Gli italiani costretti a casa si ritrovano piccole cifre da investire: ma di chi fidarsi? Ecco alcune soluzioni intelligenti. 

Il Covid 19 costringe da un anno il cittadino medio italiano (e non solo) a un risparmio forzato.

Niente ristorante, viaggi, cinema, spese per vestiti e scarpe: si sta in casa con l’auto ferma in garage. Si spende solo per computer, abbonamenti tv, il divano nuovo…

C’è un dato che viene poco analizzato nella strana economia che deriva dall’emergenza Covid 19. Troppa liquidità: gli italiani stanno risparmiando e accumulano soldi per la paura del futuro. Il risparmio è giocoforza: per molti il conto in banca cresce e, chi più chi meno, ci si trova a interrogarsi: “Che posso fare adesso con questi soldi inaspettati?”.

A settembre, secondo i dati Abi, sui conti correnti degli italiani erano depositati 1.682 miliardi di euro, una vera montagna di denaro fermo, quasi pari a un Pil pre-pandemia (nel 2019 il prodotto interno loro è stato di 1.787 miliardi). E se una parte di quel tesoro appartiene ad aziende che, temendo una crisi di liquidità innescata dalla pandemia, hanno preferito accantonare una certa quantità di denaro per far fronte a eventuali problemi, dall’altra si registra un ritorno in massa delle famiglie alla politica dei “soldi sotto il materasso”. Infatti, la propensione al risparmio ha registrato una vera e propria impennata nel 2020, passando da poco meno del 12% a oltre il 20% del reddito. Tenuto conto che il libretto (forzatamente cartaceo e al portatore) è roba del passato, per la maggior parte il tesoretto dell’italiano medio risulta conservato su conti correnti. Ciò sia per far fronte a eventuali necessità ed emergenze di salute, sia perché c’è la pesante consapevolezza diffusa che siano in vista peggioramenti delle prospettive di reddito. Anche per chi è ottimista, questa pandemia non finirà domani mattina. Il problema è che nel frattempo il denaro liquido perde costantemente valore: in questo specifico momento non più solo per effetto inflazionistico, ma perché i tassi d’interesse sui depositi sono totalmente azzerati e le commissioni bancarie, le spese, i bolli e le imposte erodono inesorabilmente il capitale. Insomma, avete presente tutte quelle voci in rosso che ci tolgono soldi sul conto corrente ogni mese e che ogni volta ci fa sorgere spontanea la domanda: ma che saranno? A cosa si riferiscono? Ma quanto mi costa il conto corrente? Piccole somme e risparmi invece potrebbero essere meglio utilizzate (e più fruttifere) se investite a supporto dell’economia reale. Come?

Tanto per iniziare un mercato sicuro è quello dell’Hi TECH e in particolare del BIO TECH. Certo quando si parla di qualsiasi operazione di natura finanziaria il ‘fai da te’ costituisce probabile fattore di rischio. Per tale motivo quando si prende la decisione di investire il proprio denaro, piccole o grandi cifre non fa differenza, è sempre consigliabile affidarsi a consulenti esperti come quelli della Fiduciaria che possano aiutare ad imboccare la strada giusta azzerando i rischi.   

Come si riconosce un bravo consulente?

Anzi tutto dalla capacità di conoscenza del mercato. La differenza la fanno le informazioni e i dati (spesso big data) di cui possiamo disporre. Ma anche la capacità di rispondere con chiarezza e dati alla mano ad ogni dubbio e problematica posta dal cliente, da chi rischia il suo denaro e lo investe. Oggi, comunque, il settore ed i titoli BIO Tech sono quelli che offrono maggiori spunti e garanzie di riuscita per il futuro. Anche e soprattutto sull’onda degli effetti della pandemia che stiamo attraversando, che innesca flussi di investimenti notevoli e soprattutto durevoli.

 

di Valerio Vico, Presidente della Fiduciaria Marche

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