicità tramite biomarcatori (NT-proBNP, Troponina T hs) e tecniche avanzate di imaging come l’ecocardiografia 3D e la Risonanza Magnetica Cardiaca.
“L’Italia è oggi seconda al mondo per contributi scientifici nel campo della cardio-oncologia – ricorda Barosi – ed è significativo che l’ESC abbia scelto proprio Firenze come sede di questo primo evento. Il nostro Istituto, in particolare, è stato parte attiva nella produzione di studi internazionali, come il trial NeoALTTO o il position paper ANMCO sulla gestione cardio-oncologica dei pazienti anziani. Continueremo a svolgere un ruolo trainante, anche grazie agli investimenti mirati nella nostra struttura e alle sinergie con la Direzione Generale e la Fondazione INT”.
 
UN MODELLO ORGANIZZATIVO AL SERVIZIO DEL PAZIENTE
All’INT, l’Unità di Cardiologia è diventata un nodo cruciale all’interno del percorso terapeutico oncologico. L’obiettivo è duplice: garantire la sicurezza cardiologica durante i trattamenti antitumorali e ridurre al minimo i disagi per i pazienti, molti dei quali (circa il 30-40%) provengono da fuori regione. Negli ultimi mesi, l’Unità ha avviato una profonda trasformazione, lavorando su tre fronti:

  • potenziare la diagnostica non invasiva – nuovi ecografi 3D, analisi di funzione miocardica (strain, GLS), avvio della cardio-TC e, entro l’anno, anche cardio-RMN;
  • costruire una rete di collaborazione con ospedali pubblici milanesi per l’esecuzione di esami invasivi (come l’emodinamica), con programmazione gestita direttamente dall’INT;
  • ottimizzare la presa in carico nei prericoveri – grazie a un lavoro congiunto con anestesisti e medici specialisti, oggi è possibile concentrare in una sola giornata tutti gli accertamenti cardiologici necessari, accelerando i tempi decisionali e garantendo la sicurezza terapeutica.

“Molti pazienti arrivano al prericovero senza una documentazione cardiologica aggiornata o con cardiopatie non ancora diagnosticate – racconta Barosi –. Il nostro approccio multidisciplinare ci consente di agire in modo rapido e coordinato, evitando ritardi e riducendo i rischi clinici, soprattutto per chi proviene da lontano. È un esempio concreto di medicina integrata e personalizzata”.
Con il Congresso ESC ormai alle porte, il lavoro dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano si conferma un punto di riferimento per tutta la comunità medico-scientifica: un modello che unisce eccellenza clinica, avanguardia tecnologica e visione sistemica del paziente oncologico.
 

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