Il Lazio si candida a diventare sede di un campus internazionale dove studiare l’invecchiamento, una Longevity Valley, che è un progetto da 2,5 miliardi con campus e hub di biotecnologie di vario tipo, tutte mirate alla scienza della longevità. Il progetto è stato presentato qualche giorno fa all’ambasciata d’Italia a Washington dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Sicuramente si tratterà di un polo d’avanguardia con l’obiettivo di legare ricerche e studi a nuove terapie e dispositivi, prevenzione e innovazione, per una longevity davvero degna di essere vissuta. Tra le istituzioni che entreranno nella Longevity Valley anche il prestigioso Buck Institute for research on aging, uno dei principali centri internazionali sulla biologia dell’invecchiamento. Per il Lazio – regione già al top per biotecnologie – sarà anche una occasione per calamitare occupazione qualificata, tra intelligenza artificiale, automazione e bioingegneria, aumentando il numero di posti di lavoro.
Secondo gli intenti dei promotori, tra cui la Longevity Valley Authority, insieme a un gruppo di imprese e investitori internazionali, come Gregory Bailey, Alexander Pickett e Martin Ducker, la Longevity Valley avrà una struttura ispirata alla Silicon Valley, centrando però l’attenzione sulle scienze dell’invecchiamento. Dunque nella Longevity Valley ci sarà un campus in grado di sostenere la prossima generazione di imprese biotech e deep tech, con un occhio anche alle imprese più piccole e creative.
L’operazione è seguita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso la segreteria tecnica del Comitato Interministeriale per l’attrazione degli investimenti esteri (CAIE).
Anche se al momento non si sa quale sarà la zona del Lazio che sarà deputata alla creazione della Longevity Valley, sicuramente l’operazione si prospetta come un perfetto mix tra scienza ed economia. In ogni caso, come sottolineato da uno degli investitori Gregory Baley, la regione si mostra ideale anche per via della qualità e delle competenze industriali delle industrie bio-tecnologiche che da tempo operano i questa parte d’Italia. Immagine da Unsplash.






