I ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler di Trento e con il supporto di AIRC e del Ministero della Salute, hanno realizzato uno studio che permette di identificare i pazienti affetti da neuroblastoma che beneficiano maggiormente dell’immunoterapia.

Il neuroblastoma è il tumore solido extracranico più comune in età pediatrica e le attuali terapie non sono sufficienti per sconfiggerlo in una larga percentuale dei pazienti. Lo studio conferma che un’arma vincente può essere l’immunoterapia, un trattamento di cura che utilizza lo stesso sistema immunitario del paziente, o certe sue componenti per combattere malattie oncologiche. La presenza di due marcatori rintracciati dallo staff di Oncoematologia del Bambin Gesù, le cellule dendritiche e le cellule MK, è correlata a quella di altri due importanti marcatori predittivi della risposta immunitaria, le proteine PD-1 e PD-L1, inibitori del sistema naturale di immunosorveglianza, che costituiscono un bersaglio preciso per la terapia.

L’immunoterapia è oggi in grado di bloccare il meccanismo di depotenziamento della risposta immunitaria attraverso anticorpi specifici che disattivano l’azione di PD-1 e PD-L1, ripristinando la corretta risposta del sistema immunitario e garantendo l’efficacia del trattamento.  

 

di Alice Preziosi

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