Rinnovo contratto sanità privata, no alle diseguaglianze

RICEVIAMO e pubblichiamo dal Presidente ANASTE Sebastiano Capurso la seguente nota:

Nel prendere atto con estrema soddisfazione dell’impegno assunto dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, riunitasi in Assemblea plenaria a Cagliari il 30 aprile 2026, in relazione alla necessità di procedere rapidamente al rinnovo dei CCNL del comparto sanità e socio-sanitario, la scrivente associazione condivide pienamente le considerazioni contenute nel documento, ed in
particolare:

  • i lavoratori della sanità privata, ed in particolare quelli della sanità e delle RSA
    accreditate con il SSN, svolgono una funzione fondamentale per la salute dei
    cittadini, garantendo la continuità dei servizi e la sopravvivenza stessa del SSN;
  • la qualità del lavoro è determinata anche dal trattamento economico ricevuto e
    oggi la differenza tra lo stesso operatore con contratto della sanità privata
    rispetto a quello della sanità pubblica può arrivare anche a 500 € al mese, oltre
    il 30% in meno, venendo a determinarsi una disuguaglianza ormai insostenibile
  • si verifica costantemente e con numeri crescenti, il passaggio di personale
    tecnico e sanitario dal comparto privato a quello pubblico
    Anaste però precisa quanto segue:
  • il CCNL Anaste, leader del settore, è stato rinnovato nel luglio 2025;
  • le strutture sanitarie accreditate NON vengono remunerate con gli stessi DRG e
    le stesse tariffe con cui vengono remunerate le strutture pubbliche;
  • il Governo, con il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale, NON ha previsto,
    al momento, alcuna somma necessaria all’aggiornamento delle tariffe per le rette
    delle RSA accreditate;
    Appare di tutta evidenza come l’aggiornamento di DRG e tariffe, ferme da decenni, sia
    condizione ineludibile per l’avvio di una seria trattativa per il rinnovo dei CCNL del
    settore.
    Chi vuole davvero tutelare i lavoratori della sanità privata lo dimostri individuando le
    risorse necessarie, perché le dichiarazioni di principio non pagano gli stipendi.

IL PRESIDENTE ANASTE Sebastiano Capurso