Un nuovo studio condotto da Antonio Musarò e Irene Bozzoni della Sapienza ha identificato i potenziali marcatori della progressione della Sclerosi Laterale Amiotrofica, una malattia degenerativa che porta progressivamente alla paralisi e al decesso del paziente entro pochi anni dalla comparsa dei sintomi.

Le basi molecolari che potessero spiegare la SLA risultavano ancora sconosciute fino ad oggi. Il lavoro dell’Università romana ha svolto un ruolo fondamentale per l’identificazione dei potenziali biomarcatori prognostici della malattia, ovvero molecole di microRNA (miRNA) che non contengono informazioni per la formazione delle proteine, ma che risultano alterate in alcune condizioni patologiche. Dopo aver analizzato e quantificato i miRNA rilasciati nel sangue dei pazienti affetti da SLA ogni tre mesi durante la progressione della malattia, lo studio ha mostrato che tali molecole possono rappresentare un valido aiuto nella gestione clinica dei pazienti. I microRNA sembrano essere, infatti, la firma molecolare della SLA e l’uso dei loro livelli sierici per suddividere i pazienti a seconda dell’aggressività e della velocità di progressione della malattia potrà servire a rendere più precisi i trial clinici.

di Alice Preziosi

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