Lo scorso 30 dicembre è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale la legge di Bilancio 2026 che, tra l’altro, supera la fase sperimentale della farmacia dei servizi e rende strutturale l’erogazione delle prestazioni sanitarie in farmacia.
Secondo quanto stabilito dalla Legge, le prestazioni sanitarie erogate dalle farmacie sono stabilmente integrate nel Servizio sanitario nazionale (Ssn) nell’ambito dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e le farmacie sono espressamente considerate come strutture sanitarie eroganti prestazioni sanitarie e sociosanitarie ai sensi del DPCM 12 gennaio 2017 relativo ai livelli essenziali di assistenza. Il ministero della Salute adotterà apposite linee guida al fine di definire i requisiti per lo svolgimento dei servizi, qualora non fossero disciplinati dall’Accordo collettivo nazionale, in particolare nei contesti decentrati e di ruralità. Inoltre, al fine di rendere strutturale l’erogazione delle prestazioni sanitarie da parte delle farmacie, viene predisposto uno specifico finanziamento, pari a 50 milioni di euro all’anno.
Commentando le nuove disposizioni, il presidente nazionale di Federfarma, Marco Cossolo, si è detto “molto soddisfatto” della volontà, espressa dal Governo e condivisa dal Parlamento, di stabilizzare i servizi in farmacia: “Dopo una lunga fase di sperimentazione, la Farmacia viene riconosciuta nel suo ruolo di presidio socio-sanitario capillarmente distribuito sul territorio. La farmacia ha dimostrato di poter affiancare in modo efficace il lavoro del medico di medicina generale e di supportare il Servizio sanitario nazionale per il bene del cittadino”.
Apprezzamento anche da parte del presidente del Sunifar, Gianni Petrosillo, per la “conferma, da parte delle Istituzioni, della sensibilità verso l’importanza di agevolare i servizi nelle aree rurali e interne del Paese, dove le farmacie sono spesso l’unico presidio sanitario di prossimità e costituiscono perciò un punto di riferimento essenziale per le necessità di salute della popolazione”.


