La prima Carta Etica sulla longevità globale è un importante documento prodotto a conclusione della seconda edizione del Vatican Longevity Summit (appuntamento internazionale promosso dall’Istituto Internazionale di Neurobioetica, in collaborazione con Brain Circle Italia e con il patrocinio della Pontificia Accademia per la Vita, svoltosi a Roma, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum).
La Carta Etica sull’invecchiamento in salute nasce dalle riflessioni dei protagonisti internazionali del Summit, premi Nobel, neuroscienziati, clinici, bioeticisti e ricercatori provenienti da alcuni dei più importanti istituti scientifici internazionali. Un confronto che ha messo in dialogo neuroscienze, medicina rigenerativa, salute cerebrale, intelligenza artificiale, etica e futuro dell’essere umano. Nel corso delle due giornate, ogni relatore ha portato il proprio contributo scientifico sui grandi temi della longevità contemporanea: dall’ormesi e il ruolo positivo dello stress nei processi di adattamento biologico alle neuroscienze della salute cerebrale, dalla medicina rigenerativa alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale applicata alla salute, fino ai temi della prevenzione, della qualità della vita e dell’invecchiamento attivo.
Diversità di vedute ma una convergenza condivisa su un punto centrale: la longevità del futuro non può trasformarsi in un privilegio biologico, tecnologico o sanitario riservato a pochi, ma deve restare una possibilità realmente umana, accessibile, sostenibile e dignitosa.
La Carta Etica propone infatti una nuova visione della longevità contemporanea: non semplice estensione biologica della vita, ma costruzione di un modello umano, equo e sostenibile dell’invecchiamento nell’epoca delle neuroscienze, delle neurotecnologie e della medicina rigenerativa.
Al centro del documento viene posto il principio di “Longevità Integrale”, secondo cui una longevità autenticamente umana deve custodire simultaneamente salute fisica, salute cerebrale, relazioni, autonomia, partecipazione sociale, dignità e qualità della vita lungo tutto l’arco dell’esistenza. Sono principi che si inseriscono inoltre nel più ampio dibattito etico e antropologico richiamato anche da Papa Leone XIV nella lettera enciclica Magnifica Humanitas, dedicata al rapporto tra dignità della persona, responsabilità collettiva e trasformazioni scientifiche contemporanee.
Il motto scelto per questa seconda edizione — “One Health, One Dignity, Global Human Longevity for All” — vuole sottolineare bene la centralità della persona, sull’integrazione tra scienza ed etica e sulla democratizzazione dell’accesso alla salute, alla prevenzione e alle tecnologie della longevità.
Al termine dell’importante convegno è stato poi presentato il “Decalogo per una longevità globale accessibile a tutti”: 1. la prevenzione deve diventare il principale strumento di “longevità democratica”; 2. la salute cerebrale rappresenta il nuovo “Brain Capital” delle società future; 3. alimentazione, movimento, sonno e relazioni sociali sono vere forme di medicina quotidiana; 4. le innovazioni delle neuroscienze, della medicina rigenerativa e dell’intelligenza artificiale non devono creare una “longevità per pochi”; 5. ogni stagione della vita deve mantenere dignità, valore e partecipazione sociale; 6. ambiente, città, cultura e relazioni umane influenzano direttamente la qualità dell’invecchiamento; 7. scienza, etica e umanesimo devono restare profondamente integrati; 8. solitudine ed esclusione sociale accelerano fragilità e declino; 9. le società longeve richiedono un nuovo patto tra giovani e anziani; 10. la vera misura del progresso umano non sarà soltanto vivere più a lungo, ma custodire dignità, giustizia e solidarietà lungo tutto l’arco dell’esistenza.
Il percorso del Vatican Longevity Summit proseguirà nei prossimi mesi attraverso il progetto dei “Longevity Festival”, una serie di appuntamenti diffusi sul territorio italiano dedicati al dialogo tra scienza, etica, cultura e società.
Dopo Roma, il prossimo appuntamento sarà il 12 giugno a Capalbio, seguito da Capri l’11 settembre e in autunno a Venezia, all’interno di un percorso culturale che intende portare i grandi temi della longevità contemporanea fuori dai contesti esclusivamente accademici, favorendo una sempre maggiore divulgazione e democratizzazione della cultura della salute, della prevenzione e della qualità della vita. Nella foto, un gruppo di delegati al Summit.


