Al Ministero della Salute esperti e istituzioni tracciano la strategia per ridurre le ICA: prevenzione, innovazione, capitolati adeguati e una nuova cultura dell’antibiotico
Roma – Al Ministero della Salute si è chiuso il convegno “Le infezioni in sanità”, sulle infezioni correlate all’assistenza, una delle emergenze più gravi per i sistemi sanitari moderni. I numeri fotografano una situazione critica: 500.000 casi l’anno, 11.000 decessi legati all’antimicrobico‑resistenza e un costo stimato di 783 milioni di euro per il SSN. Nei reparti per acuti la prevalenza delle ICA raggiunge il 6–8%, mentre nelle terapie intensive arriva al 20%.
Gli esperti hanno ribadito che gran parte delle infezioni è prevenibile: servono misure rigorose di controllo, sorveglianza continua e una gestione appropriata della terapia antibiotica. Centrale il richiamo a un approccio One Health, che integri salute umana, animale e ambientale, e alla necessità di una cultura della prevenzione più solida tra operatori e cittadini.
Il convegno ha messo in luce anche le innovazioni tecnologiche che il Legislatore riconosce come strumenti efficaci di tutela della salute. Tra queste, le divise DPI riutilizzabili con proprietà antibatteriche e antivirali certificate, capaci di mantenere la funzione barriera dopo numerosi lavaggi e indicate da INAIL per le aree critiche.
Spazio anche ai sistemi di disinfezione per aerosolizzazione, efficaci su tutte le superfici e utilizzabili in presenza dei pazienti grazie a formulazioni non tossiche come l’acido ipocloroso. In parallelo, si diffondono metodologie a basso impatto chimico, tra cui l’uso di acqua ozonizzata prodotta in situ, riconosciuta a livello europeo come principio attivo per la disinfezione e già adottata da cooperative multiservizi che operano con persone fragili.
Sul fronte clinico, sono state presentate tecnologie per accessi vascolari protetti, in linea con le Raccomandazioni del Gruppo GAVeCeLT, che consentono una riduzione significativa delle batteriemie. Nuovi sistemi di monitoraggio permettono inoltre di controllare la contaminazione dell’acqua e dell’aria negli ambienti ospedalieri senza ricorrere a interventi strutturali costosi.
Un capitolo rilevante ha riguardato il trasporto in biocontenimento, oggi ottimizzato grazie all’evoluzione tecnologica e fondamentale nelle patologie infettive severe e nelle emergenze epidemiche.
Le centrali d’acquisto regionali sono state richiamate alla necessità di capitolati di gara adeguati, capaci di includere innovazioni, requisiti tecnici e misure di sicurezza indispensabili, con particolare attenzione ai servizi di pulizia e disinfezione.
Ampio spazio è stato dedicato alla personalizzazione della terapia antibiotica, con la presentazione del volume Le basi scientifiche della terapia antibiotica, strumento operativo per supportare i clinici nella scelta terapeutica più appropriata.
Le società scientifiche SItI, SIMPIOS e IZS hanno ribadito che solo un’azione coordinata e continua tra istituzioni, professionisti e strutture sanitarie può invertire la tendenza di quella che è stata definita una “pandemia silente”.
La voce degli esperti
La dott.ssa Francesca De Plato (farmacologa, dirigente responsabile farmacia Giulianova ASL Teramo) ha sintetizzato così la sfida dell’antimicrobico‑resistenza:
“È oggi la principale criticità per il SSN. L’uso improprio degli antibiotici, unito alla straordinaria capacità evolutiva dei batteri, accelera la comparsa dei superbatteri. Conoscere i meccanismi molecolari e le strategie di controllo è essenziale per preservare l’efficacia di farmaci che hanno cambiato la storia della medicina e per strutturare programmi di stewardship realmente incisivi”






