“Il cinema come tecnica riabilitativa: intervento sui caregiver e i pazienti con deterioramento cognitivo”, questo lo studio promosso da Medicinema Italia Onlus, unica realtà nazionale che utilizza il contenuto filmico a scopo terapeutico, con il Centro di Neuropsicologia Cognitiva, ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda e del Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell’Università degli Studi di Pavia.

La cineterapia è stata applicata alla realtà dei caregiver, che coinvolge circa 3 milioni di italiani, e prevede che il terapeuta (o il councelor) individui uno o più film da mostrare al paziente e ne provochi la discussione, al fine di promuovere la riflessione sulle proprie problematiche. A cadenza regolare sono stati proposti dei film ai caregiver di pazienti con diverse disabilità per ridurre il loro burden, ovvero il carico sulla persona che assiste in risposta ai cambiamenti di tipo cognitivo e comportamentale del proprio famigliare malato. Con la collaborazione della Fondazione Cineteca Italiana Milano è stata definita una produzione filmica per l’intervento curativo ispirato alla cineterapia; sono stati creati 50 cortometraggi di durata equiparabile di circa 10 minuti ciascuno, composto da diverse parti di film, documentari, pubblicità recuperati dall’archivio della Cineteca Italiana.

Mai come in tempo di Covid i percorsi di umanizzazione della cura hanno rappresentato una risorsa essenziale per i familiari. “La pandemia ci ha insegnato la rilevanza dell’interazione sociale per il nostro benessere. Abbiamo imparato a capire quanto questa componente sia parte della cura di tutti e in particolare delle persone malate. La necessità di trovare forme alternative per il mantenimento della cura nella sua completezza ha innescato un circuito virtuoso che ha stimolato la creazione di modelli di assistenza nuovi e originali”, sottolinea Marco Bosio, Direttore Generale ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda.

di Alice Preziosi

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