FIRENZE – Presentati a Firenze i risultati di tre anni di Tuscany Health Ecosystem.
La ricerca toscana è diventato un ecosistema più omogeneo negli ultimi tre anni. E le sue potenzialità di innovazione si stanno amplificando. Il merito va ascritto alla missione 4 del Pnrr, le cui potenzialità sono state messe a frutto da Tuscany Health Ecosystem.
Il progetto, nato su impulso dell’università di Firenze, ha visto il coinvolgimento di 22 soggetti fra cui tutti gli atenei toscani, le scuole di studi superiori ovvero l’Imt di Lucca, la Normale e il Sant’Anna di Pisa, gli enti di ricerca quali il Cnr, l’istituto italiano di tecnologia, l’istituto nazionale di fisica nucleare.
Tutti impegnati attorno a un ampio ventaglio di attività che spaziano dalla radioterapia flash, alle neuroscienze, passando per la medicina di precisione, ma che includono anche la crescita di una nuova generazione di ricercatori-imprenditori.
Un impegno corale, quindi, che pur partendo dall’accademia non trascura la dimensione concreta del fare impresa. I risultati sono stati presentati nella due giorni alla stazione Leopolda, a Firenze, a Meet the Innovation- Toscana, cultura della salute.
Evento culminante di un lavoro andato avanti per tre anni e che ha messo al lavoro 10 ‘Spoke’. I gruppi di studio hanno coinvolto 400 nuovi ricercatori, tecnologi, assegnisti, dottorandi, che si sono affiancati a più di 1.000 ricercatori già attivi nelle strutture toscane.
“Un esempio virtuoso di connessione dinamica e bidirezionale fra produzione di sapere accademico ed esigenze specifiche della comunità”, prova a sintetizzare il senso di THE la rettrice dell’università di Firenze, Alessandra Petrucci.
“Il progetto è stata una grossissima sfida, perché in poco tempo abbiamo costruito questo network che coinvolge tutti gli atenei toscani, le scuole di studi superiori, gli enti di ricerca toscani, oltre che numerose industrie, la pubblica amministrazione,
in particolare la Regione- spiega alla Dire Debora Berti prorettrice dell’Unifi e referente scientifica- abbiamo concepito questa sfida, la salute, non come somma di tanti piccoli progetti, ma come un investimento per il futuro della regione e anche una nuova attitudine a fare network intorno a un problema”.
Un impegno sinergico che si pone in una prospettiva olistica, in grado di approcciare ogni problema a 360 gradi. E con al centro l’ottica dell’avanzamento tecnologico, l’intelligenza artificiale, e più in prospettiva la costruzione di un rapporto nuovo fra popolazione e salute.
“Sul piano dell’innovazione- fa sapere ancora Berti- la grande sfida è stata quella di colmare il divario fra la ricerca accademica di base, e la Toscana nel campo delle Life Sciences non è seconda a nessuno in Italia e in Europa, e un settore industriale sicuramente vivace e dinamico, ma che ha bisogno di un collegamento più diretto con la ricerca di base per tradurre idee e conoscenza in novità al servizio del cittadino”.


